di Oscar Paciencia
domenica, 26 ottobre 2008
minga indigenaminga in caliLA DIGNITÁ INDIGENA ARRIVA A CALI
di Óscar Paciencia - 25 ottobre 2008
Dopo otre cento chilometri percorsi a piedi, da La Maria Piendamó fino a Cali, e dopo 15 giorni di mobilitazione in oltre 15 dipartimenti del paese,nonostante i tre morti e gli oltre 200 feriti, con centinaia di arresti, la Minga Indigena e Popolare arriva nella capitale del Dipartimento del Valle del Cauca. Sono oltre 40000 e rivendicano in cinque punti la propria dignitá, e quella del popolo colombaino nel la sua interezza.
Ricostruire nella memoria collettiva che dal 1492 gli continuano ad essere sterminati; Difender la vita e i diritti territoriali, politici ambientali ed alimentari; Rifiutare la illegittimitá e illegalitá di questo governo alleato col paramilitarismo; Diritti umani conservati e pace per tutti; Liberare la Madre Terra, dato che fin quando sará sottomessa e distruttua non ci sará futuro per nessuno. Questi in sintesi gli obiettivi.
Come spiega NASA ACIN (Associazione Nazionale Indigena Nord del Cauca), organo del governo indigeno, "La Minga di Resistenza Sociale e Comunitaria del SudOccidente Colombiano stá facendo la storia in Colombia. Quando la gente si accorge che stá facendo la storia, sta molto bene. Quando il popolo sa che sta scrivendo la storia, non é interssato alle piccole conquiste. Per questo, la Minga non viene a negoziare con Uribe. Non andiamo a negoziare nulla! Quello che viene a fare la Minga é smascherare di fornte al mondo la politica di guerra e di terrore che questo governo sta utilizzando contro tutti coloro che reclamano i loro diritti. Stiamo rendendo evidenti i crimini di Uribe e la illegittimitá del suo regimo narco-mafioso e paramilitare".


video nasa acin plan colombia IIPIANO DI AGGRESSIONE STATALE CONTRO IL CAUCA
video video a cura di NASA - ACIN
Documentario Nasa Acin, un chiaro e contundente riflesso della realtá dei popoli indigeni. Realtá che ha portato alla mobilitazione piú grande degli iultimi anni neltentativo di recuperare il territorio.

DICHIARAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
DICHIARAZIONE PARLAMENTARE SULLA REPRESSIONE AI MOVIMENTI INDIGENI E SINDACALI IN COLOMBIA
Parlamento Europeo, Strasburgo, 22 ottobre 2008
Noi, deputati europei che firmiamo, siamo stati informati della repressione perpetrata contro le manifestazioni indigene che si effettuano dal 12 Ottobre in diversi dipartimenti della Colombia che ha già privato della vita di 27 indigeni, vari desaparecidos e numerosi feriti, e la repressione contro il movimento sindacale dei tagliatori di canna da zucchero iniziati nel mese di Settembre.
Vogliamo esprimere la nostra più profonda indignazione per queste gravi violazioni ai diritti indigeni e sindacali che non possono rimanere impuniti.
Consideriamo legittime le rivendicazioni degli indigeni affinché vengano rispettati i loro territori e la loro autonomia, per la sopravvivenza delle loro 102 etnie, delle quali 18 sono in pericolo imminente di sparizione e per lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali. Egualmente riconosciamo la legittimità delle rivendicazioni dei tagliatori di canna per un lavoro degno.

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venerdì, 17 ottobre 2008
minga indigenaMINGA NAZIONALE DI RESISTENZA INDIGENA
Nei dipartimenti di Guajira, Córdoba, Sucre, Atlántico, Chocó, Norte de Santander, Risaralda, Caldas, Quindío, Valle del Cauca, Cauca, Tolima,Huila, Casanare, Meta e Boyacá il Movimento Indigeno e popolare, da sei giorni sta rivendicando pacificamente la propria autonomia, la liberazione della 'madre terra', in difesa della vita e dei diritti territoriali, contro un governo legato al paramilitarismo. Mentre Uribe Velez dichiara lo stato di Conmoción Interior (che equivale ad uno stato di eccezione, ove tutti i poteri passano nelle sue mani), la sua polizia, con mezzi brutali ed arcaici, ferisce oltre 200 indigeni (di cui il 10% con proiettili) e ne uccide quattro.
Nella sola Panamericana all'altezza della cittá di La María, Piendamó (CAUCA), territorio di dialogo, negoziazione e convivenza del CRIC, si trovano oltre 20 mila indigeni di differenti luoghi del Cauca. La forza pubblica ha ucciso Mariano Morano Dizú, vittima di un colpo di fucile alla testa e ci sono almeno altri 20 feriti. Informano che lí ci sono anche individui in abiti civili che stanno sparnado contro gli indigeni.

BILANCIO PRIME SEI GIORNATE DELLA MINGA
da ONIC -  16 ottobre 2008
represion cauca
Durante le azioni intraprese dal movimento indigeno nei dipartimenti di Guajira, Córdoba, Sucre, Atlántico, Chocó, Norte de Santander, Risaralda, Caldas, Quindío, Valle del Cauca, Cauca, Tolima,Huila, Casanare, Meta e Boyacá, si stanno presentando nelle ultime ore fatti di enorme gravità che evidenziano le politiche repressive e di criminalización della protesta sociale intraprese dal Governo.
I fatti più gravi si vengono presentando in La María - Piendamó nel Cauca e nel municipio di Candelaria del Valle dove l'ESMAD, l'Esercito e la Polizia attaccano gli indigeni a colpi di fucile, gas lacrimogeni, tanquetas, elicotteri e persino a machete per reprimere la protesta.
Preoccupano inoltre le versioni date dai mezzi di comunicazione, ove si afferma che queste manifestazioni sono infiltrate dalle FARC, con lo scopo di legittimare l'offensiva militare e le morti degli indigeni che continuano ad essere annunciate con insistenza dalle organizzazioni indigene e per i diritti umani che sono stati al tanto di questa situazione purtroppo non nuova.
Ocorre ricordare che il 15 marzo nel Consiglio Comunitario realizzato a Popayán, il Presidente Álvaro Uribe ha offerto una ricompensa per la testa dei dirigenti delle popolazioni indigene presenti durante il processo della Liberazione della Madre Terra e da allora in colombia non ha cessato la violenza e la morte di indigeni
.
[versione IT]     [versione ES]

