Dopo otre cento chilometri percorsi a piedi, da La Maria Piendamó fino a Cali, e dopo 15 giorni di mobilitazione in oltre 15 dipartimenti del paese,nonostante i tre morti e gli oltre 200 feriti, con centinaia di arresti, la Minga Indigena e Popolare arriva nella capitale del Dipartimento del Valle del Cauca. Sono oltre 40000 e rivendicano in cinque punti la propria dignitá, e quella del popolo colombaino nel la sua interezza.
Ricostruire nella memoria collettiva che dal 1492 gli continuano ad essere sterminati; Difender la vita e i diritti territoriali, politici ambientali ed alimentari; Rifiutare la illegittimitá e illegalitá di questo governo alleato col paramilitarismo; Diritti umani conservati e pace per tutti; Liberare la Madre Terra, dato che fin quando sará sottomessa e distruttua non ci sará futuro per nessuno. Questi in sintesi gli obiettivi.
Come spiega NASA ACIN (Associazione Nazionale Indigena Nord del Cauca), organo del governo indigeno, "La Minga di Resistenza Sociale e Comunitaria del SudOccidente Colombiano stá facendo la storia in Colombia. Quando la gente si accorge che stá facendo la storia, sta molto bene. Quando il popolo sa che sta scrivendo la storia, non é interssato alle piccole conquiste. Per questo, la Minga non viene a negoziare con Uribe. Non andiamo a negoziare nulla! Quello che viene a fare la Minga é smascherare di fornte al mondo la politica di guerra e di terrore che questo governo sta utilizzando contro tutti coloro che reclamano i loro diritti. Stiamo rendendo evidenti i crimini di Uribe e la illegittimitá del suo regimo narco-mafioso e paramilitare".
PIANO DI AGGRESSIONE STATALE CONTRO IL CAUCA
video a cura di NASA - ACIN
Documentario Nasa Acin, un chiaro e contundente riflesso della realtá dei popoli indigeni. Realtá che ha portato alla mobilitazione piú grande degli iultimi anni neltentativo di recuperare il territorio.
DICHIARAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
DICHIARAZIONE PARLAMENTARE SULLA REPRESSIONE AI MOVIMENTI INDIGENI E SINDACALI IN COLOMBIA
Parlamento Europeo, Strasburgo, 22 ottobre 2008
Noi, deputati europei che firmiamo, siamo stati informati della repressione perpetrata contro le manifestazioni indigene che si effettuano dal 12 Ottobre in diversi dipartimenti della Colombia che ha già privato della vita di 27 indigeni, vari desaparecidos e numerosi feriti, e la repressione contro il movimento sindacale dei tagliatori di canna da zucchero iniziati nel mese di Settembre.
Vogliamo esprimere la nostra più profonda indignazione per queste gravi violazioni ai diritti indigeni e sindacali che non possono rimanere impuniti.
Consideriamo legittime le rivendicazioni degli indigeni affinché vengano rispettati i loro territori e la loro autonomia, per la sopravvivenza delle loro 102 etnie, delle quali 18 sono in pericolo imminente di sparizione e per lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali. Egualmente riconosciamo la legittimità delle rivendicazioni dei tagliatori di canna per un lavoro degno.
di REDHER sulle espulsioni della cittadina tedesca, dei due cittadini francesi, sulle dichiarazioni di Uribe e sulle pressioni a fotografi e difensori per i diritti umani. La lettera é stata inviata alla Presidenza, Vicepresidenza, Defensoría del Pueblo, Ministerio degli Esteri, DIpartimento Administrativo di Sicurezza
e per conoscenza Stampa nazionale, Stampa internazionale, Corpo diplomatico.
Bogotá, 22 ottobre 2008
Coloro i quali sottoscrivono il presente documento, si dirigono a Voi col fine di condividere la profonda preoccupazione rispetto alla situazione sorta a causa dell'espulsione della cittadina tedesca Friederike Müller, il giorno 2 ottobre e l'espulsione di due cittadini francesi il giorno 14 ottobre e con i fatti ad esso relazionati.
In quanto organizzazioni della Rete Europea e Americana di Fratellanza e Solidarietà con la Colombia (REDHER), osservatori, giornalisti, cooperanti e persone solidarie, attraverso il nostro lavoro e la presenza a fianco delle vittime, realizziamo una attivitá di protezione dei diritti umani, di accompagnamento ed azioni umanitarie in differenti regioni del territorio colombiano, nell’ambito previsto dal regime costituzionale e legale. Ci preoccupano profondamente le conseguenze che, a causa di questi fatti, si sono generate.
Il Presidente Uribe si lancia all'attacco degli stranieri espulsi un paio di settimane fa con l'accusa di partecipare in attivitá non conformi al tipo di visto posseduto. "Questi signori stranieri dovrebbero stare in carcere, non avremmo dovuto deportarli, ma avremmo dovuto giudicarli e incarcerarli perché loro sono colpevoli di stimolare la violenza", ha detto durante un discorso pubblico rivolto alla popolazione di Quetame. Uribe, dopo aver chiesto alla Procura Generale che "investighi per la partecipazione in attivitá violente, per incitamento alla violenza", ha detto che "qui (in Colombia) sono apologeti del delitto e all'estero sono distorsionisti della veritá".
MISSIONE DI ACCOMPAGNAMENTO
ALLA PROVINCIA LA LIBERTAD - Dipartimento di Boyacá
dal 9 al 14 Settembre 2008
"Un giorno fummo importanti esendo il passaggio obbligato
dell'oriente al centro del paese,
eravamo nella gloria quando l'esercito
che sconfisse gli spagnoli scalò le nostre rocce e strade,
e la considerarono culla della libertà, il giubilo duro poco.
Questi momenti di gloria, semmai riposano negli impolverati scaffali.
Improvvisamente ci svegliamo non col trillo degli uccelli
Ma con lo scoppiettio di fucili e macchine grandi;
cominciò l'incubo"
PRESENTAZIONE
La provincia di La Libertà sta soffrendo una grave crisi umanitaria che ci chiama, come organizzazioni sociali e patrocinatrici dei diritti umani, a partecipare a questa Missione. Oltre all'accompagnamento alle comunità nel loro processo di ricerca della verità, giustizia e riparazione integrale per gli abusi a cui sono state sottomesse da parte delle organizzazioni armate tanto legali come illegali, facciamo un tentativo affinché la comunità nazionale ed internazionale conosca la situazione vissuta nella regione, si pronunci davanti agli organismi governativi e cessino le violazioni ed infrazioni verso i diritti umani ed il Diritto Internazionale Umanitario.
Egualmente, il proposito della Missione è diretto a generare distinte dinamiche di solidarietà e rafforzamento organizzativo a partire da scenari di incontro tra le amministrazioni municipali, le Giunte di Azione Comunale, la chiesa, i rappresentanti Pubblici: le Personerías, la Defensoria del Pueblo,Procura, tra le altre.
Il giorno 6 ottobre l'ACEU (Associazione Colombiana di studenti Universitari) ha ricevuto una minaccia diretta alla loro organizzazione, alle Ambasicate di alcunipaesi Europei, Canada e Stati uniti, ed alla Rete di Fratellanza e Solidarietá con Colombia (REDHER), nelle sue articolazioni europee, colombiane e canadesi. di seguito il testo della minaccia.
AGUILAS NEGRAS BLOCCO DISSIDENTE AUC
Sig.ri Ambasciate dei Paesi dell'Unione Europea, Canada, Usa, Messico, Ecuador, Venezuela, Cile, Brasile ONGs colombiani ed internazionali con sede in Colombia, sindacati, raggruppamenti di studenti nazionali ed internazionali, Questo è un ultimatum ad un lavoro di intelligence iniziato 2 anni fa O TACCIONO O LI TACITIAMO NOI nei paesi menzionati abbiamo identificato le braccia armate dell'organizzazione FARC sono persone che hanno ottenuto status di rifugiato o perseguitato politico, ma non sono altro che aborti di
guerrigliero che si fanno passare per funzionari di organizzazioni non governative o come studenti ricercatori che si muovono nelle città di Barcellona, Parigi, Roma, Ginevra, Madrid, Ciudad de México, Londra, Miami e New York per attentare alla dignità del popolo colombiano; abbiamo informazione che molti di essi hanno come centro operativo città ecuadoriane e venezuelane molto vicino alla frontiera, non avremo la mano leggera con tutti quei FIGLIDIPUTTANA COMUNISTI che non si adeguino a questa minaccia
abbiamo la capacità di sapere quando entrano ed escono dal territorio colombiano tutti questi rappresentani della GUERRIGLIA. Tutti coloro che abbiamo menzionato sono dichiarati OBIETTIVO MILITARE FIGLIDIPUTTANA RIFONDEREMO LE IDEE MARXISTE PER AVERE UNA COLOMBIA LIBERA DALLLA GUERRIGLIA.
Nei dipartimenti di Guajira, Córdoba, Sucre, Atlántico, Chocó, Norte de Santander, Risaralda, Caldas, Quindío, Valle del Cauca, Cauca, Tolima,Huila, Casanare, Meta e Boyacá il Movimento Indigeno e popolare, da sei giorni sta rivendicando pacificamente la propria autonomia, la liberazione della 'madre terra', in difesa della vita e dei diritti territoriali, contro un governo legato al paramilitarismo. Mentre Uribe Velez dichiara lo stato di Conmoción Interior (che equivale ad uno stato di eccezione, ove tutti i poteri passano nelle sue mani), la sua polizia, con mezzi brutali ed arcaici, ferisce oltre 200 indigeni (di cui il 10% con proiettili) e ne uccide quattro.
Nella sola Panamericana all'altezza della cittá di La María, Piendamó (CAUCA), territorio di dialogo, negoziazione e convivenza del CRIC, si trovano oltre 20 mila indigeni di differenti luoghi del Cauca. La forza pubblica ha ucciso Mariano Morano Dizú, vittima di un colpo di fucile alla testa e ci sono almeno altri 20 feriti. Informano che lí ci sono anche individui in abiti civili che stanno sparnado contro gli indigeni.
BILANCIO PRIME SEI GIORNATE DELLA MINGA da ONIC - 16 ottobre 2008
Durante le azioni intraprese dal movimento indigeno nei dipartimenti di Guajira, Córdoba, Sucre, Atlántico, Chocó, Norte de Santander, Risaralda, Caldas, Quindío, Valle del Cauca, Cauca, Tolima,Huila, Casanare, Meta e Boyacá, si stanno presentando nelle ultime ore fatti di enorme gravità che evidenziano le politiche repressive e di criminalización della protesta sociale intraprese dal Governo.
I fatti più gravi si vengono presentando in La María - Piendamó nel Cauca e nel municipio di Candelaria del Valle dove l'ESMAD, l'Esercito e la Polizia attaccano gli indigeni a colpi di fucile, gas lacrimogeni, tanquetas, elicotteri e persino a machete per reprimere la protesta.
Preoccupano inoltre le versioni date dai mezzi di comunicazione, ove si afferma che queste manifestazioni sono infiltrate dalle FARC, con lo scopo di legittimare l'offensiva militare e le morti degli indigeni che continuano ad essere annunciate con insistenza dalle organizzazioni indigene e per i diritti umani che sono stati al tanto di questa situazione purtroppo non nuova.
Ocorre ricordare che il 15 marzo nel Consiglio Comunitario realizzato a Popayán, il Presidente Álvaro Uribe ha offerto una ricompensa per la testa dei dirigenti delle popolazioni indigene presenti durante il processo della Liberazione della Madre Terra e da allora in colombia non ha cessato la violenza e la morte di indigeni.
MOTIVAZIONI PER LA MINGA INDIGENA da ONIC - 10 ottobre 2008
I Popoli Indigeni e le loro autoritá convocano ai settori sociali, popolari e democratici della societá colombiana alla MINGA NAZIONALE DI RESISTENZA INDIGENA, una giornata di unitá comunitaria, sociale e popolare
NOSTRI OBIETTIVI
1. Seminare nuovamente nella memoria collettiva che i Popoli Indigeni dal 1492 vengono sistematicamente sterminati, situazione che si é aggravata con le politiche dell’attuale governo.
2. Difendere la vita e i diritti territoriali, politici ambientali e alimentari.
3. RIfiutare la illegittimitá e illegalitá del governo e del congresso della Repubblica per essere legati al paramilitarismo.
4. Esiger il pieno sviluppo dei diritti umani e costruire tutti assieme un paese per tutti.
5. Liberar la Madre Tierra, por que mientras ella sea sometida y destruida no hay futuro para nadie.
DETENUTI TRE FRANCESI A PALMIRA - IL GOVERNO OSTACOLA LA LIBERA INFORMAZIONE SULLO SCIOPERO DEI LAVORATORI DELL'INDUSTRIA DELLA CANNA - CONTINUA LA PERSECUZIONE CONTRO LA COMUNITÁ INTERNAZIONALE
13 ottobre 2008
Da REDHER Alle 12:45 circa di oggi 13 ottobre 2008 i cittadini francesi DAMIEN FELLOUS, con passaporto n. 07CI42976, JULIEN DUBOIS con passaporto n. 05EI56809 e JORIS PROT con passaporto n. 07CP21469, sono stati fermati da membri del DAS (Dipartimento Amministrativo di Sicurezza), mentre stavano realizzando un lavoro giornalistico nei luoghi di concentrazione dei lavoratori dell'Industria della Canna di Zucchero. I giornalisti avevano effettuato la verifica delle condizioni dei lavoratori negli Impianti Manuelita e Providencia, di cui possedevano foto e doecumentazione informativa.
Questi fatti si presentano giusto nel momento in cui il governo annuncia indurire le misure di ordine pubblico contro i lavoratori dell'Industria della Canna da zucchero che si trovano in Assemblea Permanente con sospensione dell’ attività dal 15 settembre 2008, i lavoratori del Ramo Giudiziario che hanno cominciato il 1 settembre 2008 e nel momento in cui gli indigeni e contadini del Cauca, si trovano riuniti nella comunitá di María Piendamo, nella Minga per la Vita dal 12 ottobre 2008, dove hanno convocato il presidente Álvaro URIBE VELEZ, per le gravi minacce e crimini di lesa Umanità dei quali continuano ad essere vittime.
ESPULSA DALLA COLOMBIA LA RICERCATRICE
E PROFESSORESSA DI COMUNICAZIONE
CHRISTINA FRIEDERIKA MÜLLER
2 ottobre 2008
Dalla motivazione del Dipartimento Amministrativo di Sicurezza (DAS):
“per aver messo in pericolo la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, la salute pubblica, la tranquillità sociale, la sicurezza pubblica, o quando esistano informazioni di intelligenza che indichino che rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, la sicurezza pubblica o la tranquillità sociale" secondo il Dipartimento di Sicurezza DAS della Colombia." I FATTI: 1. Il primo di ottobre 2008 alle 5:30 di p.m. approssimativamente la cittadina tedesca CHRISTINA FRIEDERIKE MÜLLER, si trovava transitando nella piazzola di San Francisco della città di Cali in compagnia di un membro del Comitato di Solidarietà coi Prigionieri Politici - Sezione Valle del Cauca e del Sindacato di Lavoratori dell'Industria Metallurgica SINTRAMETAL di Yumbo. 2. Mentre si stava disponendo ad abbandonare la piazzola é stata circondata da cinque (5) persone le quali, senza esibire alcun tipo di identificazione, manifestarono essere funzionari del Dipartimento Amministrativo di Sicurezza D.A.S, l’hanno interrogata sulle le ragioni della sua permanenza nel nostro paese. Immediatamente dette persone hanno provveduto a trasportarla nelle installazioni del D.A.S.
Integrante della Rotta Pacifica delle Donne Colombiane, Olga Vergara é stata uccisa il 24 settembre scorso nelle strade di Prado, quartiere centrale di Medellin. Con lei sono state assassinate altri tre membri della sua famiglia, suo figlio di 26 anni, sua nuora di 22 anni ed il suo nipotino, un bambino di 5 anni. Il Movimento Sociale delle Donne contro la Guerra e per la Pace, denuncia che "Questo massacro é avvenuto a Medellin, lo scorso 24 settembre, in una città che oltre ad essere la seconda del paese per il numero di abitanti, è stata presentata al mondo come 'modello di successo del processo di smobilitazione paramilitare', i massacri, gli assassini di civili, le sparizioni forzate, sono gli indicatori di successo con i quali il governo della 'sicurezza democratica', occulta e beneficia i criminali."
UNA GIORNATA DI ACCOMPAGNAMENTO E FORMAZIONE A DESPLAZADOS DI MEDELLIN
Con Associazione Campesina di Antioquia
13 settembre 2008
L'attivitá di accompagnamento é rivolta alla Associazione di Desplazados di Medellin (ASDMA) nata in ottobre 2007 ed integrafa da 50 famiglie in situazione di sfollamento forzato a causa dela violenza. Pressioni, minacce, paura o violazione ai diritti umani da parte di gruppi armati al margine della legge come paramilitari o guerrigli, ma anche dallo stesso esercito, hanno portato queste persone ad abbandonare le loro terre. Provengono da varie regioni del Paese: Catatumbo, Sur del Bolivar, altre zone di Antioquia, dove i processi organizzativi sono forti, ma ci sono anche famiglie non politicizzate che cercano di trovare una collocazione piú degna per la loro vita. Il lavoro che svolge l'ACA (Associazione Campesina di Antioquia) con queste persone é basicamente un lavoro di formazione e rafforzamento organizzativo, affinché cadauna di loro possano riconoscere i propri diritti e da lí rivendicare azioni concrete nei confronti dell'amministrazione pubblica. Il lavoro agricolo che viene portato avanti in questa piccola fattoria nella periferia di Medellin é di carattere produttivo e le attivitá che vengono svolte sono quelle relative all'apprendimento ad impiantare un vivaio per riprodurre alcune sementi di ortaggi e come seminare senza utilizzare fertilizzanti chimici.
