giovedì, 23 ottobre 2008
DENUNCIA PUBBLICA
ARAUCA: CRISI UMANITARIA
Saravena, 20 ottobre 2008
Denunciamo i fatti di seguito citati, che rivelano la crisi umanitaria che attraversa la regione e che negli ultimi giorni ha prodotto nuove vittime. La sicurezza che si promuove nel dipartimento, è riferita agli interessi economici transnazionali e le oligarchie bianche, ma non ai contadini, operai, dirigenti sociali né in generale alle persone comuni che continuano ad essere martiri del conflitto sociale ed armato.
Il 17 ottobre é stato assassinato il signore SEBASTIAN RAMIREZ GÓMEZ, di 37 anni di età, il suo cadavere é stato trovato nella frazioneo Puerto Lleras del municipio di Saravena.
Il 14 ottobre, approssimativamente alle 12:10 del pomeriggio , é stato assassinato nel capoluogo municipale di Fortul il giovane YAMID DARÍO MARÍN TORRES che ha ricevuto vari colpi di arma da fuoco nel corpo.
lunedì, 11 agosto 2008
Sará che associare la Colombia alla coca appartiene allo sport nazionale italiano (e non solo), ma spesso scherzi e battute su questo tema infastidiscono, quando ai coltivatori di questo prodotto chiamato 'illecito' (mentre illecita é la sua trasformazione in cocaina) non vengono date altre possibilitá di sussistenza, quando, per questo, vengono sottoposti a 'fumigazioni' chimiche che uccidono tutte le altre loro coltivazioni lecite, quando per colpa di questa pianta diventano ostaggio delle manovre insensate di alcuni gruppi guerriglieri allo sbando o dell'esercito che strumentalizza le coltivazioni per farla finita con la resistenza sociale, civile e politica di questi contadini araucani.
E infastidisce ancora di piú ascoltare queste battute quando, nonostante l'abbandono dello Stato , in mezzo alla guerra, sottoposti a ricatto, incarcerati, sfollati, e spesso uccisi, loro stessi, i contadini diei municipi di Saravena, Tame, Arauquita, Fortul decidono di sradicare manualmente le piantagioni di coca, andando incontro al rischio di perdita di reddito, alla prospettiva di tempi lunghi per ottrenere nuovi e diversi raccolti.

Sradicare adesso!
Quando
le avionette passano sulle piantagioni
di caffé, banane, yucca, mais, fagioli
e scaricano il glisolfato,
'fumigando'
come dicono qui nei villaggi,
quello che rimane sono
piantagioni morte.
Quando va bene
i contadini non si ammalano,
ma essendo costretti ad andare al campo
per cercare di recuperare parte delle piante,
le dermatiti da glisolfato
sono frequenti.
Alcuni raccontano che le fumigaizoni
non colpiscono le piantagioni di coca
per il fatto che la mappatura geografica
che possiede il governo é troppo vecchia
e che ad essere colpite
sono solo le coltivazini lecite.
La resistenza sociale civile e politica
dei contadini di queste terre araucane
non si esaurisce nell'organizzazione
di manifestazioni pubbliche
ed eventi culturali,
ma dá il meglio di sé
nelle scelta che
centinaia di famiglie hanno fatto:
sradicare manualmente
ognuna delle piante coca
della loro piantagione.
In moltissimi villaggi di Fortul,
Tame, Arauquita ed anche Saravena
dopo aver preso questa decisione,
da circa dieci mesi
proseguono sradicando,
mentre il governo prosegue
ad intossicarli col glisolfato,
incurante delle loro scelte,
ed anche infastidito nel veder perdere
la strumentale motivazione
attraverso la quale giustificava
l'alta militarizzazione
e la repressione di questi
irriducibili contadini.
Óscar Paciencia - Immagini della vita nelle comunitá
8-14 luglio 2008
lunedì, 18 febbraio 2008
AZIONE URGENTE
Saravena, Arauca, 15 febbraio 2008
Fondazione per i Diritti Umani 'Joel Sierra'
traduzione di Aiki
IN PIENA SICUREZZA DEMOCRATICA, COMPLETAMENTE INDIFESI I DIRIGENTI SOCIALI E POLITICI.
1. oggi 15 febbraio, è stato assassinato il dirigente politico, Francisco DELGADILLO, che svolgeva l'incarico di presidente del Consiglio Municipale di Saravena, organismo al quale era stato eletto per il Partito Cambio Radical. Il fatto è stato commesso nel centro urbano di questa città, verso le 2:00 del pomeriggio, ad una quadra e mezzo da una garitta della polizia che fa parte del cordone di sicurezza.
2. il giorno 8 febbraio, verso la 1:00 del pomeriggio, è stata assassinata l’insegnante MARÍA DEL CARMEN MEZA PASACHOA, dirigente sociale, affiliata all'Associazione degli Educatori di Arauca ASEDAR, mentre si spostava dal suo posto di lavoro, nella frazione Santa Inés, verso il centro urbano di Tame, a scarsi cinque minuti da questo.
domenica, 20 gennaio 2008
In una lunga intervista, realizzata nella selva Colombiana nei mesi di fine 2007, di cui una parte andata in onda domenica su una radio della Patagonia Argentina (Lu5AM600), il Comandante Javier della Direzione Nazionale dell'ELN e il Comandante Raul del Frente Oriental Domingo Lain dell'ELN trattano alcuni argomenti cruciali della attualità colombiana. Dalla scelta ed attualità della lotta armata, al narcotraffico, dal paramilitarismo allo scontro in atto con le FARC in diversi dipartimenti, dalla coca in Arauca alla questione dell'accordo umanitario e dei dialoghi di pace.
domenica, 20 gennaio 2008
DENUNCIA PUBBLICA
Arauca, 14 gennaio 2008
Portavoce Associazione Contadina di Arauca
LA REPRESSIONE DELLA INSICUREZZA DEMOCRATICA DI ALVARO URIBE CONTRO IL POPOLO ARAUCANO CONTINUA....
Come lo abbiamo denunciato permanentemente, la politica di Insicurezza Democratica del governo Colombiano si scaglia di nuova contro il paese Araucano e le sue organizzazioni costituite legittimamente, nuovamente si usa l'apparato giudiziario per sostenere allo screditato, privo della legittimità ed oppressore regime Colombiano. Continua ad essere considerato delitto il diritto alla libera espressione, all'organizzazione, alla vita, alla permanenza nel territorio e sprattutto a cercare un futuro differente per il nostro paese.
L’Associazione Contadina di Arauca ACA denuncia che nella settimana dal 7 al 14 di gennaio del 2008, si è prodotto un altro atto di detenzione massiva e arbitraria nel municipio di Arauquita nel Dipartimento di ARAUCA, nell’Oriente Colombiano eseguito da membri della Procura, del DAS e dell’Esercito Nazinale
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EDUCAZIONE E LOTTA SOCIALE IN ARAUCA
Intervista a Raquel Castro
Dopo tre anni di prigione, accusata di ribellione per il semplice fatto di occuparsi dei diritti degli insegnanti e degli studenti e della costruzione di pratiche sociali nel campo dell'educaizone che facessero accrescere la coscienza dei giovani araucani, Raquel Castro, una volta scarcerata per la caduta di ogni accusa, continua a perseguire l'obiettivo di una società più giusta anche per ciò che riguarda le pratiche educative. In esilio dalla sua terra araucana, poiché segue essendo minacciata, continua ad affermare, con estrema chiarezza, i presupposti e le speranze di un'intera comunità. In questa lunga intervista affronta i temi dell'educazione relazionati con l'autoorganizzazione e le lotte, la repressione affiancata dalla grande capacità di resistere ed organizzarsi della popolazione civile del dipartimento di Arauca.
domenica, 13 gennaio 2008
LE FARC CONTRO ARAUCA
di Organizzazioni Sociali di Arauca
traduzione di Aiki
Dipartimento di Arauca (Colombia),
07 gennaio 2008.
Le Organizzazioni Sociali del dipartimento di Arauca, con il lascito di dignità con il quale si sono storicamente caratterizzate nel difendere la Vita, la cultura, l'ecosistema, le risorse naturali, la sovranità nazionale, il nostro territorio, denunciano i seguenti fatti davanti all'opinione pubblica regionale, nazionale ed internazionale, ai mezzi di comunicazione:
1. Che dal 01 gennaio 2008, da parte delle FARC, è stata sviluppata una sistematica aggressione contro le comunità dalle zone rurali, del settore cittadino e contadino. In questo percorso di morte, all'alba del 01 gennaio 2008, è stato assassinato nella frazione Bajo Cusay II del municipio di Tame, il giovane contadino NÉSTOR ALSADO ROBALLO, di 26 anni e padre di tre minori.
2. Venerdì 04 gennaio 2008 è stato assassinato nella frazione di Acacias I del municipio di Tame, il dirigente contadino HERNAN LIZCANO RINCON di 48 anni, che lo hanno ucciso con un sparo e due pugnalate.
domenica, 13 gennaio 2008
Verdetto del Tribunale Internazionale di Opinione
sullo sfollamento forzato in Colombia
CONDANNIAMO PER AZIONI E OMISSIONI LO STATO E IL GOVERNO COLOMBIANO, LE COMPAGNIE MULTINAZIONALI ED I GOVERNI DI STATI UNITI, CANADA, INGHILTERRA, SVIZZERA, SPAGNA, ISRAELE, SUDAFRICA E L' UNIONE EUROPEA
Salón Elíptico del Congresso della Repubblica della Colombia
Bogotà 21, 22 e 23 Novembre 2007
traduzione di AliceRebelde
Il clamore dei milioni di sfollata e sfollati forzati della Colombia è arrivato alla Comunità internazionale. Come risposta solidale, questo Tribunale d’Opinione si è stabilito a Bogotà, dal 21 al 23 novembre 2007, per ascoltare le vittime di questo crimine contro l'Umanità, vittime disdegnate e perseguitate, con l'obiettivo di contribuire alla piena restaurazione della Giustizia e del Diritto.
Il Tribunale Internazionale composto da 8 membri ha raccolto i dati esistenti sul sfollamento e le sue cause, tanto da parte delle istanze ufficiali del Governo della Colombia e delle Nazioni Unite (ACNUR), quanto di organismi non governativi. Cinque udienze regionali hanno avuto luogo in Valle del Cauca, Chocò, Zona centro, Arauca e Costa atlantica, dove varie centinaia di testimonianze sono state raccolte. Finalmente una giuria internazionale si è riunita nel Congresso della Repubblica, per raccogliere più di 30 testimonianze e venire a conoscenza di tre studi socio-giuridici che sono stati aggiunti alla documentazione raccolta. Le Autorità colombiane precedentemente convocate per presentare i loro punti di vista non si sono presentate. Inoltre, i dirigenti Coordinamento Nazionale degli Sfollati e i membri del Tribunale hanno ricevuto costanti minacce da parte del gruppo paramilitare autodenominato le Aquile Nere, per aver realizzato questo tribunale.
domenica, 02 dicembre 2007
AZIONE URGENTE
Saravena, Arauca, 28 novembre 2007
Traduzione a cura di Aiki
LA STRATEGIA DELLE ESECUZIONI EXTRAGIUDIZIALI PRODUCE NUOVE VITTIME
Alla spaventosa cifra delle persone assassinate quest’anno dalla forza pubblica e che posteriormente sono presentate come guerriglieri abbattuti in combattimenti nel dipartimento di Arauca, si somma quella dei giovani SAMUEL NAVIA MORENO, di 27 anni di età, studente del 9º anno della Scuola Tecnica José Eustacio Rivera, corso notturno, e JHON CARLOS NOCUA RUEDA, di 18 anni di età, che lavorava come impiegato in aziende commerciali di questo municipio. I due giovani sono stati assassinati da membri dell'esercito nazionale, Battaglione Speciale Energetico e Stradale N. 1, “Generale Juan José Neira”, nella zona rurale della frazione El Silencio, tra la strada che da Róyota conduce a Cubará, nel dipartimento di Boyacá, la notte del 26 novembre del presente anno; i loro corpi sono stati trasportati dall'esercito verso l'obitorio del municipio di Saravena, affinché il Tribunale 47 di Indagine Penale Militare effettuasse la dovuta ispezione dei cadaveri; oggi 28 novembre, la Brigata XVIII, dell'esercito nazionale, ha informato attraverso i mezzi di comunicazione che sono stati abbattuti due terroristi dell'E.L.N, riferendosi ai due giovani assassinati.
sabato, 03 novembre 2007
BILANCIO DELLA REPRESSIONE STATALE CONTRO LA MOBILITAZIONE AGRARIA E POPOLARE IN COLOMBIA
Commissione per i diritti Umani del Coordinamento Nazionale delle Organizzazioni Agrarie e Popolari di Colombia
Politiche statali capitaliste che espropriano ai popoli del mondo una condizione di vita degna, generarano ogni giorno che passa condizioni ancora peggiori per la gran maggiorparte della umanità. In Colombia, gli interessi del grande capitale e dell' impero sono simbolizzate ed applicate da Alvaro Uribe Vélez, attraverso politiche, leggi,, programmi ed azioni di governo che colpiscono gravemente la vita nazionale e specialmente quella dei settori popolari.
Su questi principi centinaia di migliaia di agricoltori, studenti, operai, settori popolari, organizzazioni sindacali si sono dati appuntamento in molti dipartimenti per far sentire la loro voce. Tra gli obiettivi principali (quindici dichiarati) della manifestazione, repressa ovunque in maniera brutale, si può sottolineare:
1. Rinuncia del presidente Uribe e che ciò divenga coscienza collettiva. Volontà di instaurare un governo davvero democratico;
2. Abolire la maggiorparte delle norme anti popolari vigenti;
3. Promuovere un referendum contro lo statuto di sviluppo rurale promosso dal paramilitare in parlamento che siede in parlamento ALVARO ARAUJO
4. Abrogare l'attuale codice delle miniere e tutte le concessioni fino a che la popolazione non si esprima attraverso un referendum su questi temi.
sabato, 03 novembre 2007
Bollettino Nº 86
PER ROMPERE IL BAVAGLIO
UNA ALTERNATIVA DI PENSIERO
Dipartimento di Arauca, Colombia 25 Ottobre 2007
E CHI GIUDICA IL PRESIDENTE?
L'impero degli Stati Uniti del Nord America condiziona gli organismi internazionali, soprattutto su quelli creati per salvaguardare l'equilibrio ambientale del pianeta, e coloro che debbono garantire la vita, il rispetto dei diritti umani ed il diritto internazionale umanitario, che in qualche modo amministrano la giustizia contro i regimi e le persone che li violano. Agiscono in modo che abbiano un grande deterioramento di credibilità. Tuttavia, molti paesi del mondo hanno riposto fiducia e speranza nella Corte Penale Internazionale, affinché sia fatta giustizia contro i criminali di guerra ed i criminali di stato presenti nei governi, che, come nel caso colombiano, si vantano di essere democratici e commettono ogni tipo di atrocità e crimine di lesa umanità in nome di questa farsa di democrazia. Nel nostro paese c'è stato di tutto: sparizioni forzate, esodi, esili, assassini, massacri, torture, violenze, terrorismo giudiziario, abuso di potere, in cui lo stato ed i suoi governi, per più di tre decenni, sono compromessi fino al collo.
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DENUNCIA PUBBLICA
Saravena, Arauca, 29 ottobre 2007
Traduzione a cura di Aiki
La fondazione per i Diritti Umani Joel Sierra DENUNCIA davanti alla comunità nazionale, regionale ed internazionale, i seguenti fatti:
1. Il 7 ottobre, è stato assassinato il signor Antonio ARAQUE Calderón, di 37 anni di età, verso le 5:30 del pomeriggio, nella frazione di Pueblo Nuevo, municipio di Tame.
2. Giovedì 18 ottobre, è stato assassinato nel locale pubblico chiamato Bar La Paloma, nel quartiere Cochise di Saravena, ELÍ ALBERTO FAJARDO GAHONA da due persone che si muovevano su una motocicletta, le quali gli spararono uccidendolo istantaneamente. Successivamente la polizia nazionale catturò due persone, accusate di essere gli autori del crimine e che sono state messe a disposizione della procura.
3. Il giorno 20 ottobre, è stato assassinato nell'ispettorato di Esmeralda, il giovane ANDRÉS RIÁTIGA MÁRQUEZ, nativo di Saravena e di 21 anni di età, che ricevette vari colpi ravvicinati di arma da fuoco, in fatti avvenuti al Km 1 della strada che conduce al centro cittadino.
