venerdì, 07 marzo 2008
America Latina
IL NICARAGUA ROMPE RELAZIONI DIPLOMATICHE CON LA COLOMBIA
7 marzo 2008
Il Nicaragua ha annunciato ieri ufficialmente la rottura delle relazioni diplomatiche con la colombia. Il presidente Daniel Ortega , ricevendo il suo collega ecuadoriano Rafael Correa, è detto che questo è dovuto alle «azioni terroristiche» realizzate da Bogotà e al fatto che, a suo avviso, il governo del presidente Alvaro Uribe non rispetta una sentenza internazionale su una controversia di confine esistente fra i due paesi. Nel corso di una conferenza stampa Ortega ha precisato che il gesto va visto come un segno di solidarietà all'equador, che domenica ha annunciato l'interruzione delle relazioni diplomatiche, per l'attacco militare nel suo territorio, il primo marzo scorso, contro un accampamento dei guerriglieri colombiani delle FARC in cui ha perso la vita il «numero due» dell'organizzazine, Raul Reyes
giovedì, 06 marzo 2008
COMUNICATO DEL COMANDO CENTRALE ELN
da Indymedia Colombia
mercoldì, 5 marzo 2008
COLOMBIA NON PUO’ ESSERE L’ISRAELE DELL’AMERICA
COCE-ELN
Con profondo sentimento di solidarietà rivoluzionaria, inviamo il nostro saluto al Segretariato delle FARC ed a tutti i suoi membri, in questo momento di dolore per la scomparsa degna e conseguente del Compagno Raúl Reyes, e di altri agguerriti guerriglieri.
Si sbagliano i guerrafondai seguaci di Bush ed Uribe quando cantano vittoria per il colpo dato, loro non possono capire che ogni lottatore che cade compiendo il suo dovere, si trasforma in un simbolo di fermezza e di dignità per chi come noi segue nella lotta rivoluzionaria.
È di estrema preoccupazione che il governo della Colombia, sia strumento della politica espansionista e guerrafondaia del governo di Bush, così come lo è Israele per il Medio Oriente.
I fatti dimostrano dimostra che in questi luttuosi avvenimenti non avvennero a seguito di un combattimento ma di un massacro, che è falso che ci sia stata una situazione di scontro e altrettanto chiara la violazione del territorio ecuadoriano per mezzo di bombardamenti, sbarco di truppe e recupero di cadaveri come trofeo di guerra.
mercoledì, 05 marzo 2008
LA GUERRA DI URIBE
mercoledì 5 marzo 2008
di Roberto Zanini
La vuole morta, Ingrid Betancourt. Ma soprattutto vuole che la guerra sopravviva, si moltiplichi, alimenti il circolo vizioso del sangue travestito da politica, il domino degli schieramenti diplomatici e degli aiuti incrociati (tutti quei dollari contro il narcotraffico finiti in tasche paramilitari...), la distribuzione di certificati di iscrizione a quel fantastico grimaldello delle democrazie detto «lotta al terrore».
Alvaro Uribe è il presidente della Colombia, un paese in guerra da quanto? trentacinque, quarant'anni, e domani saranno quarant'anni e un giorno, e poi un altro e un altro ancora. La Colombia è in guerra con se stessa e domani potrebbe esserlo con i suoi vicini, già si mobilitano battaglioni lungo i confini, a nord con il Venezuela di Chavez, a sud con l'Ecuador di Correa sorvolato e bombardato per colpire a morte Raul Reyes, l'uomo della guerriglia che trattava, quello con cui persino la Francia - non lo spericolato Chavez ma Kouchner - aveva aperto trattative, l'uomo che si nascondeva di meno e dialogava di più.
«Genocidio», Uribe accusa Chavez
Dopo l'uccisione di Raul Reyes, il leader colombiano attacca: «Voglio il Venezuela al Tribunale penale internazionale». Le «prove» dei finanziamenti alla guerriglia nel computer di Reyes. I «complimenti» di George W. Bush
di Guido Piccoli
Dagli insulti si è passati alle accuse formali. Anche se il passo successivo - alle armi - non sembra ancora probabile, la tensione tra la Colombia e i suoi vicini Ecuador e Venezuela s'infiamma di ora in ora. Dopo aver vissuto un isolamento pesante nel continente latinoamericano, Alvaro Uribe ha ricevuto i complimenti del suo sponsor George Bush, per l'impresa militare che sabato scorso ha ucciso Raúl Reyes e una ventina di guerriglieri delle Farc in territorio ecuadoriano. Ed è passato al contrattacco, forte di un appoggio che gli è arrivato anche dal Polo Democratico Alternativo (che non ha trovato di meglio che accusare Chávez di aver mancato di rispetto a Uribe) e di un'opinione pubblica ammaestrata dai media allineati come mai è successo in questi anni.
mercoledì, 05 marzo 2008
COMUNICATO DELLE FARC SULLA MORTE DI RAUL REYES
Il gruppo gurerrigliero ha confermato l’assassinio del comandante che “è caduto compiendo la missione di concretizzare attraverso il presidente Chávez un incontro con il presidente Sarkozy”
TeleSUR 04/03/08 - 12:10
4 Marzo 2008
Comunicato
1. Informiamo al paese colombiano e l'opinione internazionale che è morto il comandante Raúl Reyes, rivoluzionario integro ed esemplare, che ha consegnato tutta la sua vita alla causa degli sfruttati, per la liberazione nazionale e la Patria Grande che sognò Bolivar. Rendiamo onore a lui e agli altri 15 guerriglieri caduti al suo fianco.
