venerdì, 07 marzo 2008
America Latina
IL NICARAGUA ROMPE RELAZIONI DIPLOMATICHE CON LA COLOMBIA
7 marzo 2008
Il Nicaragua ha annunciato ieri ufficialmente la rottura delle relazioni diplomatiche con la colombia. Il presidente Daniel Ortega , ricevendo il suo collega ecuadoriano Rafael Correa, è detto che questo è dovuto alle «azioni terroristiche» realizzate da Bogotà e al fatto che, a suo avviso, il governo del presidente Alvaro Uribe non rispetta una sentenza internazionale su una controversia di confine esistente fra i due paesi. Nel corso di una conferenza stampa Ortega ha precisato che il gesto va visto come un segno di solidarietà all'equador, che domenica ha annunciato l'interruzione delle relazioni diplomatiche, per l'attacco militare nel suo territorio, il primo marzo scorso, contro un accampamento dei guerriglieri colombiani delle FARC in cui ha perso la vita il «numero due» dell'organizzazine, Raul Reyes
venerdì, 07 marzo 2008
venerdì, 07 marzo 2008
Venezuela-Colombia
CARACAS INVIA TRUPPE AI CONFINI. OPPOSIZIONE IN PIAZZA A BOGOTA'
6 marzo 2008
di Guido Piccoli
Non poteva esserci un momento più difficile per la mobilitazione odierna in ricordo alle migliaia di vittime dimenticate del terrorismo di stato e del paramilitarismo, in realtà la risposta alla manifestazione del 4 febbraio scorso, sponsorizzata dal governo Uribe, che individuava un solo delitto (il sequestro di persona) e un solo colpevole della barbarie colombiana (le Farc). Il clima di guerra nella regione, creato dopo il bombardamento di sabato scorso in Ecuador che ha ammazzato il leader guerrigliero Raúl Reyes, rischia di stigmatizzare come «traditori della patria» quanti marceranno oggi in una ventina di città colombiane per chiedere «verità, giustizia e riparazione». Se il 4 febbraio scorso buona parte dell'apparato statale e molte imprese concessero un giorno di ferie pagato per il buon esito di un'iniziativa, chi manifesta oggi lo fa a proprio rischio e pericolo.
Da più parti stanno riprendendo gli attentati contro i difensori dei diritti umani. Non a caso il portavoce della manifestazione, Iván Cepeda, figlio di Manuel, l'ultimo senatore comunista ammazzato nel 1994, ha annunciato la presenza di duecento osservatori nazionali e internazionali. Tra le prime iniziative va ricordata la marcia verso Bogotà di cinquecento sfollati di Flandes nel Tolima, cominciata sul ponte sul rio Magdalena col lancio di diecimila fiori in ricordo di quanti colombiani sono stati gettati nel fiume, dopo essere stati uccisi e squartati. Tra le manifestazioni d'appoggio in Italia, un sit-in a piazza Campo dei Fiori a Roma alle 16.30 (convocata, tra gli altri, dal Comitato Carlos Fonseca, la Rete Colombia Vive, le organizzazioni di Enlazando Alternativas e i Colombiani in Italia) e una giornata in ricordo delle vittime del terrorismo statale, dalle 10 alle 17, davanti a Palazzo Nuovo in via Verdi (convocata dal Movice, con l'appoggio di Amnesty International).
giovedì, 06 marzo 2008
COMUNICATO DEL COMANDO CENTRALE ELN
da Indymedia Colombia
mercoldì, 5 marzo 2008
COLOMBIA NON PUO’ ESSERE L’ISRAELE DELL’AMERICA
COCE-ELN
Con profondo sentimento di solidarietà rivoluzionaria, inviamo il nostro saluto al Segretariato delle FARC ed a tutti i suoi membri, in questo momento di dolore per la scomparsa degna e conseguente del Compagno Raúl Reyes, e di altri agguerriti guerriglieri.
Si sbagliano i guerrafondai seguaci di Bush ed Uribe quando cantano vittoria per il colpo dato, loro non possono capire che ogni lottatore che cade compiendo il suo dovere, si trasforma in un simbolo di fermezza e di dignità per chi come noi segue nella lotta rivoluzionaria.
È di estrema preoccupazione che il governo della Colombia, sia strumento della politica espansionista e guerrafondaia del governo di Bush, così come lo è Israele per il Medio Oriente.
I fatti dimostrano dimostra che in questi luttuosi avvenimenti non avvennero a seguito di un combattimento ma di un massacro, che è falso che ci sia stata una situazione di scontro e altrettanto chiara la violazione del territorio ecuadoriano per mezzo di bombardamenti, sbarco di truppe e recupero di cadaveri come trofeo di guerra.
mercoledì, 05 marzo 2008
NEL MONDO,
CON LA COLOMBIA CHE RESISTE!