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da Indymedia colombia - 26 settembre 2007
MONTAGGI GIUDIZIARI
Organizzazioni Sociali di Arauca
Traduzione di Aiki
Chi non è stato assassinato in un massacro, in un omicidio selettivo od in una esecuzione extragiudiziale, né è stato fatto sfollare con la forza dal dipartimento, ha la possibilità di rimanere vittima di un'altra tra le strategie progettate per reprimere l'organizzazione ed il lavoro sociale, per ridurre al silenzio l'espressione di un popolo, fatta tra l’altro di montaggi orditi dalla Procura Generale dalla Nazione, attraverso una Unità Specializzata creata per ciò, chiamata Struttura di Appoggio di Arauca, che ha la sua base presso brigata XVIII dell'Esercito Nazionale e che, congiuntamente alla forza pubblica ed utilizzando persone che dietro alcuni benefici economici, giuridici o di altra indole, fa passare come presunti reinseriti dei gruppi armati di opposizione, posti a rovesciare ogni genere di ingiurie, calunnie e false accuse, basate sui rapporti dei servizi segreti della stessa forza pubblica, e recepite come dichiarazioni personali di quelli.
domenica, 14 ottobre 2007
Massacri, sparizioni forzate ed omicidi selettivi. Svendita delle risorse della terra. Persecuzione ed abbandono dello stato. Eserciti e polizie schierate per reprimere anche la più pallida forma di resistenza. E per condannare di terrorismo coloro i quali, per la liberazione della propria vita dallo sfruttamento, impugnano un cartello di protesta ed urlano la propria indignazione. Arauca continua la sua pena. Ma non dimentica
Indigeni, contadini, studenti, lavoratori delle industrie o del commercio. Uomini o donne. Tutta gente da mandare al macero se non può venire conformata alla plastica, resa oggetto da vetrina, spianata come lastra di metallo, utile solo per manovrarne cervello e sentimenti, nella speranza di poter continuare i propri traffici, cancellando anche la memoria.
Ma no. Tutta questa gente continua a stare qui e lì. In tutti i luoghi. e da tutti i luoghi continua ad arrirvare.Non foss'altro per un buon sancocho libertador! che in Arauca lo sanno fare. E che - anche lui - aiuta allo scopo.
Ricordiamocelo anche qui da noi.



immagini di Santillan / Organizzazioni Socali Arauca
La memoria
Los viejos amores que no están,
la ilusión de los que perdieron,
todas las promesas que se van,
y los que en cualquier guerra se cayeron.
Todo está guardado en la memoria,
sueño de la vida y de la historia.
El engaño y la complicidad
de los genocidas que están sueltos,
el indulto y el punto final
a las bestias de aquel infierno.
Todo está guardado en la memoria,
sueño de la vida y de la historia.
La memoria despierta para herir
a los pueblos dormidos
que no la dejan vivir
libre como el viento.
Los desaparecidos que se buscan
con el color de sus nacimientos,
el hambre y la abundancia que se juntan,
el mal trato con su mal recuerdo.
Todo está clavado en la memoria,
espina de la vida y de la historia.
Dos mil comerían por un año
con lo que cuesta un minuto militar
Cuántos dejarían de ser esclavos
por el precio de una bomba al mar.
Todo está clavado en la memoria,
espina de la vida y de la historia.
La memoria pincha hasta sangrar,
a los pueblos que la amarran
y no la dejan andar
libre como el viento.
Todos los muertos de la A.M.I.A.
y los de la Embajada de Israel,
el poder secreto de las armas,
la justicia que mira y no ve.
Todo está escondido en la memoria,
refugio de la vida y de la historia.
Fue cuando se callaron las iglesias,
fue cuando el fútbol se lo comió todo,
que los padres palotinos y Angelelli
dejaron su sangre en el lodo.
Todo está escondido en la memoria,
refugio de la vida y de la historia.
La memoria estalla hasta vencer
a los pueblos que la aplastan
y que no la dejan ser
libre como el viento.
La bala a Chico Méndez en Brasil,
150.000 guatemaltecos,
los mineros que enfrentan al fusil,
represión estudiantil en México.
Todo está cargado en la memoria,
arma de la vida y de la historia.
América con almas destruidas,
los chicos que mata el escuadrón,
suplicio de Mugica por las villas,
dignidad de Rodolfo Walsh.
Todo está cargado en la memoria,
arma de la vida y de la historia.
La memoria apunta hasta matar
a los pueblos que la callan
y no la dejan volar libre como el viento.
Letra y música: León Gieco
domenica, 14 ottobre 2007
ARAUCA: ALTRE MORTI INUTILI
(se ne esistono delle utili)
Saravena, Arauca, 10 ottobre 2007
AZIONE URGENTE
LA VITA NON VALE NIENTE…
Centro per i diritti umani Joel Sierra
Altri atti contro la popolazione di Arauca. Sono rimaste uccise altre sette persone civili nei municipi di Tame, Arauquita e Saravena, aumentando il quadro violento che descrive la crisi umanitaria vissuta nella regione. Dal 27 settembre è cominciata un'ondata di morti in questi comuni, col saldo tragico già menzionato e nella forma che dettagliamo di seguito:
1. Il giorno giovedì 27 settembre, è stato assassinato il giovane JUAN DIEGO CARRERO, di 18 anni, nella frazione La Horqueta del municipio di Tame.
2. Il giorno 28 di settembre nella stessa frazione è stata assassinata il giovane YESID PÉREZ.
3. Martedì 2 di ottobre nella frazione Puerto Nariño del municipio di Saravena, sono stati presi a fucilate i signori MAURO DE JESUS GÓMEZ ACEVEDO e INOCENCIO RUIZ, causando la morte del primo e gravi ferite al secondo.
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URIBE VELEZ SIGUE DERRAMANDO LA SANGRE DE LOS CAMPESINOS EN ARAUCA-COLOMBIA
I portavoce internazionale della Associazione Contadina di Arauca (ACA) internacional de la Asociación Campesina de Arauca (ACA) INFORMA E DENUNCIA di fronte alla comunità nazionale e internazionale la ESECUZIONE EXTRAGIUDIZIALE commessa dal regime assassino del dittatore Álvaro Uribe Vélez il giorno 8 Ottobre 2007 contro i compagni contadini JOSE AURELIO BELTRAN, PEDRO JOSE BELTRAN y GRATINIANO ARGOTE.
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domenica, 14 ottobre 2007
Bollettino Nº 85
PER ROMPERE IL BAVAGLIO
UNA ALTERNATIVA DI OPINIONE
Dipartimento di Arauca, Colombia 10 Ottobre 2007
DOLORE UMANO ED ACCORDO UMANITARIO
CONTRO SOVRANITÀ E SFOLLAMENTO
Il potere mediatico, la cui matrice di opinione è sempre conformata al regime di governo, rendendo una abitudine gli effetti di una violenza senza fine, promossa dallo stesso sistema chiamato democratico, mentre che migliaia e migliaia di esseri umani, sulle cui spalle pesa il recupero di una precaria condizione umana, come marionette che viaggiano da un lato all’altro, nutrono l'anelito di un giudizio, del quale si prendono gioco le prese di posizione e le bizze, che dalla decrepita politica vengono chiamate "profitti". Chi lo direbbe, senza mai pretenderlo emergono dalle ceneri, si lasciano sentire silenziosi ma decisi, i battiti della verità di quello che sta avvenendo nel nostro paese, il dolore delle vittime e dei familiari degli scomparsi, la repressione carceraria, i sequestri della guerriglia, i massacri del terrorismo dello stato paramilitare, e la violenza in tutte le sue espressioni. Il dolore umano trasformato in trofeo politico. Un possibile accordo umanitario, facilitato dal presidente Hugo Chávez, benché non mitighi il dolore del gigantesco male sociale dei colombiani, può alleviare la penosa sofferenza di più di un centinaio di famiglie.
mercoledì, 26 settembre 2007
Bollettino Nº 84
PER ROMPERE IL BAVAGLIO
UNA ALTERNATIVA DI OPINIONE
Dipartimento di Arauca, Colombia 25 Settembre 2007
PRIMA UDIENZA REGIONALE DELLA COMMISSIONE DEI DIRITTI UMANI DEL CONGRESSO SULLE VITTIME DEI CRIMINI DI STATO E DELLA GUERRA SPORCA PARAMILITARE
Con un ulteriore sforzo del popolo araucano, dopo molti tentativi, nella regione si realizza la prima udienza sulle vittime del paramilitarismo, che noi ed altre regioni abbiamo chiamato vittime dei crimini di stato, perché sempre abbiamo mantenuto questa posizione e denunciato che la guerra sporca paramilitare è una politica di stato che storicamente è riconosciuta come terrorismo di stato, attuata dai diversi governi antidemocratici di estrema destra dell'oligarchia in alleanza con l'impero. L'udienza si terrà il giorno 27 Settembre a Saravena, municipio rappresentativo per il suo alto livello di organizzazione sociale ed, inoltre, per essere uno dei più repressi dalle politiche di sicurezza democratica.
domenica, 19 agosto 2007
Comunicazione pubblica delle Organizzazioni sociali del Dipartimento
"LE FARC STANNO PORTANDO AVANTI UNO «SCIOPERO ARMATO», FACENDO PRESSIONI SU VARI SETTORI DELLA POPOLAZIONE"
traduzione a cura del Comitato Carlos Fonseca
PRONUNCIAMENTO PUBBLICO
Dipartimento di Arauca, 17 agosto di 2007
Organizzazioni Sociali di Arauca
Le Organizzazioni Sociali del Dipartimento di Arauca, con il lascito di dignità che storicamente le ha caratterizzate nel difendere la Vita, la cultura, le risorse naturali, l'ecosistema, la sovranità nazionale, la sicurezza agroalimentare, come diritti inalienabili ed irrinunciabili che sono la base vitale per lo sviluppo di un paese autonomo e sovrano, ed in questo momento critico che attraversa la regione, denunciano attraverso i differenti mezzi di comunicazione, all'opinione pubblica locale, regionale, nazionale ed internazionale, alle organizzazioni dei Diritti umani nazionali ed internazionali, al corpo diplomatico presente in Colombia, i seguenti fatti:
1. Che dal 5 agosto 2007 le Farc stanno portando avanti uno “sciopero armato” nel dipartimento di Arauca, facendo pressioni ed intimidazioni su vari settori, sulle associazioni produttive, sui trasportatori, sugli insegnanti, sui progetti comunitari e di economia solidale, affinché interrompano le proprie attività; oggi sono passati 13 giorni, e con argomentazioni che vanno contro le industrie petrolifere transnazionali, ma che nella pratica si sono soprattutto tradotte in una sottomissione delle comunità di Arauca, poiché i contadini ed i lavoratori informali quotidianamente perdono il loro sostentamento per la vita, mentre i campi di esplorazione e sfruttamento petroliferi funzionano a pieno regime.
lunedì, 06 agosto 2007
Dodici vittime civili in quindici giorni
IL CONFLITTO ARMATO CONTINUA A MIETER VITTIME TRA LA POPOLAZINE CIVILE ARAUCANA
AZIONE URGENTE
del Joel Sierra
Saravena , 1 agosto 2007
Valutando per difetto, negli ultimi 15 giorni, nel dipartimento di Arauca, sono morti in forma violenta 12 persone della popolazione civile, generando un ambiente luttoso, pieno di dolore ed impotenza nelle famiglie del dipartimenta, le quali inermi vedono come gli attori del conflitto armato strappano le vite dei loro cari e si vedono obbligati ad andarsene dalle loro terre senza che ci sia una risposta contundente da parte delle autorità competenti. Di seguito ci permettiamo recensire i casi di sangue successi durante questi ultimi giorni del mese.
domenica, 05 agosto 2007
Arauca, Municipio di Tame
LE FARC-EP IMPEDISCONO LA COMMEMORAZIONE PER LA STRAGE DI CAÑO SECO
5 AGOSTO 2007: UN OMAGGIO ALLA VITA DIVENTA UN’AZIONE DI GUERRA
comunicato del Joel Sierra
...Tuttavia, agendo come agiscono gli eserciti di sbirri alleati al servizio dal capitale e della borghesia reazionaria, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, decretano nel dipartimento di Arauca uno sciopero armato con l'unico proposito di ostacolare l'arrivo delle differenti delegazioni alla frazione di Caño Seco, bloccando con veicoli di traverso tanto le vie principali come l'entrata alla via comunitaria che conduce a questo casale, e nello stesso modo, si appostano vicino al luogo della commemorazione come mute di fiere in agguato. Guadagnandosi così, gli abbracci e gli applausi dell'elite dominante e del capitale transnazionale, principali beneficiari di questa azione. Non è la prima volta che questo tipo di azioni si commette contro le comunità Araucane, per esempio come la sparizione del leader Giovanile uan de Dios Ponton, il sabotaggio alla giornata della Dignità e Commemorazione del Primo Anniversario del Massacro di Santo Domingo (Tame), il sequestro del Dirigente Contadino Pedro Camargo, l'attentato contro le installazioni per il trattamento dell’ acqua potabile nel municipio di Saravena, il saccheggio e furto dei beni comunitari, come centinaia di casi che restano nella memoria delle popolazioni Araucane. Questi fatti arricchiscono la cosiddetta "Politica di Sicurezza Democratica” della quale fa tanto sfoggio Uribe Vélez, la quale è stata sempre funzionale all’annichilimento e allo sterminio del tessuto sociale Araucano.
domenica, 05 agosto 2007
Catatumbo, 23 luglio 2007
CATATUMBO: OPERAZIONE CONGIUNTA FARC - ELN
Comunicato congiunto
Fronte di Guerra Nordorientale ELN
Colonna resistenza Bari FARC-EP
L’esercito governativo sta svolgendo una operazione civico-militare nella zona del Catatumbo, eseguendo gli ordini del governo e della oligarchia narcoparamilitare alleate all’impero. Tutto questo con l’obiettivo di garantire l’esproprio e lo sfruttamento delle risrse naturali e aprire la porta ai megaprogetti di mono-coltivazioni di interesse multinazionale e imperiale
In questo senso, l’esercito nazionale assomiglia ad un esercito di occupazione che oltraggia, saccheggia, minaccia, scaccia, assassina e fa scomparire gli umili abitanti della regione, restringe la libera circolazione, blocca l’entrata di alimenti, bombarda e mitraglia zone indigene e contadine.
Come nel 1999, oggi le FARC-EP e l’ ELN continuiamo uniti sonctrandoci con le forze repressive narcoterroriste dello stato che cercano lasciare senza il pane le attali e le future generazioni.
sabato, 14 luglio 2007
Due mesi di continui attacchi armati ed istituzionali alle organizzazioni sociali
IN ARAUCA NON SI PLACANO LE ARMI
(e le morti inutili continuano)
a cura di Oscar Paciencia
In attesa che venga realizzata l'Udienza del Tribunale Pernamente dei Popoli (Sessione Colombia) per giudicare le multinazionali del Petrolio (Repsol, OXY e BP) che qui in Arauca hanno prodotto danni ambientali, sociali, economici e politici, essendo state direttamente coinvolte nell'stigazione della politica di "sicurezza democratica" del presidente Uribe, e ad un mese dal terzo anniversario della strage compiuta dall'esercito colombiano che, alla luce del sole giustiziò due dirigenti sociali ed un sindacalista (Alirio Martínez, Leonel Goyeneche e Jorge Prieto), la continuazione in vita della popolazione civile del dipartimento continua ad essere legata al puro caso. Accerchiati dagli interessi delle multinazionali degli idrocarburi, dall'idiozia dello scontro tra guerriglie e dall'arroganza guerrafondaia ed incapace del governo Uribe, gli abitanti della zona sono ormai sottoposti ad uno stillicidio perpetuo delle loro attività, dei loro spazi, delle loro vite. Il centro per i diritti umani Joel Sierra emette Azioni Urgenti e Denunce nel tentativo, per lo meno, di lasciare memoria storica.
domenica, 20 maggio 2007
Su informazioni ricevute dalle comunità contadine delle frazioni di Santander, Santa Ana, San Miguel, Aguachica e la Chigüira del municipio di Arauquita, truppe ascritte alla Brigata 18 e Brigata Mobile No. 5, stanno occupando arbitrariamente le abitazioni dei contadini, accampandosi dentro di esse, contro la volontà dei loro abitanti che vengono minacciati e intimoriti. Sono già da più di 15 giorni che le truppe si sono installate nell’abitazione della famiglia di John Germán Miranda Bruno.
domenica, 20 maggio 2007
Denuncia della Fondazione per i Diritti Umani “Joel Sierra”
TORTURE NEGLI UFFICI DELLA POLIZIA DI SARAVENA
Saravena, Arauca. 11 maggio 2007
NONOSTANTE CHE IN DIFFERENTI TRATATI E ACCORDI INTERNAZIONALI, RATIFICATI E SOTTOSCRITTI DALLO STATO COLOMBIANO, IN CUI SI PROIBISCE L’USO DELLA TORTURA IN TUTTE LE SUE FORME, NELLA STAZIONE DI POLIZIA DI SARAVENA QUESTA SI CONVERTE IN UNA PRATICA QUOTIDIANA.
