venerdì, 07 marzo 2008
venerdì, 07 marzo 2008
Venezuela-Colombia
CARACAS INVIA TRUPPE AI CONFINI. OPPOSIZIONE IN PIAZZA A BOGOTA'
6 marzo 2008
di Guido Piccoli
Non poteva esserci un momento più difficile per la mobilitazione odierna in ricordo alle migliaia di vittime dimenticate del terrorismo di stato e del paramilitarismo, in realtà la risposta alla manifestazione del 4 febbraio scorso, sponsorizzata dal governo Uribe, che individuava un solo delitto (il sequestro di persona) e un solo colpevole della barbarie colombiana (le Farc). Il clima di guerra nella regione, creato dopo il bombardamento di sabato scorso in Ecuador che ha ammazzato il leader guerrigliero Raúl Reyes, rischia di stigmatizzare come «traditori della patria» quanti marceranno oggi in una ventina di città colombiane per chiedere «verità, giustizia e riparazione». Se il 4 febbraio scorso buona parte dell'apparato statale e molte imprese concessero un giorno di ferie pagato per il buon esito di un'iniziativa, chi manifesta oggi lo fa a proprio rischio e pericolo.
Da più parti stanno riprendendo gli attentati contro i difensori dei diritti umani. Non a caso il portavoce della manifestazione, Iván Cepeda, figlio di Manuel, l'ultimo senatore comunista ammazzato nel 1994, ha annunciato la presenza di duecento osservatori nazionali e internazionali. Tra le prime iniziative va ricordata la marcia verso Bogotà di cinquecento sfollati di Flandes nel Tolima, cominciata sul ponte sul rio Magdalena col lancio di diecimila fiori in ricordo di quanti colombiani sono stati gettati nel fiume, dopo essere stati uccisi e squartati. Tra le manifestazioni d'appoggio in Italia, un sit-in a piazza Campo dei Fiori a Roma alle 16.30 (convocata, tra gli altri, dal Comitato Carlos Fonseca, la Rete Colombia Vive, le organizzazioni di Enlazando Alternativas e i Colombiani in Italia) e una giornata in ricordo delle vittime del terrorismo statale, dalle 10 alle 17, davanti a Palazzo Nuovo in via Verdi (convocata dal Movice, con l'appoggio di Amnesty International).
mercoledì, 05 marzo 2008
NEL MONDO,
CON LA COLOMBIA CHE RESISTE!
6 marzo 2008
Giornata Nazionale e Internazionale
per le vittime dei crimini di stato
per gli scomparsi, per gli sfollati, per i massacrati, per i giustiziati
lunedì, 25 febbraio 2008
OMAGGIO NAZIONALE ALLE VITTIME
DEL PARAMILITARISMO, DELLA PARAPOLITICA
E DEI CRIMINI DI STATO
per gli scomparsi, per gli sfollati, per i massacrati, per i gustiziati
da Indimedya colombia
In Colombia sono state sfollate circa quattro milioni di persone, in maggior parte dai gruppi paramilitari. Questi gruppi, soli o assieme a membri delle forze militari, hanno fatto scomparire almeno 15000 compatrioti e li hanno sepolti in oltre 3000 fosse comuni od hanno gettato i loro cadaveri nei fiumi. Hanno assassinato oltre 1700 indigeni, 2550 sindacalisti, e circa 5000 membri dell'Unione Patriottica. Torturano regolarmente le loro vittime prima di ammazzarle. Tra il 1982 e il 2005 i paramilitari hanno perpetrato oltre 3500 massacri, e rubato oltre sei milioni di ettari di terra. Dal 2002, dopo la loro "smobilitazione", hanno assassinato 600 persone ogni anno. Sono arrivati a controllare 35% del Parlamento. Dal 2002 ad oggi, membri dell'Esercito Nazionale hanno commesso più di 950 esecuzioni, la maggior parte delle quali presentate come "positivi"

Solo in gennaio 2008, i paramilitari hanno commesso 2 massacri, 9 sparizioni forzate, 8 omicidi, mentre l'Esercito ha commesso 16 esecuzioni extragiudiziarie. In Colombia, agenti dello Stato e paramilitari violano i diritti umani ed il diritto umanitario. Molti gruppi paramilitari non si sono smobilitati. Ora si fanno chiamare Aquile Nere. Molti parapolitici rivestono incarichi pubblici e diplomatici.