2. Il comandante, è caduto compiendo la missione di concretare attraverso il Presidente Chávez, un'intervista col presidente Sarkozy, dove si avanzasse nel trovare soluzioni alla situazione di Ingrid Betancurt e all'obiettivo dello scambio umanitario.
3. La perfidia dell'attacco, la perversità ed il cinismo bugiardo di Álvaro Uribe per deformare le circostanze della morte del comandante Raúl, non solo pericolosamente mettono in tensione le relazioni di questo governo con le repubbliche sorelle, ma colpiscono gravemente le possibilità dello Scambio Umanitario ed annullano la soluzione politica al conflitto con questo regime paramilitarizzato e pro-yankee.
mercoledì, 05 marzo 2008
RUMORI DI GUERRA IN AMERICA LATINA
martedì 4 marzo 2008
Il decennale conflitto in Colombia e il mancato riconoscimento delle Farc come attore politico sono alla base dell'esplosione di tensione tra stati delle ultime ore
di Guido Piccoli
A Bogotà nel piazzale del Canton Norte, la caserma più importante e famosa del paese, il presidente Alvaro Uribe circondato dall'intero vertice militare, definisce «eroe» il soldato professionale Carlos Hernández, unica vittima colombiana dell'incursione in territorio ecuadoriano successiva all'attacco aereo dell'accampamento guerrigliero di sabato scorso. A Caracas il presidente Hugo Chávez decreta un minuto di silenzio in omaggio al «rivoluzionario conseguente» Raúl Reyes, la vittima più importante del bombardamento descritto come un «codardo assassinio».
Accanto a Uribe stanno idealmente gli Usa, che gli hanno, tra l'altro, fornito la tecnologia e le bombe usate per individuare l'accampamento e ammazzare i guerriglieri che vi dormivano, l'Unione Europea che, con l'obiettivo della «governabilità», continua a finanziare il suo governo, qualche sparuto paese latinoamericano come il Perù, la stampa colombiana, mai così allineata come adesso, e, pur con qualche distinguo e imbarazzo, tutto lo schieramento politico, compreso il principale movimento d'opposizione, il Polo Democratico Alternativo
Tutti Contro la Colombia
Uribe isolato Truppe allertate in Venezuela ed Ecuador. Anche Lula contro il falco di Bogotà
di Guido Piccoli
Dalle guerra di parole alla guerra vera: il limite è sempre più vicino tra i Caraibi e le Ande. «Non sognarti di ripetere con noi quello che hai fatto all'Ecuador» ha detto a muso duro in televisione Hugo Chávez a Alvaro Uribe. L'uccisione del numero 3 delle Farc, Raúl Reyes, sta facendo esplodere l'America Latina. Per ora, la tensione è bollente tra la Colombia e l'Ecuador (il cui territorio è stato prima bombardato e poi invaso dal commando militare colombiano) e tra la Colombia e il Venezuela, già ai ferri corti per la contrastata mediazione di Chávez nella vicenda di Ingrid Betancourt e dei suo compagni di sventura. Mentre Chávez e il presidente dell'Ecuador Rafael Correa hanno chiamato «mafioso e assassino» e «spudorato bugiardo» Uribe, quest'ultimo ha sostenuto che i due paesi siano i santuari delle Farc. Le conseguenze sono pesanti: ambasciatori richiamati, chiusura delle sedi diplomatiche, ma anche dislocamento alla frontiera di decine di battaglioni, pronti a dar battaglia.
domenica, 02 marzo 2008
IL VENEZUELA CHIUDE L'AMBASCIATA A BOGOTA' E INVIA TRUPPE ALLA FRONTIERA
Il capo di stato ha ordinato al cancelliere Nicolás Maduro di trasferire tutti i funzionari della capitale Colombiana in Venezuela.
Nello stesso tempo ha ordinato al titolare della Difesa, Gustavo Rangel Briceño, di inviare dieci battaglioni per proteggere la frontiera colombo-venezuelana
Stampa Web YVKE (Heison Moreno)
Domenica 2 marzo 2008, 1,20 pm
Il presidente della Repubblica, Hugo Chávez, ha ordinato questa domenica durante la trasmissione del suo programma Aló, Presidente Nº 306, di chiudere l'ambasciata del Venezuela a Bogotà e far rientrare tutti i funzionari dalla Colombia.
Il capo di Stato ha anche dato ordini al ministro del Potere Popolare per la Difesa, Gustavo Rangel Briceño, affinché invii 10 battaglioni di carri armati e di mettere in volo aerei militari alla frontiera colombo-venezuelana. Allo stesso tempo il mandatario nazionale ha informato che il suo governo non assisterà all’incontro di UNASUR prevista in suolo colombiano.
Il presidente ecuadoriano, da parte sua Rafael Correa, ha ritirato questa domenica il suo ambasciatore da Bogotà e sta muovendo truppe verso il nord. L’ "Ecuador può contare su di noi per qualunque cosa, in qualunque circostanza", ha detto Chávez.
