Nei dipartimenti di Guajira, Córdoba, Sucre, Atlántico, Chocó, Norte de Santander, Risaralda, Caldas, Quindío, Valle del Cauca, Cauca, Tolima,Huila, Casanare, Meta e Boyacá il Movimento Indigeno e popolare, da sei giorni sta rivendicando pacificamente la propria autonomia, la liberazione della 'madre terra', in difesa della vita e dei diritti territoriali, contro un governo legato al paramilitarismo. Mentre Uribe Velez dichiara lo stato di Conmoción Interior (che equivale ad uno stato di eccezione, ove tutti i poteri passano nelle sue mani), la sua polizia, con mezzi brutali ed arcaici, ferisce oltre 200 indigeni (di cui il 10% con proiettili) e ne uccide quattro.
Nella sola Panamericana all'altezza della cittá di La María, Piendamó (CAUCA), territorio di dialogo, negoziazione e convivenza del CRIC, si trovano oltre 20 mila indigeni di differenti luoghi del Cauca. La forza pubblica ha ucciso Mariano Morano Dizú, vittima di un colpo di fucile alla testa e ci sono almeno altri 20 feriti. Informano che lí ci sono anche individui in abiti civili che stanno sparnado contro gli indigeni.
BILANCIO PRIME SEI GIORNATE DELLA MINGA da ONIC - 16 ottobre 2008
Durante le azioni intraprese dal movimento indigeno nei dipartimenti di Guajira, Córdoba, Sucre, Atlántico, Chocó, Norte de Santander, Risaralda, Caldas, Quindío, Valle del Cauca, Cauca, Tolima,Huila, Casanare, Meta e Boyacá, si stanno presentando nelle ultime ore fatti di enorme gravità che evidenziano le politiche repressive e di criminalización della protesta sociale intraprese dal Governo.
I fatti più gravi si vengono presentando in La María - Piendamó nel Cauca e nel municipio di Candelaria del Valle dove l'ESMAD, l'Esercito e la Polizia attaccano gli indigeni a colpi di fucile, gas lacrimogeni, tanquetas, elicotteri e persino a machete per reprimere la protesta.
Preoccupano inoltre le versioni date dai mezzi di comunicazione, ove si afferma che queste manifestazioni sono infiltrate dalle FARC, con lo scopo di legittimare l'offensiva militare e le morti degli indigeni che continuano ad essere annunciate con insistenza dalle organizzazioni indigene e per i diritti umani che sono stati al tanto di questa situazione purtroppo non nuova.
Ocorre ricordare che il 15 marzo nel Consiglio Comunitario realizzato a Popayán, il Presidente Álvaro Uribe ha offerto una ricompensa per la testa dei dirigenti delle popolazioni indigene presenti durante il processo della Liberazione della Madre Terra e da allora in colombia non ha cessato la violenza e la morte di indigeni.
MOTIVAZIONI PER LA MINGA INDIGENA da ONIC - 10 ottobre 2008
I Popoli Indigeni e le loro autoritá convocano ai settori sociali, popolari e democratici della societá colombiana alla MINGA NAZIONALE DI RESISTENZA INDIGENA, una giornata di unitá comunitaria, sociale e popolare
NOSTRI OBIETTIVI
1. Seminare nuovamente nella memoria collettiva che i Popoli Indigeni dal 1492 vengono sistematicamente sterminati, situazione che si é aggravata con le politiche dell’attuale governo.
2. Difendere la vita e i diritti territoriali, politici ambientali e alimentari.
3. RIfiutare la illegittimitá e illegalitá del governo e del congresso della Repubblica per essere legati al paramilitarismo.
4. Esiger il pieno sviluppo dei diritti umani e costruire tutti assieme un paese per tutti.
5. Liberar la Madre Tierra, por que mientras ella sea sometida y destruida no hay futuro para nadie.
Era fratello di un noto e stimato leader di comunitá ASSASSINATO UN ALTRO INDIGENO NASA NEL CAUCA Santander de Quilichao
12 ottobre 2008 daTejido de comunicación ACIN
Il comunero Nicolás Valencia Lemus di 39 anni , guidava un veicolo nella via che conduce a Toribío da Il Palo, accompagnato da sua moglie e suo figlio quando é stato fermato ed obbligato a scendere dal veicolo da due uomini incappucciati che si identificarono come membri del gruppo paramilitare "Aquile Nere" Gli assassini inmediatamente lo crivellarono di colpi in presenza della sua famiglia.Gli assassini, prima di fuggire, hanno scritto sui vetri del veicolo "Aquile Nere."
Integrante della Rotta Pacifica delle Donne Colombiane, Olga Vergara é stata uccisa il 24 settembre scorso nelle strade di Prado, quartiere centrale di Medellin. Con lei sono state assassinate altri tre membri della sua famiglia, suo figlio di 26 anni, sua nuora di 22 anni ed il suo nipotino, un bambino di 5 anni. Il Movimento Sociale delle Donne contro la Guerra e per la Pace, denuncia che "Questo massacro é avvenuto a Medellin, lo scorso 24 settembre, in una città che oltre ad essere la seconda del paese per il numero di abitanti, è stata presentata al mondo come 'modello di successo del processo di smobilitazione paramilitare', i massacri, gli assassini di civili, le sparizioni forzate, sono gli indicatori di successo con i quali il governo della 'sicurezza democratica', occulta e beneficia i criminali."
UNA GIORNATA DI ACCOMPAGNAMENTO E FORMAZIONE A DESPLAZADOS DI MEDELLIN
Con Associazione Campesina di Antioquia
13 settembre 2008
L'attivitá di accompagnamento é rivolta alla Associazione di Desplazados di Medellin (ASDMA) nata in ottobre 2007 ed integrafa da 50 famiglie in situazione di sfollamento forzato a causa dela violenza. Pressioni, minacce, paura o violazione ai diritti umani da parte di gruppi armati al margine della legge come paramilitari o guerrigli, ma anche dallo stesso esercito, hanno portato queste persone ad abbandonare le loro terre. Provengono da varie regioni del Paese: Catatumbo, Sur del Bolivar, altre zone di Antioquia, dove i processi organizzativi sono forti, ma ci sono anche famiglie non politicizzate che cercano di trovare una collocazione piú degna per la loro vita. Il lavoro che svolge l'ACA (Associazione Campesina di Antioquia) con queste persone é basicamente un lavoro di formazione e rafforzamento organizzativo, affinché cadauna di loro possano riconoscere i propri diritti e da lí rivendicare azioni concrete nei confronti dell'amministrazione pubblica. Il lavoro agricolo che viene portato avanti in questa piccola fattoria nella periferia di Medellin é di carattere produttivo e le attivitá che vengono svolte sono quelle relative all'apprendimento ad impiantare un vivaio per riprodurre alcune sementi di ortaggi e come seminare senza utilizzare fertilizzanti chimici.