Nell' occidente di Medellin
LA COMUNA 13. QUARTIERE LA INDIPENDENCIA 4 ottobre 2008
a cura di Óscar Paciencia Una giornata con la Red Juvenil e la Banda Cirimia di Medellin per i vicoli del quartiere la Indipendencia della storica Comuna 13, per promuovere un un foro sociale. Nella relazione tenuta nel febbraio scorso da ELKIN RAMIREZ JARAMILLO della Corporación Jurídica Libertad durante le giornate per la Vita e la Libertá Jesús María Valle Jaramillo, si legge "La Comuna 13 si ubica all'ovest della città di Medellin ed è composta da 24 quartieri nei quali vive si popolazione che nella sua maggioranza appartiene agli strati 1 e 2 (i piú bassi ndt.). L'origine di questo settore di popolazione risale agli anni ‘70 con la creazione di quartieri prodotti da insediamenti fuori norma e da invasioni composte nella loro maggioranza da persone provenienti dalla campagna. Alcune delle famiglie che vi abitano arrivarono alla zona dopo essere state vittime dello sfollamento forzato. Il settore sociale nel quale si inserisce questa popolazione la obbliga fin dal principio a generare proposte organizzative dirette ad ottenere, da parte dello stato, il riconoscimento della loro condizione di attori sociali e politici, e per questo non è strano trovare che nei primi anni di questa decade la zona contasse con l’esistenza di circa 50 organizzazioni sociali e comunitarie formalmente costituite ed incaricate di rivendicare le necessità più sentitedalla comunitá. Condizione organizzativa che col passare del tempo generò un importante accumulato politico che permise a queste organizzazini di partecipare alla progettazione di piani e politiche mediante le quali si cercava far funzionare l'amministrazione municipale meglio, facendole giocare in maniera più efficace la sua carta di garante per alcuni diritti."
DICHIARAZIONE FINALE Pié de Pató - Alto Baudó - Chocó
26, 27, 28 settembre 2008
Un anno fa la nostra storia si spaccò in due, dopo molti secoli il nostro spirito ribelle diventa visibile per reclamare ed esigere diritti, quando assieme a duemila abitanti afrodiscendenti ed indigeni dell'Alto Baudó per 13 giorni ci siamo mobilitati e ci siamo concentrati nel capoluogo municipale di Pié de Pató per dire al mondo che esistiamo in mezzo alla miseria, all'abbandono e l'esclusione alle quali ci ha sottomessi un sistema che ora non ci schiavizza con le catene, ma ci nasconde, nega la nostra storia, nega la nostra forma di essere e ci uccide con la fame.
Da lí é nato il sogno, incontrarci di nuovo, guardarci dentro, guardare i nostri colori, guardare le nostre creazioni artistiche; l'essere ed il sentire Baudosegno; nella musica, nella danza, la parola; essere riuniti, uomini e donne per dire che qui esistiamo che qui siamo e che qui resistiamo; amando il nostro fiume, proteggendo il nostro territorio ed unendoci per riscattare la nostra identità, organizzandoci costruendo il nostro essere collettivo.
A ROMA L'EX OSTAGGIO INGRID BETANCOURT
«Guerriglieri arrendetevi, ascoltate la voce del cuore» 2 settembre 2008 - diGeraldina Colotti
«Tornare a fare politica in Colombia? Perché no. Ma non è la mia priorità». Lo ha detto Ingrid Betancourt in una conferenza stampa alla Provincia di Roma rispondendo a una domanda sul suo futuro. «Dopo aver vissuto per sei anni come vittima dell'arbitrio e della guerra - ha detto l'ex ostaggio delle Farc - cambiano le prospettive di vita». Oggi la priorità è costruire «una squadra che aiuti ad alleviare il dolore delle altre persone che soffrono», non solo in Colombia ma «nel mondo intero». Come? «Ascoltando la voce del cuore» e il miracolo della fede - argomento che ha occupato buona parte della conferenza, seguita all'incontro fra il papa («un essere di luce») e Betancourt. Una via che l'ex ostaggio ha consigliato anche ai comandanti delle Farc (nominati uno ad uno) invitandoli a «uscire dall'autismo» e a deporre le armi: «Io vi riconosco il diritto di essere diversi - ha detto - ora sta a voi fare altrettanto e imboccare il cammino del cuore».
INGRID DEI MIRACOLI
Quasi una visita di Stato per Betancourt che arriva oggi a Roma 31 agosto 2008 - diGuido Piccoli
L'ex-ostaggio franco-colombiano delle Farc, liberato dopo sei anni di penosa prigionia nella selva da una mirabolante operazione militare ordinata dal presidente Uribe, rischia di diventare, suo malgrado, un'icona. E una chiave di lettura troppo facile e sbagliata (i Buoni contro i Cattivi) di un conflitto complesso come quello della Colombia
Sei anni nella selva a invocare la Madonna e a leggere la Bibbia, l'unica pubblicazione consentita dal rigore guerrigliero. Poi, a luglio, la liberazione, lo sbarco in terra europea, i festeggiamenti con Sarkozy e la Legion d'Oro, la visita a Lourdes. Domattina l'udienza con Benedetto XVI a Castel Gandolfo e il pomeriggio una preghiera in San Pietro. Così Ingrid Betancourt conclude il suo pellegrinaggio di ringraziamento per l'Operazione Scacco nella selva del Guaviare che, per come è stata raccontata, appare un miracolo da ascrivere, come sostenne allora anche il presidente Alvaro Uribe, «all'intervento dello Spirito Santo e alla protezione di nostro Signore e della Vergine, in tutte le sue espressioni».
L'esercito Nazionale colpisce la popolazione civile COLPI DI MITRAGLIA SULLA SCUOLA DI LAS GUACAS,
CORINTO, CAUCA JORLEN SORIANO MARIN
Coordinatore Della Istituzione e Presidente del Comitato Municipale degli Educatori 29 luglio 2008
Mi permetto di riportare i fatti che si sono venuti presentando da alcuni mesi nel Corregimiento EL JAGUAL del municipio di Corinto, al nord del dipartimento del Cauca, dove funziona la Istituzione Educativa Las Guacas, e che il 27 di luglio di questo anno sono arrivati al limite:
• Il 29 maggio 2008,la Forza Militare hanno bombardato le frazioni di Las Guacas e La Comiera uccidendo due fratelli civili evangelici.
• Sono continuativi gli scontri a qualsiasi ora del giorno ed in qualsiasi luogo di questa zona, ma specialmente nelle frazioni menzionate.
• Ieri, 27 luglio 2008 tra le 6:30 della sera e le 11:00 della notte un aereo Della Forza Aerea ha mitragliato senza pietá il Collegio de Las Guacas e le case circostanti. Sono stati causati danni a porte, pareti, tuberie degli impianti per l’acqua, nella classe di informatica, sul pavimento, sui marciapiedi, nel campo di basket, sulle lavagne e nei tetti. Le persone che vivono nel negozio a 20 metri dalla scuola, ci hanno raccontato dei momento terribili che hanno vissuto e come l’aereo sparava senza pietá contro la loro casa, in cui stavano bambini e persone della comunitá.Nello stessomomento, un pó piú giú dal Collegio una ex alunna che stava in casa sua é stata ferita gravemente ed al momento la prognosi é riservata.
Immagini da Las Guacas di Óscar Paciencia
Las Guacas, 6 agosto 2008
Oltre l'istituzione scolastica è stata colpita anche la casa del gestore del negozio comunitario e ll negozio stesso, dove al momento del mittragliamento vi erano 30 persone. Poi i bambini tornano a scuola.
Intervista al signor Jorge Ortega, gestore del piccolo negozio comunitario, che funziona anche come luogo di ritrovo della comunità, che racconta come anche la sua casa è rimasta colpita dai colpi di mitragliatrice dell'avionetta dell'esercito dalle 19 alle 23 del 27 luglio 2008
Intervista al professor Jorlen Soriano Marin, autore della denucia, professore dell'istituzione scolastica e presidente del Comitato Municipale degli Educatori, il quale, oltre a raccontare le condizioni della scuola e quelle psicologiche degli alunni, ricorda come da maggio i combattimenti tra il Sesto fronte delle FARC e l'esercito Nazionale colombiano continuino ininterrottamente, anche nelle case e nei villaggi limitrofi e che hanno fatto due morti in maggio di quest'anno
Intervista a Jessica, sorella della ragazza di 22 anni rimasta gravemente ferita e tutt'ora in fin di vita, essendo stata colpita, nella cucina di casa sua, da un proiettile di alto calibro sparato dall'avionetta militare che le ha trapassato la spalla, colpito il polmone ed il fegato, il 27 luglio 2008
7.200 PRIGIONIERI POLITICI: UNA REALTÁ OSCURA IN COLOMBIA
da Radio Mundial(Venezuela) - Ultime Notizie
Nell'ultimo anno, il conflitto colombiano ha girato per il mondo attraverso le pagine dei più importantiquotidiani del pianeta. Lo scambio umanitario e la liberazione dell'ex candidata presidenziale Ingrid Betancourt, come simbolo degli ostaggi nelle mani delle Forze armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC), ha spinto a milioni di persone a chiedere la libertà per tutti i sequestrati e a esigere la disarticolazione della guerriglia.
Ma, Il conflitto colombiano non genera sofferenza da un solo lato; la realtà ha due facce. Di fronte agli oltre 700 ostaggi nelle mani delle FARC ci sono i 7.200 carcerati politici dello Stato chi scontano pene per "ribellione o affini".
Il Comitato di Solidarietà coi i Prigionieri Politici colombiani (Cspp), difensore dei diritti umani ed in permanente allerta sulla situazione che vivono questi detenuti, afferma che le violazioni alle garanzie dei reclusi sono costanti da parte dello Stato.
Sará che associare la Colombia alla coca appartiene allo sport nazionale italiano (e non solo), ma spesso scherzi e battute su questo tema infastidiscono, quando ai coltivatori di questo prodotto chiamato 'illecito' (mentre illecita é la sua trasformazione in cocaina) non vengono date altre possibilitá di sussistenza, quando, per questo, vengono sottoposti a 'fumigazioni' chimiche che uccidono tutte le altre loro coltivazioni lecite, quando per colpa di questa pianta diventano ostaggio delle manovre insensate di alcuni gruppi guerriglieri allo sbando o dell'esercito che strumentalizza le coltivazioni per farla finita con la resistenza sociale, civile e politica di questi contadini araucani.
E infastidisce ancora di piú ascoltare queste battute quando, nonostante l'abbandono dello Stato , in mezzo alla guerra, sottoposti a ricatto, incarcerati, sfollati, e spesso uccisi, loro stessi, i contadini diei municipi di Saravena, Tame, Arauquita, Fortul decidono di sradicare manualmente le piantagioni di coca, andando incontro al rischio di perdita di reddito, alla prospettiva di tempi lunghi per ottrenere nuovi e diversi raccolti.
Sradicare adesso! Quando
le avionette passano sulle piantagioni
di caffé, banane, yucca, mais, fagioli
e scaricano il glisolfato,
'fumigando'
come dicono qui nei villaggi,
quello che rimane sono
piantagioni morte.
Quando va bene
i contadini non si ammalano,
ma essendo costretti ad andare al campo
per cercare di recuperare parte delle piante,
le dermatiti da glisolfato
sono frequenti.
Alcuni raccontano che le fumigaizoni
non colpiscono le piantagioni di coca
per il fatto che la mappatura geografica
che possiede il governo é troppo vecchia
e che ad essere colpite
sono solo le coltivazini lecite.
La resistenza sociale civile e politica
dei contadini di queste terre araucane
non si esaurisce nell'organizzazione
di manifestazioni pubbliche
ed eventi culturali,
ma dá il meglio di sé
nelle scelta che
centinaia di famiglie hanno fatto:
sradicare manualmente
ognuna delle piante coca
della loro piantagione.
In moltissimi villaggi di Fortul,
Tame, Arauquita ed anche Saravena
dopo aver preso questa decisione,
da circa dieci mesi
proseguono sradicando,
mentre il governo prosegue
ad intossicarli col glisolfato,
incurante delle loro scelte,
ed anche infastidito nel veder perdere
la strumentale motivazione
attraverso la quale giustificava
l'alta militarizzazione
e la repressione di questi
irriducibili contadini.
UDIENZA FINALE DEL TPP Bogotà, Universitá Nazionale
21, 22, 23 giugno 2008
Al termine di un lungo processo durato due anni e mezzo, che ha preso in esame migliaia di denunce nei confronti delle multinazionali presenti in colombia e contro il governo di questo paese, la giuria internazionale, presieduta dal premio nobel per la pace Adolfo Perez Esquivel, al termine dell'udienza finale, ha emesso un sentenza di condanna per le 34 trasnazionali giudicate (Coca-Cola, Chiquita Brands, Repsol; Union fenosa, Oxxy, BP,Kedhada,Drummond, Ecopetrol, tra le altre), per il Governo Colombiano e per i governi degli stati a cui appartengono le imprese.
All'interno delle giornate di lavoro del Tribunale si é svolta una manifestazione in Bogotá contro la presenza invasiva delle imprese trasnazionali e contro il governo di Uribe che la facilita.
Alcuni studenti dichiaratisi 'in clandestinitá', a volto coperto, hanno voluto portare la loro solidarietá al TPP, alle organizzazioni sociali presenti, agli indigeni, agli afrodiscendenti ed ai campesinos.
Gli atti del Tribunale Permanente dei Popoli, Sessione Colombia, sono stati trasmessi in maniera formale a tutte le istanze politiche inazionali e nternazionali che hanno competenza per assumere la sentenza (Nazioni Unite, OEA Commissione, Cortre e Tribunale Interamericano per i Diritti Umani, Parlamento Europeo, in tutti i paesi sedi delle impresie , al Governo, alla Procura e alla Corte Suprema Colombiana)
SENTENZA FINALE TPP Bogotá, 23 luglio 2008 Visti i fatti provati, il tribunale condanna:
Il Governo Colombiano...... le case madri delle imprese Coca Cola, Nestlé, Chiquita Brands, Drummond, Cemex, Holcim, Muriel mining corporation, Glencore-Xtrata, Anglo American, Bhp Billington, Anglo Gold Ashanti, Kedhada, Smurfit Kapa – Cartón de Colombia, Pizano S.A. y su filial Maderas del Darién, Urapalma S.A., Monsanto, Dyncorp, Multifruit S.A. filial de la transnaciona Del Monte, Occidental Petroleum Corporation, British Petroleum, Repsol YPF, Unión Fenosa, Endesa, Aguas de Barcelona, Telefónica, Canal Isabel II, Canal de Suez, Ecopetrol, Petrominerales, Gran Tierra Energy, Brisa S.A., Empresas Públicas de Medellín, B2 Gold – rame e oro di Colombia S.A..... Gli stati di cui abbiano la nazionalitá le case madri delle imprese trasnazionali.... Il Governo degli Stati Uniti di America...
L'udienza del Tribunale si é svolta principalmente nell'auditorio Leon de Greiff. All'incirca 2000 persone hanno presenziato provenienti da tutto il mondo.
Con una operazione ('Jaque', scacco) apparentemente spettacolare, venduta dal governo colombiano a tutto il mondo come frutto di lunghi mesi di esclusivo lavoro dell'intelligence del ministero della Difesa, Ingrid Betancourt, figlia dell'alta borghesia colombiana, ex-candidata presidenziale, dopo sei anni di prigionia nelle manidelle FARC-EP torna in libertá. E solo una settimana dopo il rilascio le crepe, giá presenti nelle iniziali dichiarazioni sulla liberazione del ministro Santos, diventano voragini: l'elicottero militare dipinto di bianco per farlo apparire della Croce Rossa, insegne di TeleSur (emittente venezuelana), un militare che indossa un giubbotto con il simbolo della Croce Rossa, l'evidente partecipazione dei servizi segreti Israeliani e nordamericani. E una ricompensa da 20 milioni di dollari.
LIBERA INGRID BETANCOURT
3 luglio 2008 - diGuido Piccoli Tornano a casa la franco-colombiana, tre americani e altri 11 ostaggi delle Farc. Falsa operazione umanitaria inganna le Farc nella jungla del Guaviare
Ingrid Betancourt libera. Pochi mesi fa non ci credeva più nessuno. Sembrava che stesse morendo, che avesse finito la riserva di speranza. Ed era anche prigioniera di un destino che sembrava fatale. Era stata condannata a stare ancora nella selva a pagare colpe non sue, per un conflitto diventato senza regole. Intanto nel mondo era diventata famosa, compatita, ammirata, trasformata in icona. Ma anche assurta ad una fama che avrebbe potuto ammazzarla. Ingrid era infatti il vero jolly nelle mani delle Farc, mentre gli altri sequestrati e i prigionieri di guerra erano importanti soltanto per i loro familiari.
I BUONI VINCONO, I CATTIVI PERDONO. E' ANDATA COSÍ?
4 luglio 2008 - diGuido Piccoli Ingrid dei miracoli. Meeting fantasma, elicottero di soldati travestiti da guerriglieri, comandante che ci casca: degna di Hollywood la liberazione di Betancourt e degli altri 14 ostaggi. Ma le versioni si moltiplicano. In ogni caso è un successo di Uribe, che ora può perpetuarsi al potere e deve temere un solo avversario: proprio lei «Un'operativo da film» ha dichiarato raggiante il ministro della difesa colombiano, Juan Manuel Santos. La storia della liberazione di Ingrid Betancourt, dei tre agenti statunitensi e di undici militari colombiani sembra effettivamente scritta a Hollywood.
Da una parte, i buoni: quindici Rambo incaricati di una missione «audace, pericolosa e senza ritorno», secondo il racconto del comandante dell'esercito, Mario Montoya. Due in particolare, capaci d'infiltrarsi nel territorio nemico e di guadagnarsi la fiducia dei guerriglieri. «Devi concentrare i prigionieri da mandare a colloquio col segretario Alfonso Cano» dicono al quarantanovenne Gerardo Antonio Aguilar, alias Cesár (messo a loro guardia direttamente dal Mono Jojoy, il capo militare delle Farc).
INGRID BETANCOURT E’ STATA LIBERATA; IL PRESIDENTE PARAMILITARE ALVARO URIBE VELEZ SARA’ NUOVAMENTE E ILLEGALMENTE RIELETTO IN COLOMBIA
2 luglio 2007
Con una operazione militare, lungamente, scientificamente, politicamente e mediaticamente preparata, è stata liberata Ingrid Betancur, ex-candidata presidenziale, da sei anni sequestrata dalle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC).
Il governo Narco-Paramilitare di Alvaro Uribe Velez ha in questo modo fatto fallire e definitivamente bloccato la tanto osteggiata trattativa diplomatica ad alto livello che per l’ennesima volta si era attivata tra una delegazione franco-svizzera e le stesse FARC, dopo la fucilazione, assieme ad altri 15 combattenti, del negoziatore e comandante delle FARC, Raul Reyes in territorio ecuatoriano, solo alcuni mesi fa.
Leggo un clamore di indignazione tra i settori progressisti venezuelani per la reazione di disprezzo di Ingrid Betancourt e della sua famiglia verso persone che tanto interesse hanno avuto nella sua liberazione, specialmente il presidente del Venezuela Hugo Chávez e la senatrice Piedad Cordoba. Parlano di tradimento indignati per quello che, a tutti gli effetti, è una prova di ingratitudine.