Mai più fosse comuni - Mai più sfollamenti forzati -
Mai più paramilitari - Mai più crimini di stato!
sabato, 03 novembre 2007
BILANCIO DELLA REPRESSIONE STATALE CONTRO LA MOBILITAZIONE AGRARIA E POPOLARE IN COLOMBIA
Commissione per i diritti Umani del Coordinamento Nazionale delle Organizzazioni Agrarie e Popolari di Colombia
Politiche statali capitaliste che espropriano ai popoli del mondo una condizione di vita degna, generarano ogni giorno che passa condizioni ancora peggiori per la gran maggiorparte della umanità. In Colombia, gli interessi del grande capitale e dell' impero sono simbolizzate ed applicate da Alvaro Uribe Vélez, attraverso politiche, leggi,, programmi ed azioni di governo che colpiscono gravemente la vita nazionale e specialmente quella dei settori popolari.
Su questi principi centinaia di migliaia di agricoltori, studenti, operai, settori popolari, organizzazioni sindacali si sono dati appuntamento in molti dipartimenti per far sentire la loro voce. Tra gli obiettivi principali (quindici dichiarati) della manifestazione, repressa ovunque in maniera brutale, si può sottolineare:
1. Rinuncia del presidente Uribe e che ciò divenga coscienza collettiva. Volontà di instaurare un governo davvero democratico;
2. Abolire la maggiorparte delle norme anti popolari vigenti;
3. Promuovere un referendum contro lo statuto di sviluppo rurale promosso dal paramilitare in parlamento che siede in parlamento ALVARO ARAUJO
4. Abrogare l'attuale codice delle miniere e tutte le concessioni fino a che la popolazione non si esprima attraverso un referendum su questi temi.
lunedì, 01 ottobre 2007
Iniziativa a Roma

sabato, 04 agosto 2007
CONTESTATO IL CONSOLE COLOMBIANO A MILANO
25 luglio 2007
da Associazione Nazionale Nuova Colombia
Mercoledì 25 luglio sono state convocate dall'ambasciata e dal consolato colombiani in Italia, con sede a Roma e Milano, due “manifestazioni” alle quali avrebbe dovuto aderire la comunità colombiana presente nelle due città. Lo scopo doveva essere la denuncia del fatto che vi sono centinaia di persone detenute dalla guerriglia colombiana e la raccolta di consensi all'estero nei confronti dell'attuale governo Uribe. Nonostante il grande impegno profuso nella pubblicizzazione dell'iniziativa, con spot televisivi sulle reti Mediaset di Berlusconi, la partecipazione alla serata romana è stata di gran lunga inferiore alle aspettative, segno che nella comunità colombiana si mantiene un basso indice di credibilità e fiducia nelle rappresentanze istituzionali dei governi di turno. Nella piazza della Scala a Milano sono arrivati circa 150 colombiani, molti dei quali non avevano nemmeno ben chiaro il motivo della kermesse.
sabato, 21 luglio 2007
19 LUGLIO. ROVINATA LA FESTA ALL’AMBASCIATORE COLOMBIANO A ROMA
a cura del Comitato Carlos Fonseca
Roma, 19 luglio 2007
In occasione della Festa per l’indipendenza, l’ambasciatore colombiano a Roma, PRETELT de la VEGA, aveva organizzato presso la sua residenza un brindisi con inviti al personale diplomatico a Roma. Decine di persone in contemporanea hanno realizzato una manifestazione di protesta per ricordare che la classe politica colombiana è da mesi sotto accusa per aver sostenuto, finanziato, coperto, promosso le attività dei gruppi paramilitari che si sono macchiati in questi anni di atroci delitti con lo scopo di tutelare gli interessi delle multinazionali e di sterminare l’opposizione politica e sociale. Iniziative simili si sono svolte a Parigi e a Berna 4000 sindacalisti uccisi dagli anni ’80 ad oggi, popolazioni indigene in via di estinzione, 3,5 milioni di profughi interni sono alcune delle cifre di questa barbarie.
Immagini del Sit-In
all'Ambasciata Colombiana in Roma
19 luglio 2007
a cura del Comitato Carlos Fonseca
[foto]
domenica, 15 luglio 2007
A ROMA !!
a cura del Comitato Carlos Fonseca / Oscar Paciencia
Alla metà di marzo durante la riunione di REDHER, la rete Europea di Solidarietà con la Colombia, esperesse la volontà di lanciare una iniziativa comune nei maggiori paesi della U.E. per il giorno 20 di luglio, per affermare nuovamente che il cosiddetto 'scandalo' della parapolitica (più di cento parlamentari della Repubblica Colombiana, alti funzionari dello stato e di istituzioni pubbliche sono accusati di nessi col paramilitarismo ed oltre una trentina di loro sono già nelle carceri) non meraviglia affatto il popolo colombiano che sulla propria pelle ha vissuto, inascoltato dal mondo - Europa compresa - la tragedia sociale e collettiva della perdita di vite e beni.
