lunedì, 25 febbraio 2008
OMAGGIO NAZIONALE ALLE VITTIME
DEL PARAMILITARISMO, DELLA PARAPOLITICA
E DEI CRIMINI DI STATO
per gli scomparsi, per gli sfollati, per i massacrati, per i gustiziati
da Indimedya colombia
In Colombia sono state sfollate circa quattro milioni di persone, in maggior parte dai gruppi paramilitari. Questi gruppi, soli o assieme a membri delle forze militari, hanno fatto scomparire almeno 15000 compatrioti e li hanno sepolti in oltre 3000 fosse comuni od hanno gettato i loro cadaveri nei fiumi. Hanno assassinato oltre 1700 indigeni, 2550 sindacalisti, e circa 5000 membri dell'Unione Patriottica. Torturano regolarmente le loro vittime prima di ammazzarle. Tra il 1982 e il 2005 i paramilitari hanno perpetrato oltre 3500 massacri, e rubato oltre sei milioni di ettari di terra. Dal 2002, dopo la loro "smobilitazione", hanno assassinato 600 persone ogni anno. Sono arrivati a controllare 35% del Parlamento. Dal 2002 ad oggi, membri dell'Esercito Nazionale hanno commesso più di 950 esecuzioni, la maggior parte delle quali presentate come "positivi"

Solo in gennaio 2008, i paramilitari hanno commesso 2 massacri, 9 sparizioni forzate, 8 omicidi, mentre l'Esercito ha commesso 16 esecuzioni extragiudiziarie. In Colombia, agenti dello Stato e paramilitari violano i diritti umani ed il diritto umanitario. Molti gruppi paramilitari non si sono smobilitati. Ora si fanno chiamare Aquile Nere. Molti parapolitici rivestono incarichi pubblici e diplomatici.
Mai più fosse comuni - Mai più sfollamenti forzati -
Mai più paramilitari - Mai più crimini di stato!
domenica, 13 gennaio 2008
Verdetto del Tribunale Internazionale di Opinione
sullo sfollamento forzato in Colombia
CONDANNIAMO PER AZIONI E OMISSIONI LO STATO E IL GOVERNO COLOMBIANO, LE COMPAGNIE MULTINAZIONALI ED I GOVERNI DI STATI UNITI, CANADA, INGHILTERRA, SVIZZERA, SPAGNA, ISRAELE, SUDAFRICA E L' UNIONE EUROPEA
Salón Elíptico del Congresso della Repubblica della Colombia
Bogotà 21, 22 e 23 Novembre 2007
traduzione di AliceRebelde
Il clamore dei milioni di sfollata e sfollati forzati della Colombia è arrivato alla Comunità internazionale. Come risposta solidale, questo Tribunale d’Opinione si è stabilito a Bogotà, dal 21 al 23 novembre 2007, per ascoltare le vittime di questo crimine contro l'Umanità, vittime disdegnate e perseguitate, con l'obiettivo di contribuire alla piena restaurazione della Giustizia e del Diritto.
Il Tribunale Internazionale composto da 8 membri ha raccolto i dati esistenti sul sfollamento e le sue cause, tanto da parte delle istanze ufficiali del Governo della Colombia e delle Nazioni Unite (ACNUR), quanto di organismi non governativi. Cinque udienze regionali hanno avuto luogo in Valle del Cauca, Chocò, Zona centro, Arauca e Costa atlantica, dove varie centinaia di testimonianze sono state raccolte. Finalmente una giuria internazionale si è riunita nel Congresso della Repubblica, per raccogliere più di 30 testimonianze e venire a conoscenza di tre studi socio-giuridici che sono stati aggiunti alla documentazione raccolta. Le Autorità colombiane precedentemente convocate per presentare i loro punti di vista non si sono presentate. Inoltre, i dirigenti Coordinamento Nazionale degli Sfollati e i membri del Tribunale hanno ricevuto costanti minacce da parte del gruppo paramilitare autodenominato le Aquile Nere, per aver realizzato questo tribunale.
sabato, 03 novembre 2007
Scontri all'Università nella commemorazione del CHE
PROTESTE ALL’UNIVERSITA’ NAZIONALE DI BOGOTA’
RICORDANDO IL CHE E CONTRO IL GOVERNO URIBE
Bogotà 15 ottobre 2007
da RED ANTORCHA IDENTIDAD ESTUDIANTIL
traduzione Comitato Carlos Fonseca
Alle 11,15 del 11 Ottobre 2007 più di 200 giovani di differenti organizzazioni politiche si sono presentati nella storica Piazza CHE della UNAL - di Bogotà, convocando agli altri studenti al “TROPEL” (come è conosciuta questa forma classica di protesta in Colombia).
I portavoci della manifestazione hanno denunciato la politica del Governo Nazionale che vuole implementare una serie di riforme puntano alla privatizzazione e con la nomina di alcuni funzionari direttivi imposti direttamente dalla “Casa de Narino” ( Palazzo presidenziale) e che applicano le politiche statali in modo autoritario.