Betancourt e famiglia non hanno tradito nessuno, sono ritornati alla classe sociale, politica ed economica alla quale appartengono da sempre: la borghesia neoliberale ricca della Colombia. Ingrid è figlia di Gabriel Betancourt, ministro di Educazione durante il governo del dittatore Gustavo Rajas Pinilla, e di Yolanda Pulecio che fu regina di bellezza arrivando ad essere Miss Colombia e Rappresentante alla Camera per Bogotà. Betancourt, come buona figlia dell'oligarchia, per gli studi secondari ha frequentato il Liceo Francese di Bogotá e più tardi scienze politiche in Francia nell'Istituto di Studi Politici di Parigi; si é specializzata in commercio estero e relazioni internazionali. Ha vissuto vari anni a Parigi, dove suo padre lavora come ambasciatore per l'Unesco; lì ha conosciuto il suo primo marito, il diplomatico francese Fabrice Delloye, con cui si é sposata nel 1981.
5 luglio 2008 - diGuido Piccoli Esperti di Usa e Israele, una donna arrestata... Traballa quel «blitz perfetto» L'altra verità: carceriere delle Farc corrotto tramite la fidanzata Le bugie hanno le gambe corte anche in Colombia. Nonostante la disponibilità dei media internazionali ad accettarla a scatola chiusa, la favola raccontata dal governo di Alvaro Uribe sulla liberazione di Ingrid Betancourt comincia a far acqua da tutte le parti. Ad essere smontata per intero è l'attribuzione d'ogni merito all'esercito colombiano, fatta dal ministro della difesa Juan Manuel Santos. Che vi avessero partecipato agenti statunitensi era quasi certo, visto che si trattava di liberare dei connazionali fatti prigionieri dalle Farc cinque anni fa. Come già fatto in altre occasioni (ad esempio quando, nel dicembre 1993, fu ammazzato il capo dei narcos Pablo Escobar), Washington fa filtrare mezze ammissioni per non urtare la suscettibilità del fidato alleato colombiano. All'operazione «Scacco» hanno dato il loro contributo anche decine di esperti israeliani.
COMUNICATO 5 luglio 2007 - da Rebelión
1. La fuga dei 15 prigionieri di guerra, lo scorso mercoledì 2 Luglio, é conseguenza diretta della spregevole condotta di Cesar ed Enrique i quali hanno tradito il loro compromesso rivoluzionario e la fiducia che in essi era stata riposta.
2. Indipendente da un episodio come questo, possibile in qualunque scontro politico e militare dove ci sono vittorie e sconfitte, manteniamo vigente la nostra politica per concretare accordi umanitari che permettano lo scambio ed inoltre proteggano la popolazione civile dagli effetti del conflitto. Se continuerá a persistere nella ricerca del riscatto, il governo dovrá assumersi tutta la responsabilitá delle conseguenze di questa temeraria ed avventurosa decisione.
3. La lotta per liberare i nostri e altri combattenti politici carcerati sará sempre all'ordine del giorno in tutte le unità fariane, specialmente nella sua direzione. Tutti loro sono nelle nostre menti e nel cuore.
Comunicato del Fronte di Guerra Orientale
29 maggio 2008 traduzione di Aiki
In un recente comunicato, il Fronte 10 delle FARC afferma che il Fronte Domingo Laín dell'Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) è un nuovo battaglione antinarcotici. Queste gravi accuse ci portano ad esprimere al paese e al mondo la nostra posizione.
Molte comunità contadine del dipartimento di Arauca, di propria volontà dallo scorso anno hanno ricominciato a seminare gli alimenti, come via per eliminare la dipendenza dalle coltivazioni di coca ed procurare la propria sicurezza alimentare.
È necessario ricordare che queste comunità, nella scorsa decade anticiparono questi stessi piani di semina di alimenti, per tentare di evitare che il campo araucano fosse piagato dalle piantagioni di coca.
FARC-EP MANUEL MARULANDA E' MORTO Lo dice il Ministro della difesa. Piú tardi lo confermano le FARC 26 maggio 2008
A due mesi dalla morte avvenuta per infarto il 26 marzo di quest'anno e due giorni dopo l'annuncio dato da Manuel Santos, ministro della difesa Colombiano, 'Timochenko', Timoleon Jimenez conferma la morte del comandante in capo, 'Tirofijo', per infarto. Pedro Antonio Marín, questo il suo nome di battesimo, era da tempo malato.
“TUTTI NEGLI USA”, URIBE ESTRADA I CAPI NARCO-PARAS
14 maggio 2008 diGuido Piccoli
Colombia, mossa a sorpresa (e disperata) del presidente che impacchetta e spedisce negli Stati Uniti 14 capi paramilitari. Tra cui il boss Salvatore Mancuso, le cui rivelazioni gli avevano fatto il vuoto intorno. L’urlo dall’aereo: figli di puttana! Figli di puttana ci hanno tradito!” L’urlo soffocato di Rodrigo Tovar Pupo, alias Jorge 40, sulla pista dell’aeroporto militare di Bogotà, qualche secondo prima di essere spinto sull’aereo della Dea, è il miglior commento dell’estradizione del gotha del narco-paramilitarismo negli Stati Uniti. Tutti i grandi criminali colombiani, nessuno escluso, sono stati svegliati nel cuore della notte tra lunedì e martedì nelle loro celle dorate (a Itaguí, Barranquilla e nel carcere “La Picota” a Bogotà), prelevati da centinaia di militari e consegnati agli agenti statunitensi: oltre a Jorge 40 sono stati estradati, l’italo-colombiano Salvatore Mancuso, Diego Fernando Murillo detto don Berna (erede di Escobar a Medellín), il boss della Costa Atlantica Hernán e altri dieci boss.
In Colombia ultimi incarcerati il cugino Mario, la presidente del Congresso e il capo del partito “U” accusati con altri “padri della patria”, di essere collusi con i paramilitari in affari omicidi
Il cerchio si stringe intorno ad Alvaro Uribe. Giorno dopo giorno, il suo regime perde pezzi. Gli ultimi a cadere sono stati il cugini Mario, senatore e grande regista della maggioranza governativa che, cercando di sfuggire alla cattura, si è rifugiato nell’ambasciata del Costarica (dichiarandosi umoristicamente un “perseguitato politico”), il presidente del congresso Nancy Gutiérrez, e Carlos García, il presidente del partito della “U” (che sta per Uribe). Ad oggi, oltre a decine di sindaci, funzionari statali ,alti ufficiali, sono rinchiusi nel carcere della “Picota” più di una trentina di “padri della patria”, mentre altrettanti sono accusati di aver fatto affari con i paramilitari e aver loro indicato gli oppositori politici e sociali e la gente comune da ammazzare a pistolettate o a fendenti di motosega.
Comunicato SINALTRAINAL A BUCARAMANGA I PARAMILITARI CHIAMATI LE AQUILE NERE MINACCIANO DI MORTE I DIRIGENTI SINDACALI E SOCIALI Traduzione di Aiki Il 22 Aprile 2008, di pomeriggio, al terzo piano della sede della Centrale Unitaria dei Lavoratori CUT di Bucaramanga, Sottodirezione di Santander, è stata trovata una busta contenente la seguente minaccia di morte: "I fronti delle Aquile Nere che controllano l'area metropolitana di Bucaramanga e dei municipi vicini dichiarano:
che i guerriglieri delle FARC e dell'ELN mascherati da sindacati della CUT e da ONG terroriste che vanno contro il TLC e le politiche del nostro presidente Álvaro Uribe Velez saranno uccisi se continuano con questa politica, non vogliamo marce che piangono i morti, né proteste per il 1 maggio, non vogliamo vederli nelle nostre regioni le politiche del nostro presidente si realizzeranno anche se scorrerà sangue, è già pronto un distaccamento di uomini che eseguiranno i nostri ordini e faranno pulizia di tutti voi servi della guerriglia sono stati dichiarati obiettivo militare:
Davis Florez, Javier Correa, Alfredo Valdivieso, Juan Jaimes, Rafael Ovalle, Martha Diaz, Miguel Conde, Mauricio Martinez, Norma, Alias Il Profe, José Bautista (detto Churco), Carolina Biondo, Maria Cardona, Nicanor Arciniegas, Pablo Vargas, Gabriel Príncipe, Fernando Porras, Teresa Baez……. NUOVA GENERAZIONE AQUILE NERE DI SANTANDER
18 Aprile 2008."
COMUNICATO COMANDO CENTRALE ELN sulla sospensione di Francisco Galán
da TeleSur
6 aprile 2008
Il Comando Centrale dell'ELN tenendo conto del contenuto della lettera inviata da Francisco Galán, alla presidenza del Congresso di Colombia lo scorso 25 marzo e il suo successivo incontro col presidente Uribe, afferma:Che i punti di vista espressi da Francisco Galán, non compromettono l'ELN perché non corrispondono al suo pensiero.
Che a causa di queste attività e dei punti di vista da lui espressi, abbiamo deciso di sospenderne la condizione di portavoce e membro della delegazione dell'ELN per i dialoghi col Governo del presidente Uribe.
In una lettera inviata all’Aop, l’Agenzia bolivariana del Venezuela, considerando il presidente Chavez l’unico interlocutore attendibile, due componenti di spicco delle Farc, hanno tolto molte illusioni sull’imminente liberazione di Ingrid Betancourt, la franco-colombiana catturata nel 2002 e in gravi condizioni di salute. Ingrid e l’altra quarantina di sequestrati eccellenti (tra cui tre contractors Usa della Cia) torneranno liberi “solo come effetto di uno scambio di prigionieri” e alle condizioni poste e sempre respinte da Uribe: il ritiro dell’esercito da due municipi del sud della Colombia.
A firmare la lettera sono Rodrigo Granda, liberato “senza condizioni”, da Uribe nel 2007 dietro pressioni del presidente francese Sarkozy e considerato una sorta di “ministro degli esteri” delle Farc, e Jesus Santrich, capo del Blocco Caribe. “Non è ammissibile che ci si chieda altri gesti di pace”, scrivono dopo la liberazione “unilaterale” di 6 sequestrati - fra cui la segretaria di Ingrid – Clara Rojas – grazie alle iniziative di Chavez e della senatrice colombiana anti-uribista Piedad Cordoba. Ricordano che se Uribe ha fatto un gran colpo, con il raid in Ecuador del 1 marzo in cui è stato ucciso tra gli altri anche il nr. 2 delle Farc Raul Reyes, i contraccolpo è stato il blocco dei negoziati per la liberazione della Betancourt a cui proprio Reyes stava lavorando con il presidente venezuelano e gli emissari francesi. Ora quei contatti si sono perduti e quei canali chiusi. Le Farc non si fidano di Uribe né dei suoi vaghi impegni, e con buoni motivi. Sarkozy, hanno detto le Farc, è stato “ingenuo” a mandare l’aereo per la “missione umanitaria” che da due giorni staziona in una base militare vicino a Bogotà, senza aver prima concordato il da farsi con le Farc. Anche Chavez ieri ha definito la missione francese “complicata”. Molto complicata.
Un aereo-ambulanza francese è atterrato ieri mattina vicino a Bogotà, nella speranza di potersi recare in un luogo indefinito della selva indicato dalle Farc per soccorrere e possibilmente liberare Ingrid Betancourt, la franco-colombiana in mano al gruppo guerrigliero da 6 anni e data in condizioni di salute drammatiche. E’ la “missione umanitaria” annunciata dal presidente francese Sarkozy per forzare la mani sia alla guerriglia sia la presiedente, che come ha ribadito ancora ieri la sorella di Ingrid, Astrid, ha sempre mantenuto una posizione “estremamente ambigua” Alvaro Uribe. A bordo ci sono, oltre che francesi, anche spagnoli e svizzeri nel ruolo di “facilitatori”
La forzatura di Sarkozy per ora non sembra aver avuto successo. Uribe aveva annunciato la sospensione delle operazioni militari nel Guaviare, sud della Colombia, dove presumibilmente Ingrid si trova, ma ieri le operazioni militari continuavano regolarmente.
Le Farc dal canto loro non si fidano: ieri l’agenzia a loro vicina, l’Anncol, ha scritto che Sarkozy è “un ingenuo” a lanciarsi in questa “pericolosa avventura”senza alcun accordo preliminare con loro. “Il ricordo dell’appello di esponenti del governo francese che ha consentito la localizzazione del campo di Raul Reyes” , il nr. 2 delle Farc ucciso l’1 marzo in un raid dell’esercito colombiano in Ecuador, “è ancora troppo vivido”.
FARC-EP Il guerrigliero Iván Ríos é stato occiso dai suoi compagni
Da Semana – 7 marzo 2008
Questo venerdì si é saputa la notizia della morte del guerrigliero Iván Ríos, nel municipio di Samaná in Caldas, un altro membro dei nove che costituivano il Segretariato delle Farc. Con questo è il secondo caduto degli alti comandi della guerriglia in meno di una settimana, dopo l’uccisione di Raúl Reyes in Ecuador il passato 1 marzo.
Benché in un principio si parlasse di uno con l'Esercito, Caracol Radio ha confermato questo pomeriggio che ad ammazzare Ríos furono i suoi stessi compagni. Il fatto, secondo quella emittente radio, é accaduto mercoledì, quando tre dei guerriglieri che l'accompagnavano, hanno deciso di ribellarsi perché il capoccia li aveva sottomessi ad una specie di regime da fame.
Non permetteva loro di accendere il fuoco per cucinare alimenti, per paura di essere localizzati dall’ Esercito che li seguiva da vari giorni. Secondo Caracol questa é stata la ragione per la quale é statu occiso e, per provare che si trattava proprio di lui, gli hanno tagliato una mano e l’hanno consegnata ai militari affinché stabilissero la sua identità.
Le informazioni fino ad ora conoscente dicono che i tre guerriglieri riceveranno una ricompensa di 5 milioni di dollari, ció che il governo offriva a chi aveesse dato informazioni che permettessero di localizzare questo leader delle Farc.
IL NICARAGUA ROMPE RELAZIONI DIPLOMATICHE CON LA COLOMBIA
7 marzo 2008
Il Nicaragua ha annunciato ieri ufficialmente la rottura delle relazioni diplomatiche con la colombia. Il presidente Daniel Ortega , ricevendo il suo collega ecuadoriano Rafael Correa, è detto che questo è dovuto alle «azioni terroristiche» realizzate da Bogotà e al fatto che, a suo avviso, il governo del presidente Alvaro Uribe non rispetta una sentenza internazionale su una controversia di confine esistente fra i due paesi. Nel corso di una conferenza stampa Ortega ha precisato che il gesto va visto come un segno di solidarietà all'equador, che domenica ha annunciato l'interruzione delle relazioni diplomatiche, per l'attacco militare nel suo territorio, il primo marzo scorso, contro un accampamento dei guerriglieri colombiani delle FARC in cui ha perso la vita il «numero due» dell'organizzazine, Raul Reyes
CARACAS INVIA TRUPPE AI CONFINI. OPPOSIZIONE IN PIAZZA A BOGOTA'
6 marzo 2008
diGuido Piccoli
Non poteva esserci un momento più difficile per la mobilitazione odierna in ricordo alle migliaia di vittime dimenticate del terrorismo di stato e del paramilitarismo, in realtà la risposta alla manifestazione del 4 febbraio scorso, sponsorizzata dal governo Uribe, che individuava un solo delitto (il sequestro di persona) e un solo colpevole della barbarie colombiana (le Farc). Il clima di guerra nella regione, creato dopo il bombardamento di sabato scorso in Ecuador che ha ammazzato il leader guerrigliero Raúl Reyes, rischia di stigmatizzare come «traditori della patria» quanti marceranno oggi in una ventina di città colombiane per chiedere «verità, giustizia e riparazione». Se il 4 febbraio scorso buona parte dell'apparato statale e molte imprese concessero un giorno di ferie pagato per il buon esito di un'iniziativa, chi manifesta oggi lo fa a proprio rischio e pericolo.
Da più parti stanno riprendendo gli attentati contro i difensori dei diritti umani. Non a caso il portavoce della manifestazione, Iván Cepeda, figlio di Manuel, l'ultimo senatore comunista ammazzato nel 1994, ha annunciato la presenza di duecento osservatori nazionali e internazionali. Tra le prime iniziative va ricordata la marcia verso Bogotà di cinquecento sfollati di Flandes nel Tolima, cominciata sul ponte sul rio Magdalena col lancio di diecimila fiori in ricordo di quanti colombiani sono stati gettati nel fiume, dopo essere stati uccisi e squartati. Tra le manifestazioni d'appoggio in Italia, un sit-in a piazza Campo dei Fiori a Roma alle 16.30 (convocata, tra gli altri, dal Comitato Carlos Fonseca, la Rete Colombia Vive, le organizzazioni di Enlazando Alternativas e i Colombiani in Italia) e una giornata in ricordo delle vittime del terrorismo statale, dalle 10 alle 17, davanti a Palazzo Nuovo in via Verdi (convocata dal Movice, con l'appoggio di Amnesty International).
COMUNICATO DEL COMANDO CENTRALE ELN da Indymedia Colombia
mercoldì, 5 marzo 2008 COLOMBIA NON PUO’ ESSERE L’ISRAELE DELL’AMERICA COCE-ELN
Con profondo sentimento di solidarietà rivoluzionaria, inviamo il nostro saluto al Segretariato delle FARC ed a tutti i suoi membri, in questo momento di dolore per la scomparsa degna e conseguente del Compagno Raúl Reyes, e di altri agguerriti guerriglieri.
Si sbagliano i guerrafondai seguaci di Bush ed Uribe quando cantano vittoria per il colpo dato, loro non possono capire che ogni lottatore che cade compiendo il suo dovere, si trasforma in un simbolo di fermezza e di dignità per chi come noi segue nella lotta rivoluzionaria.
È di estrema preoccupazione che il governo della Colombia, sia strumento della politica espansionista e guerrafondaia del governo di Bush, così come lo è Israele per il Medio Oriente.
I fatti dimostrano dimostra che in questi luttuosi avvenimenti non avvennero a seguito di un combattimento ma di un massacro, che è falso che ci sia stata una situazione di scontro e altrettanto chiara la violazione del territorio ecuadoriano per mezzo di bombardamenti, sbarco di truppe e recupero di cadaveri come trofeo di guerra.