Nell' occidente di Medellin
LA COMUNA 13. QUARTIERE LA INDIPENDENCIA 4 ottobre 2008
a cura di Óscar Paciencia Una giornata con la Red Juvenil e la Banda Cirimia di Medellin per i vicoli del quartiere la Indipendencia della storica Comuna 13, per promuovere un un foro sociale. Nella relazione tenuta nel febbraio scorso da ELKIN RAMIREZ JARAMILLO della Corporación Jurídica Libertad durante le giornate per la Vita e la Libertá Jesús María Valle Jaramillo, si legge "La Comuna 13 si ubica all'ovest della città di Medellin ed è composta da 24 quartieri nei quali vive si popolazione che nella sua maggioranza appartiene agli strati 1 e 2 (i piú bassi ndt.). L'origine di questo settore di popolazione risale agli anni ‘70 con la creazione di quartieri prodotti da insediamenti fuori norma e da invasioni composte nella loro maggioranza da persone provenienti dalla campagna. Alcune delle famiglie che vi abitano arrivarono alla zona dopo essere state vittime dello sfollamento forzato. Il settore sociale nel quale si inserisce questa popolazione la obbliga fin dal principio a generare proposte organizzative dirette ad ottenere, da parte dello stato, il riconoscimento della loro condizione di attori sociali e politici, e per questo non è strano trovare che nei primi anni di questa decade la zona contasse con l’esistenza di circa 50 organizzazioni sociali e comunitarie formalmente costituite ed incaricate di rivendicare le necessità più sentitedalla comunitá. Condizione organizzativa che col passare del tempo generò un importante accumulato politico che permise a queste organizzazini di partecipare alla progettazione di piani e politiche mediante le quali si cercava far funzionare l'amministrazione municipale meglio, facendole giocare in maniera più efficace la sua carta di garante per alcuni diritti."
La alta cifra di esecuzioni extragiudiziali in questa regione antioquegna ha determinato che molte famiglie abbiano dovuto spostarsi verso altri municipi della regione o verso Medellin aumentando le condizioni di miseria della popolazione contadina. Durante il periodo compreso tra 2000 e 2004 questa regione ha vissuto una delle maggiori crisi umanitarie a causa dello sfollamento forzato a cui venne sottoposta. Più di 33.000 persone furono obbligate a lasciare le loro terre ed appezzamenti dovuto, principalmente, all'azione dei gruppi paramilitari che facevano presenza nella regione e che avevano la popolazione civile come obiettivo militare considerandola come collaboratrice della guerriglia. Quella stessa posizione fu assunta dall’Esercito colombiano nella sua lotta contro l’insorgenza. "La guerra contrainsurgente fu il fine, ma anche il pretesto per mezzo del quale migliaia di contadini furono spogliati delle loro terre e dei loro beni, sprofondati nella miseria e condannati a transitare nel luogo del non ritorno". Secondo dati della Procura di Medellin, 33.685 persone furono vittime di sfollamento nell'oriente antioqueño in questi quattro anni. In accordo con la Consulenza per i Diritti umani e lo Sfollamento Forzato (Codhes), la cifra arriva a 53.188 di desplazados durante lo stesso periodo."
SAN FRANCISCO Situato nella regione dei boschi dell'Oriente Antioqueño, roccafortre dell' Esercito di LIberazione Nazionale fino al 2002 circa, questo municipio ha vissuto e vive tuttora una forte crisi umanitaria dovuta principalmente allo sfollamento interno che produce migliaia di profughi. Nell'anno 2003 questo municipio contava una popolazione di 10328 abitanti, ridotta a 5772 nel 2005, dovuto allo sfollamento massiccio determinato, tra l'altro,dall'operazione Marcial condotta nel 2003 dalla Quarta Brigada del Battalgione Juan del Corral con sede in Rionegro. L'obiettivo della operazione era cacciare da questi territori le forze insorte delle FARC e dell' ELN. In seguito e a causa della disputa territoriale tra gli attori armati del conflitto la crisi umanitaria si acuisce ancor di piú, dato che oggi oltre il 70% delle frazioni di questo municipio sono abbandonate. Dal momento che molte vie di accesso alle frazioni sono tutt'ora minate, si sono avuti morti, mutilazioni e timore a ritornare alle proprie case da parte della popolazione civile. Inoltre recentemente si sono avute notizie di nuova presenza paramilitare nello stesso capoluogo del municipio.
In questo territorio é presente ed attiva la Associazione Contadina di Antioquia(ACA), che dal 2006 cerca di promuovere il ritorno dei desplazados attraverso un progetto integrato relativo alla produzione, ai diritti umani, al supporto giuridico e al rafforzamento organizzativo della comunitá.
IMMAGINI di San Isidro e La Esperanza
dal 16 al 18 settembre 2008
di Óscar Paciencia
SAN LUIS
Questo municipio, assieme a Cocorná e Granada riporta nel periodo 2002-2006 il 77% delle esecuzioni extragiudiziali totali denunciate dalla popolazione.
Nel rapporto presentato a marzo 2007 (pag. 31) si legge : "Il Coordinamento Colombia-Europa-Estados Unidos, nel periodo compreso tra agosto 2002 - junio 2006 ha ricevuto la denucnia di 74 casi e 110 vittime di esecuzioni extragiudiziali nell'Oriente Antioqueño commesse da membri della Quarta Brigata dell'Esercito Nazionale, sviluppando le operazioni militari Marcial Norte (2003), Espartaco (2004), Ejemplar (2005) e Falange I (2006). Queste operazioni si svilupparono all'interno dell acornice della politica di “sicurezza democratica” del presidente Álvaro Uribe Vélez. QUeste denunce coprivano la maggiorparte dei municipi dell'Oriente Antioquegno, ma si presentano con maggior frequenza nei municipi di Cocorná, Granada y San Luis."
La Corporación Juridica Libertad é presente in questo territorio per il supporto legale e l'accompagnamento per il ritorno della popolazione sfopllata.
IMMAGINI di Buenos Aires e Villanueva
dal 19 al 22 settembre 2008
di Óscar Paciencia
19 settembre 2008
La Corporación Jurídica Libertad, organizzazione non governativa di diritti umani, denuncia davanti alla comunità nazionale ed internazionale, l'omicidio commesso contro il signor ENRIQUE GIRALDO, dirigente contadino e comunale del Municipio di Granada, Antioquia.
Essendo approssimativamente le sei e mezza del pomeriggio del passato 17 settembre tre persone che si mobilitavano in due motociclette nella frazione Los Medios del Municipio di Granada, Antioquia hanno attaccato e causato la morte con arma da fuoco del signore Enrique GIRALDO in presenza di uno dei suoi figli minore di età.
Il signor Enrique GIRALDO era un riconosciuto dirigente comunale socio all'Associazione di Piccoli e Medi Produttori dell'Oriente Antioqueño ASOPROA, il quale, per la sua condizione di leader, fu oggetto di persecuzione da parte dei membri dell'Esercito Nazionale, i quali quattro anni addietro l'intimarono di trasferirsi forzatamente dalla frazione di San Francisco di Granada, accusandolo di essere ausiliario della guerriglia.