I manifestanti hanno anche rivendicato le proteste sociali che erano programmate per i gioni 10-11-12 ottobre e convocate da contadini e lavoratori in rifiuto del Governo Uribe, considerato come “mafioso e paramilitare” e rispetto al quale gli ultimi accadimenti mostrano la relazione attuale tra il presidente stesso e il Cartello di Medellin e i gruppi paramilitari.
La protesta, alla quale parteciparono circa 2000 studenti, fu convocata per commemorare il 40° anniversario della morte di Ernesto Che Guevara avvenuta in Bolivia il 8 ottobre 1967 e si unisce agli eventi realizzati in tutto il mondo per ricordare e rivendicare il rivoluzionario.
Ricordiamo che ci sono state anche proteste nella università di ANTIOQUIA e nella università di NARINO dove sono stati lanciati slogal per la LIBERAZIONE NAZIONALE.
Università Nazionale di Bogotà - 9 ottobre 2007
da YouTube - [7']
venerdì, 21 settembre 2007
Il sindacato agroalimentare nel mirino delle Aguilas Negras
ANCORA MINACCE DI MORTE AL SINALTRAINAL
Informiamo tutta la struttura Nazionale del Sinaltrainal ed anche le organizzazioni amiche che: Alle 10 circa di mattino del 20 settembre 2007 nella abitazione del compagno JOSE DOMINGO FLORES, un soggetto sconosciuto ha lasciato un volantino nel quale si minaccia di morte il compagno e tutta la sua famiglia.
Questo fatto accade precisamente in seguito ad una riunione realizzata con l'impresa COCA-COLA nella quale si protestava per la mancanza di sicurezza dei compagni in servizio presso l'impresa stessa
AUC (Autodefensas Unidad de Colombia)
Aquile Nere
Sindacalisti figli di puttana - guerriglieri. Già è scaduto il termine affinché vi zittiste - Ora, dato che non avete scelto come volete morire, lo abbiamo deciso noi. Cominceremo da JOSE DOMINGO FLORES e DALLA SUA FAMIGLIA dopodiché continueremo con gli altri malnati guerriglieri- Noi smobilitati non abbiamo gettato le armi - Non crediate, siete obiettivo militare - In poco tempo avrete il vostro malnato ciccione e la sua famiglia morti.... Fronte AGUILAS NEGRAS
Fronte Aquile Nere Lebrija
martedì, 07 agosto 2007
Nomi e cognomi di sindacalisti SINALTRAINAL nel mirino dei paramilitari
NUOVE MINACCE AL SINDACATO DEGLI ALIMENTARISTI
Bucaramanga, 26 luglio 2007
Lo scorso 23 Luglio, in tutte gli stabilimenti della Coca Cola nel paese, abbiamo rivendicato il mandato espresso dal Foro Sociale Mondiale realizzato a Porto Alegre (Brasile 2003), commemorando il 22 Luglio, giorno internazionale contro la politica violenta delle transnazionali. Abbiamo denunciato la repressione e la precarizazione con cui questa impresa ha sottomesso i lavoratori e il danno ambientale, culturale ed alimentare con cui colpisce la popolazione colombiana.
A questa giornata di mobilitazione, le risposte le hanno dato nuovamente i paramilitari attraverso pedinamenti, presenza nelle fabbriche imbottigliatrici e volantini che sono stati lasciati nel guardaroba dei lavoratori. Una nuova minaccia contro la vita dei nostri compagni e l'esistenza dell'organizzazione sindacale.
Questa sopra è la copia delle nuove minacce dei paramilitari contro il SINALTRAINAL, distribuito a Bucaramanga il 26 Luglio, due giorni dopo che abbiamo realizzato la giornata nazionale ed internazionale contro la Coca Cola.
martedì, 07 agosto 2007
UDIENZA
SULLE IMPRESE PETROLIFERE. SENTENZA
Bogotà, 4 agosto 2007
Al termine di tre giornate intense emotivamente e politicamente importanti, la giuria del TPP, dopo aver ascoltato le decine di testimoni provenienti da varie parti del paese, ha emesso una sentenza di condanna alle imprese transnazionali del petrolio (OXY, REPSOL, BP), al governo Colombiano, agli stati a cui appartengono le imprese ed in particolar modo al governo degli Stati Uniti. Tra l'altro si legge nell'atto conclusivo: "Il Tribunale considera che ci sono fondamenti ragionevoli per qualificare una gran quantità degli atti concreti di assassinio, massacro, tortura, sfollamento forzoso di popolazione e persecuzione, che gli sono stati presentati, come crimini di lesa umanità, nella misura in cui sono stati commessi in maniera sistematica e generalizzata, contro una popolazione civile." Tra motivazioni alle accuse alle multinazionali e ad ECOPETROL si legge: "per lo sviluppo di politiche di esplorazione e sfruttamento dei giacimenti che comportano lo sfollamento forzoso delle popolazioni che risiedono in esse; per lo sviluppo di politiche di esplorazione e sfruttamento carenti di qualunque valutazione di impatto ambientale, e che comportano la distruzione di boschi altri spazi naturali e l'inquinamento grave e crescente dei corsi di acqua, come è il caso del fiume Arauca, e presuppongono una restrizione forzata per la forme vita delle popolazioni colpite; in particolare per la persecuzione sistematica e generalizzata di sindacalisti, come è il caso dei dirigenti e militanti dell'Unione Sindacale Operaia, in colpendo i diritti sindacali riconosciuti internazionalmente e costituzionalmente."