Così racconta la giovane Sandra YAMILE:
"stavamo nella Cevichería Il Vecchio ed Il Mare, insieme a mio fratello, mia figlia ed un amico; ad un certo punto sono arrivati alcuni uomini in abiti civili e tra essi un poliziotto in uniforme e,vedendoci sono rimasti. Noi finiamo di cenare, mio fratello pagò il conto quindi siamo usciti per andare casa. Allora quegli uomini sono usciti e ci hanno circondati, hanno subito chiamato il camioncino argentato della polizia e ci hanno portarono alla stazione. Lì a mio fratello lo fecero entrare in una stanza e dopo 40 minuti uscì con la tutta la faccia livida.
Poi fecero entrare SAUL, ed anche lui, dopo 40 minuti uscì tutto colpito. In un momento di disattenzione dei poliziotti potei domandare a mio fratello che gli avevano fatto ed lui mi rispose "quasi mi ammazzano, mi hanno messo la testa in una borsa plastica e quasi mi soffocano, inoltre mi hanno tirato pugni e calci." A me mi hanno insultato, dicendomi di collaborare con loro,e dato che io non volevo dire niente, dissero che comunque sarebbero andati a verificare e che ce l’avrebbero fatta pagare, mi insultarono nuovamente e dissero che ci cercassimo un avvocato perché avrebbero fatto le carte per la denuncia. Mio fratello ALEXI passò la notte ammanettato ad una finestra e a me mi lasciarono in una stanzetta con mia figlia Camila di cinque anni. Oggi, verso le 6:20 di mattina circa, ho visto mentre entravano alcuni uomini vestiti in abiti civili e tirarono fuori mio fratello e SAUL, abbastanza colpiti nel viso, e li fecero salire su di un camioncino color platino e in un’auto blindata, quindi entrò un uomo in abiti civili, mi fotografò ed annotò i miei dati personali in un libretto, poi andò sulle auto che trasportavano ALEXI e SAUL, a me e mia figlia ci lasciarono liberi dopo 20 minuti" .
sabato, 05 maggio 2007
Lettera alla solidarietà del dirigente di Arauca scarcerato
LIBERATO SAMUEL MORALES !
Bogotá,2 Maggio 2007
COMPAGNE E COMPAGNI.
RETE DI SOLIDARIETÀ CON LA COLOMBIA.
AMNESTY INTERNATIONAL.
Apprezzate ed apprezzati Compagni,
Condivido con voi l'allegria di essere nuovamente fisicamente libero, dopo 32 mesi e 18 giorni di sequestro realizzato dalle politiche di "sicurezza democratica" del governo di Álvaro Uribe Vélez....
sabato, 31 marzo 2007
SARAVENA: AZIONE URGENTE
Arauca, 27 marzo 2007
La Fondazione per I Diritti Umani "Joel Sierra", DENUNCIA all'opinione pubblica nazionale ed internazionale, attraverso la Rete di Organizzazioni non governative Patrocinatrici dei Diritti umani, dell'ordine nazionale ed internazionale, i seguenti fatti:
- Il 21 Marzo 2007, verso le 5:20 del pomeriggio circa, è stato assassinato nella zona urbana di Saravena, il signor ALEXANDER CABALLERO RODRÍGUEZ, di 29 anni di età.
- Il giorno 25 di marzo, verso le 6:00 del pomeriggio, nel posto conosciuto come la Caseta, della frazione El Pescado, del municipio di Saravena, è stato assassinato il signor EUGENIO RAMÓN ESPITIA, di 42 anni di età.
- David AGUDELO HENAO, di 31 anni di età, è stato assassinato il 26 marzo 2007 nel municipio di Saravena.
lunedì, 12 marzo 2007
AZIONE URGENTE
IL GRUPPO DI CAVALLERIA MECCANIZZATO n. 18,
GENERAL GABRIEL REVEIZ PIZARRO:
UNA MACCHINA DI MORTE CHE NON SI ARRESTA!
Saravena - Arauca, 11 marzo 2007
La Fondazione Comitato Regionale Per i Diritti Umani “Joel Sierra”, DENUNCIA davanti all’opinione pubblica nazionale e internazionale, attraverso la rete di Organizzazini non Governative Difensori dei diritti Umani dell’ordine nazionale e internazionale i seguenti fatti:
Il 7 Marzo 2007, verso le 19 circa, sono stati uccisi in maniera extragiudiziale i signori Javier ZÚÑIGA GARAVITO e JHON FREDDY SANABRIA LOZANO, ambedue di 26 anni di età, sulla via che da Saravena conduce al municipio di Cubará - Boyacá, da membri dell'Esercito Nazionale, apparentemente ascritti alla Seconda Sezione di Intelligence S2.
COMUNICATO STAMPA – 9 MARZO 2007
VIENE DICHIARATA UFFICIALMENTE UNA VERITA’ RISAPUTA.
Mediante un pronunciamento datato 23 febbraio 2007, interno al provvedimento 008- 69595/2003, iniziato sulla base delle denunce presentate dalla Fondazione di Derechos "Joel Sierra" e notificato a questa fondazione lo scorso 8 marzo, la procura delegata disciplinare per i Diritti Umani ha sanzionato con destituzione dai suoi incarichi il Tenente Gustavo Adolfo SASTOQUE MURILLO, e il membro di pattuglia WILLIAM Alonso RIVERA Correa, della Polizia Nazionale di Saravena, dopo che i documenti probatori hanno portato a concludere che il primo dei due ordinò l'esecuzione extragiudiziale del giovane LEONARDO BUENAHORA FUENTES y WILSON DUARTE RAMÓN, e che il secondo fu l'esecutore di tale ordine.
domenica, 11 marzo 2007
TRIBUNALE PERMANENTE DEI POPOLI
SESSIONE COLOMBIA
IIa UDIENZA PRELIMINARE SUL PETROLIO
Club Bambini di Barrancabermeja – Santander
23 e 24 marzo de 2007
Invito alle
ORGANIZZAZIONI SOCIALI, DIFENSORI DI DIRITTI UMANI,
COLLETTIVI DI SOLIDARIETA', MOVIMENTI POPOLARI.
Il Tribunae Permanente dei Popoli, coninuando nel suo processo di visibilizzazione, denuncia e giudizio della politica delle trasnazionali in Colombia, realizzerà nei giorni 24 2 24 marzo 2007 nel Club Bambini di Barrancabermeja, nel dipartimento di Santander, la seconda udienza preliminare sul petrolio
Questo evento fa parte di 7 sessioni nazionali e internazionali preparatorie della udienza sul petrolio che giudicherà la politica di terrore impiantata dalla Imprese Trasnazionali OXY, REPSOL e BP e la responsabilità dello stato Colombiano.
Organizzano:
Observatorio Social de Empresas Transnacionales, Megaproyectos y Derechos Humanos en Colombia –OSET-, Comité Operativo del TPP Sesión Colombia, Organizaciones Sociales de Arauca (Aduc, Asojer, Coagrosarare, Asojuntas, Cut), Fundación Comité de Derechos humanos “Joel Sierra”, SINALTRAINAL, Colectivo de Abogados José Alvear Restrepo CAJAR, Instituto Nacional Sindical, Corporación Aury Sara Marrugo, CREDHOS, OFP, Corporación Social para la Asesoría y Capacitación Comunitaria “COSPACC”, Unión Sindical Obrera “USO”, Comité de Integración Social del Catatumbo “CISCA”, Fundación Comité de Solidaridad con los Presos Políticos, Red de Solidaridad y Hermandad Colombia, Lorenzo Loncon.
domenica, 04 marzo 2007
DENUNCIA PUBBLICA
Fondazione per i diritti Umani "Joel Sierra"
Saravena - Arauca, 2 Marzo 2007
- Il giorno 28 di febbraio 2007, in ore omeridiane, è stato assassinato il signor ALONSO GRANALES, nel settore di Casa Vieja, sulla strada che da Saravena conduce verso il Fiume Banadías, apparentemente da uno dei gruppi al margine della legge che opera nella regione.
- Dal giorno 28 di febbraio di 2007, apparentemente uno dei gruppi armati di opposizione che operano nella regione ha collocato una serie di artefatti esplosivi nella zona urbana di Arauquita, 3 di essi nel parco principale, 1 nella sala riunioni, 1 sulle rive del fiume Arauca, 1 vicino alla sottostazione elettrica del municipio menzionato e 2 altri artefatti vicino alle installazioni della scuola Simón Bolívar, che causò danni alle installazioni della sala di informatica di questa istituzione. Questa onda di attentati, ha causato panico e sconcerto nella popolazione di questo municipio, specialmente agli studenti che sono i maggiormenti colpiti da questo tipo di infrazioni al Diritto Internazionale Umanitario e violazioni ai Diritti Umani.
lunedì, 19 febbraio 2007
UDIENZA PRELIMIRARE DEL PETROLIO
TRIBUNALE PERMANENTE DI POPOLI
SESSIONE COLOMBIA
Saravena, Arauca, 11 - 13 Dicembre 2006
Membri delle Organizzazioni Sociali di Arauca, dell'osservatorio Sociale delle Imprese trsnazionali, megaprogetti e diritti umani in colombia, rappresentanti di sindacati, associazioni studentesche, contadine, indigene, popolari, difensori dei diritti umani, organizzazioni non governative, arrivate da varie regioni colombiane e da altri paesi del mondo, si sono lriunite per dar inizio al processo che giudicherà la politica delle trasnazionali del petrolio presenti nel paese e dello stato colombiano, che privatizza l'impresa statale petrolifera e devolve le risorse naturali al consorzio internazionale.
SARAVENA: 11-12-13 de DICIEMBRE 2006
Udienzia Preliminare del Petrolio
OXI – REPSOL – BP a giudizio.
Le ragioni del Tribunale Permanente
Giudicherà la politica dell' Occidental Petroleum Corporation, Repsol e British Petroleum Company, per gli impatti lesivi sulla popolazione dei dipartimenti di Boyacá, Arauca, Casanare e Northe de Santander, nell'oriente colombiano.
I soprusi realizzati da queste imprese cercano specificatamente di controllare la popolazione per evitare le resistenze all'esplorazione e allo sfruttamento della risorsa, e per raggiungere questo scopo hanno attivato varie strategie combinate: militarizzazione della zona accompagnata da mercenari nordamericani, dichiarazione della regione come “Zona di Riabilitazione e Consolidamento” per il posizionamento paramilitare, esecuzione di crimini di lesa umanità ed una persecuzione giudiziaria permanente contro le organizzazioni sociali.
martedì, 13 febbraio 2007
Arauca segue con i morti
ALLERTA PREVENTIVA e AZIONE URGENTE
dal Centro per i Diritti Umani Joel Sierra
Saravena, 7 Febbraio 2007
Lanciamo la presente Allerta preventiva agli organismi di giustizia e controllo dello Stato, alla comunità regionale, nazionale ed internazionale, per i fatti che narriamo di seguito e che costituiscono un imminente rischio per l'integrità e sicurezza della comunità araucana; in uguale maniera esigiamo l'attivazione dei meccanismi propri di questo sistema da parte del governo nazionale e degli organismi menzionati:
1. Dopo i fatti che finirono con l'assassinio dei giovani JUAN PABLO VERDUGO VERDUGO e SANTIAGO HERNÁNDEZ HERNÁNDEZ, con l'intervento dell'esercito Nazionale, i civili che parteciparono a questi fatti, hanno lanciato una sentenza di morte verso quattro contadini della regione.
martedì, 06 febbraio 2007
Scontro FARC-EP ELN
Mentre Uribe sta a guardare...
di Oscar Paciencia
Segue lo scontro armato tra le due guerriglie più vecchie del pianeta. Tra accuse di settarismo da un lato e collaborazione col nemico dall'altro, lo scontro si estende dal dipartimento di Arauca al sud Occidente e nella zona Atlantica.
Non sono comprensibili le ragioni dell'assassinio di tante speranze (oltre che di vite umane ribelli e rivoluzionarie) a tutte quelle organizzazioni sociali, politiche e di movimento, gruppi per i diritti umani, alle popolazioni civili che da decenni resistono all'oligarchia colombiana e al potere statunitense, per trasformare la realtà di quel paese.
Uribe guarda e sogghigna.
comunicato FARC-EP e rapporto del Fronte 60
dicembre 2006 e gennaio 2007
FARC-EP: I CAPI DELL’ELN SI SONO ALLEATI CON
LA MAFIA E L’ESERCITO NEL CAUCA!
L’anno 2007 è iniziato nel bel mezzo della vergognosa situazione di un governo eletto con voti ora comprati ora inventati, in elezioni gravide della violenza e degli inganni della cosca paramilitare. Pare che la parola “decenza” non faccia parte del vocabolario dell’attuale governo, che in modo sfacciato ufficializza la storica combutta tra l’oligarchia -che ha gestito lo Stato- ed il paramilitarismo.....
Come se non bastasse, i capi dell’ELN in questa regione si sono alleati con la mafia del Norte del Valle e si coordinano con l’esercito ufficiale per espellere le FARC dalla Costa del Pacifico, al fine di dar via libera ai progetti di appropriazione e saccheggio che narcotrafficanti, transnazionali e latifondisti hanno in cantiere in questa zona del paese....
L’ELN ASSASSINA A TRADIMENTO IL COMANDANTE DELL’8° FRONTE DELLE FARC
Rapporto al Segretariato dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP del Fronte 60
- Lo scorso 1 dicembre il compagno Ramírez, comandante dell’ottavo Fronte “José Gonzalo Sánchez”, è morto in un’imboscata tesa da unità dell’ELN sotto il comando di Oscar, nella frazione Barranquilla, tra Palomas e La Calera nel Cauca.
- Poco prima di morire, il compagno aveva sostenuto conversazioni con quell’unità dell’ELN, al termine delle quali si era concordato di tornare a dialogare una volta fosse finito l’operativo dell’esercito ufficiale in corso. Il compagno si era congedato e si stava allontanando con il proprio gruppo di sicurezza, quando più avanti si sono presentati combattimenti con l’esercito, che avanzava. Nella manovra di ripiegamento, il compagno Ramírez è caduto, insieme a 16 combattenti, in un’imboscata tesa dallo stesso Oscar dell’ELN, con cui aveva conversato poco prima.
Due comunicati di gennaio 2007 dell'ELN
CHE SI ARRESTI L'ASSURDO CONFRONTO ARMATO TRA RIVOLUZIONARI
I problemi della Colombia sono di carattere storico con profonde radici che racchiudono in sé una complessità tale per cui è difficile da sviscerare e risolvere la crisi ed il conflitto interno....
L'ELN parte dalla considerazione dell'inesistenza di un'organizzazione che sia avanguardia unica che stia capeggiando il processo rivoluzionario e goda del riconoscimento delle grandi maggioranze della nazione; ciò che esiste sono varie espressioni di avanguardia con riconoscimento e legittimità parziale. È con questa maniera di vedere la realtà che valuta l'unità tra i rivoluzionari, i democratici e i progressisti come un elemento strategico fondamentale e che, senza detta unità, intesa nelle differenti espressioni e livelli che esprime il concetto, sarebbe impossibile il trionfo rivoluzionario.