DICHIARAZIONE FINALE Pié de Pató - Alto Baudó - Chocó
26, 27, 28 settembre 2008
Un anno fa la nostra storia si spaccò in due, dopo molti secoli il nostro spirito ribelle diventa visibile per reclamare ed esigere diritti, quando assieme a duemila abitanti afrodiscendenti ed indigeni dell'Alto Baudó per 13 giorni ci siamo mobilitati e ci siamo concentrati nel capoluogo municipale di Pié de Pató per dire al mondo che esistiamo in mezzo alla miseria, all'abbandono e l'esclusione alle quali ci ha sottomessi un sistema che ora non ci schiavizza con le catene, ma ci nasconde, nega la nostra storia, nega la nostra forma di essere e ci uccide con la fame.
Da lí é nato il sogno, incontrarci di nuovo, guardarci dentro, guardare i nostri colori, guardare le nostre creazioni artistiche; l'essere ed il sentire Baudosegno; nella musica, nella danza, la parola; essere riuniti, uomini e donne per dire che qui esistiamo che qui siamo e che qui resistiamo; amando il nostro fiume, proteggendo il nostro territorio ed unendoci per riscattare la nostra identità, organizzandoci costruendo il nostro essere collettivo.
Sui fiumi Munguidó e Baudó (Alto Baudó) dal 16/31 agosto 2008
di Óscar Paciencia
Puó darsi. Potrebbe essere stato un paradiso con folta vegetazione, sorgenti d'acqua pura, panorami incontaminati, raggiungibili solo attraverso fiumi colorati di verde smeraldo, dove la gente viveva di pesca, coltivazione di platano, riso, frutta. Dove la convivenza tra afrocolombiani ed indigeni generava relazioni originali, permettendo alle tradizioni degli attuali discendenti degli schiavi importati dall'africa di rigenerarsi e mantenersi vive; così come alle varie etnie indigene, che da secoli popolano questi luoghi, di compenetrarsi alla natuara, in un tutt'uno vitale ed aperto al mondo esterno.
Tutto questo uno se lo puó immaginare (se ascolta i racconti dei vecchi di questi luoghi) oppure sognare (se si addormenta sull'amaca, nel fresco della sera). Sicuramente però, da sveglio e cosciente, tutto questo appare oscurato, ricoperto di nebulosa fuliggine, dove le cose, le persone, i luoghi si intravedono appena, ricordo di un passato semiannegato e distrutto dal presente.
Senza acqua potabile, energia, fognature, case degne di questo nome; senza scuole, maestri e strumenti didattici; senza servizi sanitari, né piccoli né grandi; senza attivitá produttive che permettano poco piú che la sussistenza delle famiglie. Peró con un progressivo deterioramento delle acque fluviali; con tanta presenza della politicheria locale e nazionale in tempi elettorali; con grande invadenza delle multinazionali, per accaparrarsi l'acqua, le miniere e impiantare coltivazioni aliene a questi territori. Con tanta presenza di guerra, sfollammenti massicci, morti e feriti.
E in tutto questo, il colore della pelle, degli occhi, dei capelli, la forza delle braccia e la determinazione di donne e uomini sopravvivono (ma come fanno?), continuando nella ricerca dell'armonia, della giustizia sociale, della pace con dignitá ad urlare la loro esistenza.
Ascoltare e guardare per credere.
Quibdó, 30 agosto 2008
Leader del movimento interetnico dell'Alto Baudó, ex docente di Chachajo, promotrice dell'occupazione pacifica del Municipio di Piè de Pató nel 2007, Rogelia rappresenta oggi il desiderio di liberazione e la lotta contro l'abbandono delle popolazioni di questi fiumi; sintetizza e con grande capacitá organizzativa ed una meravigliosa umiltá partecipa della resistenza civile.
Un membro di ASIPAB (Associazione Interetnica pe lo sviluppo dell'Alto Baudó), di ritorno da un viaggio lunfo il fiume Mungudò, appartenente alla capitale del dipartimento, Quibdò, descrive siteticamente quali sono i principali temi che affliggono le popolazioni di questo fiume
Quibdó è la capitale del Dipartimento del Chocó, cittá fluviale e sede, tra l'altro, di una diocesi molto combattiva per la salvaguardia dei diritti umani degli ndigeni e degli afrocolombiani.
Lungo il Fiume Munguidó vivono comunitá di afrodiscendenti nella piú completa miseria ed abbandono. L'acqua potabile, l'energia, la produzione agricola per il sostentamento delle famiglie sono spesso inesistenti.
Le cose non vanno meglio per le comunitá nere e indigene (Embera) che vivono lungo le rive del fiume Baudó nel municipio dell'Alto Baudó. E per questo nel novembre del 2007 hanno occupato per 13 giorni il Municipio di Piè de Pató.
La comunitá Embera di El Morro, lungo una deviazione del Baudó cerca di conservare le proprie tradizioni in un abiente sociale spesso ostile, dove sono le donne a sopportarne il maggior peso. Ma lo fanno con una estrema dignitá.
Il racconto di un leader indigeno sulla liberazione della Madre Terra INTERVISTA A RAFAEL COICUÉ Guavita, Cauca. 1 agosto 2008
a cura de La Palabra / Óscar Paciencia
Rafael Coicué é un leader indigeno ed anche Capitan del Resguardo indigeno di Lopez Adentro (il municipio di Corinto al nord nel dipartimento del Cauca). La storia che racconta permette di avere un quadro completo degli ultimi anni di lotte indigene per il 'recupero' (ma loro la chiamano liberaizone) della terra, posseduta dai grandi latifondisti e proprietarri terrieri. Racconta di come, nel recente passato (anni ottanta e novanta) gli indigeni nasa (ma anche contadini non indigeni) hanno dovuto patire la repressione degli apparati ufficiali ed informali (paramilitari) dello stato colombiano. Di come molti siano morti, tra l'altro, nel massacro del 16 dicembre del 1991 chiamato del Nilo. Rcconta come in quella occasione gli hanno ucciso un fratello. Racconta anche dei recenti scontri con la polizia (ESMAD) e di come lui stesso abbia perso un occhio poche settimane fa. Non tralascia, infine, di collegare la politica governativa con la nuova colioizzazine delle trasnazionali e con la repressione.
L'esercito Nazionale colpisce la popolazione civile COLPI DI MITRAGLIA SULLA SCUOLA DI LAS GUACAS,
CORINTO, CAUCA JORLEN SORIANO MARIN
Coordinatore Della Istituzione e Presidente del Comitato Municipale degli Educatori 29 luglio 2008
Mi permetto di riportare i fatti che si sono venuti presentando da alcuni mesi nel Corregimiento EL JAGUAL del municipio di Corinto, al nord del dipartimento del Cauca, dove funziona la Istituzione Educativa Las Guacas, e che il 27 di luglio di questo anno sono arrivati al limite:
• Il 29 maggio 2008,la Forza Militare hanno bombardato le frazioni di Las Guacas e La Comiera uccidendo due fratelli civili evangelici.
• Sono continuativi gli scontri a qualsiasi ora del giorno ed in qualsiasi luogo di questa zona, ma specialmente nelle frazioni menzionate.