domenica, 05 agosto 2007
Catatumbo, 23 luglio 2007
CATATUMBO: OPERAZIONE CONGIUNTA FARC - ELN
Comunicato congiunto
Fronte di Guerra Nordorientale ELN
Colonna resistenza Bari FARC-EP
L’esercito governativo sta svolgendo una operazione civico-militare nella zona del Catatumbo, eseguendo gli ordini del governo e della oligarchia narcoparamilitare alleate all’impero. Tutto questo con l’obiettivo di garantire l’esproprio e lo sfruttamento delle risrse naturali e aprire la porta ai megaprogetti di mono-coltivazioni di interesse multinazionale e imperiale
In questo senso, l’esercito nazionale assomiglia ad un esercito di occupazione che oltraggia, saccheggia, minaccia, scaccia, assassina e fa scomparire gli umili abitanti della regione, restringe la libera circolazione, blocca l’entrata di alimenti, bombarda e mitraglia zone indigene e contadine.
Come nel 1999, oggi le FARC-EP e l’ ELN continuiamo uniti sonctrandoci con le forze repressive narcoterroriste dello stato che cercano lasciare senza il pane le attali e le future generazioni.
domenica, 15 luglio 2007
MORTI UNDICI DEPUTATI DIPARTIMENTALI DETENUTI DAL 2002 DALLA GUERRIGLIA DELLE FARC-EP
a cura di Oscar Paciencia
La politica guerrafondaia di Uribe Velez, che urla a destra e a sinistra la liberazione dei sequestrati dalle guerriglie a "fuoco e sangue", produce altre undici vittime ed allontana ancora di più l' unica vera possibilità di soluzione: lo scambio umanitario. E quando i familiari degli undici assieme a centinaia di organizzazioni colombiane che si battono per la negoziazione promuovono una giantesca manifestazione a Bogotà, il governo 'se la come' , se ne appropria, e con arroganza mista a sfacciataggine partecipa con ipocrisia al cordoglio espresso dal corteo che tutti i grandi media della disinformatia colombina riportano come una 'grande manifestazione contro i terroristi delle FARC'. E, senza ritegno, accusano il discorso fatto dal palco dalla giovane figlia di uno degli uccisi, Carolina Charry, di essere ingenuo e irrispettuoso.
L'intenzione principale dietro le mobilitazione consiste in una strategia tracciata dai potenti e dai mezzi di comuniczione al servizio dei nemici della pace, che cercano di coprire con cortine di fumo l'attuale scandolo della parapolitica.
COMUNICATO DELLE FARC-EP sulla morte dei deputati
Comando Congiunto d'Occidente
23 giugno 2007
Il Comando Unito di Occidente delle FARC informa che il giorno 18 del presente mese, 11 deputati dell'Assemblea della Valle che mantenevamo dall’aprile di 2002, sono morti in mezzo al fuoco incrociato, quando un gruppo militare senza identificazione fino al momento, ha attaccato l'accampamento in cui si trovavano. Sopravvive il deputato Sigifredo López che non stava in quell'istante vicino agli altri detenuti.
ANNCOL - 10 luglio 2007
LE FARC INVESTIGANO SULLA FORZA CHE HA EFFETTUATO L'ASSALTO
Comunicato delle FARC_EP
Comando Congiunto d'Occidente
5 luglio 2007
Siamo decisi a consegnare, celermente, i resti mortali dei deputati ai loro familiari. Il ritardo attuale dipende esclusivamente dalla ricerca di un’organizzazione intermediaria che garantisca obiettività nella gestione e negli esami forensi che possano essere fatti
Abbiamo fallito nella missione di custodire i prigionieri e portarli allo scambio a causa degli oltre cinque anni di rifiuto del Governo, ma continueremo l’investigazione per sapere quale forza ha condotto l’attacco all’accampamento fino a fare luce su questa tragedia, che è servita soltanto a portare lutto nelle case dei deputati ed a far calare un’altra cortina fumogena sulla vera portata della para-politica all’interno dello Stato colombiano..
Il Manifesto - 7 luglio 2007
GLI OSTAGGI SMUOVONO, I MORTI NO.