6 marzo 2008
Giornata Nazionale e Internazionale
per le vittime dei crimini di stato
per gli scomparsi, per gli sfollati, per i massacrati, per i giustiziati
mercoledì, 05 marzo 2008
LA GUERRA DI URIBE
mercoledì 5 marzo 2008
di Roberto Zanini
La vuole morta, Ingrid Betancourt. Ma soprattutto vuole che la guerra sopravviva, si moltiplichi, alimenti il circolo vizioso del sangue travestito da politica, il domino degli schieramenti diplomatici e degli aiuti incrociati (tutti quei dollari contro il narcotraffico finiti in tasche paramilitari...), la distribuzione di certificati di iscrizione a quel fantastico grimaldello delle democrazie detto «lotta al terrore».
Alvaro Uribe è il presidente della Colombia, un paese in guerra da quanto? trentacinque, quarant'anni, e domani saranno quarant'anni e un giorno, e poi un altro e un altro ancora. La Colombia è in guerra con se stessa e domani potrebbe esserlo con i suoi vicini, già si mobilitano battaglioni lungo i confini, a nord con il Venezuela di Chavez, a sud con l'Ecuador di Correa sorvolato e bombardato per colpire a morte Raul Reyes, l'uomo della guerriglia che trattava, quello con cui persino la Francia - non lo spericolato Chavez ma Kouchner - aveva aperto trattative, l'uomo che si nascondeva di meno e dialogava di più.
«Genocidio», Uribe accusa Chavez
Dopo l'uccisione di Raul Reyes, il leader colombiano attacca: «Voglio il Venezuela al Tribunale penale internazionale». Le «prove» dei finanziamenti alla guerriglia nel computer di Reyes. I «complimenti» di George W. Bush
di Guido Piccoli
Dagli insulti si è passati alle accuse formali. Anche se il passo successivo - alle armi - non sembra ancora probabile, la tensione tra la Colombia e i suoi vicini Ecuador e Venezuela s'infiamma di ora in ora. Dopo aver vissuto un isolamento pesante nel continente latinoamericano, Alvaro Uribe ha ricevuto i complimenti del suo sponsor George Bush, per l'impresa militare che sabato scorso ha ucciso Raúl Reyes e una ventina di guerriglieri delle Farc in territorio ecuadoriano. Ed è passato al contrattacco, forte di un appoggio che gli è arrivato anche dal Polo Democratico Alternativo (che non ha trovato di meglio che accusare Chávez di aver mancato di rispetto a Uribe) e di un'opinione pubblica ammaestrata dai media allineati come mai è successo in questi anni.
mercoledì, 05 marzo 2008
COMUNICATO DELLE FARC SULLA MORTE DI RAUL REYES
Il gruppo gurerrigliero ha confermato l’assassinio del comandante che “è caduto compiendo la missione di concretizzare attraverso il presidente Chávez un incontro con il presidente Sarkozy”
TeleSUR 04/03/08 - 12:10
4 Marzo 2008
Comunicato
1. Informiamo al paese colombiano e l'opinione internazionale che è morto il comandante Raúl Reyes, rivoluzionario integro ed esemplare, che ha consegnato tutta la sua vita alla causa degli sfruttati, per la liberazione nazionale e la Patria Grande che sognò Bolivar. Rendiamo onore a lui e agli altri 15 guerriglieri caduti al suo fianco.
2. Il comandante, è caduto compiendo la missione di concretare attraverso il Presidente Chávez, un'intervista col presidente Sarkozy, dove si avanzasse nel trovare soluzioni alla situazione di Ingrid Betancurt e all'obiettivo dello scambio umanitario.
3. La perfidia dell'attacco, la perversità ed il cinismo bugiardo di Álvaro Uribe per deformare le circostanze della morte del comandante Raúl, non solo pericolosamente mettono in tensione le relazioni di questo governo con le repubbliche sorelle, ma colpiscono gravemente le possibilità dello Scambio Umanitario ed annullano la soluzione politica al conflitto con questo regime paramilitarizzato e pro-yankee.
mercoledì, 05 marzo 2008
RUMORI DI GUERRA IN AMERICA LATINA
martedì 4 marzo 2008
Il decennale conflitto in Colombia e il mancato riconoscimento delle Farc come attore politico sono alla base dell'esplosione di tensione tra stati delle ultime ore
di Guido Piccoli
A Bogotà nel piazzale del Canton Norte, la caserma più importante e famosa del paese, il presidente Alvaro Uribe circondato dall'intero vertice militare, definisce «eroe» il soldato professionale Carlos Hernández, unica vittima colombiana dell'incursione in territorio ecuadoriano successiva all'attacco aereo dell'accampamento guerrigliero di sabato scorso. A Caracas il presidente Hugo Chávez decreta un minuto di silenzio in omaggio al «rivoluzionario conseguente» Raúl Reyes, la vittima più importante del bombardamento descritto come un «codardo assassinio».