• Ieri, 27 luglio 2008 tra le 6:30 della sera e le 11:00 della notte un aereo Della Forza Aerea ha mitragliato senza pietá il Collegio de Las Guacas e le case circostanti. Sono stati causati danni a porte, pareti, tuberie degli impianti per l’acqua, nella classe di informatica, sul pavimento, sui marciapiedi, nel campo di basket, sulle lavagne e nei tetti. Le persone che vivono nel negozio a 20 metri dalla scuola, ci hanno raccontato dei momento terribili che hanno vissuto e come l’aereo sparava senza pietá contro la loro casa, in cui stavano bambini e persone della comunitá.Nello stessomomento, un pó piú giú dal Collegio una ex alunna che stava in casa sua é stata ferita gravemente ed al momento la prognosi é riservata.
Immagini da Las Guacas di Óscar Paciencia
Las Guacas, 6 agosto 2008
Oltre l'istituzione scolastica è stata colpita anche la casa del gestore del negozio comunitario e ll negozio stesso, dove al momento del mittragliamento vi erano 30 persone. Poi i bambini tornano a scuola.
Intervista al signor Jorge Ortega, gestore del piccolo negozio comunitario, che funziona anche come luogo di ritrovo della comunità, che racconta come anche la sua casa è rimasta colpita dai colpi di mitragliatrice dell'avionetta dell'esercito dalle 19 alle 23 del 27 luglio 2008
Intervista al professor Jorlen Soriano Marin, autore della denucia, professore dell'istituzione scolastica e presidente del Comitato Municipale degli Educatori, il quale, oltre a raccontare le condizioni della scuola e quelle psicologiche degli alunni, ricorda come da maggio i combattimenti tra il Sesto fronte delle FARC e l'esercito Nazionale colombiano continuino ininterrottamente, anche nelle case e nei villaggi limitrofi e che hanno fatto due morti in maggio di quest'anno
Intervista a Jessica, sorella della ragazza di 22 anni rimasta gravemente ferita e tutt'ora in fin di vita, essendo stata colpita, nella cucina di casa sua, da un proiettile di alto calibro sparato dall'avionetta militare che le ha trapassato la spalla, colpito il polmone ed il fegato, il 27 luglio 2008
AFROCOLOMBIANI SI RIORGANIZZANO PER RESISTERE ALLA UNION FENOSA E ALLA KEDHADA (ANGLO GOLD ASHANTI)
di Óscar Paciencia
Yolombó, Suárez - Cauca. 27/31 luglio 2008
Nel nord del dipartimento del cauca, nei municipi di Suárez, Buonos Aires, Puerto Tejada, Villa Rica, Corinto, Miranda, Guachene, l’ 80% della popolazione é afrodiscendente, i loro antichi parenti erano gli schiavi portati in questa terra dall’Africa. Dagli anni sessanta a oggi queste terre che si sono conquistati con lunghe lotte e molto sangue versato, oggi vengono trasformate dall’invasione dei monocoltivazione Della canna da zucchero dei grande monopoli con la scusa che questo genererá impiego e sviluppo. Ma in realtá questo ha prodotto perdita della sovranitá alimentare, e sfruttamento per le persone che lavorano in questa industria le quali sono costrette a lavorare consecutivamente per 12 ore al giorno senza neppure ricevere il salario minimo previsto dalle leggi. Tutto questo ha causato una serie di problemi ambientali, sociali, culturali ed economici.
Attivitá produttive dei contadini, dei minatori artigianali dell'oro, delle donne e del Consiglio Comunitario.Impianti della Diga Salvajina della Union Fenosa presidiata dall'esercito. [foto]
INTERVISTA CON FRANCIA ELENA MARQUEZ
La neoeletta nella Giunta del Consiglio Comunitario del Corregimiento di La Toma racconta della realtá del municipio, di come le multinzionali dell'oro (Kedhada) e dell'industria elettrica (Union Fenosa) abbiano modificato a fondo le tradizioni e le abitudini degli abitanti afrocolombiani, oltre ad averli espropriati di terre e di risorse, minacciati, nel tentativo, remoto ed attuale, di farli abbandonare la zona. La nuova formazione del Consiglio Comunitario, struttura organizzativa degli abitanti di colore, riconosciuta dalla legge colombiana, si ricostituisce come strumento di lotta collettiva, per la difesa del territorio, della cultura e dell'economia tradizionale della popolazione afro.
NEL MONDO,
CON LA COLOMBIA CHE RESISTE! 6 marzo 2008 Giornata Nazionale e Internazionale
per le vittime dei crimini di stato
per gli scomparsi, per gli sfollati, per i massacrati, per i giustiziati
LE FARC HANNO LIBERATO NELLA SELVA QUATTRO EX PARLAMENTARI COLOMBIANI
da TeleSUR- 27 febbraio 2008 Il ministro Chacín ha assicurato che questa liberazione costituisce “un passo umanitario che, siamo sicuri, è un passo in più verso il lungo cammino che speriamo vada verso la pace in Colombia”.
La nuova Televisione del Sud ha trasmesso questo mercoledì immagini in esclusiva del momento della liberazione, da parte della guerriglia delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC) questo mercoledì, dei quattro ex legislatori colombiani la cui consegna era attesa dai loro parenti e dalla popolazione della Colombia e del Venezuela.
In queste immagini si vede l’emozionante istante in cui il ministro venezuelano dell'Interno e Giustizia, Ramón Rodríguez Chacín, e la senatrice colombiana Piedad Cordoba, ricevono in piena selva del Guaviare Gloria Polanco, Luis Eladio Pérez, Orlando Beltrán e Jorge Eduardo Géchem, dalle stesse mani di membri della guerriglia.
"A nome del nostro Comandante in Capo, il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Hugo Rafael Chávez Frias ed accompagnati dalla senatrice Piedad Cordoba, ricevo le persone che stanno liberando le Forze armate Rivoluzionarie della Colombia - Esercito del Popolo, per essere consegnate al Governo del Venezuela, a nome del quale le sto ricevendo", ha detto il ministro Rodríguez Chacín, dopo di avere scambiato alcuni parole per radio col mandatario venezuelano.
dal Manifesto - 29 febbraio 2008 Appelli di Chavez a Tirofilo e di Sarkozy alle FARC. A Uribe potrebbe far più comodo morta che libera
INGRID BETANCOURT, LA VITA APPESA A UN FILO
di s.d.q. Aumentano le preoccupazioni per la sorte di Ingrid Betancourt, l'ex candidata presidenziale colombiana sequestrata dalle FARC 6 anni fa. Le ultime testimonianze vengono dai 4 sequestrati, ex membri del Congresso della Colombia, liberati mercoledì dal gruppo guerrigliero grazie alla gestione del presidente venezuelano Hugo Chavez e condotti a Caracas. Ingrid “sta molto male, è molto malata, è esausta sul piano fisico e psichico”, ha detto uno dei quattro, aggiungendo che è “maltrattata e tenuta in catene in condizioni inumane”. L'ex marito francese di Ingrid, Fabrice Delloye, che vive in Francia assieme ai figli della coppia, ha affermato che Ingrid soffre di una “epatite B cronica”.
da TeleSUR- 3 febbraio 2008 COMUNICATO Secretariatdo dello Stato Maggiore Centrale - FARC-EP.