[versione IT] [version ES]
Comunicato del Blocco Caribe delle FARC - 10 Febbraio 2007
VOLTAFACCIA DELL'ELN
È molto deplorevole la carta dell'ELN nel suo triste tramonto come movimento insorto. Malgrado non sia mai stato colpito dal Piano Patriota, si appresta - demotivato della sua lotta armata -, ad incorporarsi al sistema politico vigente, alla lotta istituzionale, elettorale, e di liquidazione, lasciandosi utilizzare dall'Intelligence Militare dell'esercito, contro le FARC.Negli ultimi tempi hanno cominciato a sparare contro la nostra organizzazione ed ora si presentano davanti al mondo, olimpicamente, come le vittime di una risposta ad essi obbligata.
Sterminio dell'Eln
da Cambio del 6 febbraio 2007
In cinque mesi, le Farc hanno assassinato oltre 300 miliziani e simpatizzante dell'Eln in Arauca, Nariño e Cauca.
Durante la vigilia di Natale 2006, monsignor Carlos Germán Mesa Ruiz, vescovo di Arauca, arrivò col bastone pastorale e gli ornamenti in una località ai piedi del monte della pianura per un appuntamento con i capi del blocco nordorientale dell'Eln. Prima di sedersi a tavola sistemata per la riunione, il prelato indossò la stola, iniziò un discorso per la pace e chiese che cessasse la sanguinosa offensiva che questo gruppo guerrigliero aveva iniziato contro le Farc da già 10 mesi.
[versione IT] [version ES]
Farc contro ELN
Dalla rivista Semana del 3 febbraio 2007
Le due principali guerriglie sono inguerra mortale per tutto il paese, nella quale ci sono tradimenti, fucilazioni e centinaia dimorti. Perchè si stanno uccidendo?
I colombiani conoscono fino ad ora solo la guerra tra nemici dichiarati. Militari e poliziotti contro guerriglieri. Paramilitari contro insorti. Militari contro paramilitari. Quella che è difficile da immaginare è una battaglia tra eserciti che sembravano essere dalla stessa parte. Questa guerra di guerriglie è tanto crudele come silenziosa. I suoi morti non escono sulla stampa, le sue vessazioni non sono denunciate dalle organizzazioni per i diritti umani e le sue vittorie militari si celebrano solo negli anfratti profondi della selva. Quello che icominciò come scaramuccia tra comandi intermedi, si è trasformato in un'offensiva per tutto il paese, comandata dai più duri e sanguinari capi di entrambe le guerriglie.
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| 43 anni fa Manuel Marulanda Vélez, alias 'Tirofijo', e Nicolás Rodríguez alias 'Gabino' erano due giovani rivoluzionari che pretendevano cambiare lo Stato per la via delle armi. 'Tirofijo' fondò le Farc e 'Gabino', a soli 14 anni di età entrò nel nascente ELN. All'inizio degli anni 90 i due gruppi guerriglieri si unirono nella Coordinadora Guerrigliera. In un'epoca in cui Farc ed ELN erano amici. Oggi i due gruppi sono nemici mortali e si scontrano in tutto il paese |
La guerra tra le Farc e l'ELN ha lasciato un numero indeterminato di morti in ogni posto. Alcuni stimano che ad oggi la cifra può superare i 500 sovversivi morti in questa guerra tra guerriglie. L'ordine di annichilire all'ELN provenne dal proprio 'Tirofijo' che lo scorso dicembre, ordinò ai suoi uomini di cancellare della mappa gli elenos |
martedì, 06 febbraio 2007
Missione Nazionale e Internazionale
di verifica ed accompagnamento
Dipartimento di Arauca 26-28 gennaio 2007
“Le esecuzioni extragiudiziarie, che in maniera continua e sistematica la forza pubblica ha sviluppato nel dipartimento di Arauca, hanno prodotto due nuove vittime lo scorso 6 gennaio. Nella frazione La Chucua, del municipio di Saravena, verso le 11:30 di notte alcuni membri dell'esercito nazionale, appartenenti al Gruppo di Cavalleria Meccanizzato No. 18. Generale Gabriel Revéiz Pizarro, hanno assassinato i signori Juan Pablo BERDUGO BERDUGO di 28 anni, e Santiago HERNANDEZ di 31, dopodichè hanno selvaggiamente maltrattato i signori Angelo BERDUGO, umile contadino non vedente, e BELARMINO BERDUGO, entrambi parenti dei morti."
Cronaca della Missione Nazionale ed Internazionale di verifica ed accompagnamento al popolo di Arauca
ARAUCA: IL TERRORISMO DI STATO CONTINUA A MIETERE VITTIME.
di RedHer
6 de febrero de 2007
Arrivare da Bogotà ad Arauca per terra è un'esperienza interessante per conoscere la Colombia. Un viaggio già in sé stesso ritardato per la lontananza geografica, si fa più lungo dovuto a due "strani" fattori dove centra l'intervento umano e non.
Il primo fattore è rappresentato dai picchetti della forza pubblica, quattro, cinque, sei o più che interrompono il sonno dei viaggiatori e impongono loro perquisizioni fisiche, alle valige e di ubbidire alle istruzioni dei militari.
Il secondo fattore è più un elemento di non intervento umano. Nel dipartimento del paese più ricco di petrolio, dove si suppone arrivino grandi importi da parte delle imprese che sfruttano questo oro nero, manca un sistema stradale pavimentato. Per fino le principali strade che collegano le principali città del dipartimento sono senza asfalto.
sabato, 13 gennaio 2007
Fine d'anno in Arauca. E 'nuovo' 2007.
Saravena - Arauca, 30 dicembre 2006
A Z I O N E U R G E N T E
MENTRE LA POPOLAZIONE CIVILE SOFFRE DELLE CONSEGUENZE DELLA GUERRA, IL GOVERNO CONTINUA A VANTARSI SULLA BONTA’ DELLA “SICUREZZA DEMOCRATICA”
La fondazione Comitato Regional per i Diritti Umani “Joel Sierra”, DENUNCIA davanti la opinione pubblica nazionale e internazionale, attraverso la Rete di Organizzazioni Non Governative Difensore dei Diritti Umani di livello nazionale ed internazionale i seguenti fatti:
1. Il 17 dicembre, durante la notte, è stato assassinato nel quartiere operaio del municipio di Arauquita il signor NORBERTO FAJARDO, membro di SINDICONS, sembra da parte di gruppi armati di opposizione.
2. Il giorno 24 dicembre, nel pomeriggio. È stato assassinato il signor LUIS ALBERTO SANTAMARIA nel quartiere Las Palmeras, nel Liceo della Pianura del municipio di Arauquita. Anche questo crimine è stato inizialmente attribuito ai gruppi armati di opposizione.
Saravena - Arauca, 9 gennaio 2007
A Z I O N E U R G E N T E
IL GRUPPO DI CAVALLERIA MECCANIZZATO N. 18, GENERALE GABRIEL REVEIZ PIZARRO, UNA MACCHINA DI MORTE CHE NON SI ARRESTA!
La Fondazione Comitato Regionale per i diritti umani "Joel Sierra", DENUNCIA di fronte all'opinione pubblica nazionale ed internazionale, attraverso la Rete di Organizzazioni non governative Patrocinatrici dei Diritti umani dell'ordine nazionale ed internazionale, i seguenti fatti:
Le esecuzioni extragiudiziali che la forza pubblica in maniera continua e sistematica è venuta sviluppando nel dipartimento da Arauca, hanno prodotto due nuove vittime lo scorso 6 gennaio. Nella frazione La Chucua, del municipio di Saravena, verso 23:30, membri dell'esercito nazionale, appartenenti al Gruppo di Cavalleria Meccanizzato No. 18. Generale Gabriel Revéiz Pizarro, hanno assassinato i signori JUAN PABLO BERDUGO BERDUGO di 28 anni di età e SANTIAGO HERNANDEZ di 31, dopodiché hanno maltrattato selvaggiamente i signori ANGEL BERDUGO, umile contadino non vedente, e BELARMINO BERDUGO, familiari degli uccisi.
mercoledì, 15 novembre 2006
Scontro ELN - FARC EP, condanne a leader sociali, estrazione di petrolio.
ARAUCA SENZA TREGUA
di Oscar Paciencia
In Arauca lo scontro militare in atto tra le forze guerrigliere dell'ELN e delle FARC EP continua a lasciare morti sul terreno contadini ed indigeni che nulla hanno a che fare con le ragioni dello scontro, mentre un giudice condanna 19 persone arrestate nel 2003 a Saravena per delitto di ribellione. Tra di loro ci sono leader di comunità, insegnanti, agricoltori e sindacalisti ed anche appartenenti all'apparato amministrativo di Saravena. Gli Indigeni U'WA denunciano il progetto di estrazione petrolifera denominato Gibilterra 1, dove il presidente Uribe Velez annuncia che verrà estratto 'con le buone o con le cattive'.
Denuncia ONIC / ASCATIDAR sullo scontro FARC EP - ELN
Fotografie della comunità U'WA
di Chivariquia colpita dallo scontro FARC EP - ELN
Agosto 2003
[foto]
Denuncia ADUC sullo scontro FARC EP - ELN
Denuncia Indigeni U'WA sulla estrazione di petrolio (Gibilterrra 1)
lunedì, 06 novembre 2006
Ultimi giorni di ottobre
ARAUCA.
Continuano le sevizie alla popolazione civile
Denunce del Joel Sierra e delle Organizzazioni Sociali.
La Fondazione Comitato Regionale per i Diritti Umani "Joel Sierra", denuncia all'opinione pubblica nazionale ed internazionale, attraverso la Rete di Organizzazioni non governative patrocinatrici dei Diritti Umani dell'ordine nazionale ed internazionale, i seguenti fatti:
1. Durante i giorni 27 e 28 di ottobre, è stata scatenata un'altra giornata di persecuzione, stigmatizzazione e giudizio da parte dello Stato colombiano contro i dirigenti sociali e comunità del Saranare in generale. Questa volta nel municipio di Saravena, più di 120 persone, col pretesto di verificare le loro fedine penali, sono state prese dalle loro case e dai negozi, bar e cantine, e fermati dalla Procura, DAS, CTI, polizia ed esercito nazionale; sono stati portati alla sede del Batallón Revéiz Pizarro, dove, ipotetici reinseriti appartenenti a gruppi armati di opposizione, hanno scelto le 19 persone che oggi si trovano ad avere un procedimento giudiziario a carico, e a rendere conto nelle
installazioni del DAS e della Polizia di Arauca capitale......
Denuncia ASOJER novembre 2006 [versione IT] [version ES]
Denuncia Joel Sierra del 30/10/2006 [versione IT] [version ES]
Denuncia Organizzazioni Sociali del 31/10/2006 [versione IT] [version ES]
Bollettino Joel Sierra del 31/10/2006 [versione IT] [version ES]
domenica, 22 ottobre 2006
DENUNCIA PUBBLICA
Dipartimento di Arauca - Colombia
20 ottobre 2006.
NONOSTANTE LE MULTEPLICI DENUNCE EFFETTUATE DALLE COMUNITÀ E DAI SETTORI SOCIALI, CONTINUANO FATTI DI VIOLENZA NEL DIPARTIMENTO DI ARAUCA
Come Organizzazioni Sociali del Dipartimento di Arauca, preoccupati per l'incremento della violenza che assilla negli ultimi mesi il nostro dipartimento, denunciamo davanti all'opinione pubblica Regionale, Nazionale ed Internazionale:
- Dando seguito al programma per la Sicurezza Democratica del presidente Álvaro Uribe Vélez, si combinano due strategie atte ad annichilire il movimento sociale ed la popolazione in generale: da un lato i montaggi giudiziari e dall’altro l'utilizzo della guerra di bassa intensità per assassinare selettivamente e collettivamente, mascherandosi dietro la supposta figura di paramilitari......
- Le aggressioni degli insorti contro la popolazione indifesa, in cui le FARC e l'ELN non prestano attenzione al Diritto Internazionale Umanitario e ai Diritti umani. Situazione che li responsabilizza dei seguenti fatti:.....
giovedì, 19 ottobre 2006
Arauca insanguinata
dalla riacutizzazione paramilitare e dall'idiozia guerrigliera
BASTA CON LE MORTI INUTILI!
A CHI GIOVA?
Senza tregua la condizione dei leaders di comunità, sociali, dirigenti sindacali di Arauca, civili impegnati e determinati in un duro processo di trasformazione della Colombia, che quotidianamente vengono azzittiti con le pallottole. E purtroppo non solo dei paramilitari che hanno ricominciato con la loro (mai del tutto finita) attività di sterminio della opposizione al governo. Anche le pallottole delle due guerriglie più vecchie al mondo stanno facendo precipitare nell'assurdo, nell'inspiegabile, nel delirio le ragioni della resistenza armata, quando colpiscono la resistenza civile.
Omicidi selettivi a Saravena e Arauca capitale nella settimana pasata da parte dei paramilitari. Quattro omicidi di campesinos da parte dell'ELN nella zona di Fortul, un omicidio di uno studente diciasettenne da parte delle FARC....
Omicidio del giovane studente di ASOJER da parte delle FARC vicino TAME
Comunicato di 'Asojer' del 18 ottobre 2006 [versione IT] [version ES]
Omicidio di 4 contadini da parte dell'E.L.N. nella zona di FORTUL
Comunicato da Prensa Rural del 16 ottobre 2006 [versione IT] [version ES]
Riattivazione Paramilitare in Saravena e Arauca Capitale
Comunicato del 'Joel Sierra' del 11 ottobre 2006 [versione IT] [version ES]
lunedì, 18 settembre 2006
6 settembre - 13 settembre
Dipartimento di ARAUCA
A S S A S S I N A T I
UN EDUCATORE ED UN SINDACALISTA NEL CAPOLUOGO
Associazione Educatori di Arauca - ASEDAR
6 settembre 2006
Il SISTEMA EDUCATIVO ARAUCANO IN LUTTO
Nella giornata di ieri nella città di Arauca, é stato assassinato il compagno Germán Eduardo SOLANO ANDRADE, docente cofondatore della Concentración Divino Niño della città di Arauca. Questo crimine colpisce l'Associazione Di Educatori Di ARAUCA, di cui egli faceva parte essendone socio dal 1994, i genitori e gli studenti che fanno parte della menzionata l'istituzione, con cui condivise il lavoro e le fatiche a favore dello sviluppo educativo, ed in generale tutte le strutture educative pubbliche del nostro dipartimento.
Denuncia Pubblica 16
13 settembre 2006
ASSASSINATO GREGORIO IZQUIERDO MELÉNDEZ
membro del CPDH – ARAUCA
Con indignazione e dolore il Comitato Permanente per la Difesa dei Diritti umani respinge e denuncia l'assassinio del compagno GREGORIO IZQUIERDO MELÉNDEZ membro importante della Giunta Dipartimentale del nostro comitato e presidente del Sindacato delle Imprese Pubbliche di Arauca - SINTRAEMSERPA, fatto successo mercoledì 13 settembre 2006 alle 6:30pm approssimativamente nella calle 17 con le carreras 37 e 38 nel quartiere Bulevar de la Ceiba, nella capitale del dipartimento di Arauca, a pochi metri dove alcuni giorni prima è stato assassinato il docente Germán Eduardo SOLANO ANDRADE.
giovedì, 17 agosto 2006
ARAUCA SENZA TREGUA
di Oscar Paciencia
A due anni precisi dall'omicido premeditato dei tre sindacalisti ed attivisti sociali nella frazione di Caño Seco, nel municipio di Saravena, per mano dell'Esercito Colombiano e per il quale già diversi militari, autori materiale del crimine (ma non gli alti comandi), sono stati processati e giudicati colpevoli, la storia si ripete a Tame, un altro comune del Dipartimento di Arauca. Seguendo di soli sette giorni l'annuncio della Missione Permanente di Accompagnamento che a Saravena, in memoria del martirio di HÉCTOR ALIRIO MARTÍNEZ, JORGE PRIETO CHAMUSERO e LEONEL GOYENECHE GOYENECHE, l'esercito colombiano per mano della stessa brigata 18° del Battaglione di Cavalleria Meccanizzato, inquisita per gli omicidi del 2004, ha effettuata un'altra retata massiva incarcerando, ad oggi, 13 persone tra sindacalisti, attivisti sociali e leader. Tra gli altri anche il Fratello di Leonel Goyeneche.
Come non bastasse, sembra non aver termine lo scontro militare tra i gruppi insorti colombiani, ELN e FARC, in corso da più di cinque mesi. La popolazione civile continua a farne le spese e a denunciare gli omicidi, le sparizioni, i trasferimenti forzati, i furti ed i saccheggi prodotti da questa assurdità.