MOTIVAZIONI PER LA MINGA INDIGENA
da ONIC -  10 ottobre 2008
represion caucaI Popoli Indigeni e le loro autoritá convocano ai settori sociali, popolari e democratici della societá colombiana alla MINGA NAZIONALE DI RESISTENZA INDIGENA, una giornata di unitá comunitaria, sociale e popolare
NOSTRI OBIETTIVI
1. Seminare nuovamente nella memoria collettiva che i Popoli Indigeni dal 1492 vengono sistematicamente sterminati, situazione che si é aggravata con le politiche dell’attuale governo.
2. Difendere la vita e i diritti territoriali, politici ambientali e alimentari.
3. RIfiutare la illegittimitá e illegalitá del governo e del congresso della Repubblica per essere legati al paramilitarismo.
4. Esiger il pieno sviluppo dei diritti umani e costruire tutti assieme un paese per tutti.
5. Liberar la Madre Tierra, por que mientras ella sea sometida y destruida no hay futuro para nadie.
[versione IT]   [versione ES]


INDEGENI EMBERA (CHOCÓ)
 OCCUPANO LA DEFENSORIA IN QUIBDO



Aggiornamenti da:
indymedia Colombia
Organizzzazione Nazionale Indigeni di Colombia (ONIC)
Associazione Cabildo Indigenas Norte del Cauca (ACIN)

  Tutta la informazione sulla  Minga Indígena[ES]
 Emisora Virtual Dachi Bedea
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lunedì, 13 ottobre 2008
Era fratello di un noto e stimato leader di comunitá
ASSASSINATO UN ALTRO INDIGENO NASA NEL CAUCA
Nicolas_Valencia_LemusSantander de Quilichao
12 ottobre 2008
da Tejido de comunicación ACIN

Il comunero Nicolás Valencia Lemus di 39 anni , guidava un veicolo nella via che conduce a Toribío da Il Palo, accompagnato da sua moglie e suo figlio quando é stato fermato ed obbligato a scendere dal veicolo da due uomini incappucciati che si identificarono come membri del gruppo paramilitare "Aquile Nere" Gli assassini inmediatamente lo crivellarono di colpi in presenza della sua famiglia.Gli assassini, prima di fuggire, hanno scritto sui vetri del veicolo "Aquile Nere."
[versione IT]   [version ES]
audio Corrispondenza di Ligia Coicué/ACIN sui fatti [ES]

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domenica, 07 settembre 2008
choco paradisoSui fiumi Munguidó e Baudó (Alto Baudó)
dal 16/31 agosto 2008
di Óscar Paciencia
Puó darsi. Potrebbe essere stato un paradiso con folta vegetazione, sorgenti d'acqua pura, panorami incontaminati, raggiungibili solo attraverso fiumi colorati di verde smeraldo, dove la gente viveva di pesca, coltivazione di platano, riso, frutta. Dove la convivenza tra afrocolombiani ed indigeni generava relazioni originali, permettendo alle tradizioni degli attuali discendenti degli schiavi importati dall'africa di rigenerarsi e mantenersi vive; così come alle varie etnie indigene, che da secoli popolano questi luoghi, di compenetrarsi alla natuara, in un tutt'uno vitale ed aperto al mondo esterno.
Tutto questo uno se lo puó immaginare (se ascolta i racconti dei vecchi di questi luoghi) oppure sognare (se si addormenta  sull'amaca, nel fresco della sera). Sicuramente però, da sveglio e cosciente, tutto questo appare oscurato, ricoperto di nebulosa fuliggine, dove le cose, le persone, i luoghi si intravedono appena, ricordo di un passato semiannegato e distrutto dal presente.
Senza acqua potabile, energia, fognature, case degne di questo nome; senza scuole, maestri e strumenti didattici; senza servizi sanitari, né piccoli né grandi; senza attivitá produttive che permettano poco piú che la sussistenza delle famiglie. Peró con un progressivo deterioramento delle acque fluviali; con tanta presenza della politicheria locale e nazionale in tempi elettorali; con grande invadenza delle multinazionali, per accaparrarsi l'acqua, le miniere e impiantare coltivazioni aliene a questi territori. Con tanta presenza di guerra, sfollammenti massicci, morti e feriti.
E in tutto questo, il colore della pelle, degli occhi, dei capelli, la forza delle braccia e la determinazione di donne e uomini sopravvivono (ma come fanno?), continuando nella ricerca dell'armonia, della giustizia sociale, della pace con dignitá ad urlare la loro esistenza.
Ascoltare e guardare per credere.
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RogeliaINTERVISTA A ROGELIA MOSQUERA
Quibdó, 30 agosto 2008
Leader del movimento interetnico dell'Alto Baudó, ex docente di Chachajo, promotrice dell'occupazione pacifica del Municipio di Piè de Pató nel 2007, Rogelia rappresenta oggi il desiderio di liberazione e la lotta contro l'abbandono delle popolazioni di questi fiumi; sintetizza e con grande capacitá organizzativa ed una meravigliosa umiltá partecipa della resistenza civile.

audio audio Rogelia parte 1 [Español - 13':27'' - mgb 6.1]
audio audio Rogelia parte 2 [Español - 13':32'' - mgb 6.2]
audio audio Rogelia parte 3 [Español - 06':59'' - mgb 3.2]
audio audio Rogelia parte 4 [Español - 06':21'' - mgb 2.9]
audio audio Rogelia parte 5 [Español - 05':27'' - mgb 2.5]

Munguido
VIVERE LUNGO IL MUNGUIDÒ
Quibdó, 31 agosto 2008
Un membro di ASIPAB (Associazione Interetnica pe lo sviluppo dell'Alto Baudó), di ritorno da un viaggio lunfo il fiume Mungudò, appartenente alla capitale del dipartimento, Quibdò, descrive siteticamente quali sono i principali temi che affliggono le popolazioni di questo fiume

audio Intervista [Español - 10':20'' - mgb 4.7]

foto choco
galleria completa
quibdo
Quibdó è la capitale del Dipartimento del Chocó, cittá fluviale e sede, tra l'altro, di una diocesi molto combattiva per la salvaguardia dei diritti umani degli ndigeni e degli afrocolombiani.
Los Andes Lungo il Fiume Munguidó vivono comunitá di afrodiscendenti nella piú completa miseria ed abbandono. L'acqua potabile, l'energia, la produzione agricola per il sostentamento delle famiglie sono spesso inesistenti.
Baudo Le cose non vanno meglio per le comunitá nere e indigene (Embera) che vivono lungo le rive del fiume Baudó nel municipio dell'Alto Baudó. E per questo nel novembre del 2007 hanno occupato per 13 giorni il Municipio di Piè de Pató.
Santander La comunitá Embera di El Morro, lungo una deviazione del Baudó cerca di conservare le proprie tradizioni in un abiente sociale spesso ostile, dove sono le donne a sopportarne il maggior peso. Ma lo fanno con una estrema dignitá.