SEQUESTRI, LA COLOMBIA IN PIAZZA
Nel sud-ovest delle Farc l'esercito avanza e l'aviazione bombarda, nelle città forse milioni di persone manifestano contro i rapimenti
Guido Piccoli
Chi, anche recentemente, ha coltivato illusioni di pace per la Colombia è servito. A volare sopra il suo cielo non sono le colombe della pace, ma gli avvoltoi insieme con centinaia di elicotteri blindati e bombardieri. La parola è ancora alle armi e alla propaganda di guerra. Mentre nel sud-occidente l'esercito ha l'ordine di avanzare in un territorio da sempre dominato dalle Farc e l'aviazione scarica bombe come non ha mai fatto, ieri l'altro centinaia di migliaia di cittadini, forse milioni, hanno marciato contro il sequestro, un delitto crudele prerogativa soprattutto delle Farc.
Il messaggio dei promotori della mobilitazione era semplice: il governo agisce, il popolo l'appoggia, la comunità internazionale ne tenga conto. Il tema del sequestro (unico delitto capace di commuovere la borghesia colombiana, indifferente ai massacri, alle esecuzioni mirate o alle sparizioni forzate che colpiscono colombiani di serie B come i contadini, i sindacalisti e gli oppositori politici) è salito alla ribalta da un mese.
El Turbion
QUI C'E' QUALCOSA CHE NON VA
2 luglio 2007
Con l'annuncio della morte di undici dei dodici ex deputati dell'Assemblea dipartimentale del dipartimento del Valle che, da cinque anni, sono rimasti nelle mani della guerriglia delle FARC, si è aperto la porta ad un gigantesco dibattito nazionale nel quale hanno imperato la confusione, la molteplicità di vaghe ipotesi e la manipolazione governativa del dolore delle famiglie delle vittime.
Mentre le accuse corrono da un lato all'altro, le lacrime delle famiglie dei deputati rapiti sono mostrate a tutto il paese, 'dal vivo ed in ogni colore', dai principali monopoli mediatici, che non mostrano il benché minimo rispetto per le vittime, e neppure nessun interesse all’ascolto dei loro lamenti davanti all'indifferenza di un governo che insiste fanaticamente in un riscatto militare degli ostaggi che già ha provato la sua inutilità.
Dall'alba di giovedì, quando l'agenzia Anncol pubblicò un comunicato del Comando Unito Occidentale dell'organizzazione guerrigliera, segnalando la morte di queste persone "in mezzo al fuoco incrociato quando un gruppo militare, senza identificazione al momento, ha attaccato l'accampamento dove si trovavano", la valanga di versioni emessa da alcuni mezzi, basate solamente su congetture, hanno contribuito alla confusione e all'incertezza che hanno regnato nel paese da questo momento.
mercoledì, 16 maggio 2007
Casa della Solidarietà in Bogotà
ANCORA MINACCE

15 maggio 2007
La Casa della Solidarietà è attiva in Colombia da più di cinque anni e ha visto il passaggio di centinaia di compagni appartenenti alla Rete di Solidarietà con Colombia (REDHER) impegnati in un costante lavoro di solidarietà con le popolazioni contadine, urbane, indigene che da decenni resistono in Colombia, contro gli interessi dell'oligarchia locale e la strisicante invasione del vicino nordamericano. L'ultimo impegno della Casa e di REDHER è stato quello di denunciare con fermezza l'arresto illegale di Teofilo Acuña, presidente dell'organizzazione di minatori FEDEAGROMISBOL, avvenuto solo poche settimane fa e che, anche grazie all'impegno profuso è stato liberato. Oggi , per email, arriva la nuova minaccia.
Cari compagni, care compagne
Ricevete un cordiale saluto dall’equipe della Casa di Bogotà.
Vi informiamo che il giorno sabato 12 maggio 2007 abbiamo ricevuto un messaggio di minaccia all'indirizzo di posta elettronica.
Questo è il messaggio:
“mi preoccupa molto l'atteggiamento del pubblico ministero di Simitì, Plutarco, soprattutto delle Ong's che lo hanno pressato affinché lasciasse in libertà a questo terrorista che solo fa male alla popolazione mineraria del Sud del Bolivar; si sa che Teofilo e molti dirigenti deviano le risorse delle miniere per mantenere e rafforzare le organizzazioni narco-terrorista come l'ELN, ma col favore di Dio questo molto presto finirà e a quei stranieri delle Ong's, presto mancheranno molto le loro terre perché un giorno saranno scoperti dall’Esercito di Dio legalmente costituito”
[versione IT] [versione ES]
comunicato di REDHER del 15 maggio 2005
CONTINUA LA STRATEGIA DELLA ANGLO GOLD ASHANTI
Organizzazioni internazionali e nazionali che accompagnano le comunità del Sud del Bolivar sono state minacciate così come tutti i leader contadini e minatori.
martedì, 15 maggio 2007
UNIVERSITA' PUBBLICHE SI PRENDONO LE STRADE DI BOGOTA' PROTESTANDO CONTRO IL PIANO NAZIONALE DI SVILUPPO
Redazione di El Turbión
10 maggio 2007
Più di 20.000 studenti, lavoratori e professori universitari sono scesi in strada per contestare le misure adottate dal governo nel Piano Nazionale di Sviluppo, (PND), recentemente varato dal Congresso che metterebbe le università pubbliche del paese sull'orlo del fallimento passando gli oneri per il pagamento del passivo delle pensioni della Nazione ad ognuna di queste istituzioni. La convocazione della mobilitazione è partita dalla Università Nazionale che ha portato in piazza oltre 11.000 manifestanti.