Molte le denunce provenienti da molte frazioni del Municipio di tame e di Arauquita da parte delle Organizzazioni sociali. Il mese scorso la Rete di Solidarieta con Colombia ha scritto un appello alle organizzazioni insorte.
| Retata dell'Esercito del 12 agosto 2004 nel municipio di Tame. Denuncia delle Organizzazioni Sociali |
[Versione IT] [Version ES] |
| Denuncia del 1 agosto di AMUC (Asociacion Municipales Usuarios Campesinos) di Tame, nei confronti delle organizzazini insorte |
[Versione IT] [Version ES] |
| Denuncia del 10 agosto delle Organizzazioni Sociali di Tame per l'assassinio del signor Jaime Garcia da parte dalle FARC |
[Versione IT] [Version ES] |
| Denuncia del 8 agosto delle Organizzazioni Sociali di Saravena a proposito degli omicidi e saccheggi messi in atto nei mesi di luglio e agosto dalle FARC |
[Versione IT] [Version ES] |
| Appello della Red de Hermandad y Solidaridad con Colombia (REDHER) alle organizzazioni guerrigliere colombiane |
[Versione IT] [Version ES] |
Fotografie scattatte in varie frazioni dei municipi di Saravena, Tame, Arauquita durante la missione di accompagnamento alla popolazione tra il 13 e 17 giugno 2006.
[foto] di Oscar Paciencia
sabato, 12 agosto 2006
Comunicato del Comando Centrale E.L.N.
sulla situazione di Arauca
da Insurreccion - luglio 2006
[versione IT] [version ES]
sabato, 12 agosto 2006
Immagini del Dipartimento di Arauca.
Militarizzazione a Saravena ed Arauquita.
Nelle comunità Indigene Uwa's e Guahibos
Agosto - Settembre 2003
di Oscar Paciencia
sabato, 12 agosto 2006
CARTA APERTA ALLE ORGANIZZAZIONI SOCIALI E POPOLARI DEL DIPARTIMENTO DI ARAUCA - COLOMBIA
Bogotá, 5 agosto 2006
SAMUEL MORALES FLOREZ
Dal luogo del sequestro statale
Carcere Nazionale Modelo Bogotà.
Ricevete un grande abbraccio e un saluto fraterno dal vostro compagno e amico che oggi si trova sequestrato da due anni, dalle politiche del regime di “sicurezza democratica” promosse dall’attuale governo. Però ancora vivo! con il cuore e la mente che continuano a pulsare nella ricerca della dignità e della libertà di un popolo storico, come lo è il nostro, che non si piega di fronte alle politiche repressive e di guerra sporca che si pretendono realizzare.
Oggi commemoriamo il vile e codardo crimine di lesa umanità dei nostri compagni e fratelli nella lotta legittima: HÉCTOR ALIRIO MARTÍNEZ, JORGE E. PRIETO, LEONEL GOYENECHE. Atto demenziale perpetrato dalla pattuglia dell’esercito nazionale n. 18 del battaglione Revéiz Pizarro; con il nome di squadrone B Brioso-4, che aveva ricevuto direttive chiare e precise dai comandanti militari di questo battaglione e della Brigata XVIII.
sabato, 12 agosto 2006
A R A U C A
5 agosto 2004 - 5 agosto 2006
Denuncia delle Organizzazioni Sociali di Arauca
6 agosto 2004
CONTINUA L’AGGRESSIONE CRIMINALE
CONTRO I LEADER SOCIALI DI ARAUCA
NEL SEGNO DELLA POLITICA DI SICUREZZA DEMOCRATICA
DENUNCIAMO davanti all’opinone pubblica nazionale e internazionale:
Oggi, 5 agosto 2004, nella mattinata, sono stati uccisi in maniera vile per mano del Gruppo della Cavalleria Meccanizzata n. 18 “Gabriel Revéis Pizarro” dell’esercito nazionale, i leader sociali HÉCTOR ALIRIO MARTÍNEZ, expresidente della ADUC, JORGE EDUARDO PRIETO CHAMUSERO, presidente di ANTHOCsezione di Arauca, e LEONEL GOYENECHE GOYENECHE, tesoriere della CUT sezione Arauca. Inoltre sono stati incarcerati SAMUEL MORALES FLORES, presidente della CUT di Arauca e RAQUEL CASTRO dirigente del sindacato ASEDAR. Questi fatti sono avvenuti nella frazione di Caño Seco del municipio di Saravena.
venerdì, 07 luglio 2006
Missione di accompagnamento politico al popolo araucano
dal 14 al 17 giugno 2006
La situazione nel dipartimento di Arauca continua ad essere molto grave. Le grandi ricchezze petrolifere della regione ed il loro sfruttamento incondizionato da parte di imprese multinazionali; l'apparato poliziesco e militare posto a controllo delle perforazioni; le fumigazioni costanti delle piantagioni che forniscono alimenti base alla sopravvivenza, nell'inutile tentativo di sradicare la coca; l'assassinio, la sparizione forzata, l'incarceramento e l'esilio per gli oppositori del sistema; e da quattro mesi lo scontro militare tre le due più grandi guerriglie del Paese (ELN e FARC) che ha già lasciato sul campo più di 250 miliziani morti, più di quanti ne sono caduti combattendo l'esercito negli ultimi 14 anni.
Nel tentativo di raccogliere maggiori informazioni sulla situazione riguardante diritti umani , presenza militare e danni provocati dalla fumigazioni , una commissione nazionale e internazionale si è recata nelle comunità più colpite a testimoniare solidarietà politica .
sabato, 29 aprile 2006
Comunicato del Fronte di Guerra Centrale ELN
ALLA REGIONE DELL’ ORIENTE COLOMBIANO
Di fronte alla guerra dichiarata dalle FARC al ELN chiariamo:
1- Il cinismo colombiano, rappresentato storicamente dalla borghesia criolla e da Álvaro Uribe Vélez, viene assunto dalle FARC, che agiscono a sangue freddo, per poi parlare come se fossero loro i danneggiati.
2- Che curioso, lo stato, quotidianamente, attraverso i mezzi di comunicazione, afferma che l’organizzazione del ELN si sta frazionando. Oggi le FARC dicono la stessa cosa nei loro comunicati.
sabato, 22 aprile 2006
Guerra
Nemici intimi
Le guerriglie si stanno scontrando in Arauca. L’ordine che hanno ricevuto le FARC è di farla finita con tutto ciò che è Eleno.
Da Semana n. 1250 del 17 aprile 2006
.
La guerra tra le Farc e l’ ELN in Arauca non è nuova. Però è nel suo peggior momento, da quando uno dei comandanti del Fronte Domingo Laín dell’ ELN ha assassinato il ‘Che’, capo delle FARC in questa zona. Questo scontro si può trasformare in un bagno di sangue tra la popolazione civile
mercoledì, 05 aprile 2006
ORGANIZZAZIONI SOCIALI DIPARTIMENTO DI ARAUCA
AZIONE URGENTE
Saravena, 3 aprile 2006
La Fondazione Comitato Regionale per i Diritti Umani “Joel Sierra”, ripudia, respinge e denuncia ai mezzi di comunicazione e organizzazioni non governative nazionali e internazionali i seguenti fatti:
1. Ieri, 2 aprile 2006, nel piccolo villaggio La Paz del municipio di Arauquita, è stato assassinato il giovane JOSE’ MANUEL ROA, di 28 anni , che lavorava come consigliere e Presidente dello stesso Municipio. Le informazioni segnalano, come autore di questo crimine esecrabile, i gruppi armati di opposizione che operano nella regione, più precisamente le FARC-EP. La persona era andata al villaggio per fare visita ai suoi familiari.... [comunicato completo]
giovedì, 30 marzo 2006
Saravena, Dipartimento di Arauca.
La guerra contro la popolazione civile continua.
Il Dipartimento di Arauca continua ad essere uno dei più militarizzati della Colombia. Con la scusa di combattere la guerriglia radicata nel territorio, le caserme del dipartimento diventano le aree di parcheggio delle trivelle e dei grossi camion delle multinazionali del petrolio:Repsol, Oxxy, British Petroleum tra le altre.
I soldati scortano i lavoratori delle transnazionali sui luoghi di estrazione e li riportano alla sera, accompagnandoli con i tank e i carri armati, attraversando città impaurite da queste carovane di cui non comprendono la necessità.
Saravena è una di queste città. Qui, negli ultimi tre anni, la popolazione civile ha pagato il prezzo più alto: occupazione militare del territorio, dura repressione di ogni forma di ribellione, assassini, incarcerazioni e trasferimento forzoso delle persone in altri luoghi. A questo ora si aggiunge una ulteriore minaccia che questa volta viene da una delle formazioni armate ribelli, le FARC-EP. Questa formazione armata, denunciando di avere subito aggressioni da parte dell’altra guerriglia presente sul territorio (ELN) scrive in un comunicato del 23 marzo (integralmente scaricabile qui): “Sottolineiamo che questo confronto è tra le FARC-EP e coloro i quali ci hanno aggredito e rispetteremo i civili e tutti quelli che non ci aggrediranno nuovamente, per questo invitiamo i contadini Araucani a non intromettersi nelle azioni che svilupperemo, a rimanere nelle loro fattorie, però se interverranno a favore di coloro i quali ci hanno attaccato riceveranno una risposta molto dura da parte nostra”. Il Bloque Oriental del 10° Frente delle FARC prosegue poi specificando meglio i destinatari del comunicato: “Popolazione civle, simpatizzanti delle due organizzazioni, miliziani dell’ELN, vi invitiamo a rimanere al margine di un processo che deve essere definito dalle forze in armi. Chi non lo fa deve esser cosciente delle conseguenze che porterà la sua azione. Non attaccheremo indiscriminatamente, considereremo sempre la responsabilità individuale”.
Naturalmente di fronte a questa esplicita quanto nuova modalità utilizzata per rivolgersi alla popolazione civile da parte di una organizzazione armata, non ha lasciato ammutolite le tante organizzazioni civili del dipartimento che si muovono su questo terreno sempre più minato. In due comunicati vengono denunciate tutte le vessazioni subite per conto delle FARC. Nel primo comunicato (scaricabile qui) datato 28 marzo a firma dell’Assemblea dei Delegati di COAGROSARARE (cooperativa che raggruppa contadini e allevatori) tra l’altro si legge testualmente: “Le FARC-EP stanno perseguitando, assassinando, esiliando in maniera selettiva i nostri affiliati e dirigenti”. L’ADUC - altra organizzazione sociale Araucana che raggruppa molte organizzazioni contadine – il 24 marzo nel suo comunicato (scaricabile qui) dopo aver sottolineato che la politica di “Seguridad Democratica”, attuata dal presidente Uribe, ha sottomesso la popolazione alla peggior persecuzione fisica, giuridica e ad un macabro sterminio, continua elencando casi in cui le FARC hanno agito contro la popolazione civile. Si legge: “Negli ultimi mesi si va sommando a questo calvario, l’attitudine aggressiva delle formazioni insorte, specialmente delle FARC-EP, contro la popolazione civile e la dirigenza delle organizzazioni sociali arrivando all’estremo di assassinare leader indigeni, contadini e abitanti dei comuni circostanti Saravena. Segnaliamo alcuni di questi casi: il 5 marzo assassinano il dirigente indigeno JUAN RODRÍGUEZ VILLAMIZAR, il 6 di marzo viene uccisa sua moglie, LUZ MIRIAM FARIAS; il 22 marzo viene ucciso il dirigente comunale WILSON GARCÍA, rconosciuto difensore dei Diritti Umani...il 20 di marzo gli sposi CLAUDIA GONZÁLEZ TRIANA e LUIS ALFONSO JAIMES, che si stavano muovendo su di una camionetta, morirono ustionati all’incendiarsi del vieicolo in seguito all’attacco armato…”
------- Bogotà, 30 marzo 2006 - h. 14,25
martedì, 09 settembre 2003
Comunita’ Belasqueros – Flore Amarillo – Municipio di TAME (Arauca)
Parole di Dario, rappresentante indigeno 11 comunita’ U’wa e le 24 Guahibos.
Lunedi’ 1 settembre 2003
Faccio parte dell’asociazione di Cabildos a livello dipartimentale e di ASCATIDAR, ne sono il presidente e rappresento le 35 comunita’ di indigeni presnti nel dipartimento.
Qui, nel municipio di Tame esiste una problematica specifica, ma a esite anche un problema molto serio a livello di tutto il Dipartimento di Arauca. Esiste il problema del desplazamiento del popolo indigeno Iquani, nella zona di Betoyes.
Come hanno detto i compagni indigeni che mi hanno preceduto, non c’e’ rispetto verso di noi. Noi siamo una istituzione cosi’ come lo e’ il governo colombiano. Pero’, altrettanto, tra di noi non siamo stati in grado di conquistare una relazione mutua tra tutti i popoli indigeni. Questo avverra’ sicuramente perche’ come stanno oggi le cose, i governanti non rispettano il territorio indigeno, non rispettano la cultura, non rispettano la unita’, non rispettano la nostra autonomia, come popolo indigeno.
Noi siamo un solo popolo, che costruisce attraverso se stesso il proprio essere sociale di popolo indigeno. E non esiste solo il problema per gli indigeni, ma esistono anche i contadini, i settori sociali ed anche loro pagano le conseguenze di questa situazione: sono incarcerati. In questi giorni in Saravena hanno arrestato piu’ di un leader ed ora stanno nel carcere di Bogota’. Questo ci rende tristi. Stanno in Bogota’ senza nessuna colpa, perche’ il governo prende queste persone che come noi, non hanno fatto niente e li mette nella Picota (il carcere ndt), soffrendo. Dove ci stanno portando, a noi, come popolo, come contadini? A noi, popolo indigeno, i contadini ci hanno appoggiato molto. In passato ci sono state incomprensioni tra contadini e indigeni, pero’ adesso i contadini si sono relazionati con noi in una maniera molto buona.
Come hanno detto molto bene i Capitani e i compagni indigeni che hanno parlato prima di me, oggi perfino noi leader indigeni siamo minacciati dalla violenza. Noi non capiamo perche’ ci vogliono coinvolgere in questa guerra. La guerra non e’ tra di noi. La guerra e’ tra di loro. Si stanno uccidendo tra colombiani. Sono loro. Noi indigeni non sappiamo del perche’ di questa guerra. Noialtri non abbiamo fucili qui. Questo modo appartiene ad un’altra cultura. La nostra cultura, le nostre abitudini i nostri usi tradizionali sono diversi. Vedete delle armi qui? Noi non abbiamo armi! Appena le stampelle di questo signore (indicando un uomo a cui mancava una gamba e con le stampelle ndt).
Tutto quello che chiediamo a partire dal livello nazionale fino ad arrivare a livello internazionale e’ una commissione. Chiedere che altri fratelli di comunita’ indigene internazionali vengano a vedere la nostra condizione, a vedere il tipo di problema che sta’ nascendo a livello del dipartimento. Qui la situazione e’ molto critica. Noi non sappiamo con chi abbiamo a che fare e neppure comprendiamo il loro atteggiamento.
Lo stesso esercito, come ha appena terminato di dire chi mi ha preceduto, si veste da paramilitare!! E dicono che sono un Governo!! Ma anche noi siamo un Governo! Noi siamo una Nazione, da 512 anni di lotta. Facendola finita con il primo indigeno, la faranno finita con tutto, non solo gli indigeni... uccidendo gli indigeni anche il mondo morira’. Perche’ noi stiamo proteggendo la natura, il bianco non lo fa. Custodiamo il medio ambiente, la fauna, la flora. E sappiamo come farlo. Pero’ il bianco non custodisce. Lo stato non custodisce, la unica cosa che vuole e’ sempre piu’ denaro. Vuole distruggere. Vuole rendere sempre piu’ poveri i poveri. Vuole comperare piu’ armi per uccidere il suo stesso popolo. Noi indigeni non vogliamo questo. Non vogliamo questo presidente. La politia di Uribe e’ quella di farla finita. Farla finita con tutto. Noi lo sappiamo.
Ed oltre questo, c’e l’ ALCA. L’ ALCA e’ una impresa multinazionale la quale attraverso la legge, comincia a fare piani sul territorio indigeno. Questo noi non lo permetteremo. Per questo motivo abbiamo l’obbligo di unirci, avere piu’ forza. Pero’ non con le armi, noi lottiamo con la mente, con il nostro sentimento. Questo sentimento di lotta che ci portiamo dietro da 512 anni ci ha permesso di resitere come popolo indigeno.