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sabato, 06 settembre 2008
Indigeno Nasa ucciso nel Cauca
LA COMUNITÀ MUNCHIQUEÑA, IN LUTTO PER LA MORTE DI UNO DEI SUOI MEMBRI
cricConsiglio Regionale Indigeno del Cauca - CRIC
25 agosto 2008

Il Consiglio Regionale Indigeno del Cauca CRIC, denuncia, rifiuta e condanna il vile homicidio del comunero indigeno LUIS OLMEDO GUEJIA TROCHEZ, membro attivo del riserva Munchique los Tigres.
Il fatto è stato commesso il giorno 24 di agosto di quest’anno, sulla via che di Santander di Quilichao conduce al municipio e riserva di Jámbalo, all'altezza della frazione di Santa Rosa. Al momento si ignorano i motivi e gli autori del fatto.
Questo nuovo crimine contro comuneros indigeni, si somma alla lunga lista di fratelli assassinati durante questimesi del 2008, crimini completamente impuniti fino ad ora.
Questo deplorevole fatto, si presenta in un contesto di violenza generalizzata nella regione. Vale la pena sottolineare che nei mesi trascorsi di quest’anno, sono 53 le persone morte in maniera violenta in questo municipio del nord caucano.
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sabato, 06 settembre 2008
Denuncia di ACIN
TRE FRATELLI NASA FERITI DALL’ESMAD
MENTRE STAVANO REALIZZANDO
IL RITUALE DELLA LIBERAZIONE DELLA MADRE TERRA

Associazione dei Cabildo Indigeni Nord Cauca- CXAB WALA KIWE
22 agosto 2008

japioOggi 22 agosto 2008, nelle ore della mattina, quando membri delle comunità indigene di Munchique los Tigres appartenenti al municipio di Santander di Quilichao, si stavano preparando per iniziare la Minga nella tenuta Il Japio, membri dell'ESMAD, Squadrone Mobile Antisommossa, hanno imboscato militarmente varie persone della comunitá, aggredendole in maniera brutale, sono rimasti feriti i seguenti abitanti:
  1. LUIS CARLOS GUASAQUILLO, che presenta una ferita al braccio sinistro, causata dal compo di un artefacto explosivo (bomba di carta) lanciada da membri dell’ESMAD. Sfortunatamente e difronte alla gravitá della ferita, é statu amputato il braccio al contadino.
  2. JULIO DIAZ, ancora inconsciente come risultato dei colpi ricevuti attraverso bastón e machete da membri della polizia Nazionale.
  3. MONICA DIAZ, giovane donna di 16 anni, la quale presenta una ferita da arma da fuoco all’altezza del gluteo provocata da un memnro della Polizia Nazionale.
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IL PROBLEMA DI FONDO CHE NON SI VUOLE RICONOSCERE
Autoritá e comunitá indigene del Nord del Cauca
21 agosto 2008

Il governo puó brandire e vociferare multiple ragioni rispetto al tema della terra, appoggiandosi nella sua tesi sullo sviluppo e su dati statistici, può anche, da questa logica, ordinare in maniera infruttuosa molteplici misure per rispondere a questo problema con i popoli indigeni, sfortunatamente le misure e meccanismi stabiliti dall'alto governo in nessun modo sono diretti a risolvere il problema di fondo, ma, al contrario, tutte le iniziative fino ad ora stabilite mirano a soddisfare i proprietari terrieri, le multinazionali e corporazioni economiche vicini al governo, passando sopra alle concezioni millenarie, dinamiche economiche e sociali dei popoli indigeni e rurali.

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giovedì, 14 agosto 2008
IMMAGINI dal TERRITORIO NASA
Nord del Cauca - 1/9 agosto 2008
di Óscar Paciencia
galleria completa
territorio
Nel Dipartimento del Cauca, al nord, 17 Resguardos conformano l'ACIN, Associazione dei Cabildos del Nord del Cauca, recentemente minacciata da false organizzazioni contadine che celano lo zampino dei latifondisti.
Los Andes Nella frazione di Los Andes, tra le altre, si sono svolte attività di promozione del Referendum Nazinale per l'acqua, che ha l'obiettivo di evitarne la privatizzazione.

Santander Santander de Quilichao é la cittadina maggiore del Nord del Cauca, sede dell'ACIN, mentre nel resguardo di San Francisco, all'interno del Progetto Nasa, funziona il centrodi formazione CECIDIC

Toribio Toribío è la sede del Centro Alvaro Ulcué, del Movimento Giovanile Nasa, anch'esso uno spazio interno al Plan de Vida Nasa del Nord del Cauca.

Canoas A Canoas, quaranta minuti da Santander de Quilichao, si trova una fattoria di un vecchio latifondista, espropriata nelgi anni settanta dai nonni degli attuali indigeni.L'Albergue, gestito dal Cabildo,ospita bambini malati o denutriti.
Guavito Incontro a Guavito con Rafael Coicué, Capitan del Cabildo locale, che quest'anno ha perso un occhio a causa della polizia dell'ESMAD e nel 1991 ha perduto un fratello, ucciso nella cosiddetta strage del Nilo


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giovedì, 14 agosto 2008
Il racconto di un leader indigeno sulla liberazione della Madre Terra
INTERVISTA A RAFAEL COICUÉ
rafael coicuéGuavita, Cauca. 1 agosto 2008
a cura de La Palabra / Óscar Paciencia

Rafael Coicué é un leader indigeno ed anche Capitan del Resguardo indigeno di Lopez  Adentro (il municipio di Corinto al nord nel dipartimento del Cauca). La storia che racconta permette di avere un quadro completo degli ultimi anni di lotte indigene per il 'recupero' (ma loro la chiamano liberaizone) della terra, posseduta dai grandi latifondisti e proprietarri terrieri. Racconta di come, nel recente passato (anni ottanta e novanta) gli indigeni nasa (ma anche contadini non indigeni) hanno dovuto patire la repressione degli apparati ufficiali ed informali (paramilitari) dello stato colombiano. Di come molti siano morti, tra l'altro, nel massacro del 16 dicembre del 1991 chiamato del Nilo. Rcconta come in quella occasione gli hanno ucciso un fratello. Racconta anche dei recenti scontri con la polizia (ESMAD) e di come lui stesso abbia perso un occhio poche settimane fa. Non tralascia, infine, di collegare la politica governativa con la nuova colioizzazine delle trasnazionali e con la repressione.
audio audio Rafael parte 1 [Español - 10':34'' - mgb 4.9]
 audio audio Rafael parte 2 [Español - 06':50'' - mgb 2.8]
audio audio Rafael parte 3 [Español - 11':50'' - mgb 5.0]
audio audio Rafael parte 4 [Español - 09':20'' - mgb 4.3]
audio audio Rafael parte 5 [Español - 06':27'' - mgb 3.0]
audio audio Rafael parte 6 [Español - 09':20'' - mgb 4.3]
audio audio Rafael parte 7 [Español - 04':20'' - mgb 2.0]