NEL MONDO,
CON LA COLOMBIA CHE RESISTE! 6 marzo 2008 Giornata Nazionale e Internazionale
per le vittime dei crimini di stato
per gli scomparsi, per gli sfollati, per i massacrati, per i giustiziati
LA GUERRA DI URIBE mercoledì 5 marzo 2008
diRoberto Zanini
La vuole morta, Ingrid Betancourt. Ma soprattutto vuole che la guerra sopravviva, si moltiplichi, alimenti il circolo vizioso del sangue travestito da politica, il domino degli schieramenti diplomatici e degli aiuti incrociati (tutti quei dollari contro il narcotraffico finiti in tasche paramilitari...), la distribuzione di certificati di iscrizione a quel fantastico grimaldello delle democrazie detto «lotta al terrore».
Alvaro Uribe è il presidente della Colombia, un paese in guerra da quanto? trentacinque, quarant'anni, e domani saranno quarant'anni e un giorno, e poi un altro e un altro ancora. La Colombia è in guerra con se stessa e domani potrebbe esserlo con i suoi vicini, già si mobilitano battaglioni lungo i confini, a nord con il Venezuela di Chavez, a sud con l'Ecuador di Correa sorvolato e bombardato per colpire a morte Raul Reyes, l'uomo della guerriglia che trattava, quello con cui persino la Francia - non lo spericolato Chavez ma Kouchner - aveva aperto trattative, l'uomo che si nascondeva di meno e dialogava di più.
«Genocidio», Uribe accusa Chavez Dopo l'uccisione di Raul Reyes, il leader colombiano attacca: «Voglio il Venezuela al Tribunale penale internazionale». Le «prove» dei finanziamenti alla guerriglia nel computer di Reyes. I «complimenti» di George W. Bush
diGuido Piccoli
Dagli insulti si è passati alle accuse formali. Anche se il passo successivo - alle armi - non sembra ancora probabile, la tensione tra la Colombia e i suoi vicini Ecuador e Venezuela s'infiamma di ora in ora. Dopo aver vissuto un isolamento pesante nel continente latinoamericano, Alvaro Uribe ha ricevuto i complimenti del suo sponsor George Bush, per l'impresa militare che sabato scorso ha ucciso Raúl Reyes e una ventina di guerriglieri delle Farc in territorio ecuadoriano. Ed è passato al contrattacco, forte di un appoggio che gli è arrivato anche dal Polo Democratico Alternativo (che non ha trovato di meglio che accusare Chávez di aver mancato di rispetto a Uribe) e di un'opinione pubblica ammaestrata dai media allineati come mai è successo in questi anni.
COMUNICATO DELLE FARC SULLA MORTE DI RAUL REYES Il gruppo gurerrigliero ha confermato l’assassinio del comandante che “è caduto compiendo la missione di concretizzare attraverso il presidente Chávez un incontro con il presidente Sarkozy” TeleSUR 04/03/08 - 12:10
4 Marzo 2008
Comunicato
1. Informiamo al paese colombiano e l'opinione internazionale che è morto il comandante Raúl Reyes, rivoluzionario integro ed esemplare, che ha consegnato tutta la sua vita alla causa degli sfruttati, per la liberazione nazionale e la Patria Grande che sognò Bolivar. Rendiamo onore a lui e agli altri 15 guerriglieri caduti al suo fianco.
2. Il comandante, è caduto compiendo la missione di concretare attraverso il Presidente Chávez, un'intervista col presidente Sarkozy, dove si avanzasse nel trovare soluzioni alla situazione di Ingrid Betancurt e all'obiettivo dello scambio umanitario.
3. La perfidia dell'attacco, la perversità ed il cinismo bugiardo di Álvaro Uribe per deformare le circostanze della morte del comandante Raúl, non solo pericolosamente mettono in tensione le relazioni di questo governo con le repubbliche sorelle, ma colpiscono gravemente le possibilità dello Scambio Umanitario ed annullano la soluzione politica al conflitto con questo regime paramilitarizzato e pro-yankee.
RUMORI DI GUERRA IN AMERICA LATINA martedì 4 marzo 2008 Il decennale conflitto in Colombia e il mancato riconoscimento delle Farc come attore politico sono alla base dell'esplosione di tensione tra stati delle ultime ore
diGuido Piccoli
A Bogotà nel piazzale del Canton Norte, la caserma più importante e famosa del paese, il presidente Alvaro Uribe circondato dall'intero vertice militare, definisce «eroe» il soldato professionale Carlos Hernández, unica vittima colombiana dell'incursione in territorio ecuadoriano successiva all'attacco aereo dell'accampamento guerrigliero di sabato scorso. A Caracas il presidente Hugo Chávez decreta un minuto di silenzio in omaggio al «rivoluzionario conseguente» Raúl Reyes, la vittima più importante del bombardamento descritto come un «codardo assassinio».
Accanto a Uribe stanno idealmente gli Usa, che gli hanno, tra l'altro, fornito la tecnologia e le bombe usate per individuare l'accampamento e ammazzare i guerriglieri che vi dormivano, l'Unione Europea che, con l'obiettivo della «governabilità», continua a finanziare il suo governo, qualche sparuto paese latinoamericano come il Perù, la stampa colombiana, mai così allineata come adesso, e, pur con qualche distinguo e imbarazzo, tutto lo schieramento politico, compreso il principale movimento d'opposizione, il Polo Democratico Alternativo
Tutti Contro la Colombia Uribe isolato Truppe allertate in Venezuela ed Ecuador. Anche Lula contro il falco di Bogotà
diGuido Piccoli
Dalle guerra di parole alla guerra vera: il limite è sempre più vicino tra i Caraibi e le Ande. «Non sognarti di ripetere con noi quello che hai fatto all'Ecuador» ha detto a muso duro in televisione Hugo Chávez a Alvaro Uribe. L'uccisione del numero 3 delle Farc, Raúl Reyes, sta facendo esplodere l'America Latina. Per ora, la tensione è bollente tra la Colombia e l'Ecuador (il cui territorio è stato prima bombardato e poi invaso dal commando militare colombiano) e tra la Colombia e il Venezuela, già ai ferri corti per la contrastata mediazione di Chávez nella vicenda di Ingrid Betancourt e dei suo compagni di sventura. Mentre Chávez e il presidente dell'Ecuador Rafael Correa hanno chiamato «mafioso e assassino» e «spudorato bugiardo» Uribe, quest'ultimo ha sostenuto che i due paesi siano i santuari delle Farc. Le conseguenze sono pesanti: ambasciatori richiamati, chiusura delle sedi diplomatiche, ma anche dislocamento alla frontiera di decine di battaglioni, pronti a dar battaglia.
IL VENEZUELA CHIUDE L'AMBASCIATA A BOGOTA' E INVIA TRUPPE ALLA FRONTIERA
Il capo di stato ha ordinato al cancelliere Nicolás Maduro di trasferire tutti i funzionari della capitale Colombiana in Venezuela.
Nello stesso tempo ha ordinato al titolare della Difesa, Gustavo Rangel Briceño, di inviare dieci battaglioni per proteggere la frontiera colombo-venezuelana
Stampa Web YVKE(Heison Moreno)
Domenica 2 marzo 2008, 1,20 pm
Il presidente della Repubblica, Hugo Chávez, ha ordinato questa domenica durante la trasmissione del suo programma Aló, Presidente Nº 306, di chiudere l'ambasciata del Venezuela a Bogotà e far rientrare tutti i funzionari dalla Colombia.
Il capo di Stato ha anche dato ordini al ministro del Potere Popolare per la Difesa, Gustavo Rangel Briceño, affinché invii 10 battaglioni di carri armati e di mettere in volo aerei militari alla frontiera colombo-venezuelana. Allo stesso tempo il mandatario nazionale ha informato che il suo governo non assisterà all’incontro di UNASUR prevista in suolo colombiano.
Il presidente ecuadoriano, da parte sua Rafael Correa, ha ritirato questa domenica il suo ambasciatore da Bogotà e sta muovendo truppe verso il nord. L’ "Ecuador può contare su di noi per qualunque cosa, in qualunque circostanza", ha detto Chávez. La decisione è stata presa da entrambi i mandatari a seguito dell'incursione del governo colombiano alla frontiera ecuadoriana senza autorizzazione, questo venerdì in ore notturne. “Non permetteremo all'impero nordamericano che è il padrone ed al presidente Uribe che è il suo cagnolino di dividerci", ha condannato Chávez.
URIBE TAGLIA ALLE FARC LA TESTA DI REYES domenica 2 marzo 2008 Il capo guerrigliero ucciso in un bombardamento mirato in territorio ecuadoriano. E ora che ne sarà della Betancourt?
diGuido Piccoli
Il gran giorno è arrivato. Dopo 6 anni dal suo insediamento, Alvaro Uribe può finalmente esibire la testa di un capo guerrigliero. All'alba di ieri, in territorio ecuadoriano, tra i villaggi di Teteyé e Santa Rosa, a due chilometri dal rio Putumayo che fa da frontiera con la Colombia, un bombardamento mirato della forz speciale «Tarea Omega» ha ucciso una ventina di guerriglieri, tra i quali due membri del Segretariato: Guillermo enrique Torres, soprannominato Julian Conrado, ma soprattutto Raúl Reyes, al secolo Luis Edgar Devia, che nella gerarchia delle FARC era secondo solo al leader storico Manuel Marulanda, detto Tirofijo, e al comandante militare, il Mono Jojoy..
Uomo della «linea dura» che trattava
Il sessantenne Raúl Reyes non rappresentava solamente la proiezione internazionale delle FARC, l'uomo che gestiva i contatti diplomatici con Caracas, Quito e Parigi e, per questo dirigente decisivo in quest'epoca di trattative segrete per arrivare al cosiddetto «scambio umanitario». Raúl era anche il genero del gran capo Tirofijo, avendone sposato la figlia, Olga Marín che, fino a una quindicina di anni fa, era la rappresentante guerrigliera in europa.
Il portavoce della guerriglia è stato ucciso nel corso di un’operazione aerea
'Il numero delle Farc (le forze armate rivoluzionarie di Colombia), Raul Reyes, è stato ucciso dall’esercito colombiano. Lo ha annunciato l’emittente radiofonica privata Radio Caracol.
Il numero due delle Farc e portavoce della guerriglia è stato ucciso nel corso di un’operazione aerea vicino alla località di Teteye, nel sud del Dipartimento del Putumayo vicino alla frontiera con l’Ecuador: lo ha precisato Radio Caracol citando fonti governative.
Secondo queste fonti, aerei spia hanno localizzato grazie a una comunicazione satellitare il leader dei ribelli che è stato ucciso in un bombardamento con almeno altri dieci guerriglieri.Fra gli uomini delle Farc che hanno perso la vita stamani in un’operazione dell’esercito colombiano c’era anche Guillermo Enrique Torres, conosciuto come Julian Conrado, membro dello Stato maggiore dell’organizzazione e considerato un ideologo del movimento. Lo ha detto oggi il ministro della difesa colombiano Juan Manuel Santos.
Il governo colombiano aveva offerto una ricompensa di 2,7 milioni di dollari a chiunque fornisse informazioni utili per la cattura o l’uccisione di Torres e del portavoce, Raul Reyes. Su Reyes pendeva un mandato di cattura spiccato dal dipartimento di Stato statunitense, con una taglia fino a cinque milioni di dollari per chi avesse aiutato ad arrestarlo. Reys è il primo esponente del Segretariato dello Stato maggiore delle Farc a rimanere ucciso in un’azione militare. «È il colpo più duro inferto nella storia a questo gruppo terroristico», ha detto Santos commentando l’operazione dell’esercito. Da RCN - 01 marzo 2008
Comunicazione del Ministro della Difesa colombiano, Juan Manuel Santos sulla dinamica dell'operazione militare che ha avuto come conseguenza l'uccisione di diversi guerriglieri tra cui Raul Reyes
Video di RCNPer il segretario del Partito Comunista colombiano Raúl Reyes non era un terrorista TeleSUR 01/03/08
Esperti consultati da TeleSUR ritengono che la morte di Raúl Reyes ptrebbe portare al blocco nelle negoziazioni tra le FARC e i mediatori nazionali ed internazionali.
Raúl Reyes, membro del segretariato delle Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia (FARC), caduto all’alba di questo sabato, vittima di un bombardamento a sorpresa del’esercito colombiano, non era un "terrorista" come si è cercato di farlo credere, secondo quello che ritiene il segretario generale del Partito Comunista Colombiano, Jaime Caicedo.
In una intervista esclusiva a TeleSUR da Bogotà, Caicedo ha spiegato che Reyes era un uomo di umili originine e che grazie alla sua capacità "autodidatta" è riuscito a trasformarsi in una persona con grandi responsabilità sul terreno internazionale. "Quasi tutti i portavoce, dalla chiesa fino ai rappresentanti di governi stranieri hanno avuto contatti con questa persona."
Possiamo affermare con perfetta chiarezza che non era un terrorista, che non si trattava di un bandito come si è voluto mostrare con tono trionfalistico mentre si menziona il suo decesso durante un combattimento militare", ha chiarito il politico colombiano.
LE FARC HANNO LIBERATO NELLA SELVA QUATTRO EX PARLAMENTARI COLOMBIANI
da TeleSUR- 27 febbraio 2008 Il ministro Chacín ha assicurato che questa liberazione costituisce “un passo umanitario che, siamo sicuri, è un passo in più verso il lungo cammino che speriamo vada verso la pace in Colombia”.
La nuova Televisione del Sud ha trasmesso questo mercoledì immagini in esclusiva del momento della liberazione, da parte della guerriglia delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC) questo mercoledì, dei quattro ex legislatori colombiani la cui consegna era attesa dai loro parenti e dalla popolazione della Colombia e del Venezuela.
In queste immagini si vede l’emozionante istante in cui il ministro venezuelano dell'Interno e Giustizia, Ramón Rodríguez Chacín, e la senatrice colombiana Piedad Cordoba, ricevono in piena selva del Guaviare Gloria Polanco, Luis Eladio Pérez, Orlando Beltrán e Jorge Eduardo Géchem, dalle stesse mani di membri della guerriglia.
"A nome del nostro Comandante in Capo, il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Hugo Rafael Chávez Frias ed accompagnati dalla senatrice Piedad Cordoba, ricevo le persone che stanno liberando le Forze armate Rivoluzionarie della Colombia - Esercito del Popolo, per essere consegnate al Governo del Venezuela, a nome del quale le sto ricevendo", ha detto il ministro Rodríguez Chacín, dopo di avere scambiato alcuni parole per radio col mandatario venezuelano.
dal Manifesto - 29 febbraio 2008 Appelli di Chavez a Tirofilo e di Sarkozy alle FARC. A Uribe potrebbe far più comodo morta che libera
INGRID BETANCOURT, LA VITA APPESA A UN FILO
di s.d.q. Aumentano le preoccupazioni per la sorte di Ingrid Betancourt, l'ex candidata presidenziale colombiana sequestrata dalle FARC 6 anni fa. Le ultime testimonianze vengono dai 4 sequestrati, ex membri del Congresso della Colombia, liberati mercoledì dal gruppo guerrigliero grazie alla gestione del presidente venezuelano Hugo Chavez e condotti a Caracas. Ingrid “sta molto male, è molto malata, è esausta sul piano fisico e psichico”, ha detto uno dei quattro, aggiungendo che è “maltrattata e tenuta in catene in condizioni inumane”. L'ex marito francese di Ingrid, Fabrice Delloye, che vive in Francia assieme ai figli della coppia, ha affermato che Ingrid soffre di una “epatite B cronica”.
da TeleSUR- 3 febbraio 2008 COMUNICATO Secretariatdo dello Stato Maggiore Centrale - FARC-EP.
Montagne Colombiane, 31 gennaio 2008
1. Come riconoscimento ai loro persistenti sforzi per concretizzare un Accordo Umanitario, vogliamo sollecitare il presidente Hugo Chavez e la Senatrice Piedad Cordoba affinché si apprestino a ricevere personalmente o attraverso loro delegati in territorio colombiano, i parlamentari Gloria Polanco de Losada, Luis Eladio Pérez e Orlando Beltrán Cuéllar che libereremo unilateralmente dato il loro stato di salute
In Colombia sono state sfollate circa quattro milioni di persone, in maggior parte dai gruppi paramilitari. Questi gruppi, soli o assieme a membri delle forze militari, hanno fatto scomparire almeno 15000 compatrioti e li hanno sepolti in oltre 3000 fosse comuni od hanno gettato i loro cadaveri nei fiumi. Hanno assassinato oltre 1700 indigeni, 2550 sindacalisti, e circa 5000 membri dell'Unione Patriottica. Torturano regolarmente le loro vittime prima di ammazzarle. Tra il 1982 e il 2005 i paramilitari hanno perpetrato oltre 3500 massacri, e rubato oltre sei milioni di ettari di terra. Dal 2002, dopo la loro "smobilitazione", hanno assassinato 600 persone ogni anno. Sono arrivati a controllare 35% del Parlamento. Dal 2002 ad oggi, membri dell'Esercito Nazionale hanno commesso più di 950 esecuzioni, la maggior parte delle quali presentate come "positivi"
Solo in gennaio 2008, i paramilitari hanno commesso 2 massacri, 9 sparizioni forzate, 8 omicidi, mentre l'Esercito ha commesso 16 esecuzioni extragiudiziarie. In Colombia, agenti dello Stato e paramilitari violano i diritti umani ed il diritto umanitario. Molti gruppi paramilitari non si sono smobilitati. Ora si fanno chiamare Aquile Nere. Molti parapolitici rivestono incarichi pubblici e diplomatici.
Mai più fosse comuni - Mai più sfollamenti forzati -
Mai più paramilitari - Mai più crimini di stato!
Traduzioni da Desde Abajo dal N. 131 di AliceRebelde
La corte e il TLC: investimento sui diritti
Il 12 febbraio potrebbe essere ricordato, se la fortuna e la giustizia c'accompagnano, come una pietra miliare nella difesa dei diritti umani. Il contesto: è stato l'ultimo giorno del termine che hanno avuto i cittadini e le cittadine colombiane, persone naturali o giuridiche, per "difendere o impugnare” la costituzionalità dell’Accordo di promozione commerciale tra la Repubblica di Colombia e gli Stati Uniti d'America, i suoi protocolli aggiuntivi ed i suoi intendimenti, sottoscritti a Washington il 22 novembre 2006, e la Legge 1143 del 4 Luglio 2007, che approva l'accordo stesso, davanti alla Corte Costituzionale.