Montagne Colombiane, 31 gennaio 2008
1. Come riconoscimento ai loro persistenti sforzi per concretizzare un Accordo Umanitario, vogliamo sollecitare il presidente Hugo Chavez e la Senatrice Piedad Cordoba affinché si apprestino a ricevere personalmente o attraverso loro delegati in territorio colombiano, i parlamentari Gloria Polanco de Losada, Luis Eladio Pérez e Orlando Beltrán Cuéllar che libereremo unilateralmente dato il loro stato di salute
In Colombia sono state sfollate circa quattro milioni di persone, in maggior parte dai gruppi paramilitari. Questi gruppi, soli o assieme a membri delle forze militari, hanno fatto scomparire almeno 15000 compatrioti e li hanno sepolti in oltre 3000 fosse comuni od hanno gettato i loro cadaveri nei fiumi. Hanno assassinato oltre 1700 indigeni, 2550 sindacalisti, e circa 5000 membri dell'Unione Patriottica. Torturano regolarmente le loro vittime prima di ammazzarle. Tra il 1982 e il 2005 i paramilitari hanno perpetrato oltre 3500 massacri, e rubato oltre sei milioni di ettari di terra. Dal 2002, dopo la loro "smobilitazione", hanno assassinato 600 persone ogni anno. Sono arrivati a controllare 35% del Parlamento. Dal 2002 ad oggi, membri dell'Esercito Nazionale hanno commesso più di 950 esecuzioni, la maggior parte delle quali presentate come "positivi"
Solo in gennaio 2008, i paramilitari hanno commesso 2 massacri, 9 sparizioni forzate, 8 omicidi, mentre l'Esercito ha commesso 16 esecuzioni extragiudiziarie. In Colombia, agenti dello Stato e paramilitari violano i diritti umani ed il diritto umanitario. Molti gruppi paramilitari non si sono smobilitati. Ora si fanno chiamare Aquile Nere. Molti parapolitici rivestono incarichi pubblici e diplomatici.
Mai più fosse comuni - Mai più sfollamenti forzati -
Mai più paramilitari - Mai più crimini di stato!
In una lunga intervista, realizzata nella selva Colombiana nei mesi di fine 2007, di cui una parte andata in onda domenica su una radio della Patagonia Argentina (Lu5AM600), il Comandante Javier della Direzione Nazionale dell'ELN e il Comandante Raul del Frente Oriental Domingo Lain dell'ELN trattano alcuni argomenti cruciali della attualità colombiana. Dalla scelta ed attualità della lotta armata, al narcotraffico, dal paramilitarismo allo scontro in atto con le FARC in diversi dipartimenti, dalla coca in Arauca alla questione dell'accordo umanitario e dei dialoghi di pace.
LA REPRESSIONE DELLA INSICUREZZA DEMOCRATICA DI ALVARO URIBE CONTRO IL POPOLO ARAUCANO CONTINUA....
Come lo abbiamo denunciato permanentemente, la politica di Insicurezza Democratica del governo Colombiano si scaglia di nuova contro il paese Araucano e le sue organizzazioni costituite legittimamente, nuovamente si usa l'apparato giudiziario per sostenere allo screditato, privo della legittimità ed oppressore regime Colombiano. Continua ad essere considerato delitto il diritto alla libera espressione, all'organizzazione, alla vita, alla permanenza nel territorio e sprattutto a cercare un futuro differente per il nostro paese.
L’Associazione Contadina di Arauca ACA denuncia che nella settimana dal 7 al 14 di gennaio del 2008, si è prodotto un altro atto di detenzione massiva e arbitraria nel municipio di Arauquita nel Dipartimento di ARAUCA, nell’Oriente Colombiano eseguito da membri della Procura, del DAS e dell’Esercito Nazinale
EDUCAZIONE E LOTTA SOCIALE IN ARAUCA Intervista a Raquel Castro
Dopo tre anni di prigione, accusata di ribellione per il semplice fatto di occuparsi dei diritti degli insegnanti e degli studenti e della costruzione di pratiche sociali nel campo dell'educaizone che facessero accrescere la coscienza dei giovani araucani, Raquel Castro, una volta scarcerata per la caduta di ogni accusa, continua a perseguire l'obiettivo di una società più giusta anche per ciò che riguarda le pratiche educative. In esilio dalla sua terra araucana, poiché segue essendo minacciata, continua ad affermare, con estrema chiarezza, i presupposti e le speranze di un'intera comunità. In questa lunga intervista affronta i temi dell'educazione relazionati con l'autoorganizzazione e le lotte, la repressione affiancata dalla grande capacità di resistere ed organizzarsi della popolazione civile del dipartimento di Arauca.
Dall'inizio dell'anno nel Catatumbo, nel Dipartimento del Nord di Santander, regione strategica al confine con il Venezuela, ricca di petrolio, carbone, biodiversità e cultura è sottoposta ad una non nuova forma di pressione da parte dell'Esercito Nazionale, quella che in quei luoghi viene chiamata 'esecuzione extragiudiziaria'. Cittadini inermi, siano essi contadini, indigeni, commercianti o studenti, vengono trovati uccisi e presentati come vittime di combattimento con la guerriglia. E questo perchè i soldati devono dimostrare dei risultati al governo di Uribe, il quale, a sua volta, deve presentare gli esiti di tutti i soldi che i Nordamericani spendono nel finanziargli la guerra alle 'guerriglie'.
Molte comunità sono affluite il 20 ottobre al municipio di El Tarra dove, in un'assemblea pubblica con l'Alto Stato maggiore delle due Brigate Mobili impiegate nel Catatumbo, hanno reclamato spiegazioni dall'esercito.
Video dell'assemblea a El Tarra a cura di AliceRebelde / REDHER registrato il 20/10/2007 - pubblicato 14/12/2007
ACCOMPAGNANDO IL RIENTRO NELLA COMUNITA' Sud del Bolivar dal 10 al 16 ottobre 2006
Queste foto sono state scattate durante un accompagnamento nel Bolivar, in alcune comunità del municipio si San Pablo, a una famiglia campesina che rientrava nella sua piccola fattoria, dopo la detenzione arbitraria, la carceralzione e il rilascio del capofamiglia.
Durante il viaggio abbiamo visitato la vereda de El Jardin, dove abbiamo assisitito a una riunione della comunità che si confrontava sulla gestione di un progetto di sovranità alimentare. Poi ci siamo spostati nella fattoria de La Granja, sede di un progetto di agricoltura integrale e di una scuola. (AliceRebelde)
Dall'inizio dell'anno nel Catatumbo, nel Dipartimento del Nord di Santander, regione strategica al confine con il Venezuela, ricca di petrolio, carbone, biodiversità e cultura è sottoposta ad una non nuova forma di pressione da parte dell'Esercito Nazionale, quella che in quei luoghi viene chiamata 'esecuzione extragiudiziaria'. Cittadini inermi, siano essi contadini, indigeni, commercianti o studenti, vengono trovati uccisi e presentati come vittime di combattimento con la guerriglia. E questo perchè i soldati devono dimostrare dei risultati al governo di Uribe, il quale, a sua volta, deve presentare gli esiti di tutti i soldi che i Nordamericani spendono nel finanziargli la guerra alle 'guerriglie'.