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mercoledì, 13 agosto 2008
Denuncia di ACIN - Nord del Cauca
COMINCIA UNA CAMPAGNA DI TERRORE CONTRO GLI NDIGENI NASA

211 agosto 2008
Nel pomeriggio di oggi, é arrivato per posta elettronica all’indirizzo dell'Associazione dei Consigli Comunali (Cabildos) Indigeni del Nord del Cauca (ACIN) il testo della minaccia che alleghiamo per farlo conoscere. Questa lettera di terrore, firmata dalla CEC, Contadini Arrabbiati (Embejucados) del Cauca, annuncia che "alle 00:00 circa della notte odierna, riceverete noticia della morte di paHECES (ndt modo dispregiativo di chiamare gli indigeni Paez) e capoccia exguerriglieri del CRIC per contadini, quello che sarà loro confermato Telefonicamente a causa del suo irrespeto." A noi si riferiscono come paHECES, e in questo si riconosce il loro razzismo, indicandoci come escrementi.

La minaccia di 7 pagine annuncia, col suo contenuto pieno di odio e falsità, la decisione di diffamare il processo indigeno e dà inizio al terrore e alla morte. Il contesto nel quale c'inviano questa lettera è quello della parapolítica, con la chiara collusione del Governo. Le minacce al movimento indigeno da parte del Presidente della Repubblica che ordina il pagamento di ricompense per coloro i quali partecipino al processo della "Liberazione della Madre Terra" e l'arresto del Senatore Jesús Piñacué, anche lui citato nella minaccia. Le recenti confessioni del paramilitare Orlando Villa Zapata, uno dei responsabili del massacro del Nilo, secondo le quali tale crimine venne pianificato nella Fatoria La Emperatriz in presenza dei proprietari. Gli assassini di oltre 25 giovani in una settimana a Santander di Quilichao ed il massacro commesso a El Tambo durante lo scorso fine settimana, nel quale furono assassinate 10 persone. Tutto questo si somma alle crescenti minacce contro leader indigeni del Nord del Cauca. Anche la lettera di minaccia trova spunto nelle dichiarazioni infondate del Generale Jaime Esguerra, dove si cerca di vincolare alcuni funzionari del comune indigeno di Toribío con il sesto fronte delle FARC.
[versione IT]  [versione ES]
Denuncia del CRIC (Consiglio Regionale Indigeno del Cauca) [versione ES]

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giovedì, 24 luglio 2008
Nukaksluogo nukaksPOSSIAMO ANCORA SALVARE I NUKAKS?
di Oscar Bustos B.
traduzione dal francese di Nichim

Colombia – “I Nukaks, uno degli ultimi popoli nomadi del bacino amazzonico, sono stati scoperti soltanto nel 1988. Oggi, scacciati dal loro territorio ancestrale, soccombono alle malattie.
Bogotà – Una fitta pioggia bagna il porticciolo sul fiume Guaviare. Siamo venuti da lontano per incontrare i Nukaks. E’ l’ultima tribù nomade colombiana, scoperta nel 1988 è oggi a rischio di scomparire. Secondo un censimento realizzato nel 1992 dal Ministero dell’interno colombiano, l’etnia Nukaks contava 1663 membri. Undici anni più tardi il Ministero della salute ne conta meno di 500. L’influenza e altre malattie trasmesse dai Bianchi stanno semplicemente sterminando i Nukaks.
A causa della guerra in corso tra guerriglieri, milizie paramilitari e forze governative, 46 Nukaks sono stati costretti a forza ad abbandonare le loro terre verso Barrancón Bajo, a 45 minuti di canoa a motore a est di San José del Guaviare. E’ li che vogliamo arrivare., Manuel García, un giovane Nukaks, piuttosto basso, in jeans e maglietta, sarà la nostra guida e il nostro traduttore. Prima di arrivare all’accampamento, situato a un chilometro dalla costa, veniamo fermati da un gruppo di soldati. Ci chiedono verso dove siamo diretti e registrano la nostra identità.
Con l’acqua alle ginocchia un’indigena piuttosto anziana di etnia Desana, sciacqua il bucato nel fiume, ci conferma in uno spagnolo un po’ stentato che i Nukaks si trovano un poco più avanti. L’anziana indigena è molto fiera di averli come ospiti. I Desana che dispongono di una riserva di 20 ettari a Barrancón Bajo, hanno prestato ai Nukaks un terreno perché potessero stabilirvi il loro accampamento. L’anziana aggiunge che se decidiamo di restare per la notte, ci offre la sua casa che si trova proprio in riva al fiume. Ma aggiunge anche che i paramilitari [di estrema destra] fanno la ronda a partire dalle 6 del pomeriggio “Loro, vedono tutto – dice la vecchia – infatti può essere che ci sitano osservando anche in questo momento…”
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venerdì, 20 luglio 2007

indigenas

LA NOSTRA SOLITUDINE:
FINO A CHE NON SAREMO UN
SOLO POPOLO
NON SAREMO NESSUNO

ACIN, Associazione di Calbidos Indigeni del Nord del Cauca

17 luglio 2007

Siamo da 515 anni condannati alla solitudine.
Ci siamo abituati a privatizzare tutto; lo sfollamento è un problema degli sfollati, il problema della terra è degli indigeni e dei contadini, il problema dei contadini non è il problema dei neri, il problema di neri non è il problema degli indigeni, le violazioni ai Diritti umani sono un problema delle ONG´s che rappresentano le vittime e delle vittime che cercano di essere rappresentate, il problema del salario è dei lavoratori e dei loro padroni, il problema dell'educazione è dei maestri e degli studenti, il problema della salute è dei malati e dei lavoratori del settore, il TLC è un problema di coloro i quali protestano contro di esso e coloro i quali protestano lo fanno esclusivamente contro ciò che colpisce il loro ambito, la parapolítica e i paramilitari sono un problema del governo, la guerra e il terrore sono questioni dello Stato.
Come indigeni siamo nella tristezza le vittime più antiche di questi 515 anni di persecuzione ed è per il dolore delle vittime che ci mobilitiamo ora, per la dignità nazionale, perché un giorno ci sveglieremo per abbattere il muro che non ci permette di sentire che tutti siamo neri, indigeni, contadini, rapiti, scomparsi, sfollati, esiliati, minacciati..
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mercoledì, 25 aprile 2007
Popolazioni indigene occupano la sede del governo locale
CHOCO'. LA TRAGEDIA CONTINUA....