Il carnevale, come si è preferito chiamare questa dimostrazione di cultura e colorito da parte degli studenti, è iniziato nell'Università Nazionale dall’ingresso sulla carrera 30 con calle 45. Da lì si è camminato, su di una sola carreggiata, fino alla calle 53 con carrera settima, dove gli studenti si sono mescolati con i quasi con 3.000 dei loro omologhi dell'Università Pedagogica Nazionale. Più tardi, ai mercanti si sono uniti ad altri 1.500 dell'Università Distrettuale ed un numero non definito di manifestanti solidali di diverse organizzazioni sociali e di studenti di università private.
giovedì, 03 maggio 2007
Bogotà, 2 maggio 2007
Partendo dai sindacati (CGT, Lavoratori di ETB, sintrametal, CUT, CTC), con la partecipazione degli ndigeni del Distretto della Capitale e i contadini arrivati da vari luoghi con le loro performances e i diversi movimenti politici di sinistra, la Septima, strada principale del centro di Bogotà, si è riempita dalle 10 del mattino e le 2 del pomeriggio con la manifestazione di protesta contro il trattato di Libero commercio, la parapolitica e gli omicidi dei sindacalisti.
Anche l’arresto illegale ed arbitrario di Teofilo Acuña, leader dei minatori artigianali del Sud del Bolivar è stato ricordato e contrastato da molti partecipanti la manifestazione.
La creatività popolare, la musica e l’allegria hanno ridicolizzato Uribe, Bush e le loro politiche, mentre i grandi mezzi di comunicazione si sono concentrati esclusivamente a mostrare gli scontri tra gruppi di giovani e la polizia, avvenuti al termine della manifestazione.
mercoledì, 25 aprile 2007
Raccontare la criminalizzazione del movimiento Universitario!
RIUSCITA MANIFESTAZIONE UNIVERSITARIA DEL DISTRETTO DELLA CAPITALE
da Asociación Colombiana de Estudiantes Universitarios (ACEU)
Più di 4000 universitari delle università pubbliche e private del distretto della capitale hanno fatto vedere la loro contrarietà e indignazione contro le segnalazioni poliziesche e la persecuzione delle quali sono state vittime gli studenti universitari, perpetrati dal presidente della repubblica ed alti funzionari del Governo. Ci rifiutiamo di perdere l'allegria, il sonno e la parte umana dell'educazione.
La mobilitazione ha ottenuto mettere al corrente l'opinione pubblica del distretto e le alte sfere del governo nazionale la problematica che viviamo attualmente. La commissione di Dialogo è stata istituita con la partecipazione di studenti, professori e lavoratori con funzionari della Defensoria del Pueblo, la Segreteria di Governo di Bogotà ed il ministero dell'interno, capeggiato dalla viceministra degli interni Maria Isabel Nieto Jaramillo
venerdì, 23 marzo 2007
LIBERA appoggia la Commissione Etica Internazionale a fianco delle vittime in Colombia
daSelvas.org
nella foto: Rappresentanti della Commissione Etica Internazionale in Colombia presenti all'inaugurazione del monumento alle vittime: Iván Cepeda Castro, el Movimiento Nacional de Víctimas de Crímenes de Estado; Carlos Fazio, de víctimas en Uruguay; Mirta Baravalle, fundadora del Movimiento de las Madres de la Plaza de Mayo en Argentina; Lorenzo Loncón, del pueblo Indígena Mapuche de Chile y Alberto Giraldéz, de la Comunidad Santo Tomás de Madrid.
Libera - associazioni nomi e numeri contro le mafie, appoggia la nascita della Commissione Etica Internazionale in Colombia, promossa dal Movimento di vittime di crimini di Stato.
Il Movimento delle Vittime dei Crimini di Stato è impegnato nella costruzione di una Colombia libera dal conflitto armato, sociale e politico che insanguina da decenni il paese andino, nella convinzione che l'unica soluzione possibile al conflitto sia una quella politica e negoziata, basata sui principi della Verità, della Giustizia e della Riparazione Integrale per le Vittime e sulla costituzione di una Commissione della Verità Indipendente per indagare le rispettive responsabilità.