Accanto a Uribe stanno idealmente gli Usa, che gli hanno, tra l'altro, fornito la tecnologia e le bombe usate per individuare l'accampamento e ammazzare i guerriglieri che vi dormivano, l'Unione Europea che, con l'obiettivo della «governabilità», continua a finanziare il suo governo, qualche sparuto paese latinoamericano come il Perù, la stampa colombiana, mai così allineata come adesso, e, pur con qualche distinguo e imbarazzo, tutto lo schieramento politico, compreso il principale movimento d'opposizione, il Polo Democratico Alternativo
Tutti Contro la Colombia
Uribe isolato Truppe allertate in Venezuela ed Ecuador. Anche Lula contro il falco di Bogotà
di Guido Piccoli
Dalle guerra di parole alla guerra vera: il limite è sempre più vicino tra i Caraibi e le Ande. «Non sognarti di ripetere con noi quello che hai fatto all'Ecuador» ha detto a muso duro in televisione Hugo Chávez a Alvaro Uribe. L'uccisione del numero 3 delle Farc, Raúl Reyes, sta facendo esplodere l'America Latina. Per ora, la tensione è bollente tra la Colombia e l'Ecuador (il cui territorio è stato prima bombardato e poi invaso dal commando militare colombiano) e tra la Colombia e il Venezuela, già ai ferri corti per la contrastata mediazione di Chávez nella vicenda di Ingrid Betancourt e dei suo compagni di sventura. Mentre Chávez e il presidente dell'Ecuador Rafael Correa hanno chiamato «mafioso e assassino» e «spudorato bugiardo» Uribe, quest'ultimo ha sostenuto che i due paesi siano i santuari delle Farc. Le conseguenze sono pesanti: ambasciatori richiamati, chiusura delle sedi diplomatiche, ma anche dislocamento alla frontiera di decine di battaglioni, pronti a dar battaglia.
domenica, 02 marzo 2008
IL VENEZUELA CHIUDE L'AMBASCIATA A BOGOTA' E INVIA TRUPPE ALLA FRONTIERA
Il capo di stato ha ordinato al cancelliere Nicolás Maduro di trasferire tutti i funzionari della capitale Colombiana in Venezuela.
Nello stesso tempo ha ordinato al titolare della Difesa, Gustavo Rangel Briceño, di inviare dieci battaglioni per proteggere la frontiera colombo-venezuelana
Stampa Web YVKE (Heison Moreno)
Domenica 2 marzo 2008, 1,20 pm
Il presidente della Repubblica, Hugo Chávez, ha ordinato questa domenica durante la trasmissione del suo programma Aló, Presidente Nº 306, di chiudere l'ambasciata del Venezuela a Bogotà e far rientrare tutti i funzionari dalla Colombia.
Il capo di Stato ha anche dato ordini al ministro del Potere Popolare per la Difesa, Gustavo Rangel Briceño, affinché invii 10 battaglioni di carri armati e di mettere in volo aerei militari alla frontiera colombo-venezuelana. Allo stesso tempo il mandatario nazionale ha informato che il suo governo non assisterà all’incontro di UNASUR prevista in suolo colombiano.
Il presidente ecuadoriano, da parte sua Rafael Correa, ha ritirato questa domenica il suo ambasciatore da Bogotà e sta muovendo truppe verso il nord. L’ "Ecuador può contare su di noi per qualunque cosa, in qualunque circostanza", ha detto Chávez.
La decisione è stata presa da entrambi i mandatari a seguito dell'incursione del governo colombiano alla frontiera ecuadoriana senza autorizzazione, questo venerdì in ore notturne. “Non permetteremo all'impero nordamericano che è il padrone ed al presidente Uribe che è il suo cagnolino di dividerci", ha condannato Chávez.
domenica, 02 marzo 2008
URIBE TAGLIA ALLE FARC LA TESTA DI REYES
domenica 2 marzo 2008
Il capo guerrigliero ucciso in un bombardamento mirato in territorio ecuadoriano. E ora che ne sarà della Betancourt?
di Guido Piccoli
Il gran giorno è arrivato. Dopo 6 anni dal suo insediamento, Alvaro Uribe può finalmente esibire la testa di un capo guerrigliero. All'alba di ieri, in territorio ecuadoriano, tra i villaggi di Teteyé e Santa Rosa, a due chilometri dal rio Putumayo che fa da frontiera con la Colombia, un bombardamento mirato della forz speciale «Tarea Omega» ha ucciso una ventina di guerriglieri, tra i quali due membri del Segretariato: Guillermo enrique Torres, soprannominato Julian Conrado, ma soprattutto Raúl Reyes, al secolo Luis Edgar Devia, che nella gerarchia delle FARC era secondo solo al leader storico Manuel Marulanda, detto Tirofijo, e al comandante militare, il Mono Jojoy..