23 aprile 2007 - da Indymedia Colombia
choco protestaProtestano 500 indigeni davanti alla sede del Governo del dipartimento del Chocó

"Abbiamo preso la decisione di manifestare contro l'abbandono e l'umiliazione alle quali siamo stati sottomessi dalle autorità municipali, dipartimentali e nazionali, non solamente in questi giorni, ma da molto tempo... Siamo stanchi della sistematica violazione dei nostri diritti, specialmente quello alla salute, alla alimentazione, all'educazione, alla protezione della vita. Vogliamo venga garantita la integrità culturale di nostri popoli."choco protesta 2
La tragedia delle popolazioni nere, indigene e meticce continua. Oltre che sopportare gli effetti dell'arretratezza sociale, continuano ad essere vittima della ripresa del paramilitarismo, della politica militarista dello stato, dei soprusi degli insorti e della corruzzione dei governanti.
Nei loro territori, convertiti in scenari di guerra, assistono come spettatori o vittime ad una crescente militarizzazione della loro vita quotidiana, dei loro villaggi e dei loro fiumi e soffrono di conseguenti e permanenti soprusi, essendo popolazione civile disarmata ed estranei alla guerra, osservano che le risorse che vengono loro negate per la sanità e la educazione vengono convertite in capacità militare, mentre continunano con la stessa frequenza gli assassini, le minacce e gli sfollamenti.
Comunicato 1   [versione IT]   [version ES]
Comunicato 2   [versione IT]   [version ES]
Informazioni dalla Diocesi di Quibdò  [versione ES]
Pronunciamento del presidente  ONIC       [audio ES]

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sabato, 16 dicembre 2006
OPERAZIONI SOTTO COPERTURA CONTRO GLI INDIGENI IL BATTAGLIONE AYACUCHO: SI PRESENTANO COME PARAMILITARI
bossoli5 dicembre 2006 - Azione Urgente di REINICIAR
traduzione di Oscar Paciencia


La Corporazione per la Difesa e Promozione de Diritti umani – REINICIAR, Organizzazione Non Governativa per i Diritti umani, si permette di denunciare agli Organismi per i Diritti umani e l'opinione pubblica nazionale ed internazionale, i fatti successi il giorno 30 novembre del 2006, nella Comunità indigena Embera-Chami di Portachuelo ubicato nella Riserva di Cañamomo Lomaprieta appartenente ai municipi di Riosucio y Supía (Dipartimento di Caldas), a cui dal 15 di marzo del 2002, la Commissione Interamericana per i Diritti umani, ha concesso le misure cautelative, per proteggere la vita e l’integrità personale. I fatti:
1. Alle 8 di sera del giorno 30 novembre di 2006, la comunità di Portachuelo era riunita nel Centro Culturale, preparando l'Assemblea Costitutiva dell'Associazione di Paneleros (panela: composto dolcificante prodotto dalla canna da zucchero) della Riserva Indigena di Cañamomo e Lomaprieta, già programmata per il giorno 4 di dicembre di quest’ anno. Alla stessa ora, alcune, persone della comunità di Paneso, limitrofa a quella di Portachuelo, allertano telefonicamente della presenza di sei uomini incappucciati su tre motociclette, che trasportano in maniera visibile armi grandi e piccole.
2. Verso le 8:30 , i sei uomini arrivano alla Comunità Indigena di Portachuelo, con le luci delle motociclette spente, e si dirigono all'abitazione dei comuneros (abitanti della comunità) indigeni, dove risiede Luís Fernando Hernández Trejos di 21 anni. In casa era presente Luís Fernando con altre 6 persone, di cui 5 tra i 2 e i 15 anni di età.
[versione IT]    [Version ES]



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mercoledì, 22 novembre 2006
Passeggiata sull’Altopiano
paesaggio paramodi Julia
Novembre 2006

Nella camminata sull’Altopiano tra Silvia e Belalcázar, nella riserva indigena di Mosoco, il visitatore rimane innamorato dell’aspra bellezza di questa specialissima vegetazione, delle differenti gradazioni di verde, giallo e marron, delle panoramiche che si aprono sulle valli e montagne.
Improvvisamente però ci si sorprende della presenza della brigata contro-guerriglia mobile, lassù in cima, ma adesso al visitatore interessano altre cose.
Se si ha fortuna e un indigeno invita nella sua piccola fattoria, ci si può scaldare attorno al fuoco acceso in cucina, unico luogo della casa che protegge dal freddo e che illumina dal tramonto fino all’ora di andare a dormire, e approfittare di una spessa zuppa di mais, habas, patate e olluco che riscalda lo stomaco e l’anima.
[versione IT]  [version ES]

La Anglogold Ashanti Mines nelle miniere su territorio indigeno
da Prensa Rural - 3 novembre 2005
dalla redazione Nasa                                                                      [versione ES]


nonnoFotografie dell'Altopiano
di Julia
novembre 2006
[foto]
[carta geografica]


Postato da oscarpaciencia, 19:20 - commenti
categoria: foto, -- dip cauca, - multinazionali, - indigeni



mercoledì, 15 novembre 2006
Scontro ELN - FARC EP, condanne a leader sociali, estrazione di petrolio.
ARAUCA SENZA TREGUA
di Oscar Paciencia
carroarmatoIn Arauca lo scontro militare in atto tra le forze guerrigliere dell'ELN e delle FARC EP continua a lasciare morti sul terreno contadini ed indigeni che nulla hanno a che fare con le ragioni dello scontro, mentre un giudice condanna 19 persone arrestate nel 2003 a Saravena per delitto di ribellione. Tra di loro ci sono leader di comunità, insegnanti, agricoltori e sindacalisti ed anche appartenenti all'apparato amministrativo di Saravena. Gli Indigeni U'WA denunciano il progetto di estrazione petrolifera denominato Gibilterra 1, dove il presidente Uribe Velez annuncia che verrà estratto 'con le buone o con le cattive'.