Silenzio, Silenzio! Paramilitarismo
In mezzo al maneggio dei mezzi di comunicazione, il divenire di interessi e di notizie che ogni giorno demoralizza fino ad al più ottimista in Colombia, il processo giuridico e politico sul paramilitarismo è passato al terzo posto. Tuttavia, da dicembre a metà di febbraio, molti avvenimenti permettono di vedere come il verme del potere e della violenza, prodottosi dentro la frutta dello Stato, abbia mangiato il suo proprio creatore.
Traduzioni da Desde Abajo dal N. 130 di AliceRebelde
Tra la vittoria militare, l'umanizzazine e la soluzione politica
Álvaro Uribe ha mentito. Ed una verità è venuta a galla: per los Llanos e la selva orientale in nessun momento di dicembre cessarono i combattimenti. Una volta riottenuta la libertà nel dipartimento del Guaviare, l'ex rappresentante Consolo González ha dichiarato: "Il 21 dicembre abbiamo cominciato a camminare verso il posto dove ci avrebbero liberato e abbiamo camminato quasi 20 giorni. In quel periodo ci toccò correre varie volte perché gli operativi militari erano molto vicini.".
Adesso sì, capisco il perchè
Col Codice delle Miniere approvato dal Congresso (Legge 685 del 2001), il territorio nazionale è entrato in una grande contrattazione. La febbre dei minerali, ora con valori strategici per il capitale, si estende in lungo e in largo per il paese. Al suo passo, la violenza aumenta, e lo Stato chiude occhi e orecchie
Traduzioni da Desde Abajo dal N. 129 di AliceRebelde
Le elezioni regionali 2007 e le sue lezioni
Nel 2010, da Uribe II ad Uribe III
Chiaroscuri del PDA. I dati che emergono dalle elezioni svoltesi in Colombia il passato 28 ottobre sono crudi. Da un lato il Polo Democratico Alternativo porta a Bogotà un duro colpo all'uribismo: non solo conserva il comune ma duplica la sua presenza nelle Giunte Amministrative Locali dove passa da 31 a 62 edili. Tuttavia questo fatto non è sufficiente perché questo novello partito sia coeso come forza nazionale e come potente calamita per attrarre (e rompere), con facilità, i settori dell' establishment. Il suo trionfo nel dipartimento di Nariño completa il suo panorama di forza in costruzione, con sede in un'altra regione, una dove sono stati forti i movimenti sociali, ma inoltre, di gran importanza
Smobilitati
La relazione della Commissione di Diritti umani dell'OEA (CIDH) * * lo dice col linguaggio diplomatico di rigore, ma non lascia dubbi: il processo di smobilitazione dei gruppi paramilitari in Colombia ha seri problemi.
DENUNCIA PUBBLICA
PARAMILITARI RUBANO E MINACCIANO
NELLA SEDE DI ASOINCA
16 febbraio 2008
La Associazione degli Istitutori del Cauca – ASOINCA, il sindacato degli insegnanti del Cauca, denuncia i seguenti fatti: Nella notte di giovedì 14 febbraio 2008, alle 22:15, nella sede del sindacato a Popayán, il vigilante in turno è stato sorpreso da due persone incappucciate e con guanti che sono uscite dal bagno. L’hanno obbligato a consegnare l'arma di dotazione e la chiave della porta principale, gli hanno legato le mani ed i piedi con nastro adesivo e lo hanno gettato bocconi a terra nella biblioteca del sindacato. Quindi è entrato un altro uomo. Gli hanno chiesto dell'altro vigilante, di Fernando Vargas, presidente del sindacato, e per la "gringa" che vive in questa sede sindacale. Data l'ora, il presidente non si trovava più nel suo ufficio e la "gringa" era in un altro municipio. Hanno minacciato di ammazzare le sue tre figlie e il padre del vigilante se avesse mentito ed anche la "gringa" se stava nell'edificio. Gli uomini si sono identificati come paramilitari.
Per mezz'ora un uomo ha tenuto bocconi il vigilante e minacciandolo con una pistola puntata alla testa in biblioteca, mentre gli altri due uomini hanno controllato negli altri uffici cercando denaro. Non hanno trovato molto, ma si sono portati via l’ hard disk del sistema di vigilanza, consegnato dal Ministero dell'Interno e di Giustizia, e due cellulari, anch’essi forniti dal Ministero, oltre che l'arma in dotazione al vigilante.
Fondazione per i Diritti Umani 'Joel Sierra' traduzione di Aiki
IN PIENA SICUREZZA DEMOCRATICA, COMPLETAMENTE INDIFESI I DIRIGENTI SOCIALI E POLITICI.
1. oggi 15 febbraio, è stato assassinato il dirigente politico, Francisco DELGADILLO, che svolgeva l'incarico di presidente del Consiglio Municipale di Saravena, organismo al quale era stato eletto per il Partito Cambio Radical. Il fatto è stato commesso nel centro urbano di questa città, verso le 2:00 del pomeriggio, ad una quadra e mezzo da una garitta della polizia che fa parte del cordone di sicurezza.
2. il giorno 8 febbraio, verso la 1:00 del pomeriggio, è stata assassinata l’insegnante MARÍA DEL CARMEN MEZA PASACHOA, dirigente sociale, affiliata all'Associazione degli Educatori di Arauca ASEDAR, mentre si spostava dal suo posto di lavoro, nella frazione Santa Inés, verso il centro urbano di Tame, a scarsi cinque minuti da questo.
dal Manifesto
YOLANDA BETANCOURT: «SINISTRA INTERVIENI»
Giovedì, 14 febbraio 2008
diGeraldina Colotti
Colombia in ostaggio Il grido di dolore della mamma di Ingrid Betancourt, ieri al«manifesto»
«Il presidente non vuole la pace», dice Yolanda Betancourt, madre della senatrice franco-colombiana ostaggio da quasi sei anni della guerriglia marxista delle Farc. In Italia ha incontrato il papa, i sindacati e i principali esponenti della sinistra, ai quali ha chiesto diattivarsi per una soluzione umanitaria del conflitto armato nel suo paese «Ho fiducia nella mediazione del presidente venezuelano Hugo Chavez e della senatrice colombiana Piedad Cordoba».
A BOGOTA' UN PRESIDENTE QUASI FASCISTA giovedì 14 febbraio 2008 Eppure Alvaro Uribe, che briga per un terzo mandato, ha l'appoggio non solo degli Usa ma anche della Ue
diVittorio Agnoletto
«Com'è possibile affermare che una società è democratica quando l'opposizione parlamentare non viene ritenuta parte integrante di quella stessa società?». Carlos Gaviria, presidente del Polo Democratico Alternativo, ha così aperto l'incontro con una delegazione del parlamento europeo a Bogotà proprio la sera del 4 febbraio, quando da poche ore si era conclusa la marcia che ha portato in piazza almeno un milione di persone «Il Polo - continua Gaviria - nelle scorse elezioni presidenziali ha preso il 23% e rappresenta la prima esperienza di opposizione parlamentare nella storia di questo paese, infatti storicamente esistevano due partiti, ma vi era un costante accordo sulla divisione del potere.
ALCUNE CONSIDERAZIONI QUANTITATIVE SULL' EVOLUZIONE RECENTE DEL CONFLITTO IN COLOMBIA
Bogotá, 1 Dicembre 2007
di José Fernando Isaza Delgado e Diógenes Campos Romero traduzione Comitato Carlos Fonseca
Nel 2004, insieme al professore Diógenes Campos, abbiamo realizzato il saggio "Modelli Dinamici di Guerra: Il Conflitto Colombiano". Negli ultimi tre anni sono accaduti una serie di avvenimenti che meritano un aggiornamento del lavoro. I nuovi fatti non cambiano le conclusioni, piuttosto li rafforzano. Merita sottolineare i seguenti fatti: I. La spesa militare è cresciuta enormemente, arrivando oggi vicino al 6.5% del PIL. II. Si sono smobilitati più di 25.000 paramilitari delle AUC, dei 12.000 uomini che, secondo il Governo, integravano il gruppo armato illegale. Questa moltiplicazione del numero di paramilitari è stata denominata da alcuni matematici "Il Paradosso di Banach Tarski applicato al paramilitarismo colombiano" e da altri come la dimostrazione del 1=2. III. Si evidenzia il fallimento della politica di fumigazione come mezzo di controllo alle coltivazioni illecite. IV. Si è evidenziato che il movimento politico denominato da alcuni analisti “Uribismo Rurale” ha combinato "tutte le forme di lotta" nella sua alleanza con il paramilitarismo.
NUOVE MINACCE DI MORTE 14 febbraio 2008
da Sinaltrainal Traduzione di Aiki
Nuove minacce di morte
Il passato 12 febbraio, è stato lasciato a casa di José Domingo Florez, un foglio giallo contenente la seguente minaccia contro i lavoratori della Coca Cola ed i dirigenti del Sinaltrainal: "Aquile Nere F.A.N - terroristi figli di puttana poiché non avete obbedito al nostro ordine di uscire da Santander, ora aspettatevi le conseguenze che saranno molto inumane, incominceremo con le vostre famiglie e dopo con voi sindacalisti figli di puttana - la vostra disgraziata ideologia non serve a questo paese, moriranno tutti i figli di puttana terroristi come Javier Correa, Domingo Florez e Luis Garcia, state attenti vi teniamo sotto controllo, sappiamo quello che fate e che non fate aborti di merda, nessuno vi salverà dal nostro gruppo aquile nere, non crediate che siete obiettivo militare - caproni di merda... state attenti, penseremo a tutti. Fronte aquile nere"
COLOMBIA, COCA COLA REPRIME I SINDACATI 12 febbriao 2007 Sinaltrainal: negli appalti sono violati i diritti base, processi aperti per le uccisioni dei sindacalisti. Ripreso il boicottaggio
di Marina Zenobio
In Colombia, le imprese che hanno preso in subappalto dalla Coca Cola la fase di imbottigliamento della bibita più bevuta al mondo, continuano nella loro strategia di violenza che mira all'eliminazione del sindacato, anche attraverso l'utilizzo e connivenze con gruppi paramilitari denominati «Aquile nere». La denuncia arriva dal Sinaltrainal, il sindacato colombiano dei lavoratori dell'agroindustria che, nel 2003, aveva avviato una campagna internazionale di boicottaggio contro la Coca Cola proprio per denunciare le responsabilità della multinazionale nelle attività antisindacale adottata dalle sue affiliate colombiane. Nel 2006, la Coca Cola sembrava essersi convinta ad aprire un tavolo con il Sinaltrainal per rispondere alle sue richieste di «verità e giustizia».
lunedì, 1 febbraio 2008
da Sinaltrainal
Traduzione di Aiki
L'attuale regime politico si identifica per il suo carattere antidemocratico, terrorista, militarista, pro nordamericano ed oligarchico. È antidemocratico perché taglia sempre di più le libertà politiche e sociali. Questo governo neanche permette che i lavoratori si organizzino nei sindacati, è sempre più piccolo il numero di lavoratori sindacalizzati e questi sono implacabil
mente perseguitati nelle fabbriche, nelle imprese e nei servizi. I giornalisti critici sono minacciati di morte, lo testimoniano l'esilio di Fernando Garavito e di Daniel Coronell e la persecuzione di Hollman Morris. I difensori dei diritti umani continuano ad essere perseguitati e tacciati di essere complici del terrorismo, l'opposizione politica è messa alla gogna pubblica da Uribe, dai suoi consiglieri, dai ministri e dagli alti funzionari di Stato, dalle corporazioni oligarchiche e dai grandi mezzi di comunicazione, con l'accusa di avere vincoli con le Farc.
SOLUZIONE POLITICA NEGOZIATA AL CONFLITTO SOCIALE ED ARMATO!
SUBITO LO SCAMBIO UMANITARIO!
PER UN GOVERNO SOVRANO, DEMOCRATICO, DI UNITÀ E RICOSTRUZIONE NAZIONALE PER RISOLVERE LA CRISI NAZIONALE!
NON ALLA GUERRA OLIGARCHICA CONTRO IL POPOLO!
NON MARCIARE Il 4 FEBBRAIO 2008!
LA PACE È UN DIRITTO CHE HANNO TUTTI I COLOMBIANI!
LA GUERRIGLIA DELL’ ELN HA CONSEGNATO NOVE PERSONE CHE DETENEVA A UNA COMMISSIONE DELLA CROCE ROSSA
da TeleSUR
20 gennaio 2008
Fonti ufficiali informano che l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) ha consegnato questa domenica alla Croce Rossa Internazionale, nella località di Nariño, alla frontiera con Ecuador, nove persone che teneva sequestrate dall’inizio dell’anno.
Il governatore della località colombiana di Nariño, Antonio Navarro, ha precisato ai giornalisti che la consegna di sette trasportatori e due donne, si è prodotta nel paese di Samaniego, a circa 800 chilometri al sudest di Bogotà e vicino alla frontiera con l’Ecuador.
In una lunga intervista, realizzata nella selva Colombiana nei mesi di fine 2007, di cui una parte andata in onda domenica su una radio della Patagonia Argentina (Lu5AM600), il Comandante Javier della Direzione Nazionale dell'ELN e il Comandante Raul del Frente Oriental Domingo Lain dell'ELN trattano alcuni argomenti cruciali della attualità colombiana. Dalla scelta ed attualità della lotta armata, al narcotraffico, dal paramilitarismo allo scontro in atto con le FARC in diversi dipartimenti, dalla coca in Arauca alla questione dell'accordo umanitario e dei dialoghi di pace.
CHAVEZ: FARC NON SONO TERRORISTI. E URIBE VA FUORI DAI GANGHERI
di Guido Piccoli
Sebbene ci saranno ancora molte feste e molti abbracci per Consuelo Gonzáles Perdomo e Clara Rojas (a cominciare da quello di quest'ultima col figlioletto Emmanuel che non vede da due anni) l'allegria a Caracas e soprattutto a Bogotà è già finita. Passato il momento dei reciproci ringraziamenti (spontanei quelli di Hugo Chávez, visibilmente forzati quelli di Alvaro Uribe) per il successo dell'operazione, è esplosa come una bomba la questione di fondo del conflitto colombiano. «Chiedo ai paesi latinoamericani ed europei di rimuovere la guerriglia colombiana dalla lista delle organizzazioni terroristiche, imposta per pressione degli Stati Uniti» ha detto Chávez, intervenendo a Caracas alla plenaria dell'Assemblea Nazionale. Secondo il presidente venezuelano, sia le Farc che l'Eln (l'Esercito di liberazione nazionale, molto più piccolo e disgregato) «sono veri eserciti, che occupano uno spazio nel loro paese e che hanno un progetto politico vero e serio che rispettiamo».
12 gennaio 2008 IN UN VIDEO LACRIME E ABBRACCI FRA OSTAGGI E GUERRIGLIA
di Guido Piccoli
I guerriglieri in tuta mimetica salutano rispettosamente Clara e Consuelo. Due giovani ragazze paffute e sorridenti, che sopportano con disinvoltura mitra e pesanti cartucciere, le baciano. Clara e Consuelo rispondono agli abbracci con gli occhi lucidi. Prima di sparire in ordine nella boscaglia, i ribelli augurano a loro, al ministro venezuelano, all'ambasciatore cubano e ai delegati della Croce Rossa, buon anno e felicità. Ad un guerrigliero, Consuelo raccomanda di avere cura di sé, «cuidate»: l'esercito è a pochi chilometri.
CLARA ROJAS E CONSUELO GONZALES LIBERE.
E LA COLOMBIA QUANDO? di Oscar Paciencia
Tra una mangiata di fegato di Uribe, una mezza brutta figura delle FARC e un sospiro di sollievo di Chavez, le due donne ritornano dalla selva. Vive.
Confermano che a causa dei continui attacchi dell'esercito nella zona prevista per la loro consegna alla Croce Rossa Internazionale e alla commissione di facilitazione internazionale non fu possibile rispettare la scadenza precedentemente definita. In un video distribuito da TeleSur, le due donne, al momento della liberazione, abbracciano il commando guerrigliero delle FARC che le ha accompagnate. Uribe non può fare a meno di ringraziare a denti stretti il sempre più rivale ed in ascesa presidente venezuelano, il quale, scampato dai pericoli del tiro mancino che gli hanno giocato le FARC alludendo alla consegna del piccolo Emmanuel (figlio di Clara Rojas nato nella selva) quando non era in loro potere farlo, si compiace e si rallegra, preparando la prossima mossa. Dal canto loro le FARC recuperano in extremis, con la consegna delle prigioniere, la bruttissima figura fatta di fronte al mondo, ammettendo che dal 2005 Emmanuel era stato consegnato ad una famiglia di Bogotà. Se non lo avevano loro, perchè mai proporsi di consegnarlo assieme alle due donne?
Comunicato delle FARC-EP ABBIAMO LIBERATO CLARA E CONSUELO!
10 gennaio 2008
trad. Associazione Nuova Colombia
Onorando la parola e l’impegno, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, FARC, consegnano oggi al Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Hugo Chávez, alla senatrice Piedad Córdoba ed alla comunità internazionale Clara Rojas e Consuelo Gonzáles de Perdomo. Se il bambino Emmanuel non si trova tra le braccia di sua madre, è perché il Presidente Uribe Vélez lo tiene sequestrato a Bogotá. Deve liberarlo, affinché tutti si possa celebrare questo successo.
Clara Rojas e Consuelo Gonzales del Perdomo appena liberate nel dipartimento del Guaviare, nel sudest colombiano, vengono consegnate alla Croce Rossa Internazionale e al rappresentatne del governo Venezuelano
COLOMBIA, STAVOLTA E' VERO. LE FARC LIBERANO DUE OSTAGGI
Elicottero con le insegne della Croce rossa vola sulla jungla e torna con Clara Rojas e Consuelo Gonzales, rapite nel 2002. È il primo rilascio di sempre. L'annuncio di Chavez
di Guido Piccoli
Giusto e quasi dovuto. Clara Rojas, l'assistente di Ingrid Betancourt, e l'ex-deputata Consuelo Gonzalés Perdomo sono finalmente libere. Dopo averle raccolte in una radura di una regione del Guaviare considerata sacra dagli indios Nukak Makù (tra gli ultimi nomadi del mondo), due elicotteri M-17 venezuelani hanno preso il volo in direzione di Caracas, con una sosta nell'aeroporto di Santo Domigo. Le aspettano i familiari, che non le vedono da quasi sei anni. «Mi sembra di sognare», ha detto la madre di Clara, mentre la figlia di Consuelo ha rivelato «di avere sempre creduto che tutto sarebbe finito bene». E le aspetta Hugo Chávez, che si è confermato l'unico regista possibile della pace colombiana.