Uomo della «linea dura» che trattava
Il sessantenne Raúl Reyes non rappresentava solamente la proiezione internazionale delle FARC, l'uomo che gestiva i contatti diplomatici con Caracas, Quito e Parigi e, per questo dirigente decisivo in quest'epoca di trattative segrete per arrivare al cosiddetto «scambio umanitario». Raúl era anche il genero del gran capo Tirofijo, avendone sposato la figlia, Olga Marín che, fino a una quindicina di anni fa, era la rappresentante guerrigliera in europa.
sabato, 01 marzo 2008
da La Stampa on line
1 marzo 2008 - h.15,46
UCCISO IL NUMERO DUE DELLE FARC RAUL REYES
Il portavoce della guerriglia è stato ucciso nel corso di un’operazione aerea
'Il numero delle Farc (le forze armate rivoluzionarie di Colombia), Raul Reyes, è stato ucciso dall’esercito colombiano. Lo ha annunciato l’emittente radiofonica privata Radio Caracol.
Il numero due delle Farc e portavoce della guerriglia è stato ucciso nel corso di un’operazione aerea vicino alla località di Teteye, nel sud del Dipartimento del Putumayo vicino alla frontiera con l’Ecuador: lo ha precisato Radio Caracol citando fonti governative.
Secondo queste fonti, aerei spia hanno localizzato grazie a una comunicazione satellitare il leader dei ribelli che è stato ucciso in un bombardamento con almeno altri dieci guerriglieri.Fra gli uomini delle Farc che hanno perso la vita stamani in un’operazione dell’esercito colombiano c’era anche Guillermo Enrique Torres, conosciuto come Julian Conrado, membro dello Stato maggiore dell’organizzazione e considerato un ideologo del movimento. Lo ha detto oggi il ministro della difesa colombiano Juan Manuel Santos.
Il governo colombiano aveva offerto una ricompensa di 2,7 milioni di dollari a chiunque fornisse informazioni utili per la cattura o l’uccisione di Torres e del portavoce, Raul Reyes. Su Reyes pendeva un mandato di cattura spiccato dal dipartimento di Stato statunitense, con una taglia fino a cinque milioni di dollari per chi avesse aiutato ad arrestarlo. Reys è il primo esponente del Segretariato dello Stato maggiore delle Farc a rimanere ucciso in un’azione militare. «È il colpo più duro inferto nella storia a questo gruppo terroristico», ha detto Santos commentando l’operazione dell’esercito.
Da RCN - 01 marzo 2008
Comunicazione del Ministro della Difesa colombiano, Juan Manuel Santos sulla dinamica dell'operazione militare che ha avuto come conseguenza l'uccisione di diversi guerriglieri tra cui Raul Reyes
Video di RCN
Per il segretario del Partito Comunista colombiano Raúl Reyes non era un terrorista
TeleSUR 01/03/08
Esperti consultati da TeleSUR ritengono che la morte di Raúl Reyes ptrebbe portare al blocco nelle negoziazioni tra le FARC e i mediatori nazionali ed internazionali.
Raúl Reyes, membro del segretariato delle Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia (FARC), caduto all’alba di questo sabato, vittima di un bombardamento a sorpresa del’esercito colombiano, non era un "terrorista" come si è cercato di farlo credere, secondo quello che ritiene il segretario generale del Partito Comunista Colombiano, Jaime Caicedo.
In una intervista esclusiva a TeleSUR da Bogotà, Caicedo ha spiegato che Reyes era un uomo di umili originine e che grazie alla sua capacità "autodidatta" è riuscito a trasformarsi in una persona con grandi responsabilità sul terreno internazionale. "Quasi tutti i portavoce, dalla chiesa fino ai rappresentanti di governi stranieri hanno avuto contatti con questa persona."
Possiamo affermare con perfetta chiarezza che non era un terrorista, che non si trattava di un bandito come si è voluto mostrare con tono trionfalistico mentre si menziona il suo decesso durante un combattimento militare", ha chiarito il politico colombiano.
venerdì, 29 febbraio 2008
LE FARC HANNO LIBERATO NELLA SELVA QUATTRO EX PARLAMENTARI COLOMBIANI
da TeleSUR - 27 febbraio 2008
Il ministro Chacín ha assicurato che questa liberazione costituisce “un passo umanitario che, siamo sicuri, è un passo in più verso il lungo cammino che speriamo vada verso la pace in Colombia”.
La nuova Televisione del Sud ha trasmesso questo mercoledì immagini in esclusiva del momento della liberazione, da parte della guerriglia delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC) questo mercoledì, dei quattro ex legislatori colombiani la cui consegna era attesa dai loro parenti e dalla popolazione della Colombia e del Venezuela.
In queste immagini si vede l’emozionante istante in cui il ministro venezuelano dell'Interno e Giustizia, Ramón Rodríguez Chacín, e la senatrice colombiana Piedad Cordoba, ricevono in piena selva del Guaviare Gloria Polanco, Luis Eladio Pérez, Orlando Beltrán e Jorge Eduardo Géchem, dalle stesse mani di membri della guerriglia.