Denuncia ONIC / ASCATIDAR sullo scontro FARC EP - ELN
[versione IT]    [version ES]

indigeni uwaFotografie della comunità U'WA
di Chivariquia colpita dallo scontro FARC EP - ELN
Agosto 2003   

[foto]

Denuncia ADUC sullo scontro FARC EP - ELN
[versione IT]    [version ES]

Denuncia Indigeni U'WA sulla  estrazione di petrolio (Gibilterrra 1)
[versione IT]    [version ES]

da Meridiano 70 articolo sulla condanna di 19 leaders comunitari per ribellione
[versione IT]    [version ES]

da Meridiano 70 articolo sulle detenzioni massicce dell'ultimo mese
[versione IT]    [version ES]

Postato da oscarpaciencia, 14:45 - commenti
categoria: foto, -- dip arauca, - denunce, - indigeni



venerdì, 06 ottobre 2006
Missione Internazionale di verifica sulla situazione dei diritti umani dei popoli indigeni colombiani

Dichiarazione finale

indigenidi A SUD da O.N.I.C.  19 - 29 settembre 2006
 
Di fronte all'aggravarsi della crisi umanitaria delle Comunità indigene in Colombia, le principali organizzazioni indigene, riunite nel Consiglio Nazionale Indigeno di Pace, hanno convocato una Missione Internazionale dal carattere indipendente per dare seguito alle raccomandazioni fatte nel 2004 dal Relatore Speciale delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali delle popolazioni indigene, Rodolfo Stavenhagen.
Tra il 19 e il 29 settembre 2006 questa Missione internazionale di verifica sulla situazione umanitaria e dei diritti umani delle popolazioni indigene della Colombia, ha voluto verificare lo stato di adempimento delle raccomandazioni e la situazione attuale delle popolazioni indigene, e si è posta come obiettivo quello di produrre un rapporto che permetta alla Comunità Internazionale di sollecitare al governo colombiano l'adempimento agli accordi e agli impegni di ordine internazionale e nazionale, in relazione al rispetto dei diritti dei popoli indigeni.
Alla Missione hanno partecipato le organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani della società civile di Europa, dell'America Latina, degli Stati Uniti e del Canada, insieme ad osservatori delle agenzie delle Nazioni Unite, dell'ambasciata della Svizzera, dell'ambasciata della Germania, della delegazione della Commissione Europea e del MAPP-OEA. La missione ha visitato cinque regioni: la Sierra Nevada di Santa Marta, l'Alto Sinú Cordoba, il dipartimento di Arauca, il dipartimento del Cauca ed il dipartimento del Guaviare. In ogni regione la missione ha realizzato delle interviste alle comunità indigene e alle loro organizzazioni, ha raccolto le testimonianze delle vittime delle violazioni dei diritti umani e degli abusi al diritto umanitario internazionale, ha incontrato le autorità locali civili e militari e i rappresentanti degli organismi dicontrollo nazionale.

Dichiarazione finale [versione IT]  [version ES]
audio Radio Città Aperta: intervista a Giuseppe De Marzo [21/10/2006]

joven Immagini della Missione di Verifica sulla condizione Indigena in Colombia

dalla pagina di
O.N.I.C.

[Foto]

Postato da oscarpaciencia, 17:58 - commenti
categoria: foto, audio, - indigeni



lunedì, 25 settembre 2006
titolojambaloZumbico-Fabian-Hurtado








Fabian Hurtado, 10 anni, indigeno, ucciso da una bomba lanciata dall'esercito nazionale
di Julia / ASOINCA

Il 16 settembre del 2006, nella notte, si sono riunite circa 2.500 persone nella frazione Zumbido, nella riserva indigena di Jambaló, a nord del dipartimento del Cauca, per celebrare il "Giorno di Amore ed Amicizia" con un bingo. A mezzanotte, la truppa del Battaglione Pichincha, ascritta alla Terza Brigata, ha lanciato un mortaio dall’ accampamento militare situato vicino all’edifico del locale liceo del capoluogo municipale, verso la comunità, che è esploso a cinque metri della casa del signore Bautista Yule Rivera, causandogli varie ferite da scheggia nella parte inferiore del corpo. Le schegge sono entrate anche nel luogo in cui si stava svolgendo il bingo, ferendo a morte morte il bambino indigeno Wilder Fabián Rubato, di dieci anni.
[versione IT]    [versione ES]
Articolo da El Tiempo [ES]
Articolo da Radio Café Estereo [ES]
Articolo da El Turbion [ES]
Articolo da Indymedia Colombia [ES]

mortaioFotografie

[foto] di Julia / ASOINCA / Cabildo Indigena Jambaló

[foto] da Indymedia Colombia



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categoria: foto, -- dip cauca, - denunce, - indigeni



giovedì, 24 agosto 2006

IIa Missione di accompagnamento al Popolo Indigeno Kankuamo

 della Serra Nevada di Santa Marta
13 al 18 di Luglio
.

indigeni Oscar Paciencia / 24 agosto 2005

All'interno della strategia del Popolo Kankuamo di visibilizzare la propria problematica e di fortificare processo organizzativo di resistenza, conseguentemente al mandato del suo III Congresso, a Bogotà é stato creato il Tavolo di accompagnamento e solidarietà al popolo Kankuamo, che vede la partecipazione di organizzazioni sociali e patrocinatrici dei diritti umani.

Nei giorni dal 13 al 18 di Luglio, si è svolta la II Missione di accompagnamento al popolo Kankuamo, che partita da Bogotà ha percorso tutta la riserva per terminare in Valledupar per visitare le persone carcerate e interloquendo con le autorità civili e militari, per verificare se gli impegni presi durante la missione del novembre 2005 sono stati mantenuti. 

Il paese kankuamo è collocato nel versante sud orientale della Sierra Nevada, dipartimento del Cesar, nel nord della Colombia; una zona tra le più colpite dal conflitto sociale ed armato, e soprattutto dalla politica di "sicurezza democratica" promossa da Alvaro Uribe Velez.

La miscela di questi due gravi elementi ha fatto si che sono stati assassinati più di 115 membri della comunità solamente negli ultimi 3 anni, si è prodotta la detenzione arbitraria di più di 40 indigeni accusati di appartenere o fiancheggiare i gruppi insorti, dei quali 19 sono ancora detenuti, ed il trasferimento forzoso di centinaia di loro, situazione che si aggrava maggiormente per i ripetuti inadempimenti, da parte del governo nazionale e delle autorità locali, nell'applicazione delle misure Cautelative e Provvisorie, concesse dalla Commissione Interamericana per i Diritti Umani e dalla Corte Interamericana per i Diritti Umani, rispettivamente. 