La decisione è stata presa da entrambi i mandatari a seguito dell'incursione del governo colombiano alla frontiera ecuadoriana senza autorizzazione, questo venerdì in ore notturne. “Non permetteremo all'impero nordamericano che è il padrone ed al presidente Uribe che è il suo cagnolino di dividerci", ha condannato Chávez.
domenica, 02 marzo 2008
URIBE TAGLIA ALLE FARC LA TESTA DI REYES
domenica 2 marzo 2008
Il capo guerrigliero ucciso in un bombardamento mirato in territorio ecuadoriano. E ora che ne sarà della Betancourt?
di Guido Piccoli
Il gran giorno è arrivato. Dopo 6 anni dal suo insediamento, Alvaro Uribe può finalmente esibire la testa di un capo guerrigliero. All'alba di ieri, in territorio ecuadoriano, tra i villaggi di Teteyé e Santa Rosa, a due chilometri dal rio Putumayo che fa da frontiera con la Colombia, un bombardamento mirato della forz speciale «Tarea Omega» ha ucciso una ventina di guerriglieri, tra i quali due membri del Segretariato: Guillermo enrique Torres, soprannominato Julian Conrado, ma soprattutto Raúl Reyes, al secolo Luis Edgar Devia, che nella gerarchia delle FARC era secondo solo al leader storico Manuel Marulanda, detto Tirofijo, e al comandante militare, il Mono Jojoy..
Uomo della «linea dura» che trattava
Il sessantenne Raúl Reyes non rappresentava solamente la proiezione internazionale delle FARC, l'uomo che gestiva i contatti diplomatici con Caracas, Quito e Parigi e, per questo dirigente decisivo in quest'epoca di trattative segrete per arrivare al cosiddetto «scambio umanitario». Raúl era anche il genero del gran capo Tirofijo, avendone sposato la figlia, Olga Marín che, fino a una quindicina di anni fa, era la rappresentante guerrigliera in europa.
sabato, 01 marzo 2008
da La Stampa on line
1 marzo 2008 - h.15,46
UCCISO IL NUMERO DUE DELLE FARC RAUL REYES
Il portavoce della guerriglia è stato ucciso nel corso di un’operazione aerea
'Il numero delle Farc (le forze armate rivoluzionarie di Colombia), Raul Reyes, è stato ucciso dall’esercito colombiano. Lo ha annunciato l’emittente radiofonica privata Radio Caracol.
Il numero due delle Farc e portavoce della guerriglia è stato ucciso nel corso di un’operazione aerea vicino alla località di Teteye, nel sud del Dipartimento del Putumayo vicino alla frontiera con l’Ecuador: lo ha precisato Radio Caracol citando fonti governative.
Secondo queste fonti, aerei spia hanno localizzato grazie a una comunicazione satellitare il leader dei ribelli che è stato ucciso in un bombardamento con almeno altri dieci guerriglieri.Fra gli uomini delle Farc che hanno perso la vita stamani in un’operazione dell’esercito colombiano c’era anche Guillermo Enrique Torres, conosciuto come Julian Conrado, membro dello Stato maggiore dell’organizzazione e considerato un ideologo del movimento. Lo ha detto oggi il ministro della difesa colombiano Juan Manuel Santos.
Il governo colombiano aveva offerto una ricompensa di 2,7 milioni di dollari a chiunque fornisse informazioni utili per la cattura o l’uccisione di Torres e del portavoce, Raul Reyes. Su Reyes pendeva un mandato di cattura spiccato dal dipartimento di Stato statunitense, con una taglia fino a cinque milioni di dollari per chi avesse aiutato ad arrestarlo. Reys è il primo esponente del Segretariato dello Stato maggiore delle Farc a rimanere ucciso in un’azione militare. «È il colpo più duro inferto nella storia a questo gruppo terroristico», ha detto Santos commentando l’operazione dell’esercito.
Da RCN - 01 marzo 2008
Comunicazione del Ministro della Difesa colombiano, Juan Manuel Santos sulla dinamica dell'operazione militare che ha avuto come conseguenza l'uccisione di diversi guerriglieri tra cui Raul Reyes
Video di RCN
Per il segretario del Partito Comunista colombiano Raúl Reyes non era un terrorista
TeleSUR 01/03/08
Esperti consultati da TeleSUR ritengono che la morte di Raúl Reyes ptrebbe portare al blocco nelle negoziazioni tra le FARC e i mediatori nazionali ed internazionali.
Raúl Reyes, membro del segretariato delle Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia (FARC), caduto all’alba di questo sabato, vittima di un bombardamento a sorpresa del’esercito colombiano, non era un "terrorista" come si è cercato di farlo credere, secondo quello che ritiene il segretario generale del Partito Comunista Colombiano, Jaime Caicedo.
In una intervista esclusiva a TeleSUR da Bogotà, Caicedo ha spiegato che Reyes era un uomo di umili originine e che grazie alla sua capacità "autodidatta" è riuscito a trasformarsi in una persona con grandi responsabilità sul terreno internazionale. "Quasi tutti i portavoce, dalla chiesa fino ai rappresentanti di governi stranieri hanno avuto contatti con questa persona."
Possiamo affermare con perfetta chiarezza che non era un terrorista, che non si trattava di un bandito come si è voluto mostrare con tono trionfalistico mentre si menziona il suo decesso durante un combattimento militare", ha chiarito il politico colombiano.
venerdì, 29 febbraio 2008
LE FARC HANNO LIBERATO NELLA SELVA QUATTRO EX PARLAMENTARI COLOMBIANI
da TeleSUR - 27 febbraio 2008
Il ministro Chacín ha assicurato che questa liberazione costituisce “un passo umanitario che, siamo sicuri, è un passo in più verso il lungo cammino che speriamo vada verso la pace in Colombia”.