Oggi l'Europa firma accordi di scambio con il paese d'oltre oceano vincolandoli a supposti impegni a salvaguardia dei diritti umani, ma che si sogna bene di andare a verificarne l'esito.
Nei mesi scorsi gli alti vertici della Politica Colombiana e delle Forze di Polizia sono stati scossi da uno dei più grandi scandali della storia Colombiana: quello della PARAPOLITICA, con arresti di uomini politici, ex diplomatici, quadri delle forze armate e dei servizi di sicurezza. Il governo Uribe ha inviato e continua ad assegnare come personale diplomatico in tutto il mondo personaggi ambigui, dal passato sporco di sangue e costellato di legami con il paramilitarismo.
Uno dei più stretti collaboratori di Uribe, Jorge Noguera, messo a capo del DAS (Departamento Administrativo de Seguridad, i servizi segreti colombiani) dallo stesso presidente, a causa delle voci che cominciavano a circolare su di un suo coinvolgimento negli scandali della Parapolitica, ha dovuto riparare… in Italia! come console di Milano!!! In Italia abbiamo una triste storia di diplomatici implicati in scandali e legami con i paramilitari.
Attualmente, Jorge Noguera, ex console di Milano, è sotto processo in Colombia per “Manipolazione di informazioni privilegiate” e “abuso di autorità”; Luis Camilo Osorio, ex ambasciatore in Italia, è imputato in tre processi in relazione alle supposte ingerenze dei paramilitari nel suo operato come Procuratore Generale della Nazione; Sabas Pretelt de la Vega, attuale ambasciatore in Italia, inventore della “Legge salvaparamilitari” è implicato in indagini relative per i pagamenti delle “tasse di guerra” ai paramilitari da parte degli industriali e per finanziamenti paras alla rielezione di Uribe.
sabato, 14 luglio 2007
La multinazionale spagnola del petrolio e il suo finanziatore sotto accusa
PROTESTE CONTRO REPSOL IN SPAGNA
Spagna. Maggio , giugno, luglio 2007
Cariche poliziesche, bastonate e detenuti in una protesta pacifica di fronte alla sede centrale di La Caixa, Madrid
da Madrid Digital - 04/07/2007
Un teatrino posto di fronte alla sede centrale di La Caixa realizzata dal collettivo "Rompiamo il Silenzio" per denunciare la sua partecipazione finanziaria nella Repsol YPF, è stato fortemente soffocato dalla polizia, che ha arrestato per lo meno due persone, dopo aver fermato una trentina di manifestanti nella stazione di Gregorio Marañón.
I partecipanti all'atto hanno denunciato che la Caixa "è il secondo maggiore azionista della Repsol YPF, 12,5%, ed è la promotrice dell'espansione della multinazionale in America Latina, cos' come della sua alleanza strategica con Gas Naturale. "L'attività di Repsol YPF produce un forte impatto, tanto sociale come ambientale", accusano gli attivisti.
Circa 60 persone si sono mosse verso la piazza di Gregorio Marañón, dove è situata la sede centrale di La Caixa a Madrid. Lì, nel giardino, hanno realizzato una simulazione degli impatti che provocano le prospezioni petrolifere, dove la polizia li ha duramente repressi.
articolo da QuiendebeaQuien? [ES]
da OMAL
Xixon, Asturia - 14 giugno 2007
Una ventina di attivisti di diverse organizzazione - coordinamento di ONGS, Soldepaz-pachakuti, Corrente Sindacale di Sinistra, negozio di commercio equo Picu Rabicu, Cambalache, Espacio alternativo ed autogestito Escanda, Collettivo contro la repressione Calecer, Cosal-Xixon e vari rifugiati colombiani e persone a titolo personale e all'interno della Campagna Asturiana contro la spoliazione compiuta dall'industria petrolifera Repsol in Colombia, hanno partecipato davanti ad un distributore di benzina di REPSOL del centro di Xixon in un atto di protesta e denunicia contro la politica della multinazionale in Colombia, America Latina, nel mondo e nello Stato Spagnolo; sono stati distribuiti trittici informativi, volantini, esposti striscioni, ed il gruppo di Escanda hanno sceneggiato l'effetto mortale che la compagnia esercita sulle comunità indigene, contadine,organizzazioni sociali ed in generale in tutta la colombia.