La crisi umanitaria conseguente ha motivato la formazione di una commissione nazionale ed internazionale di accompagnamento sul campo che si è tenuta tra l' 8 e il10 di novembre del 2005 e che ha visto la partecipazione di 18 organizzazioni sociali tra cui il Partito Verde Europeo, per un totale di 35 persone. 

Uno dei più importanti risultati di questa giornata, è stata la partecipazione ad una udienza con i kankuamos detenuti arbitrariamente, potendo verificare direttamente le condizioni infraumane della loro condizione carceraria dove è stato confermato "che il processo era basato solo su dichiarazioni senza nessun fatto concreto o prove contundenti che incriminassero gli uomini e le donne processati da leggi che non gli sono proprie e non appartengono alla loro cultura e tradizione”. Questa azione  ha contribuito alla liberazione di 16 indigeni, mentre altri 19 sono rimasti nelle carceri di Valledupar e Montería.


Dichiarazione congiunta della
IIa Missione di accompagnamento al Popolo Indigeno Kankuamo
della Serra Nevada di Santa Marta


Valledupar Colombia 18 luglio 2006


Come Organizzazioni Non Governative ed organismi nazionali e internazionli condanniamo con forza le ripetute violazioni al diritto internazionale umanitario da parte della Forza Pubblica dello Stato Colombiano che abbiamo potuto constatare direttamente nella Riserva Indigena Kankuama.

Siamo particolamente preoccupati per la militarizzazione dei territori, in aperta violazione della Costituzione Colombiana che riconosce le autorità indigene come legittime amministratrici dei propri territori.
[versione IT]    [version ES]


Postato da oscarpaciencia, 23:19 - commenti
categoria: - denunce, - indigeni



giovedì, 24 agosto 2006

ballo kankuamoDossier

Il genocidio del popolo Kankuamo: i guardiani delle Ande
Da Selvas.org  /  di Mailer Mattié -
1 luglio 2005

Versione italiana di Loredana Stefanelli, revisione Daniela Cabrera  di Traduttori per la Pace

La cultura del popolo Kankuamo fu sul punto di scomparire del tutto nel XX secolo. Nonostante tutto, negli anni ottanta gli anziani lanciarono un appello per la ricostruzione culturale, dando inizio a un processo difficile e complesso di rivitalizzazione dell’identità indigena. Così, nel 1993 riuscirono a celebrare il loro Primo Congresso in cui stabilirono di lottare per il consolidamento delle loro istituzioni tradizionali e per la permanenza nel territorio. Attualmente, il popolo Kuankamo continua ad essere in pericolo esigendo, da parte dei gruppi armati, il rispetto della sua neutralità rispetto alla guerra che insanguina la Colombia.
[versione IT] 


madrePonencia

Pueblo Indígena Kankuamo: derechos humanos y megaproyectos

Jaime Enrique Arias, Cabildo Gobernador
Paris, 13 de abril de 2005

Los primeros padres espirituales, cuando todo estaba oscuro, en el plano donde nuestra vista no puede alcanzar, dieron origen al espíritu y al pensamiento: ellos crearon todo en espíritu, en el mundo no material, no eran gente, ni aire, ni cosa, solo una idea. Los primeros padres espirituales estudiaron la organización de la diversidad espiritual para poder llegar a formar el mundo físico antes de que amaneciera. La Sierra Nevada se formó al extenderse Serankua en forma de caracol o espiral a partir de la base hasta llegar a la cima de los Nevados y en cada uno de los puntos cardinales (Dibulla, Pozo Hurtado, Camperucho y Gáira) colocó un hombre para que la sostuvieran, los cuales a su vez son los dueños ancestrales de la Sierra.
[version ES] 

indigeno kankuamoImmagini

Fotografie della IIa Missione di accompagnamento
da REDHER

Immagini varie
da Latin America Solidarity Centre  /  O.N.I.C.  / Selvas.org

 


[galleria fotografica]


Postato da oscarpaciencia, 23:01 - commenti
categoria: foto, - indigeni



venerdì, 02 giugno 2006
Catatumbo, ¡corazon!
di Oscar Paciencia
bogotà 1 giugno 2006

fotoNon puoi andare per di lì. Ci hanno appena detto che per quella vereda di Mesa Rica due spezzoni dell’esercito si sono camuffati e agiscono come paramilitari. Un gruppo ha il bracciale delle nuove autodifese, Las Aguilas Negras, gli altri neppure quello. Ma hanno già segnalato alcuni contadini, mentre altri li hanno minacciati ed alcuni picchiati.
   Ma devo fotografare, devo dimostrare che quello che dite è vero.
La verità serve viva. Quindi andiamo verso Las Aguadas, dove la comunità sta aspettando di poter raccontare quello che le è successo e di ascoltare le proposte per organizzarsi in una nuova forma, come potersi meglio difendere dall’avanzare dei progetti multinazionali che stanno arrivando in questo municipio scortati dai soldati. Sono già nella scuola riuniti e noi ti dobbiamo portare in moto.
[continua IT]

fogliaFotografie del Catatumbo
di oscar paciencia

.

[foto]

fogliaInformazioni sul Catatumbo
estratti dall'opuscolo
redatto da CISCA - MINGA



[versione IT]  [versione ES]

carlitosLa canzone di carlitos
Comunità di Maracaibo



[audio]


Postato da oscarpaciencia, 08:15 - commenti
categoria: foto, audio, -- catatumbo, - indigeni



domenica, 28 maggio 2006
Cumbre Indigena e contadina. Cauca, La Maria Piendamò
Intifada colombiana
Comitato Carlos Fonseca - REDHER


cumbreLa storia comincia tanti anni fa è una storia antica, una storia che contrappone chi da sempre vive con la terra e per la terra ai latifondisti, alle imprese dell’oligarchia nazionale e le multinazionali straniere.
È una storia di spoliazione costante, di accordi non rispettati e di nuovi accordi che si fanno in nome del profitto di pochi a detrimento della vita di molti.
È la storia di armi che vengono spianate contro chi rivendica il proprio diritto alla vita.
A volte questo conflitto che serpeggia in america latina diventa palese e si manifesta in rivolte ma realmente l’anelo al cambiamento resta costante ed è portato avanti ogni giorno attraverso lo sforzo e il sacrificio di molti.
Questa precisazione è importante e necessaria perché troppo spesso siamo portati a vedere le cose sotto gli occhi del piccolo schermo, solo per episodi che appaiono slegati dal contesto, quasi fiammate isolate.