La nuova Televisione del Sud ha trasmesso questo mercoledì immagini in esclusiva del momento della liberazione, da parte della guerriglia delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC) questo mercoledì, dei quattro ex legislatori colombiani la cui consegna era attesa dai loro parenti e dalla popolazione della Colombia e del Venezuela.
In queste immagini si vede l’emozionante istante in cui il ministro venezuelano dell'Interno e Giustizia, Ramón Rodríguez Chacín, e la senatrice colombiana Piedad Cordoba, ricevono in piena selva del Guaviare Gloria Polanco, Luis Eladio Pérez, Orlando Beltrán e Jorge Eduardo Géchem, dalle stesse mani di membri della guerriglia.
"A nome del nostro Comandante in Capo, il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Hugo Rafael Chávez Frias ed accompagnati dalla senatrice Piedad Cordoba, ricevo le persone che stanno liberando le Forze armate Rivoluzionarie della Colombia - Esercito del Popolo, per essere consegnate al Governo del Venezuela, a nome del quale le sto ricevendo", ha detto il ministro Rodríguez Chacín, dopo di avere scambiato alcuni parole per radio col mandatario venezuelano.
dal Manifesto - 29 febbraio 2008
Appelli di Chavez a Tirofilo e di Sarkozy alle FARC. A Uribe potrebbe far più comodo morta che libera
INGRID BETANCOURT, LA VITA APPESA A UN FILO
di s.d.q.
Aumentano le preoccupazioni per la sorte di Ingrid Betancourt, l'ex candidata presidenziale colombiana sequestrata dalle FARC 6 anni fa. Le ultime testimonianze vengono dai 4 sequestrati, ex membri del Congresso della Colombia, liberati mercoledì dal gruppo guerrigliero grazie alla gestione del presidente venezuelano Hugo Chavez e condotti a Caracas. Ingrid “sta molto male, è molto malata, è esausta sul piano fisico e psichico”, ha detto uno dei quattro, aggiungendo che è “maltrattata e tenuta in catene in condizioni inumane”. L'ex marito francese di Ingrid, Fabrice Delloye, che vive in Francia assieme ai figli della coppia, ha affermato che Ingrid soffre di una “epatite B cronica”.
da TeleSUR - 3 febbraio 2008
COMUNICATO
Secretariatdo dello Stato Maggiore Centrale - FARC-EP.
Montagne Colombiane, 31 gennaio 2008
1. Come riconoscimento ai loro persistenti sforzi per concretizzare un Accordo Umanitario, vogliamo sollecitare il presidente Hugo Chavez e la Senatrice Piedad Cordoba affinché si apprestino a ricevere personalmente o attraverso loro delegati in territorio colombiano, i parlamentari Gloria Polanco de Losada, Luis Eladio Pérez e Orlando Beltrán Cuéllar che libereremo unilateralmente dato il loro stato di salute
domenica, 17 febbraio 2008
dal Manifesto
YOLANDA BETANCOURT: «SINISTRA INTERVIENI»
Giovedì, 14 febbraio 2008
di Geraldina Colotti
Colombia in ostaggio Il grido di dolore della mamma di Ingrid Betancourt, ieri al«manifesto»
«Il presidente non vuole la pace», dice Yolanda Betancourt, madre della senatrice franco-colombiana ostaggio da quasi sei anni della guerriglia marxista delle Farc. In Italia ha incontrato il papa, i sindacati e i principali esponenti della sinistra, ai quali ha chiesto diattivarsi per una soluzione umanitaria del conflitto armato nel suo paese «Ho fiducia nella mediazione del presidente venezuelano Hugo Chavez e della senatrice colombiana Piedad Cordoba».
[Versione IT]
A BOGOTA' UN PRESIDENTE QUASI FASCISTA
giovedì 14 febbraio 2008
Eppure Alvaro Uribe, che briga per un terzo mandato, ha l'appoggio non solo degli Usa ma anche della Ue
di Vittorio Agnoletto
«Com'è possibile affermare che una società è democratica quando l'opposizione parlamentare non viene ritenuta parte integrante di quella stessa società?». Carlos Gaviria, presidente del Polo Democratico Alternativo, ha così aperto l'incontro con una delegazione del parlamento europeo a Bogotà proprio la sera del 4 febbraio, quando da poche ore si era conclusa la marcia che ha portato in piazza almeno un milione di persone «Il Polo - continua Gaviria - nelle scorse elezioni presidenziali ha preso il 23% e rappresenta la prima esperienza di opposizione parlamentare nella storia di questo paese, infatti storicamente esistevano due partiti, ma vi era un costante accordo sulla divisione del potere.
martedì, 22 gennaio 2008
LA GUERRIGLIA DELL’ ELN HA CONSEGNATO NOVE PERSONE CHE DETENEVA A UNA COMMISSIONE DELLA CROCE ROSSA 
da TeleSUR
20 gennaio 2008
Fonti ufficiali informano che l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) ha consegnato questa domenica alla Croce Rossa Internazionale, nella località di Nariño, alla frontiera con Ecuador, nove persone che teneva sequestrate dall’inizio dell’anno.