"A nome del nostro Comandante in Capo, il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Hugo Rafael Chávez Frias ed accompagnati dalla senatrice Piedad Cordoba, ricevo le persone che stanno liberando le Forze armate Rivoluzionarie della Colombia - Esercito del Popolo, per essere consegnate al Governo del Venezuela, a nome del quale le sto ricevendo", ha detto il ministro Rodríguez Chacín, dopo di avere scambiato alcuni parole per radio col mandatario venezuelano.
dal Manifesto - 29 febbraio 2008
Appelli di Chavez a Tirofilo e di Sarkozy alle FARC. A Uribe potrebbe far più comodo morta che libera
INGRID BETANCOURT, LA VITA APPESA A UN FILO
di s.d.q.
Aumentano le preoccupazioni per la sorte di Ingrid Betancourt, l'ex candidata presidenziale colombiana sequestrata dalle FARC 6 anni fa. Le ultime testimonianze vengono dai 4 sequestrati, ex membri del Congresso della Colombia, liberati mercoledì dal gruppo guerrigliero grazie alla gestione del presidente venezuelano Hugo Chavez e condotti a Caracas. Ingrid “sta molto male, è molto malata, è esausta sul piano fisico e psichico”, ha detto uno dei quattro, aggiungendo che è “maltrattata e tenuta in catene in condizioni inumane”. L'ex marito francese di Ingrid, Fabrice Delloye, che vive in Francia assieme ai figli della coppia, ha affermato che Ingrid soffre di una “epatite B cronica”.
da TeleSUR - 3 febbraio 2008
COMUNICATO
Secretariatdo dello Stato Maggiore Centrale - FARC-EP.
Montagne Colombiane, 31 gennaio 2008
1. Come riconoscimento ai loro persistenti sforzi per concretizzare un Accordo Umanitario, vogliamo sollecitare il presidente Hugo Chavez e la Senatrice Piedad Cordoba affinché si apprestino a ricevere personalmente o attraverso loro delegati in territorio colombiano, i parlamentari Gloria Polanco de Losada, Luis Eladio Pérez e Orlando Beltrán Cuéllar che libereremo unilateralmente dato il loro stato di salute
giovedì, 28 febbraio 2008
COLOMBIA. Minacce di morte, timori per la sicurezza
AZIONE URGENTE DI AMNESTY INTERNATIONAL
19 febbraio di 2008
traduzione di Aiki
COLOMBIA
Javier Correa, presidente del Sindacato Nazionale di Lavoratori dell'Industria degli Alimenti (SINALTRAINAL)
José domingo Florez, dirigente della sezione di Santander del SINALTRAINAL
Luis Eduardo García, dirigente della sezione di Santander del SINALTRAINAL
Membri delle loro famiglie
Altri membri del SINALTRAINAL
Amnesty International ha una grande preoccupazione per la sicurezza dei dirigenti del SINALTRAINAL Javier Correa, José Domingo Florez e Luis Eduardo García, dopo le recenti minacce di morte dirette contro essi.
Il 12 febbraio, secondo le relazioni, è stata ricevuta a casa di José Domingo Florez, a Bucaramanga, dipartimento di Santander, una lettera con minacce di morte firmata dal gruppo paramilitare Fronte Aquile Nere.
In essa si accusavano i sindacalisti di essere terroristi e gli si diceva: "terroristi figli di puttana poiché non avete obbedito al nostro ordine di uscire da Santander ora aspettatevi le conseguenze che saranno [sic] molto inumane, incominceremo con le vostre famiglie". Si diceva anche che Javier Correa, Domingo Florez e Luis García erano sotto il controllo del gruppo paramilitare.
lunedì, 25 febbraio 2008
OMAGGIO NAZIONALE ALLE VITTIME
DEL PARAMILITARISMO, DELLA PARAPOLITICA
E DEI CRIMINI DI STATO
per gli scomparsi, per gli sfollati, per i massacrati, per i gustiziati
da Indimedya colombia
In Colombia sono state sfollate circa quattro milioni di persone, in maggior parte dai gruppi paramilitari. Questi gruppi, soli o assieme a membri delle forze militari, hanno fatto scomparire almeno 15000 compatrioti e li hanno sepolti in oltre 3000 fosse comuni od hanno gettato i loro cadaveri nei fiumi. Hanno assassinato oltre 1700 indigeni, 2550 sindacalisti, e circa 5000 membri dell'Unione Patriottica. Torturano regolarmente le loro vittime prima di ammazzarle. Tra il 1982 e il 2005 i paramilitari hanno perpetrato oltre 3500 massacri, e rubato oltre sei milioni di ettari di terra. Dal 2002, dopo la loro "smobilitazione", hanno assassinato 600 persone ogni anno. Sono arrivati a controllare 35% del Parlamento. Dal 2002 ad oggi, membri dell'Esercito Nazionale hanno commesso più di 950 esecuzioni, la maggior parte delle quali presentate come "positivi"

Solo in gennaio 2008, i paramilitari hanno commesso 2 massacri, 9 sparizioni forzate, 8 omicidi, mentre l'Esercito ha commesso 16 esecuzioni extragiudiziarie. In Colombia, agenti dello Stato e paramilitari violano i diritti umani ed il diritto umanitario. Molti gruppi paramilitari non si sono smobilitati. Ora si fanno chiamare Aquile Nere. Molti parapolitici rivestono incarichi pubblici e diplomatici.