Inoltre ci sono persone, diciamo i paramilitari, che vanno dicendo cose false. Per primo violano le donne, facendo cose sbagliate, che non devono fare. Cosa sta’ dunque succedendo? Stanno violando il diritto umanitario. Ma dove andiamo a finire per questa strada? Dove andiamo a finire noi, popoli indigeni? Come diciamo noi: nelle citta’ non possiamo vivere. Noi possiamo vivere solo sulla nostra terra, perche’ il nostro territorio e’ buono: quando c’e’ la terra c’e salute, c’e’ educazione, c’e’ produzione che permette di mantenerci, c’e’ la medicina tradizionale. Questo e’ quello che chiediamo: la terra e che abbiano rispetto. Noi siamo una autorita’ uguale alla loro. Siamo una nazione. Siamo pochi, ma siamo una nazione!
giovedì, 04 settembre 2003
Saravena, 3 settembre
Note degli ultimi giorni.
Come se non bastasse, dopo aver ricevuto una lettera dalla Polizia Nazionale del dipartimento di Arauca, datata 22 agosto (cioe’ il giorno seguente all’operativo Exodo che ha incarcerato piu’ di 30 persone e fatto scappare altrettante), in cui il Maggiore JAIMJE ALBERTO BARRERA HOYOS scriveva alla Fondazione per i Diritti Umani “Joel Sierra”: “……mi permetto di informarvi che questo Comando e’ a vostra completa disposizione per quello che riguarda la sicurezza dei membri della vostra organizzazione……e informare che proseguiremo nei pattugliamenti e controlli costanti sempre dopo la vostra autorizzazione” , il centro per i Diritti Umani di Saravena ne riceve un’altra da parte dell’Esercito Nazionale, Diciottesima Brigada “Generale Gabriel Pizarro”, in data 25 agosto e a firma del Tenente Colonnello SANTIAGO HERRERA FAJARDO, comandante della brigada. Nella missiva alquanto stupefacente si chiede al “Joel Sierra” di passare tutte le informazini che essi hanno circa la presenza di paramilitari in citta’: “… che siano inviate a questo Comando, nel minore tempo possibile, tutte le información che esistono nei vostri archivi o di cui siate a conoscenza, in relazione alla possibile presenza in citta’ delle cosiddette Autodifesa Unita di Colombia……..” .
Molto strano se si considerano due fatti.
Il primo. Dopo pochi giorni dall’ultima lettera sui muri di Saravena, compaiono le prime scritte paramilitari a firma A.U.C. (Autodifesa unite di Colombia). Piu’ precisamente sui muri del centro “Joel Sierra”, dell’ECAAS (impresa dell’acquedotto moltoattiva nella protesta sociale), della Coopertiva di trasporti di taxista e dell’Hotel. Tutti edifici vicini tra loro e frequentati dagli internazionalisti oltre che dalle organizzazioni sociali. Si puo’ leggere: “AUC. Stiamo arrivando. Morte ai miliziani e ai loro collaboratori”.
Il secondo fatto consiste nel fatto che le organizzazioni sociali considerano resposabili della presenza dei paramilitari e della loro cobertura proprio la Diciottesima Brigada e il Comando della Polizia Nazionale, di cui chiedono l’incriminazione dei loro comandante. Si legge nella denuncia pubblica del 1 settembre a firma di varie organizzazioni sociali (CUT, Associazione di contadini, Associazione Indígena, Associazione giovanile e asociación civiche di comunita’): “Non contenti della detenzione massiva, della persecuzione e dell’esilio della maggiorparte dei dirigenti, i quali non possono piu’ neppure recarsi nei propri uffici, la Polizia e L’Esercito si sono dedicati a dipingere i muri delle case con scritte allusive ai paramilitari. Tra queste la sede della Associazione dipartimentale dei Contadini e le case di alcuni dirigenti incarcerati o assassinati”.
Cioe’ secondo i firmatari di questa denuncia pubblica, gli autori di queste scritte sono gli stessi che si pongono a disposizione ed invitano ad informare…..
La denuncia prosegue: “Con queste azioni ciniche e sfacciate risulta chiaro il vincolo , l’appoggio e la promozione dell’esercito e della polizia alla guerra sporca paramilitare che ha prodotto centinaia di vittme nel municipio di Tame (Arauca) e che ora si sta cercando di riprodurre nel municipio di Saravena.
Esigiamo che vengano investigati il comandante della Digiottesima Brigada Generale CAROL LEMUS PEDRAZA, il comandante della Polizia e il comandante del D.A.S. per la loro partecipazione directa nella costruzione dei gruppi paramilitari nel dipartimento di Arauca e per lasciar loro compiere azioni criminali. Inoltre chiediamo che vengano inquisiti i delinquenti che la Diciottesima Brigada utilizzaper segnalare i dirigenti delle Organizzazioni Sociali”. Tra loro ricordiamo:”TOBIAS GOMEZ, EDGAR CORZO, ELKIN PALOMINO, JORGE ROJAS, JORGE MARTINEZ, TEMISTOCRE ROJAS, BLEIDIT ROJAS, YENIFER MARTINEZ, CARMEN DAMARIS CARMEÑO, ABELARDO SALAS. Queste persone girano in uniforme e armate come se fossero membri attivi dell’Esercito Nazionale”.
In maniera similare, vengono diffusi dalla Fondazione per i Diritti Umani “Joel Sierra” due documenti di allerta sulla situazione nel dipartimanto di Arauca e in modo particolare nei confronti dell’impresa ECAAS (aquedotto e fognature).
Nel primo, datato 30 agosto, il cui titolo e’ molto explicativo: S.O.S.: allerta sulla grave situazione in Arauca si legge tra l’altro: “…il giorno venerdi’ 30 agosto sono comparsi alcuni ‘graffiti’ a firma di supposti paramilitari, su alcuni edifici del centro della citta’ di Saravena, tra gli altri anche l’edificio di ADUC dove hanno la loro sede le Organizzazioni Socilai di Arauca e la Fondazione ‘Joel Sierra’, anunciando MORTE AI MILIZIANI E AI COLLABORATORI firmato dalle AUC…. Tutti questi edifici si trovano a una decina scarsa di metri dalle garritte della Polizia Nazionale.
Questo fatto sucede dopo che il 29 agosto nelle prime ore del pomeriggio, si sviluppa un grande spiegamento di polizia precisamente davanti agli edifici in cui, il giorno seguente, sono comparse le scritte…”
La denuncia prosegue citando la cobertura che i paramilitari ricevono da parte delle forze dell’ordine “..incarcerando la maggiorparte della dirigenza mediante informazioni false, fornite da testimoni protetti dalle forze militari e sappiamo che queste persone vengono fatte arrivare da fuori con questo fine e , in maniera molto irregolare, si ha permesso loro l’uso di uniformi e di armi ad uso exclusivo delle forze militari. Nello stesso mofo i hanno informazioni circa la protezione che un gruppo di persone, aparentemente civili, hanno ricevuto, le quali sono state collocate in un luogo urbano, all’interno del cordone di sicurezza della Polizia Nazionale della citta’ di Saravena; in accordo alle denunce presentate davanti agli organismi di controllo municipale, queste persone, nascoste e protette, sono le responsabili degli ultimi assassini di popolazione civile. Pensiamo che siamo di fronte all’attuazionedelle minacce effettuate dalle forze paramilitari in questa regione del Paese.”
Ed in effetti, caminando per la citta’ e’ spesso visibile come personaggi civili, all’interno del cordone di sicurezza che circonda le strade del centro, chiaccherano con i poliziotti, per poi, quando visti, allontanarsi repentinamente.
In diverse occasaioni, siamo stati seguiti da alcuni di questi personaggi. L’allusione delle scritte murali prodotte dai paramilitari, nei confronti dei “Collaboratori” sono abbastanza esplicite nel definire quali soggetti sono al centro dell’attenzione di questi soggetti.
Saravena (ma anche tutto il dipartimento di Arauca) continua ad essere ad alto rischio non solo di perdita di vite umane innocenti, ma anche di essere completamente destrutturata la resistenza civile delle Organizzazioni Sociali che non vogliono accettare i dettami neoliberisti di questo governo. Il controllo delle zone petrolifere del Dipartimento continua ad essere l’obiettivo principale del governo Uribe per conto terzi: Oxxy, British Petroleum, Total….
La radio continua a trasmettere quello che piu’ che un radiogiornale sembra un bollettino di guerra: Ad Arauquita hanno fatto saltare tutti i telefoni pubblici. Nella zona di Tame due contadini sono stati sequestrati e poi uccisi dalle FARC. Sono saltati i tralicci di una centrale elettrica….. e da una osservazione diretta in loco (denunciata da indigeni Guahjivos nella zona di Flores Amarillo – Tame), i paramilitari hanno ripreso possesso del paesino di Betoye, da dove un po di tempo fa erano partiti gli attacchi per desplazare le popolazioni indigene della zona.
La fondazione “Joel Sierra” termina cosi’ la sua denuncia: “SIAMO CONVINTI CHE LA NOSTRA AZIONE SOCIALE E’ LEGITTIMA. PER QUESTO CONTINUEREMO A DENUNCIARE LE VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI.
NON CI FARANNO TACERE NEPPURE MEDIANTE LA GUERRA ZPORCA.
I NOSTRI DETENUTI SONO LOTTATORI POPOLARI CHE NECESSITANO DELLA VOSTRA SOLIDARIETA’ E ACCOMPAGNAMENTO.
PER LA DIFESA DELLA VITA, DEI DIRITTI UMANI E LA PERMANENZA NEL TERRITORIO.”
mercoledì, 03 settembre 2003
MESSAGGIO ALLA POPOLAZIONE ORGANIZZATA CON L’ E.L.N.
DA PARTE DELLA VENTESIMA ASSEMBLEA DEL FRONTE DI GUERRA ORIENTALE JUAN RUBIO BERMÚDEZ RAMO (compagno RUNGA)
Con allegria e l’entusiasmo avere compiuto il nostro dovere, auguriamo il nostro Combattivo Saluto ai settori popolari e di massa organizzati dentro questa gran famiglia dell’ELN.
Il nostro maggior evento e’ stato illuminato dal sacrificio e dalla combattivita’ delle masse, durante questi ultimi governi fascisti, che hanno cercato di eliminare la protesta sociale, per contnuare con il saccheggio delle nostre immense risorse naturali.
I martiri popolari e guerriglieri hanno seminato con il loro sangue il semi della liberta’ che stanno producendo nuovi piani e riaffermando le nostre convinzioni di lotta per una nuova patria socialista. Erano presenti anche tutti coloro ai quali la regia del regime capitalista ha cercato di ammutlire.
Durante lo sviluppo del precedente Piano di Lavoro si e’ stati capaci di armonizzare la relazione avanguardia – massa – avanguardia. Cioe’ siamo stati in grado di captare il sentimento, le sofferenze e le aspirazioni della gente per rispondere con impegni politici in grado di arrestare le permanenti offensive politiche, militari ed ideologiche dello Stato.
Oggi la popolazione riconosce che le armi, gli uomini e le donne dell’ Esercito di Liberazione Nazionale, si sono messi a disposizione per difenderla dagli attacchi atroci della guerra sporca e del terrorismo di Stato. Le forze armate dello stato (militari, paramilitari e polizia) i sono scontrati contro il muro della popolazione organizzata; coloro i quali durante eroiche giornate di resistenza hanno difeso il loro diritto ad una vita degna e sono riusciti a far prestare attenzione alla solidarieta’ nazionale e internazionale. E il prodotto di queste lotte e’ stato quello di ottenere sanzioni internazionali contro lo stato clombiano e la messa a giudizio di alcuni crimini di guerra.
Riaffermiamo il nostro compromesso irrinuncabile con la popolazione e la rivoluzione e contnueremo a difendere le nostre vite per la definitiva indipendenza, in cui tanto sperano le masse oppresse.
Con il piu’ profndo sentimento rvoluzionaro.
Fraternamente
MILITANTI DEL FRONTE DI GUERRA ORIENTALE
FGO: SEMPRE UNITI CON LA POPOLAZIONE, CON LA LOTTA POPOLARE
CONTRO L’IMPERIALISM: CON LE MASSE AL POTERE
Montagne dell’Oriente Colombiano 7 agosto 2003
ESERCITO DILIBERAZIONE NAZIONALE
FRONTE DI GUERRA ORIENTALE
mercoledì, 03 settembre 2003
Arauquita, dipartimento di Arauca
27 agosto 2003
[foto in Archivio Fotografico 1]
L’entrata in questo piccolo pueblo, distante una quarantina di chilometri da Saravena e’ slunga e stressante. Una fila non eccesivamente lunga di veicoli aspetta il controllo che l’esercito nazionale compie, in maniera molto accurata, all’ingresso del paese. Anche qui, accampati nelle immediate vicinanze, un battaglione di militari, composto da cinquecento soldati (la popolazione non supera i 3000 abitanti) esegue gli ordini del Maggiore Cortes. Lungo i cento metri che intercorrono dalle taniche utilizzate come blocco stradale al posto di controllo vero e proprio, sulla destra si vedono almeno tre garrotte poste su di un argine costruito artificialmente e che circonda completamente la sede del battaglione. I soldati sono armati e ovunque, lungo l’argine.
Scortato dalla solita accompagnatrice, entriamo nel centro del paese dove il nostro ospite, diciamo Elly, responsabile della fondazione dei Diritti Umani di Arauquita e dirigente locale dell’Associazione Giovanile, ci porta nell’uffico del Personero (autorita’ civile a tutela del rispetto dei diritti umani in Colombia) per formalizzare la nostra presenza in paese, anche se si protrarra’ per una sola giornata. Veniamo rassicurati sul fatto di poter girare tranquillamente per il pueblo (…)
Caminando per la via principale, si scorgono, tra negozi di vestita alimenti e giocattoli, i sldati delle Forze Speciali dell’esercito che, come ben mi ricorda un giovane militare, sono “speciali” peri l fatto che sono addestrate a combatiere all’interno delle citta’ e dei Paesa e, di conseguenza, precisamente li’ si stanziano, dormendo in luoghi precedentemente utilizzati, per esempio, come scuole. Una parte di questi soldati vivono praticamente muro a muro con un pensionato per anziani. Mentre i vecchietti si paisano il tempo chiaccherando e giocando a carte, i soldati, si servono del loro tank di acqua per dissetarsi, cercando di non urtare i nonni con i loro grande fucili mitragliatori.
Mentre l’intero palazzo del Municipio e’ circondato dalla polizia, quest’ultima ne ocupa “solo” una meta’ per i propri agenti, i quali picchettano tutto un lato dell’ edificio, caminando con il fucile in mano e con il dito sul grilletto.
Qui, a differenza di Saravena, molto piu’ grande, la mescolanza tra i civili che tentano di inventarse una vita e i militari che spesso gliela intimoriscono, e’ molto piu’ visibile. I colori delle mimetiche delle forze speciali o gli elmetti verdi della polizia si mischiano agli abiti apeéis nelle bancarelle o ai bambini che vanno a scuola.
Fotografare non e’ facile. La polizia me lo impedisce. Non vuole che reprenda poliziotti, garritte e tutto cio’ che sia connesso con la presenza poliziesca. E questo nonostante abbia passato il solito quarto d’ora nei loro “uffici” per referziarmi e firmare il solito librone in qui scrivono tutto quello che accade, ed avere, infine, sottoscritto di essere girnalista e di assumermi tutte le responsabilita’.
Il poliziotto che mi stava registrando stava seduto sotto un cartello che promuoveva lo sviluppo dei “Diritti Umani in Colombia”. Attaccato allo stesso chiodo penzolavano un manganello ed un paio di guante neri.
Nonostante questo i due giovanni poliziotti mi impediscono di fotografare la loro garritta assieme al Collegio dove esattamente 3 giorni fa e’ stato collocato un camion-bomba (a 10 metri dal loro posto di controllo!!). Scherzano, mi chiedono se non ho paura a restare qui, se non ho gia’ incntrato la guerriglia. Ma di fotografare non se ne parla. Glielo confermano per radio anche i loro superiori.