L'offerta, la mediazione, il «licenziamento», il ritorno. In mezzo, sconfitta elettorale e rimpasto di Geraldina Colotti Non sarà stato il ciak di Oliver Stone, ma la prima scena ieri era la sua: primo piano sull'ostinazione del presidente venezuelano Hugo Chavez, che ha portato a casa un importante risultato di diplomazia internazionale riconsegnando alle famiglie Clara Rojas e Consuelo Gonzalez, detenute nelle mani dei guerriglieri delle Forze armate colombiane.
La nostra associazione [...] non ha l’abitudine di alimentare e protrarre in pubblico polemiche con singoli giornalisti [...] Questa volta, però, le cose stanno diversamente. Che i media del regime colombiano, la CNN e la BBC ed i mezzi di disinformazione europei ed italiani prendessero la palla al balzo, approfittando dell’abortita liberazione da parte delle FARC di Clara Rojas e Consuelo de Perdomo, per strumentalizzare la vicenda del bambino Emmanuel e demonizzare così il movimento guerrigliero colombiano, ce lo aspettavamo. Ma che due giornalisti sedicenti “di sinistra”, come Guido Piccoli e Gennaro Carotenuto, si siano lanciati in questo sciacallaggio nel modo più opportunistico e deontologicamente scorretto, va denunciato con forza.
PENOSA AMMISSIONE DELLE FARC «NON ABBIAMO IL BAMBINO»
I responsabili delle guerriglia sostengono in modo imbarazzato che il piccolo Emmanuel, affidato a «persone onorate», sarebbe stato «rapito dal governo Uribe per far saltare lo scambio». Il presidente canta vittoria
di Guido Piccoli
Il comunicato delle Farc, datato 2 gennaio, è arrivato, attraverso il sito dell'Agenzia Alternativa colombiana, nella notte di venerdì. Sei punti per ammettere che il piccolo Juan David, rinchiuso in un orfanotrofio di Bogotà, è effettivamente il figlio di Clara Roja. Secondo le Farc, il bimbo, affidato a «persone onorate» per metterlo al riparo dai rigori della guerra, sarebbe stato sequestrato dal governo di Uribe con «l'infelice proposito» di sabotare la sua consegna, quella della madre e dell'ex deputata Consuelo González Perdomo al presidente venezuelano Hugo Chávez.
In questi ultimi giorni, si è intensificato il susseguirsi di menzogne e mezze verità sulla vicenda dell’abortita liberazione unilaterale -da parte della guerriglia rivoluzionaria delle FARC- dell’ex rappresentante alla Camera Consuelo Gonzáles de Perdomo, Clara Rojas e suo figlio Emmanuel....
5 gennaio 2008 COLOMBIA: UN BAMBINO STRITOLATO DALLA "GUERRA AL TERRORISMO" di Gennaro Carotenuto
L’unica cosa sicura è che soprattutto la vita di Clara Rojas, la madre del piccolo Emmanuel, è in pericolo come mai prima d’ora. Metterla a tacere per sempre, tanto da parte delle FARC come da parte del governo di Álvaro Uribe, è senz’altro la soluzione più semplice. Cosa vuoi che sia un morto in più in un paese che si dissangua da mezzo secolo?
In un articolo pubblicato su El Espectador del 14 dicembre scorso, il signor Plinio Apuleyo Mendoza argomentando le lodi del ministro della difesa colombiano, Manuel Santos, gli attribuisce meriti inconfutabili nella 'guerra che sta vincendo'. Dice che mai come oggi le FARC sono state colpite, avendo perso molti dei loro supremi comandanti. Ma esiste un'altra guerra, secondo lui, che si sta svolgendo nelle aule dei tribunali, sul terreno giuridico, coinvolgendo attori civili come ONG , Comitati nazionali e Internazionali per i diritti umani, e li nomina: ' le ONG di sinistra, specializzate nella guerra giuridica contro i militari, come Giustizia e Pace, il Collettivo di Avvocati José Alvear Restrepo, la Rete Europea di Fratellanza con la Colombia, il Comitato di Solidarietà coi Prigionieri Politici, Minga, Brigate di Pace Internazionale e molte altre dentro e fuori dal paese.' affermando 'che esse rappresentano una risorsa 'che le FARC hanno saputo manipolare a proprio favore':
E questa comunanza tra le FARC, gruppo inserito nell'elenco delle organizzazioni terroristiche, con le associazioni per la difesa dei diritti umani, dei carcerati, delle popolazioni indigene e contadine, che Plinio certifica, giustifica e legittima l'intervento repressivo dello stato e la pratica paramilitare, unite nello sforzo di colpire le opposizioni e tacitare tutte le voci critiche.
Tale segnalazione espone, in un paese come la Colombia, ad una grave situazione di rischio le organizzazioni indicate e le persone che ne fanno parte
In un comunicato del 9 dicembre, reso pubblico da Prensa Latina tre giorni dopo, Le FARC-EP, con un lungimirante atto politico ed umanitario unilaterale, hanno deciso di liberare la segretaria di Ingrid Betancourt, Clara Rojas, suo figlio di tre anni, Emmanuel, nato da una relazione con un guerrigliero durante il sequestro e la congressista Consuelo Gonzáles de Perdomo, dal 2003 nelle mani delle FARC.
Il gruppo guerrigliero ha scelto come interlocutore per la consegna dei prigionieri il presidente Venezuelano, che diversi giorni fa era stato 'scaricato' con un pretesto da Uribe quale mediatore per la liberazione di Ingrid Betancourt e di altri 45 sequestrati. Hugo Chavez ha predisposto l'Operazione Emmanuel, dal nome del piccolo nato nella selva che vede coinvolti sette paesi (Francia, Cuba, Ecuador, Colombia, Brasile, Argentina, Svizzera) i cui rappresentanti, sotto le insegne della Croce Rossa Internazionale, svolgeranno il ruolo garanti, in quella che è stata chiamata la Carovana Umanitaria.
30 dicembre 2007
COLOMBIA, LE ORE PIU' LUNGHE PER LA LIBERAZIONE DEI TRE OSTAGGI
Al via 'l'operazione Emmanuel', condotta dal venezuelano Chavez. Il rilascio di Consuelo Gonzales e Clara Rojas e il figlio entro stasera?
di Angela Nocioni (Rio de Janeiro)
Operazione Emanuel l'ha chiamata Hugo Chàvez. E' l'ultima fase del rilascio dei tre ostaggi delle Farc, che questa sera dovrebbe essere già conclusa. Se tutto è filato liscio Emanuel oggi sarà libero, per la prima volta nei suoi tre anni di vita passati tutti sotto sequestro nella selva insieme a sua madre, Clara Rojas, ex candidata alla vicepresidenza della Colombia, che lì l'ha partorito.
C'è da sperare per lui che le telecamere si spengano presto sulla sua storia e che non diventi, neppure per poche ore, la mascotte dello show mediatico montato attorno alla partita politica che si sta giocando tra il governo colombiano, il presidente venezuelano e la guerriglia più vecchia dell'America latina. Che "il piccolo Emanuel" non sia nemmeno per un giorno quello che "il piccolo Elian", il bimbo cubano conteso anni fa tra il padre all'Avana e i parenti di Miami, fu (ed è tuttora) per Fidel Castro.
COLOMBIA, TUTTO PRONTO PER IL RILASCIO DEGLI OSTAGGI
Pioggia galeotta Ritardata solo dal maltempo l'operazione Emmanuel, con cui le Farc consegneranno al presidente venezuelano Hugo Chavez tre sequestrati, fra cui la segretaria della Betancourt e suo figlio di tre anni. Mentre Uribe ribolle di rabbia
di Guido Piccoli
Non bastavano le Farc e Uribe. Ci voleva anche il maltempo a ritardare la libertà dei tre sequestrati liberati dalla guerriglia, la deputata regionale Consuelo Gonzàlez de Perdomo, la segretaria di Ingrid Betacourt, Clara Rojas e il suo figlioletto Emmanuel, di tre anni. La «carovana aerea umanitaria» composta da due aerei militari venezuelani e tre elicotteri (tutti con le insegne della Croce rossa), partita dall'aeroporto di Tachira, in Venezuela, è ferma nello scalo «Vanguardia» della città colombiana di Villa Vicencio, in attesa di recarsi all'appuntamento in un punto segreto della selva sud-orientale per completare quella che Hugo Chavez ha voluto affettuosamente chiamare «operazione Emmanuel». Appena le Farc daranno le coordinate, il governo colombiano ordinerà la sospensione di ogni attività militare nella regione che si aggiungerà alla già avvenuta chiusura dello spazio aereo.
LA CAROVANA UMANITARIA E LE FARC SI INCONTRERANNO A VILLAVICENCIO PER LA CONSEGNA DEI PRIGIONIERI
Da Telesur 26/12/2007
Il mandatario venezuelano ha ringraziato per l'appoggio espresso dai Governi di Francia, Cuba, Ecuador, Bolivia ed Argentina, per la concrezione del piano formulato per ricevere i prigionieri che le FARC hanno promesso consegnare, come gesto unilaterale.
Il presidente del Venezuela, Hugo Chávez, ha informato che si è riusciti ad ottenere una "formula trasparente" per portare a buon esito la consegna dei tre prigionieri, Clara Rojas, suo figlio Emmanuel e Consuelo Perdomo, e a questo scopo è stato indicato l'aeroporto di Villavicencio, capitale del dipartimento del Meta, come punto di incontro con le Forze armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC), che guideranno la "carovana umanitaria" al punto di consegna.
MOSSA DELLE FARC, URIBE FURIOSO 20 dicembre 2007 Poi toccherà alla Betancourt? Dopo l'annuncio dei guerriglieri della imminente liberazione di 3 ostaggi, il presidente colombiano sempre più isolato. Per questo si teme qualche sua mossa «avventata» per farla fallire
di Guido Piccoli
Temuta da Uribe e sollecitata da molti, a cominciare da Chávez e Sarkozy, è arrivata la mossa delle Farc. Anzi, la contromossa all'offerta governativa di una «zona d'incontro» in una regione spopolata della selva colombiana, dove concordare nel giro di un mese uno scambio di prigionieri e sequestrati, che comprenda anche Ingrid Betancourt. Secondo l'agenzia Prensa Latina, che riporta un comunicato della segreteria delle Farc del 9 dicembre scorso, sarebbero in marcia verso la libertà l'esponente di «Oxigeno Verde» nonché segretaria di Ingrid, Clara Rojas, il figlioletto di tre anni, Emanuel, nato nella selva da una relazione con un guerrigliero, e la deputata regionale del Huila, Consuelo González Perdomo, sequestrata nell'ottobre 2001, qualche mese prima di Ingrid e Clara.
Intervista «LE VOSTRE PRESSIONI LA NOSTRA SPERANZA» 20 dicembre 2007 Carlos Gaviria Il leader del Polo democratico parla delle prospettive dello scambio umanitario e dei paradossi della Colombia di Giuseppe De Marzo - A SUD
Bogotà Ex magistrato della Corte costituzionale, Carlos Gaviria è il capo del «Polo democratico», l'opposizione politica al presidente Alvaro Uribe. Come vedi il fallimento dell'accordo umanitario tra governo e Farc su cui lavorava il presidente Chavez? Da sempre penso che realizzare uno scambio umanitario con il presidente Uribe sia un processo pieno di difficoltà. Quando è stata designata la senatrice Piedad Cordoba come facilitatrice e il presidente Chavez come mediatore, abbiamo intravisto una luce di speranza ed abbiamo pensato che magari questa volta si sarebbe arrivati a concretizzare la trattativa. Poi improvvisamente viene revocato il mandato a Chavez e Piedad e siamo tornati a un punto morto, anche se in qualche modo qualcosa si muove dopo la diffusione delle prove che i prigionieri in mano alla Farc sono in vita e l'annuncio delle Farc della imminente liberazione di tre sequestrati.
1. Alvaro Uribe ha fallito nel suo intento di manipolare il Presidente Chávez e la senatrice Piedad Córdoba. Ha mostrato nuovamente il suo vero volto di nemico dell’accordo umanitario e della pace concertata.....
7. Di fronte all’infamia uribista, e come risarcimento nei confronti del Presidente Chávez, della senatrice Piedad Córdoba e dei familiari dei prigionieri, accettiamo il loro appello a liberare la dottoressa Clara Rojas, il suo piccolo Emmanuel e la dottoressa Consuelo Gonzáles de Perdomo, quale dimostrazione irrefutabile della speranza che avevamo riposto nel suo ruolo facilitatore. Loro ed Emmanuel dovranno esser ricevuti dal Presidente Chávez o da chi egli designi, in circostanze tali da evitare i colpi bassi uribisti come quelli dati nel caso delle “prove di sopravvivenza”. L’ordine di liberarle in Colombia è già stata impartito.
ACCORDO UMANITARIO. Intervista al Generale Fredy Padilla de Léon
"IL RISCATTO MILITARE E' UNA OPZIONE LEGITTIMA E RESPONSABILE"
Lo afferma il comandante delle Forze Militari 5 dicembre 2007-
da El Tiempo /EFE
Il Generale Fredy Padilla ha d’altra parte negato che l’esercito abbia occultado le prove di vita dei sequestrati. “Non so que interessi abbia Piedad Córdoba e se è allucinata”, ha detto.
Padilla durante l’intervista con la radio La W che tutti i giorni le Forze Militari stanno lavorando per trovare il rifugio in cui sono tenuti i sequestrati nelle mani delle FARC.
Ha riconosciuto che è impossibile garantire che durante un operativo militare non si produca la morte di qualcuno dei sequestrati, ma ha sottolineato che queste operazioni sono realizzate da professionisti con le competenze necessarie per svolgerle.
"Non è un riscatto fatto in qualunque modo, è un riscatto basato su notizie di intelligence, con truppe ben addestrate e ben dirette per questo tipo di operazioni” ha detto Padilla.
ACCORDO UMANITARIO. Intervista a Juan Carlos Lecompte
"URIBE SCOMMETTE SULL'OPZIONE MILITARE E QUESTO VA A FINIRE CON LA MORTE DI INGRID NELLA SELVA"
Lo sposo di Ingrid Betancour, l’ostaggio più emblematico delle FARC, lancia durissime critiche al presisdente ed al popolo colombiano. 8 dicembre 2007 da Néstor Restivo /Clarín
Parla con Clarín con rabbia e dolore il marito di Ingrid Betancourt, Juan Carlos Lacompte, che il giovedì ha visto a Buenos Aires la presidentessa apena eletta Cristina Fernández di Kirchner e ha raccolto l’impegno dell'Argentina di chiedere ad Uribe che cerchi una negoziazione. "Cristina mi ha detto che mercoledì ha parlato con lui con lui e che lo rifarà lunedì, dopo il giuramento. Benvenuto, così come influisca anche Lula. Ma la migliore opzione era e rimane Hugo Chávez, cului il quale è ammirato dalle FARC e in cui esse credono di più. Lo hanno mostrato le prove di vita che gli hanno mandato e che Uribe ha intercettò dopo aver definito terminata la sua gestione, con la scusa che Chávez aveva chiamato il comandante dell'Esercito o per pressione degli USA, non so. So solamente che è solo la pressione internazionale che potrà aiutare in queste ore limite, perché se dipende dar Uribe, gli ostaggi moriranno
YOLANDA PULECIO, ASTRID
BETANCOURT, PIEDAD CORDOBA
1 dicembre 2007 Intervista alla sorella, alla madre e alla senatrice Cordoba sulla situazione dei prigionieri delle FARC
da a VTV del Sistema di imformazione del governo Venezuelano
Dall'inizio dell'anno nel Catatumbo, nel Dipartimento del Nord di Santander, regione strategica al confine con il Venezuela, ricca di petrolio, carbone, biodiversità e cultura è sottoposta ad una non nuova forma di pressione da parte dell'Esercito Nazionale, quella che in quei luoghi viene chiamata 'esecuzione extragiudiziaria'. Cittadini inermi, siano essi contadini, indigeni, commercianti o studenti, vengono trovati uccisi e presentati come vittime di combattimento con la guerriglia. E questo perchè i soldati devono dimostrare dei risultati al governo di Uribe, il quale, a sua volta, deve presentare gli esiti di tutti i soldi che i Nordamericani spendono nel finanziargli la guerra alle 'guerriglie'.
Molte comunità sono affluite il 20 ottobre al municipio di El Tarra dove, in un'assemblea pubblica con l'Alto Stato maggiore delle due Brigate Mobili impiegate nel Catatumbo, hanno reclamato spiegazioni dall'esercito.
Video dell'assemblea a El Tarra a cura di AliceRebelde / REDHER registrato il 20/10/2007 - pubblicato 14/12/2007
Il SINALTRAINAL ricorda UNDICI ANNI DALL'ASSASSINIO DI ISIDRO SEGUNDO GIL GIL
traduzione di Aiki
Colombia, Carepa, Uraba Antioqueño.
Erano passate le 10.15 del mattino del 5 dicembre 1996, quando fu assassinato all'interno delle installazioni dell'impianto della Coca Cola il compagno Isidro. Era una morte annunciata; pochi giorni prima, Ariosto Milán Mosquera, direttore dell'impianto, in un bar del municipio bananiero, aveva dichiarato che sarebbe ricorso a questo mezzo se fosse stato necessario ad evitare che il sindacato continuasse ad esigere diritti per i lavoratori. Isidro era uno dei negoziatori della contrattazione, rappresentante del sindacato. Nello stesso giorno: alle 11 del mattino, Martín Emilio Gil, fratello di Isidro, andò via da Carepa sapendo che lo stavano cercando per assassinarlo;
alle 2 del pomeriggio, a 500 metri dall'impianto fu rapito Luís Adolfo Cardona Usma. Riuscì a fuggire ed oggi si trova esiliato dalla sua terra; alle 12 del pomeriggio fu assaltata, saccheggiata ed incendiata la sede del sindacato.
RIFLETTORI SU INGRID. LA COLOMBIA MUORE
9 dicembre 2007
Foto e lettere di Betancourt commuovono il mondo Che non si accorge di morti, violenze e desaparecidos
di Guido Piccoli
di Guido Piccoli
Ingrid sola, stanca di soffrire e di morire lentamente in una selva umida e folta, sotto una tenda e su un'amaca, avvolta da una zanzariera e sorvegliata da guerriglieri abituati a negarle tutto, anche un dizionario enciclopedico, e incapaci di un gesto di solidarietà, d'affetto e tenerezza. Non a caso tutti maschi che, anche senza volerlo, l'umiliano ogni volta è costretta ad appartarsi. Ingrid che teme un blitz che possa squarciare all'improvviso l'eterno cicaleccio della foresta: sarebbe la morte, per mano di non si sa chi, come successe per gli undici deputati del Valle massacrati nel giugno scorso. E così sfinita da augurarsi quel blitz: un epilogo di sangue sarebbe «un sollievo per tutti», la fine di un'agonia durata duemila giorni.