Mai più fosse comuni - Mai più sfollamenti forzati -
Mai più paramilitari - Mai più crimini di stato!
lunedì, 25 febbraio 2008
Traduzioni da Desde Abajo
dal N. 131
di AliceRebelde
La corte e il TLC: investimento sui diritti
Il 12 febbraio potrebbe essere ricordato, se la fortuna e la giustizia c'accompagnano, come una pietra miliare nella difesa dei diritti umani. Il contesto: è stato l'ultimo giorno del termine che hanno avuto i cittadini e le cittadine colombiane, persone naturali o giuridiche, per "difendere o impugnare” la costituzionalità dell’Accordo di promozione commerciale tra la Repubblica di Colombia e gli Stati Uniti d'America, i suoi protocolli aggiuntivi ed i suoi intendimenti, sottoscritti a Washington il 22 novembre 2006, e la Legge 1143 del 4 Luglio 2007, che approva l'accordo stesso, davanti alla Corte Costituzionale.
Silenzio, Silenzio! Paramilitarismo
In mezzo al maneggio dei mezzi di comunicazione, il divenire di interessi e di notizie che ogni giorno demoralizza fino ad al più ottimista in Colombia, il processo giuridico e politico sul paramilitarismo è passato al terzo posto. Tuttavia, da dicembre a metà di febbraio, molti avvenimenti permettono di vedere come il verme del potere e della violenza, prodottosi dentro la frutta dello Stato, abbia mangiato il suo proprio creatore.
venerdì, 22 febbraio 2008
UDIENZA SUI SERVIZI PUBBLICI
Bogotà, 8, 9, 10 marzo 2007
Organizzazioni sociali e a difesa dei diritti umani, presenteranno accuse controre trasnazionali: Unión FENOSA, Endesa, Aguas de Barcelona, Suez, Telefónica, Aviatur – TQ3, Banco Interamericano de Desarrollo e contro lo stato colombiano. Dalla metà della decade degli anni novanta, è iniziata l'onda di privatizzazioni delle imprese di servizi pubblici, specialmente delle imprese del servizio elettrico e per l’acqua.
L’udienza sarà preceduta dal IV° incontro Nazionale del Movimento Nazionale delle Vittime dei Crimini di Stato (Bogota, Marzo 6, 7 e 8), che si aprirà con la grande manifestazione del 6 di marzo come omaggio nazionale alle vittime del paramilitarismo, della parapolitica e dei crimini di stato.
venerdì, 22 febbraio 2008
AZIONE URGENTE
GRAVE RISCHIO PER LA POPOLAZIONE DI MESETAS, META
Le organizzazioni sotto firmatarie, si permettono di informare l'opinione pubblica nazionale ed internazionale, e gli organismi Intergovernativi per i Diritti umani, la situazioe di rischio in cui si trovano gli abitanti della frazione Alto Governatore del municipio di Mesetas, Meta.
da dhColombia
FATTI:
1. - oggi, 19 settembre 2008, verso le 2, 30 del pomeriggio, membri di strutture paramilitari sono approdate alla frazione Alto Governatore del municipio di Mesetas (Meta), ove hanno proceduto a confinarvi i suoi abitanti.
2. – nello sviluppo di questi fatti, gli stessi hanno assassinato una donna, della quale, fino ad ora, non è stato possibile identificare. Oltre a questo, i paramilitari hanno minacciato una minorenne di età, dicendole che se avesse detto qualcosa di ciò che aveva visto l’avrebbero assassinata assieme ai suoi parenti.
3. - questa situazione ha generato profonda paura ed angoscia negli abitanti, situazione che li ha obbligati a rimanere rinchiusi nelle proprie abitazioni. Esiste una preoccupazione speciale per la vita e l’integrità personale del signor JAIDER LARA, contadino di questo villaggio, ricercato ripetutamente dai paramilitari per assassinarlo.
giovedì, 21 febbraio 2008
Traduzioni da Desde Abajo
dal N. 130
di AliceRebelde
Tra la vittoria militare, l'umanizzazine e la soluzione politica
Álvaro Uribe ha mentito. Ed una verità è venuta a galla: per los Llanos e la selva orientale in nessun momento di dicembre cessarono i combattimenti. Una volta riottenuta la libertà nel dipartimento del Guaviare, l'ex rappresentante Consolo González ha dichiarato: "Il 21 dicembre abbiamo cominciato a camminare verso il posto dove ci avrebbero liberato e abbiamo camminato quasi 20 giorni. In quel periodo ci toccò correre varie volte perché gli operativi militari erano molto vicini.".