Molte comunità sono affluite nelle scorse settimane al municipio di El Tarra dove, in un'assemblea pubblica con l'Alto Stato maggiore delle due Brigate Mobili impiegate nel Catatumbo, hanno reclamato spiegazioni dall'esercito.
Fotografie dell'assemblea a El Tarra a cura di REDHER
12 ottobre 2007 - La Associazione per la promozione Sociale Alternativa MINGA, la Fondazione Progredire e il Comitato di Integrazione sociale del Catatumbo - CISCA, denunciano di fronte alla comunità nazionale ed internazionale l’aggravamento della crisi riguardante i diritti umani nella regione del Catatumbo, dipartimento di Nord di Santander, come risultato dei soprusi commessi da presunti membri della Forza Pubblica contro le comunità contadine.
Massacri, sparizioni forzate ed omicidi selettivi. Svendita delle risorse della terra. Persecuzione ed abbandono dello stato. Eserciti e polizie schierate per reprimere anche la più pallida forma di resistenza. E per condannare di terrorismo coloro i quali, per la liberazione della propria vita dallo sfruttamento, impugnano un cartello di protesta ed urlano la propria indignazione. Arauca continua la sua pena. Ma non dimentica
Indigeni, contadini, studenti, lavoratori delle industrie o del commercio. Uomini o donne. Tutta gente da mandare al macero se non può venire conformata alla plastica, resa oggetto da vetrina, spianata come lastra di metallo, utile solo per manovrarne cervello e sentimenti, nella speranza di poter continuare i propri traffici, cancellando anche la memoria.
Ma no. Tutta questa gente continua a stare qui e lì. In tutti i luoghi. e da tutti i luoghi continua ad arrirvare.Non foss'altro per un buon sancocho libertador! che in Arauca lo sanno fare. E che - anche lui - aiuta allo scopo.
Ricordiamocelo anche qui da noi.
immagini di Santillan / Organizzazioni Socali Arauca
La memoria
Los viejos amores que no están,
la ilusión de los que perdieron,
todas las promesas que se van,
y los que en cualquier guerra se cayeron.
Todo está guardado en la memoria,
sueño de la vida y de la historia.
El engaño y la complicidad
de los genocidas que están sueltos,
el indulto y el punto final
a las bestias de aquel infierno.
Todo está guardado en la memoria,
sueño de la vida y de la historia.
La memoria despierta para herir
a los pueblos dormidos
que no la dejan vivir
libre como el viento.
Los desaparecidos que se buscan
con el color de sus nacimientos,
el hambre y la abundancia que se juntan,
el mal trato con su mal recuerdo.
Todo está clavado en la memoria,
espina de la vida y de la historia.
Dos mil comerían por un año
con lo que cuesta un minuto militar
Cuántos dejarían de ser esclavos
por el precio de una bomba al mar.
Todo está clavado en la memoria,
espina de la vida y de la historia.
La memoria pincha hasta sangrar,
a los pueblos que la amarran
y no la dejan andar
libre como el viento.
Todos los muertos de la A.M.I.A.
y los de la Embajada de Israel,
el poder secreto de las armas,
la justicia que mira y no ve.
Todo está escondido en la memoria,
refugio de la vida y de la historia.
Fue cuando se callaron las iglesias,
fue cuando el fútbol se lo comió todo,
que los padres palotinos y Angelelli
dejaron su sangre en el lodo.
Todo está escondido en la memoria,
refugio de la vida y de la historia.
La memoria estalla hasta vencer
a los pueblos que la aplastan
y que no la dejan ser
libre como el viento.
La bala a Chico Méndez en Brasil,
150.000 guatemaltecos,
los mineros que enfrentan al fusil,
represión estudiantil en México.
Todo está cargado en la memoria,
arma de la vida y de la historia.
América con almas destruidas,
los chicos que mata el escuadrón,
suplicio de Mugica por las villas,
dignidad de Rodolfo Walsh.
Todo está cargado en la memoria,
arma de la vida y de la historia.
La memoria apunta hasta matar
a los pueblos que la callan
y no la dejan volar libre como el viento. Letra y música: León Gieco
COMUNICATO PUBBLICO
CAROVANA NAZIONALE E INTERNAZIONALE AGROMINERARIA
La carovana agromineraria, formata da delegazioni nazionali ed internazionali ha terminato il suo percorso di 17 giorni dopo essere passati per il Sud del Bolivar, Chocò, Risaralda, Cauca e Nariño.
In ognuna di queste tappe si sono evidenziate le condizioni di precarietà del settore della piccola attività mineraria, dove lo Stato ha svolto il suo ruolo abbandonando completamente questa attività produttiva, preferendo la svendita della risorsa aurifera alle imprese straniere e rinunciando una volta per tutte alla sovranità e ad una fonte di entrata per il paese.
Oltre a questo abbandono si osserva una campagna denigratoria contro il settore minerario artigianale per danni ambientali, campagna che mira alla sua chiusura e a dichiarare illegale questa forma di sopravvivenza di migliaia di famiglie colombiane.
dal 17 agosto al 3 settembre
CAROVANA NAZIONALE E INTERNAZIONALE PER LA RESISTENZA DELLA ATTIVITA’ MINERARIA ARTIGIANALE
La Carovana Minera è un'iniziativa che coinvolge leader appartenenti a comunità minerarie di differenti parti del paese (Nariño, Chocó, Cauca, Bolivar, Risaralda) i cui territori sono stati richiesti dalla multinazionale AngloGold Ashanti - Kedahda - per esplorazione o sfruttamento. La Carovana percorrerà varie regioni a livello nazionale che stanno venendo colpite dagli interessi della multinazionale.
La Carovana ha come obiettivo quello di visibilizzare all'interno ed esterno della Colombia la problematica mineraria, gli oltraggi fisici e legislativi coi quali la transnazionale viene espandendo il suo dominio. Nello stesso modo tende a fortificare il movimento contro il grande settore minerario e difendere la permanenza delle comunità nei loro territori.
La Carovana sarà composta, per il livello nazionale, da due leader per ognuna delle regioni coinvolte: Cauca, Bolivar, Risaralda, Chocó e Nariño, e da membri di paesi coinvolti economicamente o legalmente nelle attività della Kedahda. Per questo a livello internazionale parteciperanno compagni inglesi, statunitensi, canadesi ed italiani.
A cura di Oscar Paciencia
Nella pubblicità della pagina web del Governo si legge di una Samaniego 'partecipativa e competitiva', simbolizzata dal logo di una enorme infrastruttura stradale che sovrasta la valle nariñense. Forse occorrerebbe aggiungere anche 'conflittiva e desplazada', se come ci raccontano i più di 400 contadini scappati dalle montagne circostanti a seguito degli scontri armati che stanno avvenendo nelle comunità limitrofe, ove l'incursione paramilitare associata all'esercito nazionale stà cercando di fare posto alla multinazionale Kedhada per lo sfruttamento dell'oro e delle altre risorse minerali di cui la zona è ricca.