Per queste ragioni, 25 personalità a livello mondiale, riconosciute per la loro autorità morale hanno presentato la Commissione Etica Internazionale in Colombia (con audizioni nel “Cacarica” (Chocó), San onore (Sucre), Barrancabermeja, Santander e Bogotá) - dal 15 febbraio al 3 marzo scorso, con l'obiettivo di “salvaguardare il diritto alla memoria storica, per difendere la verità storica delle vittime dei crimini di stato, di fronte all'assenza di un sistema istituzionale di giustizia che affronti seriamente il genocidio e i crimini contro l'umanità, di fronte al mancato riconoscimento dei diritti delle vittime”.
Questa Commissione Etica Internazionale lavorerà per ben 10 anni raccogliendo le testimonianze delle vittime, le denunce e gli elementi per costituire una Commissione della Verità Indipendente che faccia luce sui crimini di lesa umanità, una sorta di commissione di chiarificazione storica.
giovedì, 22 marzo 2007
BOGOTA'. AGGRESSIONE DELL' ESMAD ALL'UNIVERSITA' DISTRETTUALE
21 marzo 2007
da Indimedya Colombia
Studenti dell'università distrettuale Francisco José di Caldas sono state vittime dei gas, getti d’acqua dai blindati e manganellate da parte dell'ESMAD, squadrone mobile antisommossa della polizia. I fatti sono successi quando gli studenti di questa università stavano protestando per tagli ai fondi e in ricordo del compagno assassinato dalla polizia, Óscar Salas. Nella sede tecnologica dell'università, ubicata a Città Bolivar, nel sud di Bogotà, centinaia di studenti realizzavano una protesta pacifica per chieder maggiori fondi per l’accademia, i laboratori e gli stipendi, lanciando altresì slogan di rifiuto alle politiche uribiste che tagliano i fondi per gli ospedali, le scuole e le università e che al contrario offrono offre gas e bastonate alla gente che rivendica per i suoi giusti bisogni.
lunedì, 12 marzo 2007
MILITARIZZAZIONE DI BOGOTA' E FORTE REPRESSIONE DEI MANIFESTANTI.
TERMINATA LA VISITA DI BUSH A BOGOTA'
a cura del Coordinamento Colombiano di Media Alternativi (CCMA)
Bogotà, marzo 11 de 2006
Con la visita di uno dei personaggi più ripudiato, il presidente statunitense George W. Bush, attraverso l'America Latina si è estesa tutta una gamma di proteste che rendono conto dell'indignazione delle popolazioni davanti al cinismo del nordamericano che pretende calpestare con determinazione il tappeto rosso di sangue che l'usurpazione della sovranità, la promozione della povertà e la violenza hanno prodotto.
Oggi, domenica 11 marzo, è il turno della Colombia, uno dei paesi maggiormente putrefatti dall'ingerenza nordamericana, dove, nonostante la forte onda di repressione lanciata dall'attuale capo di governo, Álvaro Uribe Vélez, con la sua politica di Sicurezza Democratica, la popolazione è riuscita a far sentire la sua voce di rifiuto.
Più di 400 fermi, tra cui 25 minorenni, circa 58 arresti, città assediata da tutte le forme dipolizia ed esercito messe in campo per proteggere l'ultimo baluardo nordamericano del continente
domenica, 03 dicembre 2006
Bogotá, Novembre 24 e 25 del 2006
TRIBUNALE CONTRO L' IMPUNITA’
Ciudad Bolívar e Cazucá
Il Tribunale contro l'Impunità appartiene al genere dei Tribunali di opinione che non ricevono la loro investitura da nessun potere statale, bensì della coscienza etica dell'umanità, espressa da personalità eminenti, dotate di riconosciute competenze e impegnati in alcune aree specifiche di lavoro nel mondo. Il tribunale riceve le accuse, le sottopone ad un'analisi rigorosa ed emette sentenze o giudizi finali.
Il Tribunale è frutto dell’ esteso accumulato storico delle lotte portate avanti dalle vittime riguardanti il diritto alla verità, per la giustizia e per la riparazione integrale in Colombia. Il Tribunale conta anche della partecipazione di organizzazioni sociali e non governative di Ciudad Bolivar e Cazucá impegnate nella difesa della vita e nella lotta contro l'impunità.
Promosso da:
Movimento Nazionale delle Vittime di Crimini diStato
Commisisone per i Diritti Umani del Senato della Repubblica di Colombia
Organizzazioni Sociali di Ciudad Bolívar e Cazucá
Progetto Justicia y Vida.
giovedì, 23 novembre 2006
A R R E S T A T O
Fredy Muñoz Altamiranda
Corrispondente in Colombia di TeleSur (Venezuela)
di Oscar Paciencia
20 novembre 2006
Al rientro da un laboratorio giornalistico in Venezuela, il giornalista di nazionalità Colombiana, Freddy Muñoz Altamiranda è stato arrestato all'areoporto di Bogotà dalla polizia migratoria con l'accusa di ribellione e Terrorismo. Gli si imputa l'appartenenza al Frente 37 delle FARC e di avere fatto saltare tralicci della elettricità.