Adesso sì, capisco il perchè
Col Codice delle Miniere approvato dal Congresso (Legge 685 del 2001), il territorio nazionale è entrato in una grande contrattazione. La febbre dei minerali, ora con valori strategici per il capitale, si estende in lungo e in largo per il paese. Al suo passo, la violenza aumenta, e lo Stato chiude occhi e orecchie
giovedì, 21 febbraio 2008
Traduzioni da Desde Abajo
dal N. 129
di AliceRebelde
Le elezioni regionali 2007 e le sue lezioni
Nel 2010, da Uribe II ad Uribe III
Chiaroscuri del PDA. I dati che emergono dalle elezioni svoltesi in Colombia il passato 28 ottobre sono crudi. Da un lato il Polo Democratico Alternativo porta a Bogotà un duro colpo all'uribismo: non solo conserva il comune ma duplica la sua presenza nelle Giunte Amministrative Locali dove passa da 31 a 62 edili. Tuttavia questo fatto non è sufficiente perché questo novello partito sia coeso come forza nazionale e come potente calamita per attrarre (e rompere), con facilità, i settori dell' establishment. Il suo trionfo nel dipartimento di Nariño completa il suo panorama di forza in costruzione, con sede in un'altra regione, una dove sono stati forti i movimenti sociali, ma inoltre, di gran importanza
Smobilitati
La relazione della Commissione di Diritti umani dell'OEA (CIDH) * * lo dice col linguaggio diplomatico di rigore, ma non lascia dubbi: il processo di smobilitazione dei gruppi paramilitari in Colombia ha seri problemi.
lunedì, 18 febbraio 2008
lunedì, 18 febbraio 2008
DENUNCIA PUBBLICA
PARAMILITARI RUBANO E MINACCIANO
NELLA SEDE DI ASOINCA
16 febbraio 2008
La Associazione degli Istitutori del Cauca – ASOINCA, il sindacato degli insegnanti del Cauca, denuncia i seguenti fatti:
Nella notte di giovedì 14 febbraio 2008, alle 22:15, nella sede del sindacato a Popayán, il vigilante in turno è stato sorpreso da due persone incappucciate e con guanti che sono uscite dal bagno. L’hanno obbligato a consegnare l'arma di dotazione e la chiave della porta principale, gli hanno legato le mani ed i piedi con nastro adesivo e lo hanno gettato bocconi a terra nella biblioteca del sindacato. Quindi è entrato un altro uomo. Gli hanno chiesto dell'altro vigilante, di Fernando Vargas, presidente del sindacato, e per la "gringa" che vive in questa sede sindacale. Data l'ora, il presidente non si trovava più nel suo ufficio e la "gringa" era in un altro municipio. Hanno minacciato di ammazzare le sue tre figlie e il padre del vigilante se avesse mentito ed anche la "gringa" se stava nell'edificio. Gli uomini si sono identificati come paramilitari.
Per mezz'ora un uomo ha tenuto bocconi il vigilante e minacciandolo con una pistola puntata alla testa in biblioteca, mentre gli altri due uomini hanno controllato negli altri uffici cercando denaro. Non hanno trovato molto, ma si sono portati via l’ hard disk del sistema di vigilanza, consegnato dal Ministero dell'Interno e di Giustizia, e due cellulari, anch’essi forniti dal Ministero, oltre che l'arma in dotazione al vigilante.
lunedì, 18 febbraio 2008
AZIONE URGENTE
Saravena, Arauca, 15 febbraio 2008
Fondazione per i Diritti Umani 'Joel Sierra'
traduzione di Aiki
IN PIENA SICUREZZA DEMOCRATICA, COMPLETAMENTE INDIFESI I DIRIGENTI SOCIALI E POLITICI.
1. oggi 15 febbraio, è stato assassinato il dirigente politico, Francisco DELGADILLO, che svolgeva l'incarico di presidente del Consiglio Municipale di Saravena, organismo al quale era stato eletto per il Partito Cambio Radical. Il fatto è stato commesso nel centro urbano di questa città, verso le 2:00 del pomeriggio, ad una quadra e mezzo da una garitta della polizia che fa parte del cordone di sicurezza.
2. il giorno 8 febbraio, verso la 1:00 del pomeriggio, è stata assassinata l’insegnante MARÍA DEL CARMEN MEZA PASACHOA, dirigente sociale, affiliata all'Associazione degli Educatori di Arauca ASEDAR, mentre si spostava dal suo posto di lavoro, nella frazione Santa Inés, verso il centro urbano di Tame, a scarsi cinque minuti da questo.
domenica, 17 febbraio 2008
DENUNCIA PUBBLICA
FUMIGAZIONE A LA DOMINGA E CAÑA BRAVA.