[continua IT]

Fotografie della CUMBRE Indigena e Campesina nel Cauca, La Maria Piendamò
Comitato Carlos Fonseca - REDHER

[Foto]

Comunicati in spagnolo sulla CUMBRE del Cauca

convocazione della cumbre

apertura cumbre
primo giorno
sos aggrassioni, minacce, stigmatizzazione
ucciso un compagno
un altro morto
funerale simbolico
la polizia devasta la riserva indigena
occupata la defensoria dl pueblo
commissione umanitaria ne “la maria piendamò”
denuncia contro fatti de “la maria”
il consejo indigena del Cauca
sospensione a oltranza di tutti i dialoghi con il governo

Postato da oscarpaciencia, 12:00 - commenti
categoria: foto, -- dip cauca, - denunce, - repressione, - indigeni



martedì, 09 settembre 2003

Comunita’ Belasqueros – Flore Amarillo – Municipio di TAME (Arauca)

Parole di Dario, rappresentante indigeno 11 comunita’ U’wa e le 24 Guahibos.

 

Lunedi’ 1 settembre 2003

 

Faccio parte dell’asociazione di Cabildos a livello dipartimentale e di ASCATIDAR, ne sono il presidente e rappresento le 35 comunita’ di indigeni presnti nel dipartimento.

Qui, nel municipio di Tame esiste una problematica specifica, ma a esite anche un problema molto serio a livello di tutto il Dipartimento di Arauca. Esiste il problema del desplazamiento del popolo indigeno Iquani, nella zona di Betoyes.

Come hanno detto i compagni indigeni che mi hanno preceduto, non c’e’ rispetto verso di noi. Noi siamo una istituzione cosi’ come lo e’ il governo colombiano. Pero’, altrettanto, tra di noi non siamo stati in grado di conquistare una relazione mutua tra tutti i popoli indigeni. Questo avverra’ sicuramente perche’ come stanno oggi le cose, i governanti non rispettano il territorio indigeno, non rispettano la cultura, non rispettano la unita’, non rispettano la nostra autonomia, come popolo indigeno.

Noi siamo un solo popolo, che costruisce attraverso se stesso il proprio essere sociale di popolo indigeno. E non esiste solo il problema per gli indigeni, ma esistono anche i contadini, i settori sociali ed anche loro pagano le conseguenze di questa situazione: sono incarcerati. In questi giorni in Saravena hanno arrestato piu’ di un leader ed ora stanno nel carcere di Bogota’. Questo ci rende tristi. Stanno in Bogota’ senza nessuna colpa, perche’ il governo prende queste persone che come noi, non hanno fatto niente e li mette nella Picota (il carcere ndt), soffrendo. Dove ci stanno portando, a noi, come popolo, come contadini? A noi, popolo indigeno, i contadini ci hanno appoggiato molto. In passato ci sono state incomprensioni tra contadini e indigeni, pero’ adesso i contadini si sono relazionati con noi in una maniera molto buona.

Come hanno detto molto bene i Capitani e i compagni indigeni che hanno parlato prima di me, oggi perfino noi leader indigeni siamo minacciati dalla violenza. Noi non capiamo perche’ ci vogliono coinvolgere in questa guerra. La guerra non e’ tra di noi. La guerra e’ tra di loro. Si stanno uccidendo tra colombiani. Sono loro. Noi indigeni non sappiamo del perche’ di questa guerra. Noialtri non abbiamo fucili qui. Questo modo appartiene ad un’altra cultura. La nostra cultura, le nostre abitudini i nostri usi tradizionali sono diversi. Vedete delle armi qui? Noi non abbiamo armi! Appena le stampelle di questo signore (indicando un uomo a cui mancava una gamba e con le stampelle ndt).

Tutto quello che chiediamo a partire dal livello nazionale fino ad arrivare a livello internazionale e’ una commissione. Chiedere che altri fratelli di comunita’ indigene internazionali vengano a vedere la nostra condizione, a vedere il tipo di problema che sta’ nascendo a livello del dipartimento. Qui la situazione e’ molto critica. Noi non sappiamo con chi abbiamo a che fare e neppure comprendiamo il loro atteggiamento.

Lo stesso esercito, come ha appena terminato di dire chi mi ha preceduto, si veste da paramilitare!! E dicono che sono un Governo!! Ma anche noi siamo un Governo! Noi siamo una Nazione, da 512 anni di lotta. Facendola finita con il primo indigeno, la faranno finita con tutto, non solo gli indigeni... uccidendo gli indigeni anche il mondo morira’. Perche’ noi stiamo proteggendo la natura, il bianco non lo fa. Custodiamo il medio ambiente, la fauna, la flora. E sappiamo come farlo. Pero’ il bianco non custodisce. Lo stato non custodisce, la unica cosa che vuole e’ sempre piu’ denaro. Vuole distruggere. Vuole rendere sempre piu’ poveri i poveri. Vuole comperare piu’ armi per uccidere il suo stesso popolo. Noi indigeni non vogliamo questo. Non vogliamo questo presidente. La politia di Uribe e’ quella di farla finita. Farla finita con tutto. Noi lo sappiamo.

Ed oltre questo, c’e l’ ALCA. L’ ALCA e’ una impresa multinazionale la quale attraverso la legge, comincia a fare piani sul territorio indigeno. Questo noi non lo permetteremo. Per questo motivo abbiamo l’obbligo di unirci, avere piu’ forza. Pero’ non con le armi, noi lottiamo con la mente, con il nostro sentimento. Questo sentimento di lotta che ci portiamo dietro da 512 anni ci ha permesso di resitere come popolo indigeno.

Inoltre ci sono persone, diciamo i paramilitari, che vanno dicendo cose false. Per primo violano le donne, facendo cose sbagliate, che non devono fare. Cosa sta’ dunque succedendo? Stanno violando il diritto umanitario. Ma dove andiamo a finire per questa strada? Dove andiamo a finire noi, popoli indigeni? Come diciamo noi: nelle citta’ non possiamo vivere. Noi possiamo vivere solo sulla nostra terra, perche’ il nostro territorio e’ buono: quando c’e’ la terra c’e salute, c’e’ educazione, c’e’ produzione che permette di mantenerci, c’e’ la medicina tradizionale. Questo e’ quello che chiediamo: la terra e che abbiano rispetto. Noi siamo una autorita’ uguale alla loro. Siamo una nazione. Siamo pochi, ma siamo una nazione!

 

 

Postato da oscarpaciencia, 06:32 - commenti (1)
categoria: -- dip arauca, - denunce, - indigeni




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