In una lettera di denuncia scritta di suo pugno ed indirizzata ai colleghi ed amici afferma:"Accade un’altra volta che il giornalismo critico viene aggredito da coloro i quali insistono nell’utilizzare la coazione, l’intimorimento, la bugia e la forza per piegarlo. Sono stato arrestato negli uffici di immigrazione colombiani e accusato di ribellione e terrorismo. Questa è un’accusa che come me hanno vissuto centinaia di giornalisti nel mondo, dopo che l’unilateralismo statunitense ha deciso di accusare di terrorismo coloro i quali con intelligenza e argomenti gli si oppongono, e benedire coloro i quali abbassano la testa, nascondendo i loro crimini e li seguono".
Lettera di Fredy Muñoz e denuncia pubblica [Versione IT] [version ES]
Articolo de El Tiempo – 20 nov 2006 [Versione ES]
Denuncia della corporazione Reiniciar
dalla Rete di Difensori non Istituzionalizzati [Versione ES]
Da Notimundo: [Versione ES]
Da Indymedia Colombia [Versione ES]
Galleria fotografica
del presidio davanti al DAS
da Indymedia Colombia
di PeSePu
[foto]
mercoledì, 25 ottobre 2006
Protesta nazionale contro il riscatto dei sequestrati a 'sangue e fuoco'
da Notimundo
Bogotà, 24-10-06. Varie centinaia di persone, tra cui i famigliari dei sequestrati dalle FARC, si sono dati appuntamento nella Piazza centrale di Simon Bolivar in Bogotà per rifiutare decisamente la decisione del presidente Álvaro Uribe Vélez di sospendere qualsiasi avvicinamento con questo gruppo ribelle con la pretesa di riscattare i prigionieri sequestrati da questa guerriglia a 'sangue e fuoco'.
Yolanda Pulecio, madre della ex candidata presidenziale Ingrid Betancur, ha detto a Notimundo, che nutre la speranza che il Presidente riveda la sua decisione del venerdì scorso, e tratti con le FARC il tanto sospirato accordo umanitario per non metter a rischio la vita delle persone che sono nelle mani del gruppo armato.

Fotografie della manifestazione
da Indymedia Colombia di PeSePu
[Foto]
domenica, 22 ottobre 2006
Autobomba nel Cantón Norte

Davanti all'ultimo attentato, cancellano lo scambio umanitario tra Stato e FARC ed ordinano un assalto militare per liberare i sequestrati. Appello di Uribe al terrorismo di Stato.
Da Cristiani per la Pace con Dignità e Giustizia / Indymedia Colombia
21 ottobre 2006
Giovedì 19 ottobre, l'esplosione di una carro-bomba nel complesso militare più importante del paese, ha lasciato più di una ventina di feriti alcuni minuti prima di un'attività accademica sui Diritti umani dove sarebbe intervenuto il delegato dell'ONU e il comandante generale dell'esercito. L'artefatto esplosivo è stato messo fronte alla sede della Scuola Superiore di Guerra, nelle vicinanze dell'Università Nuova Granada, un'università pubblica diretta dale forze armate dove studiano anche civili.
In mezzo al crollo di governabilità del governo di Uribe, e davanti a questo evidente fallimento della politica di "Sicurezza Democratica", Uribe ha impartito l’ordine di offensiva militare totale.
Mentre lo Stato in toto responsabilizza le FARC per questo attentato, l'ultimo comunicato di questo gruppo guerrigliero smentisce il fatto, ed entrambe le parti affermano che la controparte è contro la soluzione negoziata al conflitto.
Audio dell'intervento di Alvaro Uribe Velez
Non è la prima volta che atti come questo vengono attribuiti alla guerriglia delle FARC, ma poi si viene a sapere che gli organizzatori facevano parte dell'Esercito Nazionale [version ES].
Carlos A. Lozano Guillén, direttore de la VOZ, afferma:"Ho quasi la certezzza che i responsabili di quest'autobomba sono gli stessi denunciati alcuni giorni fa". Mentre le FARC in un comunicato riportato da R.C.N. Radio, accusano organismi interni agli Stati Uniti di essere dietro l'attentato.
sabato, 23 settembre 2006
manifestazione e convegno a Bogotà
DICHIARAZIONE DELLA GIORNATA NAZIONALE
CONTRO LA BRUTALITA' POLIZIESCA
Campagna Nazionale per i Diritti Umani, contro la brutalità poliziesca e lo smantellamento della ESMAD (Scuadroni speciali Antisommossa)
Comunicato stampa
CCAJAR - Corp. Collettivo Avvocati José Alverar Restrepo
da Indymedia Colombia - Venerdì 22 settembre 2006
traduzione di Oscar Paciencia
Evviva la U… Evviva la U… non lasciarla Privatizzare Con questo grido é cominciata ieri, 21 settembre, una mobilitazione partita dal Parco Nazionale lungo la Septima nel pomeriggio. Il proposito: commemorare un anno dell'assassinio dallo studente dell'Università del Valle, Jhony Silva per mano dell'ESMAD e dichiarare così, il Giorno Nazionale Contro la Brutalità Poliziesca, in memoria, inoltre, dello studente Nicolás Neira, morto in simili frangenti il primo maggio 2005.