Il governatore della località colombiana di Nariño, Antonio Navarro, ha precisato ai giornalisti che la consegna di sette trasportatori e due donne, si è prodotta nel paese di Samaniego, a circa 800 chilometri al sudest di Bogotà e vicino alla frontiera con l’Ecuador.
domenica, 20 gennaio 2008
In una lunga intervista, realizzata nella selva Colombiana nei mesi di fine 2007, di cui una parte andata in onda domenica su una radio della Patagonia Argentina (Lu5AM600), il Comandante Javier della Direzione Nazionale dell'ELN e il Comandante Raul del Frente Oriental Domingo Lain dell'ELN trattano alcuni argomenti cruciali della attualità colombiana. Dalla scelta ed attualità della lotta armata, al narcotraffico, dal paramilitarismo allo scontro in atto con le FARC in diversi dipartimenti, dalla coca in Arauca alla questione dell'accordo umanitario e dei dialoghi di pace.
domenica, 13 gennaio 2008
LE FARC CONTRO ARAUCA
di Organizzazioni Sociali di Arauca
traduzione di Aiki
Dipartimento di Arauca (Colombia),
07 gennaio 2008.
Le Organizzazioni Sociali del dipartimento di Arauca, con il lascito di dignità con il quale si sono storicamente caratterizzate nel difendere la Vita, la cultura, l'ecosistema, le risorse naturali, la sovranità nazionale, il nostro territorio, denunciano i seguenti fatti davanti all'opinione pubblica regionale, nazionale ed internazionale, ai mezzi di comunicazione:
1. Che dal 01 gennaio 2008, da parte delle FARC, è stata sviluppata una sistematica aggressione contro le comunità dalle zone rurali, del settore cittadino e contadino. In questo percorso di morte, all'alba del 01 gennaio 2008, è stato assassinato nella frazione Bajo Cusay II del municipio di Tame, il giovane contadino NÉSTOR ALSADO ROBALLO, di 26 anni e padre di tre minori.
2. Venerdì 04 gennaio 2008 è stato assassinato nella frazione di Acacias I del municipio di Tame, il dirigente contadino HERNAN LIZCANO RINCON di 48 anni, che lo hanno ucciso con un sparo e due pugnalate.
domenica, 13 gennaio 2008
12 gennaio 2008
CHAVEZ: FARC NON SONO TERRORISTI. E URIBE VA FUORI DAI GANGHERI
di Guido Piccoli
Sebbene ci saranno ancora molte feste e molti abbracci per Consuelo Gonzáles Perdomo e Clara Rojas (a cominciare da quello di quest'ultima col figlioletto Emmanuel che non vede da due anni) l'allegria a Caracas e soprattutto a Bogotà è già finita. Passato il momento dei reciproci ringraziamenti (spontanei quelli di Hugo Chávez, visibilmente forzati quelli di Alvaro Uribe) per il successo dell'operazione, è esplosa come una bomba la questione di fondo del conflitto colombiano. «Chiedo ai paesi latinoamericani ed europei di rimuovere la guerriglia colombiana dalla lista delle organizzazioni terroristiche, imposta per pressione degli Stati Uniti» ha detto Chávez, intervenendo a Caracas alla plenaria dell'Assemblea Nazionale. Secondo il presidente venezuelano, sia le Farc che l'Eln (l'Esercito di liberazione nazionale, molto più piccolo e disgregato) «sono veri eserciti, che occupano uno spazio nel loro paese e che hanno un progetto politico vero e serio che rispettiamo».
[Versione IT]
CHAVEZ PARLA AL CONGRESSO
"... e lo dico anche se a qualcuno non piacerà: le FARC e l'ELN non sono terroristi!.. sono eserciti, veri eserciti.."
da YouTube [video ES]
12 gennaio 2008
IN UN VIDEO LACRIME E ABBRACCI FRA OSTAGGI E GUERRIGLIA 
di Guido Piccoli
I guerriglieri in tuta mimetica salutano rispettosamente Clara e Consuelo. Due giovani ragazze paffute e sorridenti, che sopportano con disinvoltura mitra e pesanti cartucciere, le baciano. Clara e Consuelo rispondono agli abbracci con gli occhi lucidi. Prima di sparire in ordine nella boscaglia, i ribelli augurano a loro, al ministro venezuelano, all'ambasciatore cubano e ai delegati della Croce Rossa, buon anno e felicità. Ad un guerrigliero, Consuelo raccomanda di avere cura di sé, «cuidate»: l'esercito è a pochi chilometri.
domenica, 13 gennaio 2008
CLARA ROJAS E CONSUELO GONZALES LIBERE.
E LA COLOMBIA QUANDO?
di Oscar Paciencia
Tra una mangiata di fegato di Uribe, una mezza brutta figura delle FARC e un sospiro di sollievo di Chavez, le due donne ritornano dalla selva. Vive.
Confermano che a causa dei continui attacchi dell'esercito nella zona prevista per la loro consegna alla Croce Rossa Internazionale e alla commissione di facilitazione internazionale non fu possibile rispettare la scadenza precedentemente definita. In un video distribuito da TeleSur, le due donne, al momento della liberazione, abbracciano il commando guerrigliero delle FARC che le ha accompagnate. Uribe non può fare a meno di ringraziare a denti stretti il sempre più rivale ed in ascesa presidente venezuelano, il quale, scampato dai pericoli del tiro mancino che gli hanno giocato le FARC alludendo alla consegna del piccolo Emmanuel (figlio di Clara Rojas nato nella selva) quando non era in loro potere farlo, si compiace e si rallegra, preparando la prossima mossa. Dal canto loro le FARC recuperano in extremis, con la consegna delle prigioniere, la bruttissima figura fatta di fronte al mondo, ammettendo che dal 2005 Emmanuel era stato consegnato ad una famiglia di Bogotà. Se non lo avevano loro, perchè mai proporsi di consegnarlo assieme alle due donne?