Fotografie della manifestazione
per COSAL-XIXON
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Madrid, Barcellona - 9 maggio 2007
Oggi ha avuto luogo al riunione annuale della Giunta Generale degli Azionisti della impresa Repsol YPF. Differenti associazioni e organizzazioni sociali, raggruppate nella Campagna dei Colpiti dalla Repsol e nella Campagna Chi deve a CHI?, hanno approfittato della celebrazione di questa riunione per denunciare le conseguenze sociali, ambientali, economiche e culturali che hanno le attività di questa corporaizone sulle popolazioni del pianeta.
da OMAL - CEDSALA
... ANCHE IN ARGERNTINA......
Il Tribunale Supremo argentino investiga Repsol e altre imprese petrolifere per danno ecologico
El Pays - 2 luglio 2007
di Jorge Marirrodriga
Il Difensore del Popolo (Defensor del Pueblo) argentino, Eduardo Mondino, ha denunciato davanti alla Corte suprema del paese, (Corte Suprema), 17 compagnie industrie petrolifere - tra cui la spagnola Repsol, la brasiliana Petrobras e la statunitense Total - per il danno ecologico che stanno causando in un'ampia zona vicina ai circa 10.000 pozzi di petrolio. Mondino esige che le imprese versino i 550 milioni di dollari (406 milioni di euro) stimati che costerà riparare i danni causati dalle installazioni che in molti casi sono abbandonate e in cattivo stato di conservazione.
sabato, 26 maggio 2007
Incontro con ADELSO GALLO gestore della cooperativa COAGROSARARE di Saravena, Arauca
di Oscar Paciencia
In un giro di conferenze europee, il leader contadino e dirigente della cooperativa COAGROSARARE di Saravena, Arauca, ADELSO GALLO passerà da Roma e da Bologna. Nonostante il clima di intimidazione militare al quale le popolazioni araucane sono da sempre soggette, nonostante le centinaia di contadini, studenti, maestri e professori vengano incarcerati senza prove, torturati negli uffici della polizia ed uccisi, nonostante l'nvasione 'pulita' delle multinazionali del petrolio e quelle legate al furto della biodiversità presente nel dipartimento, le organizzazioni sociali presenti sul campo non abbassano la testa e propongono all'interno della Colombia ed internazionalmente una capacità di resistenza inossidabile che complica i progetti neoliberali dell'arrogante presidente Alvaro Uribe Velez e che spinge anche quelle popolazioni sempre più verso la ventata di riscatto politico economico e sociale che sta attraversando l'America Latina.
Intervista ad Adelso Gallo - Versione IT
Entrevista a Adelso Gallo - Version ES
parte 1 [2.1 mgb - 10':36"]
parte 2 [2.1 mgb - 10':44"]
Pagina web delle Organizzazioni Sociali di Arauca
LA SOLIDARIETA' IN CAMMINO
ROMA. APRILIA. COLOMBIA
domenica, 20 maggio 2007
venerdì, 18 maggio 2007
Intervista a Cristóbal Silva Gonzalez
LA DEMOCRADURA DELLA COLOMBIA
Bologna, 15 marzo 2007
Direttore dell'Istituto Nazionale Sindacale di Bogotà, Cristóbal Silva Gonzalez, in Europa per un giro di conferenze, racconta di come la dittatura democratica (democradura, come la chiama) colombiana mentre svende le risosrse naturali e strategiche al grande capitale internazionale, reprima ogni forma di dissenso politico con la repressione ed il terrore agite da forze regolari ed irregolari dello stato, e di come cerchi appoggi e consenso alla sua strategia tra i governi dell'Unione Europea e le grandi imprese trasnazionali.
mercoledì, 04 aprile 2007
venerdì, 19 gennaio 2007
E X P O S I C I Ó N F O T O G R A F I C A
domenica, 07 gennaio 2007
mercoledì, 20 dicembre 2006
martedì, 05 dicembre 2006
lunedì, 04 dicembre 2006
mercoledì, 29 novembre 2006
sabato, 18 novembre 2006
mercoledì, 08 novembre 2006

Spot iniziativa
Promozione iniziativa a Radio Città Fujico - 4 novembre 2006
categoria: foto, - politica, - iniziative