Assieme ai miei accompagnatri, decido di andare dal Segretario di Governo per avere delucidazioni sul fatto di non poter svolgere la mia attivita’ in citta’. Perquisizioni all’ingresso. Al primo piano, mentre Elly mi presenta il Secretario, Un militare mi si avvicina, porgendomi la mano e presentandosi come il Maggiore Cortes, comandante del battaglione di qui. E’ scortato da cinque soldatini. Molto diplomáticamente, vedendomi arrabbiato chiede che cosa e’ suceso e quando lo apprende dice che sicuramente e’ per motivi di sicurezza che non permettono di fotografare, ma che lui e’ a completa disposizione. Se voglio andare al battaglione, sara’ molto lieto di parlare con me di tutto quello che voglio ed inltre che, da parte sua, non ci sono problemi a fotografare i soldati. Aggiunge che qui in Arauquita, esiste un buonissimo rapporto tra i soldati e la popolazione. Mi cade lo sguardo sulla faccia di Elly il cuis guardo sbigottito vale molto di piu’ di qualsiasi replica.
Quando il Maggiore se ne va la mia accompagnatrice mi dice che un soldado ha appena finito di fotografarci con una piccola fotocamera che ha repentinamente nascosto in una tasca. Mi precipito al’esterno delMunicipio e urlo dietro al Maggiore che stava salendo su una camionetta. Lui dice che non e’ possibile che uno della sua scorta ci abbia fotografato di nascosto, che se vuole avere una fto con me, me lo chiederebbe(…) e che comunque non e’ il caso di “armare” un problema di statu per una cosa cosi’. Allora gli ricordo che “per una cosa cosi’” mlti ci hanno lasciato la pelle, essendo poi statu vittima di attacchi paramilitari, ma lui si difunde dicendo che quella e’ la sua scorta personale. Il giovane soldato implicato, che non ho mai smesso di guardare in faccia, debolmente estrae da un paio di tasche, a sua disculpa, un fazzletto ed una agendina. Ma non mette la mano nella tasca del pantalone dove e’ statu visto riporre la fotocamera. Il Maggiore ci invita a perquisirlo, in maniera gentile, ma provocatoria. Ovviamente non lo facciamo, ma ci salutiamo ritenendolo responsabile di cio’ che ci potra’ accadere.
Chissa’ se al rientro nella brigada ha sgridato il suo uomo perche’ troppo stupido nel farsi beccare…..
Decidiamo comunque di anticipare il rientro. Comunque rifacciamo un giro per il centro per fotografare quel che il Maggiore ci ha “concesso” di fotografare.
Pranzando in un ristorante, e chiaccherando con il prprietario, scopro ancora di piu’ tutta la paura che parazlizza la popolazione di Arauquita. L’esempio che il padrone mi fa per spiegare la loro condizione di civili e’ il seguente: “siamo come la carne di un panino, tra le due fette di pane, che aspetta di essere divorata”. Lui e’ il rappresentatne del barrio e racconto di come, alcune settimane fa, durante un incontro con l’Esercito la Polizia e i rappresentanti del Municipio lui ed altri cittadinisi son lamentati duramente chiedendosi come mai in mezzo a tanto spiegamento di militari e forze dell’ordine, sia possibile che vengano comiuti attentati con auto-bomba in pieno centro. E perche’ di questo poi vengano fatte pagare le conseguenze ai civili. Il penultimo episodio ha visto una auto-bomba restare 5 giorni in strada senza che nessuno venisse a disinnescarla, fino a quando, un giovane di 17 anni, avvicinandosi e toccandla, l’ha fatta esplodere. Lui e’ morto mentre il suo amico si e’ solo ferito. A queste cose i militari, dice, rispondevano che e’ compito dei cittaddini di Arauquita denunciare, che non lo fanno abbastanza….
Qui la gente parla molto poco fuori di casa. Si aggira circopetta lungo il fiume Arauca che separa la Colombia dal Venezuela. Da questa parte si vedono le lance che approdano ad un imbarco situato sull’altra sponda, dove unagrande bandiera venezuelana annuncia il posto di Dogano. La paura e la pressione son molto forti. Pero’ all’interno delle case le persone,mi raccontano, parlano di piu’ e si lamentano della presenza dei militari, dicendo che da quando sono arrivatI (circa un anno fa) le cose sono di molto peggiorate. Un gruppo digiovani, quelli dell’associazione di Elly pero’ continua nelle sue attivita’ sia culturali che politiche, oltre che di denuncia degli abusi sulla popolñazione civile. Elly e’ molto orgoglioso nel mostrarci un laboratorio per intagliare il legno, dietro la casa di un pittore locale, utilizzato da una decina di giovani del paese.
Mentre ci salutiamo il ristoratore ci dice che tutti coloro che stanno cercando di far prendere maggiormente coscienza alla gente e che si espongono in prima persona per i diritti umani - e lo dice indicando Elly – “hanno una canna di fucile puntata alla fronte”.
lunedì, 25 agosto 2003
Bollettino n.17
ROMPENDO IL SILENZIO
UNA OPINIONE ALTERNATIVA
Dipartimento di Arauca, 21 agosto 2003
L’ELIMINAZIONE DELLE VARIE ESPRESSIONI SOCIALI NEL DIPARTIMENTO DI ARAUCA
E’ IL VERO OBIETTIVO DELLA POLÍTICA DI “SICUREZZA DEMOCARATICA” DEL PRESIDENTE URIBE
L’eliminazione física dei settori sociali e dei suoi dirigenti attraverso crimini selettivi, massacri e spostamenti forzati prodotti dalla sporca guerra aperta dei paramilitari e delle forze armate, e’ un’operazione ugualmente perversa e temeraria simile al disprezzo della dignita’ delle persone e la persecuzione contro le organizzazioni sociali e la sua dirigenza, agita attraverso infami montaggi prefabbricati nella sede della 18ª brigata, utilizando, per questo scopo, alcuni delinquenti, questi si veri terroristi, i quali, in cambio di succulente “ricopense”, testimoniano il falso per incolpare tutti coloro i quali alzano la voce, protestano, difendono i diritti umani o semplicemente fanno parte di un sindacato come quello per l’educazione o la sanita’.
Sono molte le ragioni per le quali il generale Carlos Lemus Pedraza, attuale comandante dela polizia, il DAS e la unita’ di appoggio alla Fiscalia, per incattivirsi contro i settori sociali. Una di queste e’ il desperato tentativo di fornire risultati concreti al presidente Uribe, di fronte alla ridicola posizione nella quale si trovano, dato che le centrali elettriche e gli oleodotti continuano a saltare in aria, mentre le autobmbe cntinuano ad esplodere nelle lcitta’ nonostante l’imponente militarizzazione. Per questo siscagliano con tutta la furia della loro incapacita’ contro le organizzazioni sociali.
Unatra ragione e’ quella di ammutlire la denuncia pubblica e giuridica che stanno portando avanti le organizzazioni sociali e le ONG che difendono i diritti umani e che riguarda gli tai criminali commessi dalla forza pubblica che per loccasione si converte in paramilitare, cosi’ come gli assassinii di indigeni in Betoyes, il massacro della”cabuya” e gli omicidi selettivi di dirigenti sociali, politici e di difensori dei diritti umani compiuti per mano di sicari, protetti dai cordón di sicurezza della plizia, a Tame, Saravena e nella capitale Arauca. Finamente i militari cercano di pareggiare i conti con lo sforzo che le organizzazioni sociali e le ONG internazionali stanno facendo affinche’ il massacro di Santo Domingo non resti impunito. (n.d.t. Il 13 dicembre 1998 il villaggio di Santo Domingo fun bombardato indiscriminatamente dalla forza aerea colombana con aerie forniti dagli Stati Uniti. Rimasero uccisi 16 persone di cui sette bambini. Piu’ di venti furono i feriti gravi).
Rivendichiamo davanti alla comunita’ nazionale e internazionale il lavoro sociale e umanitario dei nostri 73 dirigenti e membri dei settori sociali attuamente imprigionati con la falsa accusa di ribelione e terrorismo.
Affermiamo, allo stesso tempo, di essere vittime della repressione, dell’ingiustizia, della persecuzione e della corruzione di una fallimentare política di “sicurezza democratica” con la quale si inganna il Paese, mentre lo si sta regalando volontariamente agli interessi imperialisti degli Stati Uniti.
ROMENDO IL SILENZIO, PER IL DIRITTO DEL POPOLO,
ESPRIMIAMO LE NOSTRE IDEE, NON RESTIAMO ZITTI
ORGANIZZAZIONI SOCIALI DEL DIPARTIMENTO DI ARAUCA
sabato, 23 agosto 2003
Saravena 22 Agosto 2003
COMUNICATO ALLA OPINIONE PUBBLICA NAZIONALE E INTERNAZIONALE
CHI SI STA PERSEGUITANDO CON LA “SICUREZZA DEMOCRATICA” DEL GOVERNO DI ÁLVARO URIBE?
Dalle quattro del mattino del 21 agosto 2003, nel municipio di Saravena, nbel Dipartimento di Arauca sono stati realizzati operativi congiunti tra il DAS (dipartimento administrativo per la sicurezza), il CTI (centro tecnico per le investigazioni), l’Esercito Nazionale, e la Fiscalia. Il risultato: fino a questo momento piu’ di 30 persone detenute – riconosciuti leader e dirigente di organización sociali e sindacali del dipartimento – di cui gia’ 18 sono stati trasferiti a Bogota’, con l’accusa dei delitti di ribellione, terrorismo e delitti connessi.
CHI SONO LE PERSENE DETENUTE DURANTE L’OPERATIVO REALIZZATO NEL DIPARTIMENTO DI ARAUCA
JOSÉ MURILLO
Presidente della FONDAZIONE COMITATO PER I DIRITTI UMANI “JOEL SIERRA”, O.N.G. per i diritti umani che da piu’ di 11 anni lavora per la difesa integrale e lo sviluppo dei diritti umani a livello regionale. Il 15 agosto Jose’ Murillo era stato fermato da membri della polizia a Saravena, con il pretesto di indagare circa i suoi “precedenti” penali.
1. MEMBRI DELLA DIREZIONE DELLA CUT – ARAUCA (CENTRALE UNITARIA DEI LAVORATORI)
ALONSO CAMPIÑO BEDOYA
Vicepresidente della direzione Regionale della CUT - Arauca.
Nel mese di novembre dello scorso anno, mese durante il quale sono statu effettuati operativi simili nel Dipartimento, il signor Campiño e’ stato oggetto di persecuzioni e minacce da parte di varie autorita’.
Durante la perquisizione di ieri, si e’ appreso che suo figlio di undici anni e’ stato vittima di abusi da parte del Fiscal incaricato dell’operazione, il quale, irrompendo nella sua abitazione, ha minacciato il minore, puntandogli un arma sulla faccia.
ORLANDO PÁEZ
Membro della direzione della CUT – Arauca, lavoratore del settore della sanita’, e affiliato a DINDICONS, il sindicato edile.
2. MEMBRI DEL DINDACATO DEI LAVORATORI DEL COMUNE – SIDEMS -
JOSÉ RAMIRO HERNÁNDEZ MAHECHA. Vigile urbano.
WILLIAM JIMÉNEZ
CARLOS MANUEL CASTRO PÉREZ
JOSÉ LÓPEZ SOLÓRZANO. Custode della Casa della Cultura
3. SINDACATO DEI LAVORATORI DELLA SANITA’ - ANTHOC-
JAIME DAZA. Autista dell’ospedale di Saravena
MARGOTH BETANCUR. Segretaria dell’ospedale San Vicente de Arauca
4. SINDACATO DEI LAVORATORI EDILI - SINDICONS -
FABIO MARIO GÓMEZ
ELISEO DURÁN
PEDRO VERA
5. SINDACATO DEI LAVORATORI DELLA IMPRESA COMUNITARIA DELL’ACQUEDOTTO DI SARAVENA – ECAAS-
DANUIL LESMES QUIROGA. Custode
ELIDA PARRA ALFONSO. Magazziniere
EFRÉN NIUSTE QUIMBAYO. Operaio
FABIO SANABRIA. Fontaniere
6. SINDACATO DEI LAVORATORI DEL SETTORE EDUCATIVO NAZIONALE – SINTRENAL-
BLANCA SEGURA. Segretaria per l’educazione dello sviluppo rurale.
7. SINDACATO DEI LAVORATORI DI INCORA (ENTE AGRARIO STATALE) - SINTRADIN-
LUIS JESÚS RODRÍGUEZ
DIÓGENES CONTRERAS
8. FONDAZIONE INTERCULTURALE DEL SARARE - FINDESA -
JUAN MONCAYO Coordinatore della Universita’ Interculturale del Sarare
ALTRI:
GLORIA EDILMA MEDINA. Direttrice della Casa della Cultura, in varie ocasión e’ stata impiegata come Sindaco incaricato del Municipio.
WILFREDO OSORIO. Commerciante
JAIRO MACHADO DURAN. Presidente del Consiglio di Azione Comunale del quartiere Los Libertadores.
GRACILIANO CACUA. Aiuto di Medicina Legale
ALEXANDER CUADROS. Lavoratore edile, catturato nell’ospedale dove era ricoverato per una operazione chirurgica. Attualmente si trova recluso nel Bataglione Reveiz Pizarro da ieri, senza che nessuno gli presti le cure necessarie.
PEDRO BOHÓRQUEZ. Membro del Comitato di Allevatori
EMIRO GOYENECHE. Speaker e corrispondente di radio DIC (locale)
JESÚS QUIROGA LEÓN.
PEDRO JULIO VERA BASTOS
DAVID RAMIRO BALLÓN. Impiegato della cooperativa di Trasporti – COPETRAN -
Allo stesso modo, le case e i posti di lavoro delle seguenti persone, in varie circostanze, sono state perquisite, durante la ricerca delle persone, mentre venivano minacciati coloro i quali si trovavano in quei luoghi:
SAMUEL MORALES. Presidente della CUT- ARAUCA
ALBERTO PAÈZ. Membro del direttivo della CUT - ARAUCA
LEONEL GOYENECHE. Membro del direttivo della CUT - ARAUCA
ISMAEL PABÓN MORA. Difensore dei diritti umani della Fondazione Comitato Regionale “Joel Sierra”.
JORGE PRIETO. Presidente di ANTHOC (sindicato lavoratori della sanita’ e sicurezza sociale) del dipartimento di Arauca.
ISMAEL UNCACIA. Leader indigeno appartenente alla associazione dei Capi e delle autorita’ Tradizionali Indigene di Arauca.
JHONNY OMAR DÍAZ. Direttivo di COTRANSMATERIALES, affiliato a SINTRADIN (sindicato dei trasportiatori)
CIRO CAMARGO. Presidente della Associazione Giovanile Studentesca Regionale – ASOJER -
JULIO CÉSAR GARCÍA. Direttivo della Associazione Municipale di coltivatori – AMUC -
Resulta significativo che:
Ø Sorprendentemente le prsone detenute hanno caratteristiche simili, in quanto tutte appartengono ad organizzazioni sociali del dipartimento e sono riconosciute come leaders locali nei loro rispettivi settori. Inoltre molti di loro, in precedenza, erano statu convocati o arrestati da autorita’ militari o di polizia e quindi riméis in liberta’ dopo aver fornito confuse spiegazioni. E questo fatto e’ ancor piu’ significativo se si considera che attualmente sono i settori sociali e quelli non governativi per i diritti umani coloro i quali sono maggiormente attaccati dal governo nazionale, circa il critico tema relativo agli abusi di autorita’ realizzati nell’applicazione dell’ideologia della “Sicurezza Democratica”.
Ø Queste operazioni vengono effettuate dopo l’annuncio del Presidente della Repubblica Dr. Alvaro Uribe Velez rivolto a tutti gli alti comandanti delle Forze Militari, affinche’ si ottengfano risultati nella lotta controinsurrezionale.
Ø Queste detenzioni massive contro dirigenti avvengono in Arauca, che e’ un dipartimento strategico per gli obiettivi dell’attuale governo, essendo stato dichiarato, precedentemente, “zona di riabilitazione”, dove soldati nordamericani permangono per proteggere le strutture petrolifere e dove, recentemente, sono state annunciate fumigación di coltivazioni illecite.
RESPINGIAMO:
Le arbitrarie detenzioni di tutte le persone catturate nel dipartimento di Arauca, nella cornice della politica di detenzioni massive che si sta sviluppando in tutto il Paese.