Comunicato delle FARC-EP
ABBIAMO LIBERATO CLARA E CONSUELO!
10 gennaio 2008
trad. Associazione Nuova Colombia
Onorando la parola e l’impegno, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, FARC, consegnano oggi al Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Hugo Chávez, alla senatrice Piedad Córdoba ed alla comunità internazionale Clara Rojas e Consuelo Gonzáles de Perdomo. Se il bambino Emmanuel non si trova tra le braccia di sua madre, è perché il Presidente Uribe Vélez lo tiene sequestrato a Bogotá. Deve liberarlo, affinché tutti si possa celebrare questo successo.
[Versione IT] [Versione ES]
VIDEO DELLA LIBERAZIONE
Clara Rojas e Consuelo Gonzales del Perdomo appena liberate nel dipartimento del Guaviare, nel sudest colombiano, vengono consegnate alla Croce Rossa Internazionale e al rappresentatne del governo Venezuelano
da YouTube [Video ES - 8':30"]
11 gennaio 2008
COLOMBIA, STAVOLTA E' VERO. LE FARC LIBERANO DUE OSTAGGI
Elicottero con le insegne della Croce rossa vola sulla jungla e torna con Clara Rojas e Consuelo Gonzales, rapite nel 2002. È il primo rilascio di sempre. L'annuncio di Chavez
di Guido Piccoli
Giusto e quasi dovuto. Clara Rojas, l'assistente di Ingrid Betancourt, e l'ex-deputata Consuelo Gonzalés Perdomo sono finalmente libere. Dopo averle raccolte in una radura di una regione del Guaviare considerata sacra dagli indios Nukak Makù (tra gli ultimi nomadi del mondo), due elicotteri M-17 venezuelani hanno preso il volo in direzione di Caracas, con una sosta nell'aeroporto di Santo Domigo. Le aspettano i familiari, che non le vedono da quasi sei anni. «Mi sembra di sognare», ha detto la madre di Clara, mentre la figlia di Consuelo ha rivelato «di avere sempre creduto che tutto sarebbe finito bene». E le aspetta Hugo Chávez, che si è confermato l'unico regista possibile della pace colombiana.
[Versione IT]
LA FATICOSA VITTORIA DI HUGO IL TESTARDO
L'offerta, la mediazione, il «licenziamento», il ritorno. In mezzo, sconfitta elettorale e rimpasto
di Geraldina Colotti
Non sarà stato il ciak di Oliver Stone, ma la prima scena ieri era la sua: primo piano sull'ostinazione del presidente venezuelano Hugo Chavez, che ha portato a casa un importante risultato di diplomazia internazionale riconsegnando alle famiglie Clara Rojas e Consuelo Gonzalez, detenute nelle mani dei guerriglieri delle Forze armate colombiane.
10 gennaio 2008
"PICCOLI" DELIRI E "CAROTENUTE" SVISTE
di Associazione Nazionale Nuova Colombia
La nostra associazione [...] non ha l’abitudine di alimentare e protrarre in pubblico polemiche con singoli giornalisti [...] Questa volta, però, le cose stanno diversamente. Che i media del regime colombiano, la CNN e la BBC ed i mezzi di disinformazione europei ed italiani prendessero la palla al balzo, approfittando dell’abortita liberazione da parte delle FARC di Clara Rojas e Consuelo de Perdomo, per strumentalizzare la vicenda del bambino Emmanuel e demonizzare così il movimento guerrigliero colombiano, ce lo aspettavamo. Ma che due giornalisti sedicenti “di sinistra”, come Guido Piccoli e Gennaro Carotenuto, si siano lanciati in questo sciacallaggio nel modo più opportunistico e deontologicamente scorretto, va denunciato con forza.
6 gennaio 2008
PENOSA AMMISSIONE DELLE FARC «NON ABBIAMO IL BAMBINO»
I responsabili delle guerriglia sostengono in modo imbarazzato che il piccolo Emmanuel, affidato a «persone onorate», sarebbe stato «rapito dal governo Uribe per far saltare lo scambio». Il presidente canta vittoria
di Guido Piccoli
Il comunicato delle Farc, datato 2 gennaio, è arrivato, attraverso il sito dell'Agenzia Alternativa colombiana, nella notte di venerdì. Sei punti per ammettere che il piccolo Juan David, rinchiuso in un orfanotrofio di Bogotà, è effettivamente il figlio di Clara Roja. Secondo le Farc, il bimbo, affidato a «persone onorate» per metterlo al riparo dai rigori della guerra, sarebbe stato sequestrato dal governo di Uribe con «l'infelice proposito» di sabotare la sua consegna, quella della madre e dell'ex deputata Consuelo González Perdomo al presidente venezuelano Hugo Chávez.
[Versione IT]
5 gennaio 2008
COLOMBIA, CAROTENUTO E DINTORNI: FARNETICARE NON COSTA NIENTE…
di Associazione Nazionale Nuova Colombia
In questi ultimi giorni, si è intensificato il susseguirsi di menzogne e mezze verità sulla vicenda dell’abortita liberazione unilaterale -da parte della guerriglia rivoluzionaria delle FARC- dell’ex rappresentante alla Camera Consuelo Gonzáles de Perdomo, Clara Rojas e suo figlio Emmanuel....