BOLIVAR, CAUCA
Comitato Municipale di ASOINCA - Bolivar
Giunta Direttiva Dipartimentale ASOINCA
11 febbraio 2008
traduzione AliceRebelde
Le frazioni di La Dominga e Caña Brava si trovano a 20 km di strada dal capoluogo municipale del Bolivar, più 5 km di cammino sterrato, nel sud del dipartimento del Cauca. Gli abitanti sono contadini che si dedicano all'agricoltura di sussistenza con coltivazioni di yucca, fagioli, guandul, guineo, platano, canna da zucchero e mais. La terra è di regolare qualità, con suoli gialli ed un terreno abbastanza friabile. Non ci sono vie transitabili di accesso né elettricità. A La Dominga alcune fattorie coltivano un pò di coca, ma realmente non è molta. A Caña Brava avevano sradicato la coca manualmente sei mesi fa e l'avevano sostituita con coltivazioni di mais, yucca, platano e fagioli.
Tutto questo si è perso con la fumigazione del 4 gennaio di quest'anno.
domenica, 17 febbraio 2008
dal Manifesto
YOLANDA BETANCOURT: «SINISTRA INTERVIENI»
Giovedì, 14 febbraio 2008
di Geraldina Colotti
Colombia in ostaggio Il grido di dolore della mamma di Ingrid Betancourt, ieri al«manifesto»
«Il presidente non vuole la pace», dice Yolanda Betancourt, madre della senatrice franco-colombiana ostaggio da quasi sei anni della guerriglia marxista delle Farc. In Italia ha incontrato il papa, i sindacati e i principali esponenti della sinistra, ai quali ha chiesto diattivarsi per una soluzione umanitaria del conflitto armato nel suo paese «Ho fiducia nella mediazione del presidente venezuelano Hugo Chavez e della senatrice colombiana Piedad Cordoba».
[Versione IT]
A BOGOTA' UN PRESIDENTE QUASI FASCISTA
giovedì 14 febbraio 2008
Eppure Alvaro Uribe, che briga per un terzo mandato, ha l'appoggio non solo degli Usa ma anche della Ue
di Vittorio Agnoletto
«Com'è possibile affermare che una società è democratica quando l'opposizione parlamentare non viene ritenuta parte integrante di quella stessa società?». Carlos Gaviria, presidente del Polo Democratico Alternativo, ha così aperto l'incontro con una delegazione del parlamento europeo a Bogotà proprio la sera del 4 febbraio, quando da poche ore si era conclusa la marcia che ha portato in piazza almeno un milione di persone «Il Polo - continua Gaviria - nelle scorse elezioni presidenziali ha preso il 23% e rappresenta la prima esperienza di opposizione parlamentare nella storia di questo paese, infatti storicamente esistevano due partiti, ma vi era un costante accordo sulla divisione del potere.
domenica, 17 febbraio 2008
Rapporto sui costi reali della guerra in Colombia
ALCUNE CONSIDERAZIONI QUANTITATIVE SULL' EVOLUZIONE RECENTE DEL CONFLITTO IN COLOMBIA
Bogotá, 1 Dicembre 2007
di José Fernando Isaza Delgado e Diógenes Campos Romero
traduzione Comitato Carlos Fonseca
Nel 2004, insieme al professore Diógenes Campos, abbiamo realizzato il saggio "Modelli Dinamici di Guerra: Il Conflitto Colombiano". Negli ultimi tre anni sono accaduti una serie di avvenimenti che meritano un aggiornamento del lavoro. I nuovi fatti non cambiano le conclusioni, piuttosto li rafforzano. Merita sottolineare i seguenti fatti:
I. La spesa militare è cresciuta enormemente, arrivando oggi vicino al 6.5% del PIL.
II. Si sono smobilitati più di 25.000 paramilitari delle AUC, dei 12.000 uomini che, secondo il Governo, integravano il gruppo armato illegale. Questa moltiplicazione del numero di paramilitari è stata denominata da alcuni matematici "Il Paradosso di Banach Tarski applicato al paramilitarismo colombiano" e da altri come la dimostrazione del 1=2.
III. Si evidenzia il fallimento della politica di fumigazione come mezzo di controllo alle coltivazioni illecite.
IV. Si è evidenziato che il movimento politico denominato da alcuni analisti “Uribismo Rurale” ha combinato "tutte le forme di lotta" nella sua alleanza con il paramilitarismo.
sabato, 16 febbraio 2008
NUOVE MINACCE DI MORTE
14 febbraio 2008
da Sinaltrainal
Traduzione di Aiki
Nuove minacce di morte
Il passato 12 febbraio, è stato lasciato a casa di José Domingo Florez, un foglio giallo contenente la seguente minaccia contro i lavoratori della Coca Cola ed i dirigenti del Sinaltrainal: "Aquile Nere F.A.N - terroristi figli di puttana poiché non avete obbedito al nostro ordine di uscire da Santander, ora aspettatevi le conseguenze che saranno molto inumane, incominceremo con le vostre famiglie e dopo con voi sindacalisti figli di puttana - la vostra disgraziata ideologia non serve a questo paese, moriranno tutti i figli di puttana terroristi come Javier Correa, Domingo Florez e Luis Garcia, state attenti vi ten
categoria: - lotta armata, - politica