lunedì, 18 settembre 2006
Ufficiali dell'Esercito hanno organizzato attentati a Bogotà nei giorni precedenti l’insediamento di Uribe
da Semana.com - 8 settembre 2006
traduzione di Oscar Paciencia
Un colonello, un maggiore, un capitano ed un tenente sono accusati di aver messo in atto attentati terroristici per guadagnare denaro e prestigio. Gli attentati, compiuti a Bogotà con autobombe ed una casa-bomba, sono stati portati a termine alcuni giorni prima dell’insediamento presidenziale. SEMANA rivela tutti i dettagli di questa azione criminale.
Il piano era machiavellico. Tuttavia, è stato realizzato in maniera così rozza che i suoi autori hanno lasciato tracce e segni così visibili da essere già stati identificati. Almeno quattro ufficiali dell'Esercito Nazionale sono i protagonisti di uno dei maggiori scandali degli ultimi anni: hanno pianificato ed eseguito almeno sette attentati a Bogotà per ricevere in seguito gli elogi dei loro superiori. L'azione degli ufficiali è stata calcolata così freddamente, da venir eseguita prima del secondo insediamento del presidente Álvaro Uribe, in uno scenario dove l'impatto avrebbe avuto maggiori conseguenze, come in effetti ebbe.
domenica, 20 agosto 2006
Santa Fé de Bogotà. Galleria Fotografica

domenica, 20 agosto 2006
Bogotá: 500 famiglie trasferite forzosamente hanno occupato il parco nella località Bosa.
Redazione El Turbión
23 Luglio 2006
foto Turbion / EFE
traduzione Oscar Paciencia
Dal passato mercoledì 12 di Luglio, più di 500 famiglie trasferite forzosamente da distinte parti del paese si sono riunite nel parco centrale della località di Bosa, manifestando il loro dissenso nei confronti del governo per le precarie condizioni di vita nelle quali si trovano e per l'assenza di assistenza opportuna alle loro basilari necessità.
Armando precari alloggiamenti fatti di bastoni e teloni di plastica, più di 2.000 uomini, donne, bambini ed anziani di distinte provenienze hanno mantenuto la protesta per più di una settimana, a cui si sono andati via via aggiungendosi nuovi raggruppamenti di sfollati che, assieme agli altri, esigono delle autorità nazionali e distrettuali soluzioni concrete ai gravi problemi di salute, impiego ed abitazione di cui sono vittime, dato lo sradicamento subito abbandonando il loro territorio
Fotografie occupazione del Parco a Bosa [El Turbion / EFE]
lunedì, 07 agosto 2006
Oggi si insedia a Bogotà l'uomo che ha fatto cambiare la costituzione colombiana per poter essere rieletto. Ha votato solo il 45% delle popolazione che ne aveva il diritto: praticamente tutta la zona rurale è rimasta esclusa dalla formalità del voto, ma non dagli effetti nefasti che, per altri quattro anni, vedranno la stragrande maggiorparte della popolazione colombiana oppressa, sfruttata ed emarginata.
Quella stessa popolazione che ha vissuto e sta vivendo una drammatica situazione umanitaria segnata dalla violenza politica, dai trasferimenti forzosi di intere comunità, dal coinvolgimento in crimini orrendi delle forze armate e di tutte le polizie, dalla paramilitarizzazione che, nella menzogna della "reinserzione" ricicla gli assassini illegali in tutori dell'ordine, da una legalità che fa dell'impunità perenne la sua ragione d'essere.
Il governo che Uribe ha presieduto per quattro anni ha ignorato tutte le raccomandazioni dell'Alta Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ha pubblicamente offeso di filo-terrorismo Amnesty International, non ha ottemperato alle indicazioni date dalla Corte Interamericana per i Diritti Umani, non mostrando alcuna volontà per difendere i diritti delle comunità vittime di Crimini di Lesa Umanità, di Distruzione Ambientale e del Territorio, così come ha segnalato la stessa Defensoria del Pueblo colombiana e le ONGs che difendono tali diritti.
Alvaro Uribe Velez, eletto dall'oligarchia colombiana su commissione del padrone Nordamericano, l'ultimo cocciuto baluardo degli interssi dei poteri forti planetari in America Latina, ipocrita menzognero nel mendicare denaro rappresentando la "sua" Colombia all'estero, non demorderà dall'intento di completare l'opera, svendendo le ricchezze colombiane alle trasnazionali e raffinando per questo fine tutte le strutture repressive, legali e illegali, di cui dispone.
Oscar Paciencia 7 agosto 2006
Discorso di Alvaro Uribe Velez durante l'insediamento a Palazzo Nariño
Bogotà 7 agosto 2006
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