5 gennaio 2008
COLOMBIA: UN BAMBINO STRITOLATO DALLA "GUERRA AL TERRORISMO"
di Gennaro Carotenuto
L’unica cosa sicura è che soprattutto la vita di Clara Rojas, la madre del piccolo Emmanuel, è in pericolo come mai prima d’ora. Metterla a tacere per sempre, tanto da parte delle FARC come da parte del governo di Álvaro Uribe, è senz’altro la soluzione più semplice. Cosa vuoi che sia un morto in più in un paese che si dissangua da mezzo secolo?
domenica, 30 dicembre 2007
LE FARC LIBERERANNO TRE PERSONE.
CHAVEZ ORGANIZZA L'OPERAZIONE EMMANUEL.
In un comunicato del 9 dicembre, reso pubblico da Prensa Latina tre giorni dopo, Le FARC-EP, con un lungimirante atto politico ed umanitario unilaterale, hanno deciso di liberare la segretaria di Ingrid Betancourt, Clara Rojas, suo figlio di tre anni, Emmanuel, nato da una relazione con un guerrigliero durante il sequestro e la congressista Consuelo Gonzáles de Perdomo, dal 2003 nelle mani delle FARC.
Il gruppo guerrigliero ha scelto come interlocutore per la consegna dei prigionieri il presidente Venezuelano, che diversi giorni fa era stato 'scaricato' con un pretesto da Uribe quale mediatore per la liberazione di Ingrid Betancourt e di altri 45 sequestrati. Hugo Chavez ha predisposto l'Operazione Emmanuel, dal nome del piccolo nato nella selva che vede coinvolti sette paesi (Francia, Cuba, Ecuador, Colombia, Brasile, Argentina, Svizzera) i cui rappresentanti, sotto le insegne della Croce Rossa Internazionale, svolgeranno il ruolo garanti, in quella che è stata chiamata la Carovana Umanitaria.
30 dicembre 2007
COLOMBIA, LE ORE PIU' LUNGHE PER LA LIBERAZIONE DEI TRE OSTAGGI
Al via 'l'operazione Emmanuel', condotta dal venezuelano Chavez. Il rilascio di Consuelo Gonzales e Clara Rojas e il figlio entro stasera?
di Angela Nocioni (Rio de Janeiro)
Operazione Emanuel l'ha chiamata Hugo Chàvez. E' l'ultima fase del rilascio dei tre ostaggi delle Farc, che questa sera dovrebbe essere già conclusa. Se tutto è filato liscio Emanuel oggi sarà libero, per la prima volta nei suoi tre anni di vita passati tutti sotto sequestro nella selva insieme a sua madre, Clara Rojas, ex candidata alla vicepresidenza della Colombia, che lì l'ha partorito.
C'è da sperare per lui che le telecamere si spengano presto sulla sua storia e che non diventi, neppure per poche ore, la mascotte dello show mediatico montato attorno alla partita politica che si sta giocando tra il governo colombiano, il presidente venezuelano e la guerriglia più vecchia dell'America latina. Che "il piccolo Emanuel" non sia nemmeno per un giorno quello che "il piccolo Elian", il bimbo cubano conteso anni fa tra il padre all'Avana e i parenti di Miami, fu (ed è tuttora) per Fidel Castro.
29 dicembre 2007
COLOMBIA, TUTTO PRONTO PER IL RILASCIO DEGLI OSTAGGI
Pioggia galeotta Ritardata solo dal maltempo l'operazione Emmanuel, con cui le Farc consegneranno al presidente venezuelano Hugo Chavez tre sequestrati, fra cui la segretaria della Betancourt e suo figlio di tre anni. Mentre Uribe ribolle di rabbia
di Guido Piccoli
Non bastavano le Farc e Uribe. Ci voleva anche il maltempo a ritardare la libertà dei tre sequestrati liberati dalla guerriglia, la deputata regionale Consuelo Gonzàlez de Perdomo, la segretaria di Ingrid Betacourt, Clara Rojas e il suo figlioletto Emmanuel, di tre anni. La «carovana aerea umanitaria» composta da due aerei militari venezuelani e tre elicotteri (tutti con le insegne della Croce rossa), partita dall'aeroporto di Tachira, in Venezuela, è ferma nello scalo «Vanguardia» della città colombiana di Villa Vicencio, in attesa di recarsi all'appuntamento in un punto segreto della selva sud-orientale per completare quella che Hugo Chavez ha voluto affettuosamente chiamare «operazione Emmanuel». Appena le Farc daranno le coordinate, il governo colombiano ordinerà la sospensione di ogni attività militare nella regione che si aggiungerà alla già avvenuta chiusura dello spazio aereo.
LA CAROVANA UMANITARIA E LE FARC SI INCONTRERANNO A VILLAVICENCIO PER LA CONSEGNA DEI PRIGIONIERI
Da Telesur 26/12/2007
Il mandatario venezuelano ha ringraziato per l'appoggio espresso dai Governi di Francia, Cuba, Ecuador, Bolivia ed Argentina, per la concrezione del piano formulato per ricevere i prigionieri che le FARC hanno promesso consegnare, come gesto unilaterale.
Il presidente del Venezuela, Hugo Chávez, ha informato che si è riusciti ad ottenere una "formula trasparente" per portare a buon esito la consegna dei tre prigionieri, Clara Rojas, suo figlio Emmanuel e Consuelo Perdomo, e a questo scopo è stato indicato l'aeroporto di Villavicencio, capitale del dipartimento del Meta, come punto di incontro con le Forze armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC), che guideranno la "carovana umanitaria" al punto di consegna.