Nell'ambito dell'ultima giornata di attività della Carovana Minera Nazionale e Internazionale Il Comitato Carlos Fonseca e la RedHER hanno avuto modo di intervistare e raccogliere le denunce dei contadini e piccoli minatori scesi dalle loro comunità per protestare e partecipare agli incontri.
30 agosto 2007
In sciopero della fame da due settimane, già con sintomi di grave disidratazione, vomitando sangue e con le bocche cucite, gli studenti della Università del Cauca di Popayan continuano a protestare per le denunce subite, tra le vessazioni dell'istituzione universitaria, le minacce paramilitari, la repressione dell'ESMAD (squadroni della polizia speciale antisommossa) e, adesso, anche con la possibile espulsione dalla università.
Pur decidendo per l'interruzione dello sciopero della fame che, da una nota dell'ultimissima ora, pare l'università abbia accettato discutere le richieste degli studenti, essi permangono in stato di allerta, continuando ad occupare gli spazi universitari, dal momento che è non la prima volta che le promesse fatte si sono dimostrate essere trappole.
Continuano le vessazioni contro gli universitari del Cauca
STUDENTI DELLA UNIVERSITA’ DEL CAUCA IN SCIOPERO DELLA FAME
Popayan, 25 agosto 2007 Julia
Dal 14 agosto dell'anno in corso, 14 studenti di differenti facoltà dell'Università del Cauca, con sede in Popayán, rimangono in sciopero di fame e con le bocche cucite. Da allora si "alimentano" solo con liquidi che prendono con una cannuccia. Di giorno rimangono nel chiostro della facoltà di Scienze Umane, nella notte cambiano differenti case, per la paura di essere presi dalla Polizia.
Di questi ce ne sono otto dei 16 studenti che sono stati detenuti arbitrariamente il 31 di maggio di quest’anno, quando i poliziotti dell'ESMAD sgomberarono violentemente gli studenti che avevano occupato pacificamente lo storico chiostro di Santo Domingo.Nello sciopero sono accompagnati da altri sei studenti solidali.
Chi vuole può esprimere solidarietà ai 14 studenti in sciopero di fame, che per ragioni di sicurezza chiedono non menzionare i loro nomi, scrivendo a:
Chávez, ha ricevuto la senatrice colombiana Piedad Cordoba, a cui manifestò la volontà che esiste da parte del suo Governo per aiutare a propiziare un accordo tra Bogotà e le Forze armate Rivoluzionarie della Colombia, FARC, che permetta di ottenere la liberazione delle persone che si trovano in potere del gruppo armato.
Dopo molteplici incontri con i parenti delle persone in potere delle FARC,
tra cui Clara de Rojas, Piedad Cordoba e il Professor Moncayo,
Chavez si rende disponibile ad aiutare per l'accordo umanitario
che vede lo scambio tra prigionieri
Intervista a Cristóbal Silva Gonzalez
LA DEMOCRADURA DELLA COLOMBIA
Bologna, 15 marzo 2007
Direttore dell'Istituto Nazionale Sindacale di Bogotà, Cristóbal Silva Gonzalez, in Europa per un giro di conferenze, racconta di come la dittatura democratica (democradura, come la chiama) colombiana mentre svende le risosrse naturali e strategiche al grande capitale internazionale, reprima ogni forma di dissenso politico con la repressione ed il terrore agite da forze regolari ed irregolari dello stato, e di come cerchi appoggi e consenso alla sua strategia tra i governi dell'Unione Europea e le grandi imprese trasnazionali.
Nonostante le pressioni dell'esercito ASSEMBLEA DEI MINATORI di FEDEAGROMISBOL Mina Mocha, Sud del Bolivar.
11 maggio 2007
di Oscar Paciencia
Mentre Teofilo Acuña viveva con trepidazione quelli che sarebbero stati i suoi ultimi giorni di prigione, l' organizzazione che presiede, FEDEAGROMISBOL, si raccoglieva in assemblea per organizzare le iniziative volte alla liberazione del suo presidente, per contrastare l'arroganza delle forze dell'ordine e dei soldati nazionali, per rivendicare le proprie terre ed il porprio lavoro nelle miniere contro l'arrogante avanzata della multinazionale ANGLO GOLD ASHANTI che, attraverso la filiale-fantoccio Kedhada, sta cercando di terrorrizzare i contadini abitanti di queste montagne per indurli alla fuga.
Nonostante la presenza dei militari gomito a gomito con i contadini riuniti, nonostante le loro minacce implicite ed esplicite, i minatori sono giunti al luogo di incontro ed hanno portato a termine le loro discussioni, invitando le organizzazioni sociali e politiche internazionali a verificare di persona lo stato di rischio nelle quali versano. Immagini di Mina Mocha e dell'Assemblea
di RedHer, 5/7 maggio 2007 [Fotografie]
Intervista a RedHer presente a Mina Mocha di Oscar Paciencia, 11 maggio 2007 Audiointervista [IT]
Incarcerato alla Modelo di Bucaramanga, patio numero 4
INTERVISTA A TEOFILO ACUÑA, ACCUSATO DI RIBELLIONE
di Oscar Paciencia 29 aprile 2007 - h. 21.30
Il presidente di Fedeagromisbol racconta con dignità e preoccupazione, l'episodio della sua cattura illegale, dove il sergente ed i soldati presenti lo hanno prelevato con la forza dalla sede della Federazine a Santa Rosa del Sur pochi minuti prima che si recasse ad una riunione ufficiale con rappresentatni del governo colombiano.
Racconta delle sue condizioni materiali e psicologiche, e soprattutto della preoccupazione per la gente che continua a vivere nelle montagne del Sud del Bolivar e che in questo momento subisce oltraggi continui da un esercito che si sente criticato nello svolgimento della funzione di cane da guardia per conto della multinazionale dell'oro Kedahda, che necessita lo spopolamento della zona per poter sfruttare le miniere.
Dalla Corporazione Sembrar si apprende che il giudice di Simitì ha negato l'abeas corpus richiesto dall'avvocato, per definire illegittimo l'arresto e quindi scarcerare Teofilo.
ARRESTATO PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE
AGROMINERARIA DEL SUD DEL BOLIVAR
La Federazione Agromineraria del Sud del Bolivar, il Coordinamento Nazionale Agrario - CNA, il Processo delle Comunità Nere - PCN, la Corporazione Sembrar, la Rete di Fratellanza Colombiana e la Rete Europea di Fratellanza e Solidarietà con la Colombia denunciano i seguenti fatti:
1. Oggi 26 aprile 2007 verso le 9:00 di mattina nell'ufficio della Federazione nella zona urbana di Santa Rosa, Sud del Bolivar, è stato fermato da membri del battaglione antiaereo Nuova Granada della V Brigada, il presidente della Federazione TEÓFILO Manuel ACUÑA RIBÓN.
2. Che l'esercito allude ad un ordine di cattura del pubblico ministero n.28 sezione di Cartagena, Edward José Cabello Baquero, dove si accenna di un tale soprannominato Teófilo di professione leader sindacale.