Un problema di sovranità nazionale? L' Accordo Umanitario
Promulgo queste leggi per evitare che il forte opprima il debole. Hammurabi, re di Babilonia. LA forma in cui si sta trattando oggi il conflitto in Colombia, ridotto a un irrisolvibile accordo umanitario, non è precisamente la miglior lezione di genio politico data dagli interessati e in particolare da coloro che sono incaricati di condurre i destini del paese, ovvero di procurare ai propri governati il maggior tenesse possibile.
La democrazia immolata
Il passato 7 ottobre si è realizzato il referendum sul TLC con gli Stati Uniti. Contro tutti i pronostici, avvalendosi dei grandi mezzi di comunicazione, della manipolazione, e della paura infusa nella popolazione, la campagna per il SI vince con un margine ridotto. Vittoria di Pirro che divide la Costa Rica e lascia grandi insegnamenti per la regione. “La calunnia è un venticello…” Il barbiere di Siviglia.
NULLA DI FATTO. URIBE LICENZIA CHAVEZ.
PER ORDINE DI BUSH E DELL'OLIGARCHIA COLOMBIANA
di Oscar Paciencia
In queste ultime due settimane sono nate e morte le speranze per la liberazione dei prigionieri (o sequestrati: a seconda dei punti di vista) in potere delle FARC-EP, e di circa 500 guerriglieri (o terroristi: a seconda dei punti di vista) reclusi nelle carceri colombiane. Ma soprattutto sono nate e morte le speranze di un intero popolo di vedere terminata la carneficina che da più di cinquant'anni violenta la vita e il futuro di una intera società.
Prima Uribe nomina la senatrice liberale Piedad Cordoba come ambasciatrice per il dialogo con le FARC e promuove (anche se a malincuore) la mediazione del presidente Venezuelano Chavez.
Quando si accorge che l'accordo potrebbe diventare realtà, intima a Chavez di concludere entro l'anno una trattativa che lui non ha mai voluto mettere in piedi dalla sua prima elezione - nel 2002 - ad oggi. Ma questo non basta: potrebbe anche darsi che Chavez ce la faccia. Allora chiede prove in vita dei prigionieri e quando le prove (i video) stanno per arrivare, grazie alla mediazione di Cordoba e Chavez, una telefonata di cinque minuti fatta al comandante dell'esercito colombiano da parte del mandatario venezuelano, gli offre lo spunto - liberatorio - per classificare Chavez come partigiano dei terroristi, ipocritamente impegnato nello scambio umanitrario per fini elettoralistici in Venezuela e gli toglie ogni mandato, provocando la crisi più acuta degli ultimi anni tra i due paesi e dopo solo un mese e mezzo dalla inaugurazione congiunta del gasdotto di Ballenas.
Infine Uribe 'arresta' tre miliziani delle FARC in Bogotà ove, secondo il governo si stavano preparando ad un attentato e 'casualmente' sequestra loro alcuni video prodotti tempo fa.
Sono le prove in vita di Ingrid Betancourt, dei tre contrattisti Nordamericani e di molti altri poliziotti e militari fatti prigionieri dalle FARC negli ultimi 10 anni. VIDEO FARC, BETANCOURT E' VIVA 1 dicembre 2007 Cinque video, «scoperti» durante un blitz dei servizi segreti in un hotel di Bogotà, mostrano che gli ostaggi nelle mani della Farc sono vivi. E che Uribe ha mentito
di Guido Piccoli
La Betancourt è viva. Dimagrita, sciupata, con i capelli sciolti e lo sguardo a terra. Triste, com'è ovvio, ma viva (e questo non era così ovvio). E sono vivi anche un ex senatore colombiano, Luis Eladio Pérez, e una quindicina di prigionieri di guerra: dodici ufficiali colombiani e tre agenti della Cia, Marc Gonsalves, Thomas Howes e Keith Stansell, abbattuti sul loro aereo spia cinque anni fa, che appaiono in buona forma fisica e con l'espressione da Rambo.
E.L.N. si pronuncia sulla rottura del dialogo per lo scambio PRESIDENTE, DI' LA VERITA' AL PAESE
29 novembre 2007 - Rivista Insurreción Il governo che presiede Uribe Vélez presenta la sua politica di Sicurezza Democratica come se si trattasse della pozione che cura tutti i mali di cui soffre il paese e il piedistallo su cui si riposano le istituzioni della nazione.In nome di questa cosiddetta politica giustifica tutto quello che fa e trae fondamento per tutti gli attacchi violenti che porta avanti agli oppositori del suo governo e al regime. Questo è stato l’argomento sostenuto per la intempestiva cancellazione della mediazione del presidente Chávez, al fine di concretare l’accordo umanitario.
Dal momento in cui la presidenza ha annunciato le facoltà attribuite al presidente Chávez quale facilitatore dell’accordo umanitario, le stesse sono state ricevute da una piogga di critica dai settori più retrivi del paese e dal governo degli Stati Uniti.
INSULTI TRA CHAVEZ ED URIBE, I DUE PAESI VERSO LA ROTTURA
27 novembre 2007
Chavez attacca, Uribe risponde sullo stesso tono. A tre giorni dalla fine della mediazione venezuelana nello scambio di prigionieri, esplode la crisi diplomatica
di Guido Piccoli
Manca solo che si dichiarino guerra. A tre giorni dal brusco stop imposto da Alvaro Uribe alla mediazione di Hugo Chávez nello scambio di prigionieri in Colombia, quest'ultimo non ha saputo, o voluto, trattenere la rabbia.
Con un linguaggio durissimo, ma tipico della sua indole, il presidente venezuelano ha dichiarato di non credere che Uribe voglia la pace, l'ha definito codardo, traditore, bugiardo e «non degno del suo paese» e ha annunciato il congelamento delle relazioni tra i due paesi.
CHAVEZ: "URIBE HA GETTATO LA MASCHERA" dal 26 novembre al 2 dicembre 2007 (in aggiornamento continuo) Varie interviste ed interventi di Chavez in cui racconta la sua versione della rottura con Uribe.
da Radiomundial Sistema di imformazione del governo Venezuelano
VIDEO-INTERVISTA A UN PRIGIONIERO DELLE FARC
25 novembre 2007 - TeleSur (Venezuela) Durante una intervista esclusiva concessa a TeleSur (emittente venezuelana), il capitano Guillermo Solórzano, comandante della Polizia Nazionale colombiana nella località di Florida, nel dipartimento del Valle del Cauca, che venne fatto prigioniero dalle Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia (FARC) il passato 4 giugno, ha rivelato dal suo luogo di prigionia che è in perfette condizioni di salute. La testimonianza di Solórzano, che costituisce una prova di vita di questo cittadino colombniano in potere delle FARC, è stata trasmessa da TeleSUR la scorsa domenica 25 novembre, nel documentario 'Voces desde la Selva'
OSTAGGI, NESSUNA PIETA'. URIBE AFFONDA CHAVEZ 23 novembre 2007 Con un pretesto il presidente della Colombia silura la mediazione di Caracas per liberare la Betancourt e gli altri sequestrati dalle Farc
di Guido Piccoli
Non erano giorni, ma ore quelle che, lunedì scorso, Alvaro Uribe stava concedendo alla mediazione di Hugo Chávez per lo scambio di prigionieri tra lo stato colombiano e le Farc. In realtà, aspettava solo un pretesto per farla finita. Nel vertice cileno della settimana scorsa, Uribe aveva cercato di mettere le briglia al suo intraprendente e disinvolto vicino.
URIBE: TIRO MANCINO A CHAVEZ SU INGRID E SCAMBIO UMANITARIO
21 novembre 2007 Al presidente venezuelano il diktat di Bogotá: tempo fino al 31 dicembre per convincere le Farc. Se no ritorna l'opzione militare di Guido Piccoli
In Colombia l'illusione ha i giorni contati. Il presidente Alvaro Uribe ha scelto il giorno dell'incontro a Parigi tra Hugo Chávez e Nicolas Sarkozy per suonare le campane a morto sullo «scambio umanitario» tra il suo governo e la guerriglia delle Farc, che dovrebbe portare alla liberazione di Ingrid Betancourt e una cinquantina di altri sequestrati e prigionieri di guerra contro un mezzo migliaio di guerriglieri detenuti nelle carceri statali.
Durante un incontro tenutosi l' 8 novembre a Palazzo Miraflores di Caracas tra Ivan Marquez, membro del Segretariato delle FARC e il presidente venezuelano Hugo Chavez si sono approfondite ancora di più le basi per giungere a quello che viene chiamato Accordo Umanitario, lo scambio di prigionieri in potere delle FARC con combattenti attualmente incarcerati nelle prigioni colombiane. Tra i probabili prigionieri che potrebbero essere rilasciati, Ingrid Betancourt, candidata alla presidenza nel 2002 e da allora prigioniera, oltre ai tre statunitensi e a vari politici. Cinquecento sono invece i guerriglieri che lascerebbero il carcere. Ala riunione era presente la Senatrice Piedad Cordoba, inviata del governo di Uribe Velez, la quale, tra l'altro, ha affermato che le dichiarazioni del Presidente Colombiano che hanno portato a dichiarare le FARC un movimento terrorista, hanno fino ad ora impedito la possibilità dello scambio.
BILANCIO DELLA REPRESSIONE STATALE CONTRO LA MOBILITAZIONE AGRARIA E POPOLARE IN COLOMBIA
Commissione per i diritti Umani del Coordinamento Nazionale delle Organizzazioni Agrarie e Popolari di Colombia
Politiche statali capitaliste che espropriano ai popoli del mondo una condizione di vita degna, generarano ogni giorno che passa condizioni ancora peggiori per la gran maggiorparte della umanità. In Colombia, gli interessi del grande capitale e dell' impero sono simbolizzate ed applicate da Alvaro Uribe Vélez, attraverso politiche, leggi,, programmi ed azioni di governo che colpiscono gravemente la vita nazionale e specialmente quella dei settori popolari.
Su questi principi centinaia di migliaia di agricoltori, studenti, operai, settori popolari, organizzazioni sindacali si sono dati appuntamento in molti dipartimenti per far sentire la loro voce. Tra gli obiettivi principali (quindici dichiarati) della manifestazione, repressa ovunque in maniera brutale, si può sottolineare:
1. Rinuncia del presidente Uribe e che ciò divenga coscienza collettiva. Volontà di instaurare un governo davvero democratico;
2. Abolire la maggiorparte delle norme anti popolari vigenti;
3. Promuovere un referendum contro lo statuto di sviluppo rurale promosso dal paramilitare in parlamento che siede in parlamento ALVARO ARAUJO
4. Abrogare l'attuale codice delle miniere e tutte le concessioni fino a che la popolazione non si esprima attraverso un referendum su questi temi.
PER ROMPERE IL BAVAGLIO UNA ALTERNATIVA DI PENSIERO
Dipartimento di Arauca, Colombia 25 Ottobre 2007
E CHI GIUDICA IL PRESIDENTE?
L'impero degli Stati Uniti del Nord America condiziona gli organismi internazionali, soprattutto su quelli creati per salvaguardare l'equilibrio ambientale del pianeta, e coloro che debbono garantire la vita, il rispetto dei diritti umani ed il diritto internazionale umanitario, che in qualche modo amministrano la giustizia contro i regimi e le persone che li violano. Agiscono in modo che abbiano un grande deterioramento di credibilità. Tuttavia, molti paesi del mondo hanno riposto fiducia e speranza nella Corte Penale Internazionale, affinché sia fatta giustizia contro i criminali di guerra ed i criminali di stato presenti nei governi, che, come nel caso colombiano, si vantano di essere democratici e commettono ogni tipo di atrocità e crimine di lesa umanità in nome di questa farsa di democrazia. Nel nostro paese c'è stato di tutto: sparizioni forzate, esodi, esili, assassini, massacri, torture, violenze, terrorismo giudiziario, abuso di potere, in cui lo stato ed i suoi governi, per più di tre decenni, sono compromessi fino al collo.
La fondazione per i Diritti Umani Joel Sierra DENUNCIA davanti alla comunità nazionale, regionale ed internazionale, i seguenti fatti:
1. Il 7 ottobre, è stato assassinato il signor Antonio ARAQUE Calderón, di 37 anni di età, verso le 5:30 del pomeriggio, nella frazione di Pueblo Nuevo, municipio di Tame.
2. Giovedì 18 ottobre, è stato assassinato nel locale pubblico chiamato Bar La Paloma, nel quartiere Cochise di Saravena, ELÍ ALBERTO FAJARDO GAHONA da due persone che si muovevano su una motocicletta, le quali gli spararono uccidendolo istantaneamente. Successivamente la polizia nazionale catturò due persone, accusate di essere gli autori del crimine e che sono state messe a disposizione della procura.
3. Il giorno 20 ottobre, è stato assassinato nell'ispettorato di Esmeralda, il giovane ANDRÉS RIÁTIGA MÁRQUEZ, nativo di Saravena e di 21 anni di età, che ricevette vari colpi ravvicinati di arma da fuoco, in fatti avvenuti al Km 1 della strada che conduce al centro cittadino.
da Indymedia colombia - 26 settembre 2007 MONTAGGI GIUDIZIARI Organizzazioni Sociali di Arauca Traduzione di Aiki
Chi non è stato assassinato in un massacro, in un omicidio selettivo od in una esecuzione extragiudiziale, né è stato fatto sfollare con la forza dal dipartimento, ha la possibilità di rimanere vittima di un'altra tra le strategie progettate per reprimere l'organizzazione ed il lavoro sociale, per ridurre al silenzio l'espressione di un popolo, fatta tra l’altro di montaggi orditi dalla Procura Generale dalla Nazione, attraverso una Unità Specializzata creata per ciò, chiamata Struttura di Appoggio di Arauca, che ha la sua base presso brigata XVIII dell'Esercito Nazionale e che, congiuntamente alla forza pubblica ed utilizzando persone che dietro alcuni benefici economici, giuridici o di altra indole, fa passare come presunti reinseriti dei gruppi armati di opposizione, posti a rovesciare ogni genere di ingiurie, calunnie e false accuse, basate sui rapporti dei servizi segreti della stessa forza pubblica, e recepite come dichiarazioni personali di quelli.
Sabato 13 ottobre 2007 ISRAELE. ARRRESTATI PACIFISTI
COLOMBIANI di Guido Piccoli
Terroristi internazionali o maestri pacifisti?
Arrestati giovedi scorso, appena hanno messo piede all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, i colombiani Arley Tuberquia Osqua e Martha Basquez, residenti nella Comunità di pace di San José di Apartadò, rischiano un processo per direttissima lunedì prossimo. O, se sono fortunati, la deportazione in Colombia come clandestini.
A niente sono servite le proteste degli avvocati e dei loro compagni di viaggio, tra i quali molti religiosi che, organizzati dall'«Istituto per la pace globale» della cittadina portoghese di Tamera, partecipano da ieri e per circa un mese ad un pellegrinaggio sulle montagne di Eylat, la città israeliana che si affaccia sul Mar Rosso..
Massacri, sparizioni forzate ed omicidi selettivi. Svendita delle risorse della terra. Persecuzione ed abbandono dello stato. Eserciti e polizie schierate per reprimere anche la più pallida forma di resistenza. E per condannare di terrorismo coloro i quali, per la liberazione della propria vita dallo sfruttamento, impugnano un cartello di protesta ed urlano la propria indignazione. Arauca continua la sua pena. Ma non dimentica
Indigeni, contadini, studenti, lavoratori delle industrie o del commercio. Uomini o donne. Tutta gente da mandare al macero se non può venire conformata alla plastica, resa oggetto da vetrina, spianata come lastra di metallo, utile solo per manovrarne cervello e sentimenti, nella speranza di poter continuare i propri traffici, cancellando anche la memoria.
Ma no. Tutta questa gente continua a stare qui e lì. In tutti i luoghi. e da tutti i luoghi continua ad arrirvare.Non foss'altro per un buon sancocho libertador! che in Arauca lo sanno fare. E che - anche lui - aiuta allo scopo.
Ricordiamocelo anche qui da noi.
immagini di Santillan / Organizzazioni Socali Arauca
La memoria
Los viejos amores que no están,
la ilusión de los que perdieron,
todas las promesas que se van,
y los que en cualquier guerra se cayeron.
Todo está guardado en la memoria,
sueño de la vida y de la historia.
El engaño y la complicidad
de los genocidas que están sueltos,
el indulto y el punto final
a las bestias de aquel infierno.
Todo está guardado en la memoria,
sueño de la vida y de la historia.
La memoria despierta para herir
a los pueblos dormidos
que no la dejan vivir
libre como el viento.
Los desaparecidos que se buscan
con el color de sus nacimientos,
el hambre y la abundancia que se juntan,
el mal trato con su mal recuerdo.
Todo está clavado en la memoria,
espina de la vida y de la historia.
Dos mil comerían por un año
con lo que cuesta un minuto militar
Cuántos dejarían de ser esclavos
por el precio de una bomba al mar.
Todo está clavado en la memoria,
espina de la vida y de la historia.
La memoria pincha hasta sangrar,
a los pueblos que la amarran
y no la dejan andar
libre como el viento.
Todos los muertos de la A.M.I.A.
y los de la Embajada de Israel,
el poder secreto de las armas,
la justicia que mira y no ve.
Todo está escondido en la memoria,
refugio de la vida y de la historia.
Fue cuando se callaron las iglesias,
fue cuando el fútbol se lo comió todo,
que los padres palotinos y Angelelli
dejaron su sangre en el lodo.
Todo está escondido en la memoria,
refugio de la vida y de la historia.
La memoria estalla hasta vencer
a los pueblos que la aplastan
y que no la dejan ser
libre como el viento.
La bala a Chico Méndez en Brasil,
150.000 guatemaltecos,
los mineros que enfrentan al fusil,
represión estudiantil en México.
Todo está cargado en la memoria,
arma de la vida y de la historia.
América con almas destruidas,
los chicos que mata el escuadrón,
suplicio de Mugica por las villas,
dignidad de Rodolfo Walsh.
Todo está cargado en la memoria,
arma de la vida y de la historia.