MOSSA DELLE FARC, URIBE FURIOSO
20 dicembre 2007
Poi toccherà alla Betancourt? Dopo l'annuncio dei guerriglieri della imminente liberazione di 3 ostaggi, il presidente colombiano sempre più isolato. Per questo si teme qualche sua mossa «avventata» per farla fallire
di Guido Piccoli
Temuta da Uribe e sollecitata da molti, a cominciare da Chávez e Sarkozy, è arrivata la mossa delle Farc. Anzi, la contromossa all'offerta governativa di una «zona d'incontro» in una regione spopolata della selva colombiana, dove concordare nel giro di un mese uno scambio di prigionieri e sequestrati, che comprenda anche Ingrid Betancourt. Secondo l'agenzia Prensa Latina, che riporta un comunicato della segreteria delle Farc del 9 dicembre scorso, sarebbero in marcia verso la libertà l'esponente di «Oxigeno Verde» nonché segretaria di Ingrid, Clara Rojas, il figlioletto di tre anni, Emanuel, nato nella selva da una relazione con un guerrigliero, e la deputata regionale del Huila, Consuelo González Perdomo, sequestrata nell'ottobre 2001, qualche mese prima di Ingrid e Clara.
Intervista
«LE VOSTRE PRESSIONI LA NOSTRA SPERANZA»
20 dicembre 2007
Carlos Gaviria Il leader del Polo democratico parla delle prospettive dello scambio umanitario e dei paradossi della Colombia
di Giuseppe De Marzo - A SUD
Bogotà Ex magistrato della Corte costituzionale, Carlos Gaviria è il capo del «Polo democratico», l'opposizione politica al presidente Alvaro Uribe.
Come vedi il fallimento dell'accordo umanitario tra governo e Farc su cui lavorava il presidente Chavez?
Da sempre penso che realizzare uno scambio umanitario con il presidente Uribe sia un processo pieno di difficoltà. Quando è stata designata la senatrice Piedad Cordoba come facilitatrice e il presidente Chavez come mediatore, abbiamo intravisto una luce di speranza ed abbiamo pensato che magari questa volta si sarebbe arrivati a concretizzare la trattativa. Poi improvvisamente viene revocato il mandato a Chavez e Piedad e siamo tornati a un punto morto, anche se in qualche modo qualcosa si muove dopo la diffusione delle prove che i prigionieri in mano alla Farc sono in vita e l'annuncio delle Farc della imminente liberazione di tre sequestrati.
Comunicato integrale delle FARC-EP
ALVARO URIBE VELEZ E' UN CODARDO
Telesur 18/12/2007
Traduzione Associazione Nazionale Nuova Colombia
1. Alvaro Uribe ha fallito nel suo intento di manipolare il Presidente Chávez e la senatrice Piedad Córdoba. Ha mostrato nuovamente il suo vero volto di nemico dell’accordo umanitario e della pace concertata.....
7. Di fronte all’infamia uribista, e come risarcimento nei confronti del Presidente Chávez, della senatrice Piedad Córdoba e dei familiari dei prigionieri, accettiamo il loro appello a liberare la dottoressa Clara Rojas, il suo piccolo Emmanuel e la dottoressa Consuelo Gonzáles de Perdomo, quale dimostrazione irrefutabile della speranza che avevamo riposto nel suo ruolo facilitatore. Loro ed Emmanuel dovranno esser ricevuti dal Presidente Chávez o da chi egli designi, in circostanze tali da evitare i colpi bassi uribisti come quelli dati nel caso delle “prove di sopravvivenza”. L’ordine di liberarle in Colombia è già stata impartito.
giovedì, 13 dicembre 2007
IL CATTIVO ESEMPIO DI BUSH, LO SEGUE URIBE
COMUNICATO PUBBLICO
10 Dicembre 2007
Quando il presidente Uribe il passato 21 di novembre, ha affossato gli 82 giorni di facilitazione verso pace del presidente Chávez, lasciò contemporaneamente il tavolo di dialogo con l'ELN 'sull’ orlo del burrone', come ha detto il primo mandatario della sorella Repubblica Bolivariana del Venezuela.
Con la cancellazione di questa facilitazione, anche lo Scambio Umanitario rimane in bilico e con lui, in maggiore rischio la vita dei detenuti in potere delle FARC.
Nella conduzione nazionale dell'ELN, terminate le consultazioni sulla nuova fase di dialogo che inaugurava la gestione del presidente Chávez, si è giudicato conveniente continuare a fare sforzi nel tavolo di conversazioni, nonostante le grandi distanze esistenti tra le idee di pace che mantengono le due Parti.
lunedì, 10 dicembre 2007
RIFLETTORI SU INGRID. LA COLOMBIA MUORE
9 dicembre 2007
Foto e lettere di Betancourt commuovono il mondo Che non si accorge di morti, violenze e desaparecidos
di Guido Piccoli
di Guido Piccoli
Ingrid sola, stanca di soffrire e di morire lentamente in una selva umida e folta, sotto una tenda e su un'amaca, avvolta da una zanzariera e sorvegliata da guerriglieri abituati a negarle tutto, anche un dizionario enciclopedico, e incapaci di un gesto di solidarietà, d'affetto e tenerezza. Non a caso tutti maschi che, anche senza volerlo, l'umiliano ogni volta è costretta ad appartarsi. Ingrid che teme un blitz che possa squarciare all'improvviso l'eterno cicaleccio
categoria: - lotta armata, - politica