La intimidazione, prsecuzione e fustigazione di cui sono vittima i familiari e gli amici delle persone menciónate, compiute da membri della Forza Pubblica.
La chiara politica governativa di segnalazione, stigmatizzazione e disarticolazione delle organizzazioni sociali e quelle per i diritti umani che stanno lavorando per la difusa e la esigibilita’ degli stessi.
Le imputazioni che, attraverso l’uso dei mezzi di comunicazione, gli alti gradi della Forza Pubblica hanno realizzato contro le persone detenute e le organizzazioni sociali alle quali essi appartengono.
RITENIAMO RESPONSABILE LO STATO COLOMBIANO PER LA VITA E LA INTEGRITA’ FISICA DI QUESTE PERSONE E DELLE LORO FAMIGLIE
QUESTI FATTI COSTITUISCONO UNA VIOLAZIONE FLAGRANTE DEI DIRITTI UMANI E DEI DIRITTI FONDAMENTALI CONSACRATI NELLA COSTITUZIONE.
FONDAZIONE COMITATO REGIONALE DIRITTI UMANI “JOEL SIERRA”
ORGANIZZAZIONI SOCIALI DI ARAUCA
COLLETTIVO DI AVVOCATI “JOSÉ ALVEAR RESTREPO”
CORPORAZIONE GIURIDICA “YIRA CASTRO.”
sabato, 23 agosto 2003
Saravena, Dipartimento di Arauca. Colombia
Giovedi' 21 agosto 2003
Una giornata particolare?
Quattro del mattino. Fuori e’ ancora tutto buio e silenzioso. Dalla strada che passa a dieci metri dalla casa non arriva il solito rombare dei mezzi blindati dell’esercito che, quotidianamente, scortano gli autocarri della OXXY, alla ricerca di nuovi pozzi di petrolio da perforare, verso il confine venuezelano.
Saravena e’ una cittadina di ventitremila abitanti situata negli “llanos” nord-orientali colombiani, ad est della cordigliera orientale. Appartiene al dipartimento di Arauca, uno dei tre utilizzati dal Governo di Uribe Velez per creare le cosiddette zone speciali di “riabilitazione”, luoghi in cui il governatore e’ un militare e qualsiasi atto politico sottende ad una decisione militare. Ad aprile di quest’anno la corte costituzionale non ha prorogato la legge che istituiva le zone e quindi il governo del dipartimento e’ tornato nelle mani di civili. Quello che non e’ cambiato sono le centinaia di poliziotti e militari che circondano il centro della citta’, controllando tutto quello che si muove da dentro garritte costruite con sacchi neri pieni di sabbia situate ad ogni angolo di strada. Civili e militari armati con fucili di alto calibro si mescolano nelle strade limitrofe al centro, quando le pattuglie camminano ai due lati della strada, puntando l’arma ad altezza d’uomo.
Questa zona e’ attualmente una delle piu’ martoriate di Colombia. Le FARC e l’ELN non danno tregua all’esercito ed alla polizia, i quali, non riuscendo a colpire quelli che ritengono responsabili di attentati dinamitardi e sequestri, si incattiviscono con i rappresentanti piu’ in vista ed impegnati della societa’ civile organizzata di Saravena. Sindacalisti, attivisti per i Diritti Umani, studenti e appartenenti a varie organizzazioni sociali, per l’unico motivo della loro appartenenza, vengono perseguitati quotidianamente, attraverso montature giudiziarie che li costringe nel ruolo di guerriglieri.
Ore quattro e un quarto. E’ particolare che non ci sia movimento di mezzi. Suona il telefono. Qualcuno comunica alla signora della casa che Alonso Campiño, sindacalista, vicepresidente regionale della CUT – Centrale Unitaria dei Lavoratori – e’ appena stato arrestato nella sua casa. Uno dei poliziotti mentre perquisiva la casa ha minacciato, puntandogli la pistola al volto, il figlio di undici anni, mentre la figlioletta di 20 giorni piangeva, risvegliandosi al fracasso delle guardie. Da mesi Alonso riceveva minacce da parte di varie autorita’ pubbliche. L’ordine di cattura e’ per ribellione. Alonso e’ fortunato perche’ durante le 90 perquisizioni effettuate all’alba di oggi solo in pochi casi i polizziotti, accompagnati dai “fiscales” – coloro che firmano gli ordini di captura, dipendenti del ministero di giustizia – hanno consegnato, o anche solo mostrato, tale ordine.
Ore quattro e venticinque. Si sente un elicottero sorvolare a bassa quota il quartiere dove viviamo. Suona il telefono. Juan Moncayo, coordinatore della Universita’ Interculturale del Sarare e’ stato arrestato. In casa si diffonde la paura. I quattro figli sono tutti svegli, la madre non smette di girare per la casa in preda all’ansia, mentre il capofamiglia, Johnny, del direttivo sindacale dei trasportatori, si veste ed esce di casa per andare ad avvisare i suoi compagni di quello che sta succedendo. Il figlio maggiore di 10 anni si offre di accompagnarlo.
Cio’ che sta succedendo lo apprederemo appieno piu’ tardi, quando nell’ufficio della Fondazione per i Diritti Umani “Joel Sierra” cominceranno ad arrivare ininterrottamente notizie di arresti, perquisizioni, rastrellamenti, minacce effettuate dalla polizia, dall’esercito, dal DAS (Dipartimento di Amministrativo per la Sicurezza del Ministero della Difesa) e dal CTI (Centro Técnico per le Investigazioni alle dipendenze della “Fiscalia”) che si protrarranno fino al pomeriggio inoltrato.
Ma cio’ che sta succedendo cominciamo ad apprenderlo meglio quando verso le quattro e quarantacinque sentiamo parlottare fuori casa e vediamo alcune ombre avvicinarsi alla porta. Sentiamo bussare. Ci aggiriamo in casa, chi alla ricerca dei vestiti, chi cercando qualcosa senza sapere bene cosa. Quando da fuori la polizia ordina di aprire, qualcuno lo fa e ci troviamo davanti a due poliziotti con giubbotto antiproiettile e pistola in pugno. Entrano rapidamente e uno di loro mi mette faccia al muro con le mani in alto. Comincia a perquisirmi tenendo la pistola a pochi centrimetri dal costato. Entra un borghese con uno stemma quadrato attaccato al gilet su cui giace la scritta “FISCAL”. Armato anche lui (per legge loro non potrebbero portare armi). Dico di essere giornalista. Smettono di perquisirmi e ci chiedono i documenti. I due cooperanti spagnoli, ospiti anche loro della famiglia, glieli mostrano, mentre io prendo il passaporto. Fuori ci sono quattro soldati ai lati della siepe con i fucili spianati e, di fianco alla porta, una persona vestita da militare, incappucciata (“sapo” li chiamano qui, spie civili della polizia, spesso paramilitari). Colui che comanda chiede di Johnny alla moglie mentre manda tre poliziotti a cercare in casa. Non trovano il ricercato. Si accingono ad andarsene. Sulla porta chiedo loro il motivo di questa azione ed i loro nomi. Rispondono con aggressivita’ se per caso non mi sono accorto che qui accoppano bambini con le bombe e che essendo visitatori di un paese straniero dobbiamo stare zitti. Non avro’ mai il piacere di conoscere il nome di questi tutori dell’ordine.
La signora ha cominciato a disperarsi sapendo il marito in giro per la citta’ nel tentativo di avvisare gli altri. La figlia piu’grande comincia a prepararsi per la scuola. I due piu’ piccoli si stiracchiano sul divano. Noi tre europei cerchiamo di riordinare le idee, mentre il telefono suona ogni cinque minuti. Molte famiglie si cercano per dare o ricevere notizie di quello che sempre piu’ prende la forma di un gigantesco operativo congiunto che ha il fine esplicito di smantellare tutte le organizzazioni sociali impegnate a vario titolo nella difesa dei diritti dei lavoratori, degli studenti, dei piccoli imprenditori, dei venditori ambulanti, dei Diritti Umani della zona.
Quando Ismael - attivista per i Diritti Umani della Fondazione - arriva a prendermi col taxi (qui raramente ci lasciano camminare da soli: sempre quancuno ci accompagna o vigila da lontano senza perderci di vista), sono le sei e un quarto. Mi ero dimenticato che dovevamo andare a fotografare l’entrata degli studenti nella scuola poiche’ spesso i soldati si mescolano agli scolari, armi alla mano, un po’ provocando, un po’ mostrando i muscoli e la divisa. In poche parole, cercando di terrrorizzare. Ovviamente non andiamo vista la situazione. Ci rechiamo invece nel palazzo vicino al centro (ma fuori dal cerchio militare) che ospita la Fondazione per i diritti umani “Joel Sierra” (intitolata ad un altro contadino di questa zona ucciso nel 1989). Le strade sono semideserte, con pochi venditori agli angoli da cui spesso, invece, si intravede il colore delle mimetiche.
Alle sei e trenta le prime ad arrivare al “Joel Sierra” sono due donne che denunciano l’arresto per ribellione del marito di una di queste. L’uomo era ferito e costretto in casa a causa di un attentato che aveva subito poco tempo fa. Passano dieci minuti ed altre due donne arrivano angosciate per denunciare la stessa cosa. Una serie di telefonate ci informano dell’arresto di altre persone e della fuga di alcune. Una telefonata avverte che anche Ismael e’ ricercato, mentre comunicano che hanno appena fermato e portato al posto di policía il taxista che ci ha accompagnati.
Alle sette e mezza gli arrestati conosciuti sono 12 mentre 5 sono i ricercati. L’accusa per tutti e’ ribellione e di far parte della guerriglia.
Nell’ufficio per i Diritti Umani arrivano anche altri attivisti che si attaccano all’unico telefono esistente per avvisare di quello che sta’succedendo. L’avvocato della Fondazione non e’ presente in citta’, i due computer hanno il modem fulminato e quindi la connessione ad internet non e’ possibile. Rimane un fax il quale comincia a surriscaldarsi quando, scritti i primi comunicati, si comincia ad inviarli continuativamente ad autorita’ pubbliche ed organizzazioni sociali.
Alle otto e mezza apprendiamo che il “gordo” Juan Carlos Murrillo, presidente della Fondazione “Joel Sierra” e’ appena stato arrestato assieme alla moglie.
Il custode del palazzo sale a dire che hanno visto portare decine di persone al posto di polizia, nella piazza centrale. L’esercito sta rastrellando le persone per la strada e le porta al posto di polizia per controllarle. Assieme ad uno dei due cooperanti scortati da una colombiana andiamo al posto di polizia. Osservato dai due che si fermano all’angolo della piazza, attravrso la strada verso la barricata di sacchi di sabbia, alta piu’ di un metro, costruita attorno alle rovine di quello che era il municipio, da un anno sede del quatiere generale della polizia di Saravena. Ci sono almeno quaranta persone raggruppate oltre la barriera, circondate da poliziotti armati. Due autocarri dell’esercito hanno appena finito di scaricare la loro “pesca milagrosa” (“pesca miracolosa” e’ un modo di dire ironico quando ignari cittadini vengono fermati ingiustamente). Fermo un soldato e chiedo spiegazioni. Mi manda dal suo capitano il quale, prima di farmi aprire bocca dice che l’esercito colombiano e’ attentissimo a rispettare i diritti umani delle persone e che quella in corso e’ una normale operazione di polizia. Il tenente-poliziotto ventenne che invece arriva per rispondere alle domande mi dice che si sta’ cercando un numero di persone che si avvicina a 300, che l’operativo durera’ fino a domattina e che alle persone fermate controllano solo i documenti. Peccato che nel recinto vi siano due persone in borghese che con una piccola fotocamera digitale stiano fotografandoli. Gli chiedo se per tutti esiste ordine di cattura ma mi risponde che non lo sa e mi saluta. Nel mentre tutti i fermati, in maggioranza taxisti, vengono lasciati andare.
Al rientro apprendo che gli arrestati certi sono saliti a 23. Tra di loro anche la direttrice della Casa Della Cultura, Gloria Medina, che spesso ha svolto funzioni come incaricata del sindaco. Il giorno precedente avevo accompagnato i due cooperanti a casa della signora. La visita serviva a pianificare l’utilizzo dei computers della Casa della Cultura, per lo svolgimento dei corsi di informatica tenuti dai cooperanti. Un altro lo hanno arrestato all’ospedale, dove era ricoverato per una ferita da attentato. Sono le undici passate.
Con i pochi mezzi tecnologici a disposizione ed in mezzo ad una confusione sempre piu’ crescente, decidiamo di comunicare alle nostre rispettive ambasciate, spagnola ed italiana, quello che sta succedendo. Persone continuano ad andare e venire dall’ufficio in cerca di notizie. Nel frattempo i dirigenti sindacali o delle organización sociali che sono ospitate nel palazzo (tra le altre la CUT, la Fondazione e ASOJOVEL), quelli non ancora arrestati, via via si dissolvono nel nulla, mentre la segretaria aiutata da altri volontari sbriga tutto il lavoro informativo.
Qualcuno scende a comperare una decina di pasti da asporto all’angolo, cosi’ si riesce anche a mangiare. C’e’ chi si apparta con un computer per fare un gioco. Chi scherza sulla sua prossima sorte di ricercato e chi progetta un viaggio. Non sembra che la preoccupazione faccia breccia nei pensieri di queste persone, ma forse e’ solo una imprecisione delle mie sensazioni che cerca nelle azioni altrui una vaga sicurezza.
Al pomeriggio arrivano due avvocatesse e la notizia che i fermati certi sono 42. A fornire quest’ultimo bollettino di guerra e’ la “Personera” – figura che sovraintende al rispetto della legge da parte dello Stato circa il rispetto dei diritti umani durante e dopo le operazini di polizia. Viene accertato che due di questi, in realta’, sono solo stati fermati e poi rilasciati, quindi il numero si abbassa a 40.
Qualcuno urla che ci sono i soldati in strada. Dalla finestra vedo appostati all’angolo due militari che portano al braccio – come tutti i loro commilitoni da questa mattina – una fascia rossa. Mi spiegano che e’ segno di guerra. E’ segno che sono in guerra. Se la mettono tutte le volte che compiono operativi di questa fattura. Arriva un camion con altri soldati, ma invece che scaricarli, fa salire i due e tutto finisce li’. Tutti si aspettano una perquisizione anche di questo edificio, essendo sede di molte organizzazioni, cosi’ come e’ sucesso a ECAAS (sede degli uffici dell’aquedotto cittadino) e a ANTHOC (sede del sindacato dei lavoratori della salute e dei servizi sociali).
La “Personera” richiama dopo mezz’ora e dice che gli arrestati definitivi sono 30, di cui 18 sono in partenza per Bogota’ e 12 per Arauca. Per i dieci rimanenti stanno ancora verificando le accuse, mentre li trattengono nella sede del 18 battaglione dell’esercito.
Si continua ad aggiornare gli organi di stampa nazionali ed internazionali, le ONG e le organizzazioni per i diritti umani con i pochi strumenti disponibili, fino a quando viene buio ed alle sette di sera, mentre tutti ce ne andiamo, tre persone rimangono a presidiare il centro per tutta la notte.
Piu’ tardi un telegiornale diffonde la seguente notizia: “Nella giornata di oggi un imponente operativo congiunto, denominato "Operazione Exodo", conformato da piu’ di 600 uomini appartenenti alla polizia, esercito, DAS, CTI, Fiscalia Generale hanno inferto un duro colpo alla guerriglia delle FARC e dell’ELN. Durante la perquisizione di circa 90 abitazioni, sono stati effettuati 30 arresti di persone implicate con la guerriglia..... sono state scoperte connessioni tra il terrorismo internazionale e quello interno, mediate da una ONG che si chiama ‘Joel Sierra’....”.
Ecco. Il gioco e’fatto.
Non so quanto la gente di qui possa ancora considerare particolari giornate come questa, visto la frequenza con la quale e’ costretta a subirle e la devastazione che lasciano nel tessuto sociale. Cio’ che a me appariva una settimana fa come tremenda eccezione, oggi comincia ad assumere i connotati di una drastica quotidianita’, verso la quale l’unica particolarita’ che davvero conta e’ quella delle forme concrete di resistenza che la gente di qui organizza.
P.S.
Alle sei di giovedi’ 22 agosto il radiogiornale locale informa che gli organi di polizia hanno gia’ programmato un operativo nelle cittadine di Arauquita e Fortul per i prossimi giorni.
La particolarita’ continua.
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