La memoria apunta hasta matar
a los pueblos que la callan
y no la dejan volar libre como el viento. Letra y música: León Gieco
PER ROMPERE IL BAVAGLIO UNA ALTERNATIVA DI OPINIONE
Dipartimento di Arauca, Colombia 10 Ottobre 2007
DOLORE UMANO ED ACCORDO UMANITARIO
CONTRO SOVRANITÀ E SFOLLAMENTO
Il potere mediatico, la cui matrice di opinione è sempre conformata al regime di governo, rendendo una abitudine gli effetti di una violenza senza fine, promossa dallo stesso sistema chiamato democratico, mentre che migliaia e migliaia di esseri umani, sulle cui spalle pesa il recupero di una precaria condizione umana, come marionette che viaggiano da un lato all’altro, nutrono l'anelito di un giudizio, del quale si prendono gioco le prese di posizione e le bizze, che dalla decrepita politica vengono chiamate "profitti". Chi lo direbbe, senza mai pretenderlo emergono dalle ceneri, si lasciano sentire silenziosi ma decisi, i battiti della verità di quello che sta avvenendo nel nostro paese, il dolore delle vittime e dei familiari degli scomparsi, la repressione carceraria, i sequestri della guerriglia, i massacri del terrorismo dello stato paramilitare, e la violenza in tutte le sue espressioni. Il dolore umano trasformato in trofeo politico. Un possibile accordo umanitario, facilitato dal presidente Hugo Chávez, benché non mitighi il dolore del gigantesco male sociale dei colombiani, può alleviare la penosa sofferenza di più di un centinaio di famiglie.
Ora che gli idrocarburi sono in via di estinzione, gli agrocombustibili sembrano essere la soluzione. Per lo meno quanto dice il mediatico Ministro dell’Agricoltura, Andrés Felipe Arias. Il progetto di legge 113/06, in presentazione alla Camera dei Rappresentanti, così lo enfatizza. Sarà davvero così bello?.
Cosa vogliono dal Polo?
Nella seconda settimana di settembre ha fatto notizia una supposta divisione del Polo, propiziata dalle dichiarazioni del senatore Petro, secondo le quali manca una condanna esplicita alle FARC. L’accusa è falsa. È evidente che si tratta, con l’appoggio dei potenti mezzi di comunicazione, di forzare un allineamento con propositi elettorali sulla base di una discussione ugualmente falsa. Senza dubbio, il Polo è obbligato a trovare un’identità politica, però il punto delle definizioni non è lì. Una simile pressione tendenziosa è deplorevole, e irresponsabile il suggerimento. Nel passato costò la vita di migliaia di dirigenti popolari. Per lo più, sono molti quelli che desiderano plasmare il Polo secondo le proprie necessità e interessi. Scandalo a parte, quello che conviene è cominciare la discussione vera
SINALTRAINAL. SEQUESTRATO E TORTURATO FIGLIO DI UN LAVORATORE DELLA COCA COLA
Il giorno 27 settembre del 2007, verso le 4 del pomeriggio, quando ANDRES DAMIAN FLOREZ RODRIGUEZ, figlio del lavoratore della imbottigliatrice della Coca Cola e dirigente del SINALTRAINAL JOSE DOMINGO FLOREZ, stava tornando da scuola, per arrivare a casa sua ubicata in strada 38ª No 204-102 del barrio los Andes di FloridaBlanca, Santander, è stato abbordato da tre individui che si mobilizzavano con una camionetta nera, armati, con radio teletrsmittente e passamontangna, i quali lo hanno fatto salire con la forza e lo hanno sbattuto sul fondo dell'auto, lo hanno colpito e durante il percorso uno di questi soggetti ha chiamato per radio e ha detto “abbiamo già preso questo figlio di puttana, che ne facciamo?” e dall'altra parte della radio hanno risposto “fategli fare un giro, strapazzatelo e lasciate il messaggio “, il soggetto che aveva parlato alla radio, ha poi detto “di a tuo padre che non ci fermeremo fino a quando non lo avremo squartato”. Poi lo hanno gettato dall'auto in località conosciuta come el Palenque, verso Lebrija, davanti ad una officina meccanica, dopo il ponte.
ARRESTATI TRE DIRIGENTI E PERQUISITI GLI UFFICI REGIONALI DELLA ASSOCIAZIONE CAMPESINA DELLA VALLE DEL FIUME CIMITARRA
AZIONE URGENTE Sud del Bolivar - 29 settembre 2007
Nella frazione El Cagüí, vicino alle paludi di San Lorenzo, zona rurale del municipio di Cantagallo (Sud del Bolivar), sono stati arrestati da agenti del Dipartimento ministrativo per la Sicurezza (DAS) Andrés Gil, Evaristo Mena y Óscar Duque, membri della Asociación Campesina del Valle del río Cimitarra (ACVC), i quali stavano partecipando ad una riunione assieme alla comunità. Di fronte alla opposizione dei contadini, gli agenti hanno sparato in aria.
Andrés e Óscar somo tra i fondatori della ACVC e attualmente fanno parte della giunta direttiva della associazione. Già il 5 ottobre del 2006, Óscar era stato arrestato arbitrariamente dall'esercito, venendo poi liberato alcuni giorni dopo.
PER ROMPERE IL BAVAGLIO UNA ALTERNATIVA DI OPINIONE
Dipartimento di Arauca, Colombia 25 Settembre 2007
PRIMA UDIENZA REGIONALE DELLA COMMISSIONE DEI DIRITTI UMANI DEL CONGRESSO SULLE VITTIME DEI CRIMINI DI STATO E DELLA GUERRA SPORCA PARAMILITARE
Con un ulteriore sforzo del popolo araucano, dopo molti tentativi, nella regione si realizza la prima udienza sulle vittime del paramilitarismo, che noi ed altre regioni abbiamo chiamato vittime dei crimini di stato, perché sempre abbiamo mantenuto questa posizione e denunciato che la guerra sporca paramilitare è una politica di stato che storicamente è riconosciuta come terrorismo di stato, attuata dai diversi governi antidemocratici di estrema destra dell'oligarchia in alleanza con l'impero. L'udienza si terrà il giorno 27 Settembre a Saravena, municipio rappresentativo per il suo alto livello di organizzazione sociale ed, inoltre, per essere uno dei più repressi dalle politiche di sicurezza democratica.
I LAVORATORI DELLA COCA COLA, DIRIGENTI DEL SINALTRAINAL
Il 25 Settembre del 2007, verso le 12:30, Domingo Flores, Nelson Perez y Luis Eduardo Garcia, dopo essere usciti dalla riunione convocata da ASTDEMP con i candidati per le elezioni comunali della città di Bucaramanga e del Governo del dipartimento di Santander, hanno aperto la porta dell'ufficio del SINALTRAINAL Sezionale Bucaramanga, ubicato al secondo piano della Strada 42 con 14 - 09 e hanno trovato una busta trovando all’interno il seguente comunicato:
Comunisti, guerriglieri mascherati da sindacalistiJAVIER CORREA, alias Luis Garcia, smettetela col discorso ideologico guerrigliero, andatevene dal dipartimento- Al contrario saremo obbligati a realizzare l’obiettivo militare e restituiremo durante il natale alle vostre famiglie i cadaveri in una fossa comune – la procura non vi salverà la vita – questo è l’ultimo avviso poi colpiremo – non sommate altri morti – terroristi delle multinazionali – lcome Aquile Nere abbiamo voglia di sangue fresco - la vostra filosofia a difesa dei più deboli è una meta impossibile nessuno ci crede e fa danno – Conosciamo i movimenti delle vostre famiglie – Vogliamo voi sensa altri spargimenti di sangue – Gli smobilitati organizzati farmo pulizia sociale – comunisti figli di puttana – verrete squartati.
BUON NATALE – AQUILE NERE
Il sindacato agroalimentare nel mirino delle Aguilas Negras
ANCORA MINACCE DI MORTE AL SINALTRAINAL
Informiamo tutta la struttura Nazionale del Sinaltrainal ed anche le organizzazioni amiche che: Alle 10 circa di mattino del 20 settembre 2007 nella abitazione del compagno JOSE DOMINGO FLORES, un soggetto sconosciuto ha lasciato un volantino nel quale si minaccia di morte il compagno e tutta la sua famiglia.
Questo fatto accade precisamente in seguito ad una riunione realizzata con l'impresa COCA-COLA nella quale si protestava per la mancanza di sicurezza dei compagni in servizio presso l'impresa stessa
AUC (Autodefensas Unidad de Colombia)
Aquile Nere
Sindacalisti figli di puttana - guerriglieri. Già è scaduto il termine affinché vi zittiste - Ora, dato che non avete scelto come volete morire, lo abbiamo deciso noi. Cominceremo da JOSE DOMINGO FLORES e DALLA SUA FAMIGLIA dopodiché continueremo con gli altri malnati guerriglieri- Noi smobilitati non abbiamo gettato le armi - Non crediate, siete obiettivo militare - In poco tempo avrete il vostro malnato ciccione e la sua famiglia morti.... Fronte AGUILAS NEGRAS
Fronte Aquile Nere Lebrija
LE FARC SI RIUNIRANNO CON IL PRESIDENTE CHAVEZ IL PROSSIMO 8 OTTOBRE
17 settembre 2007
Questo è quello che afferma il portavoce di questa guerriglia, Raúl Reyes, in un video che consegnò alla senatrice Piedad Córdoba, con cui si riunì da qualche parte nella selva tra giovedì e venerdì scorso.
Seppur nel messaggio non era specificato, El Tempo ha saputo che sarebbe proprio Reyes l’inviato speciale delle FARC e che il luogo dell’incontro sarebbe probabilmente Palazzo Miraflores (presidenziale) di Caracas.
Nel video Reyes, seduto ad un tavolo del suo accampamento con cordoba, ringrazia Chavez. “Voglio felicitarmi con lui per l’impegno che ci ha messo, per il suo ammirevole lavoro”, le dice. Inoltre sottolinea la determinazione delle FARC per continuare ad andare avanti verso un accordo che permetta la liberazione di politici, membri della forza pubblica e i tre statunitensi, in cambio di circa 500 guerriglieri incarcerati, tra cui Reyes include Sonia e Simon Trtinidad, oggi prigionieri negli Stati Uniti.
Sabato 15 settembre 2007
OSTAGGI IN COLOMBIA COSI' CI PROVA CHAVEZ Il leader del Venezuela comincia la mediazione tra il presidente Uribe e il guerrigliero «Tirofijo». Un'incredibile partita di poker, in palio la vita di 45 sequestrati di Guido Piccoli
Se non si mercanteggiasse sulla vita e la libertà di tanta gente, soldati e guerriglieri compresi, quanto accade in Colombia potrebbe apparire un gioco d'azzardo. Più precisamente un poker, nel momento dei lanci e rilanci, quando i giochi sono fatti, si bluffa e bisogna mantenere i nervi a posto. Intorno al tavolo verde sono in tre: Alvaro Uribe e Hugo Chávez, rispettivamente il presidente più reazionario e più rivoluzionario dell'America Latina, e Tirofijo, il capo guerrigliero più longevo del mondo.
da Le Monde Diplomatique - Il Manifesto COLOMBIA, PARLA UN CAPO DELLE FARC Rapito, condannato e liberato contro la sua volontà
di Maurice Lemoine
Deciso ad ottenere il ritorno di Ingrid Betancourt, prigioniera da febbraio del 2002delle Forze armate rivoluzionarie di Colombia (Farc), Nicolas Sarkozy si è incontrato all’inizio de mese di maggio 2007 con il suo omologo colombiano, Alvaro Uribe. Su richiesta - a quanto pare – del presidente francese, e anche al fine di spingere la guerriglia a uno «scambio umanitario» alle condizioni di Bogotà, Uribe ha così preso una decisione spettacolare: ha rilasciato Rodrigo Granda, considerato il «ministro degli esteri» delle Farc, che i servizi segreti avevano rapito clandestinamente due anni e mezzo prima a Caracas. Granda è stato autorizzato - «per compiere dei passi verso la pace» -a recarsi a Cuba dal 19 giugno scorso. Dopo ha rifiutiato ogni contatto con la stampa internazionale, con una unica eccezione:Le Monde Diplomatique. Nella sua casa all’Avana, Granda ha perciò ricevuto il nostro caporedattore a cui ha affidato la sua analisi dei recenti avvenimenti.
È l’unico programma strategico del Presidente Uribe. Il compromesso non è di oggi, ma risale alla prima campagna. Anzi, ancora prima: dal mandato di Governatore di Antioquia. Per questo, scrivere un articolo o un saggio breve o lungo sulla proposta di Uribe di trasformare i delitti di associazione a delinquere, massacri e genocidi nel reato politico di sedizione non passano inosservate alcune note poste a piè pagina di tutto quello che è successo nei cinque anni dell’attuale governo.
9 agosto. un giorno speciale
E’ passato in Colombia, seppur senza gran risonanza, il Giorno Internazionale dei Popoli Indigeni. È una manifestazione in più del valore irrisorio che l’establishment riconosce a coloro che abitano queste terre da tempi immemori, gli stessi esseri umani che oggi sono baluardo fondamentale per la loro conservazione e per la costruzione di una nazione che si proietti sul piano continentale e mondiale.
Accordo umanitario. Appare un mostro a cinque teste
Doloroso e annunciato. Con la tragica morte di 11 deputati del Valle che pagano il prezzo della decisione presidenziale di un “riscatto violento”, molto più di sessant’anni di guerra, da Buenaventura attraverso tutto il Cañon Garrapatas è apparso un nuovo mostro spaventoso. Un mostro di “operazioni segrete” con cinque paia di occhi che giocano con la guerra.
"Una riforma agraria integrale è inevitabile"
L’ex arcivescovo di 56 anni è stato richiamato dalla Chiesa per la sua decisione di presentare la propria candidatura alle presidenziali del Paraguay. Con un supporto del 60% dei paraguaiani nelle inchieste, propone una riforma agraria e il controllo statale delle risorse naturali..
Incontro a Bogotà tra i due presidenti URIBE "INCONTRA" CHAVEZ
A cura di Oscar Paciencia
Ci sono movimenti in atto che fanno pensare vicino l'accordo umanitario (scambio di prigionieri) tra il governo colombiano e le FARC? Da quello che è successo negli ultimi sette giorni sembrerebbe di si. Dopo l'incontro a Caracas tra il presidente venezuelano e una folta delegazione di parenti dei prigionieri delle FARC, questi ultimi e la determinazione del bolivariano sono riusciti ad ottenere l'incontro, duranbte il quale sono stati affrontati anche temi economici riguardanti un gasdotto tra i due paesi.
Chavez si è detto disposto a incontrare personalmente Marulanda, comandante in capo delle FARC, mentre Uribe ha affermato che permetterà l'incontro in territorio venezuelano tra un comandante fariano e il presidente. Nello stesso momento, nella selva sud di Colombia La Jornada messicana intervistava Reyes il quale pareva favorevole alla possibilità che Marulanda possa incontrare Chavez in Venezuela.
Da Il Manifesto - 2 settembre 2007
Il «mediatore» Chavez riceverà i leader FARC Accordo con il colombiano Uribe. Presto i leader del gruppo guerrigliero a Caracas. Si punta alla liberazione di 45 ostaggi eccellenti in cambio di decine di prigionieri politici
di Giuseppe De Marzo
Bogotà [versione IT]
COMUNICATO PUBBLICO
CAROVANA NAZIONALE E INTERNAZIONALE AGROMINERARIA
La carovana agromineraria, formata da delegazioni nazionali ed internazionali ha terminato il suo percorso di 17 giorni dopo essere passati per il Sud del Bolivar, Chocò, Risaralda, Cauca e Nariño.
In ognuna di queste tappe si sono evidenziate le condizioni di precarietà del settore della piccola attività mineraria, dove lo Stato ha svolto il suo ruolo abbandonando completamente questa attività produttiva, preferendo la svendita della risorsa aurifera alle imprese straniere e rinunciando una volta per tutte alla sovranità e ad una fonte di entrata per il paese.
Oltre a questo abbandono si osserva una campagna denigratoria contro il settore minerario artigianale per danni ambientali, campagna che mira alla sua chiusura e a dichiarare illegale questa forma di sopravvivenza di migliaia di famiglie colombiane.
dal 17 agosto al 3 settembre
CAROVANA NAZIONALE E INTERNAZIONALE PER LA RESISTENZA DELLA ATTIVITA’ MINERARIA ARTIGIANALE
La Carovana Minera è un'iniziativa che coinvolge leader appartenenti a comunità minerarie di differenti parti del paese (Nariño, Chocó, Cauca, Bolivar, Risaralda) i cui territori sono stati richiesti dalla multinazionale AngloGold Ashanti - Kedahda - per esplorazione o sfruttamento. La Carovana percorrerà varie regioni a livello nazionale che stanno venendo colpite dagli interessi della multinazionale.
La Carovana ha come obiettivo quello di visibilizzare all'interno ed esterno della Colombia la problematica mineraria, gli oltraggi fisici e legislativi coi quali la transnazionale viene espandendo il suo dominio. Nello stesso modo tende a fortificare il movimento contro il grande settore minerario e difendere la permanenza delle comunità nei loro territori.
La Carovana sarà composta, per il livello nazionale, da due leader per ognuna delle regioni coinvolte: Cauca, Bolivar, Risaralda, Chocó e Nariño, e da membri di paesi coinvolti economicamente o legalmente nelle attività della Kedahda. Per questo a livello internazionale parteciperanno compagni inglesi, statunitensi, canadesi ed italiani.
A cura di Oscar Paciencia
Nella pubblicità della pagina web del Governo si legge di una Samaniego 'partecipativa e competitiva', simbolizzata dal logo di una enorme infrastruttura stradale che sovrasta la valle nariñense. Forse occorrerebbe aggiungere anche 'conflittiva e desplazada', se come ci raccontano i più di 400 contadini scappati dalle montagne circostanti a seguito degli scontri armati che stanno avvenendo nelle comunità limitrofe, ove l'incursione paramilitare associata all'esercito nazionale stà cercando di fare posto alla multinazionale Kedhada per lo sfruttamento dell'oro e delle altre risorse minerali di cui la zona è ricca.
Nell'ambito dell'ultima giornata di attività della Carovana Minera Nazionale e Internazionale Il Comitato Carlos Fonseca e la RedHER hanno avuto modo di intervistare e raccogliere le denunce dei contadini e piccoli minatori scesi dalle loro comunità per protestare e partecipare agli incontri.
categoria: video, - denunce, - campagne, - politica, - indigeni, -- dip valle cauca