3. Che nel momento della detenzione il leader della Federazione è stato picchiato e che fino ad ora secondo il respnsabile Cordova, per ordini superiori è vietata l'entrata dell'avvocato, e questo ci fa temere per la sua integrità fisica.
4. Che oggi si riunisce in Santa Rosa il Tavolo di Interlocuzione delle comunità col governo nazionale, ove stanno facendo presenza distinte autorità nazionali.
5. Che TEÓFILO Manuel ACUÑA RIBÓN aveva testimoniato nel processo in corso nei confronti del battaglione antiaerea Nuova Granada a seguito dell'assassinio di Alejandro Uribe leader della Federazione.
6. Che giusto in questo momento si stanno preparando gli incontri circa il codice Minerario in cui la Federazione aveva un ruolo protagonista.
7. Durante il verificarsi di questi fatti, è stata colpita anche una funzionaria della Defensoria del Pueblo
Popolazioni indigene occupano la sede del governo locale
CHOCO'. LA TRAGEDIA CONTINUA.... 23 aprile 2007 - da Indymedia Colombia Protestano 500 indigeni davanti alla sede del Governo del dipartimento del Chocó
"Abbiamo preso la decisione di manifestare contro l'abbandono e l'umiliazione alle quali siamo stati sottomessi dalle autorità municipali, dipartimentali e nazionali, non solamente in questi giorni, ma da molto tempo... Siamo stanchi della sistematica violazione dei nostri diritti, specialmente quello alla salute, alla alimentazione, all'educazione, alla protezione della vita. Vogliamo venga garantita la integrità culturale di nostri popoli."
La tragedia delle popolazioni nere, indigene e meticce continua. Oltre che sopportare gli effetti dell'arretratezza sociale, continuano ad essere vittima della ripresa del paramilitarismo, della politica militarista dello stato, dei soprusi degli insorti e della corruzzione dei governanti.
Nei loro territori, convertiti in scenari di guerra, assistono come spettatori o vittime ad una crescente militarizzazione della loro vita quotidiana, dei loro villaggi e dei loro fiumi e soffrono di conseguenti e permanenti soprusi, essendo popolazione civile disarmata ed estranei alla guerra, osservano che le risorse che vengono loro negate per la sanità e la educazione vengono convertite in capacità militare, mentre continunano con la stessa frequenza gli assassini, le minacce e gli sfollamenti.
trasmissione del 2 aprile 2007
a cura del Comitato Carlos Fonseca di Roma
All'interno dei progetti di solidarietà che RedHer (Red de Hermandad Y solidaridad con Colombia) ha messo in essere, il racconto di una esperienza concreta tra le montagne profonde del Catatumbo (dipartimento Norte de Santander). La realizzazione da parte del Comitato Carlos Fonseca in collaborazione con Rado Onda Rossa di un laboratorio sulla comunicazione radiofonica che ha coninvolto una ventina di ragazze e ragazzi della comunità di Filo Gringo
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Multinazionale Chiquita Brands (1970-2006) o United Fruit Company (1928-1970): una storia di terrorismo di Stato in Colombia.
da Indymedia Colombia
traduzione Oscar Paciencia
Nel 1970, United Fruit si è fusa con un'altra impresa e ha cambiato nome in United Brands Company che a sua volta lo ha cambiato in Chiquita Brands (1990), secondo dati disponibili nella sua pagina web. Con oltre 15.000 ettari di banano seminati in Colombia, la storia della Chiquita Brands illustra perfettamente come si è sviluppato il terrorismo di stato in Colombia.
La stessa multinazionale autrice del massacro delle bananiere del 6 dicembre 1928, United Fruit, ora Chiquita Brands, oggi riconosce davanti al tribunale degli Stati Uniti avere finanziato il paramilitarismo di Stato in Colombia. Mentre però il presidente Colombiano Álvaro Uribe Vélez dichiara ai mezzi di informazione che l'estradizione potrà essere applicata ai dirigenti della Chiquita Brands, la Procura afferma che ha appena iniziato le investigazioni, e il ministro della Difesa e Sicurezza Nazionale Juan Manuel Santos dice che non sarebbe possibile giuridicamente.
E’ tutto chiaro: Chiquita Brands o United Fruit Company finanziava in dollari i paramilitari attraverso l’organizzzazione Convivir; portava loro armi (migliaia di fucili e milioni di cartucce) e per loro conto portava la cocaina in Europa. E vai a sapere cos’altro! Ora dovranno solamente pagare una multa al governo degli Stati Uniti per avere massacrato attraverso paramilitari e militari colombiani migliaia di contadini, lavoratori e sindacalisti. Secondo la Rivista Semana, dal 1997 fino al 2004, epoca nella quale finanziava i paramilitari, Chiquita Brands fu la causa, nella regione dell'Urabá antioqueño, dello sfollamento di circa 60.000 persone, e 3778 che morirono, tra le quali ci sono le 432 vittime dei 62 massacri. Tra i massacri più ricordati di questa epoca c’è quello di Urabá, nel gennaio del 1998, dove un gruppo paramilitare bruciò nell’acido 11 contadini per far loro confessare di appartenere alla guerriglia, dopodiché li assassinò.
Da Il Manifesto - 16 marzo 2007 BANANE (USA) CHE GRONDANO SANGUE Una corte di Washington condanna la Chiquita Brands (ex United Fruit) a una multa di 25 milioni di dollari per aver pagato i «paras» della Colombia. Ma... di Guido Piccoli
Se José Arcadio Secondo avesse fatto il sindacalista dei raccoglitori di banane in questi anni e non a Macondo tre quarti di secolo fa, avrebbe avuto ancora meno probabilità di morire di vecchiaia. Le banane, allora come oggi, continuano a grondare sangue.
Lo conferma la sentenza del tribunale di Washington, che ha condannato la Chiquita Brands (delle famose «Chiquita 10 e lode») a pagare una multa di 25 milioni di dollari per avere finanziato, dal 1997 al 2004, attraverso la sua filiale Banadex, le Autodefensas Unidas de Colombia (Auc). La storia, quindi, si ripete, sebbene siano cambiati il nome della multinazionale (che una volta si chiamava United Fruit) e i metodi della repressione, realizzata negli anni '20 con i massacri dell'esercito (come racconta Gabriel García Márquez in Cent'anni di solitudine), adesso con le mini-Uzi dei sicari paramilitari. Il pagamento delle Auc furono approvati «per garantire in buona fede la sicurezza dei nostri impiegati», si è difeso dalla sua sede di Cincinnati, nell'Ohio, il presidente della Chiquita Brands. «La multa ad un'impresa, rea per avere pagato un gruppo illegale, è un magnifico segnale», ha commentato il ministro della difesa colombiano, Juan Manuel Santos. Sebbene abbia suscitato scalpore, la sentenza del tribunale Usa è quasi una burla, per quello che decreta e omette.
Davanti all'ultimo attentato, cancellano lo scambio umanitario tra Stato e FARC ed ordinano un assalto militare per liberare i sequestrati. Appello di Uribe al terrorismo di Stato.
Giovedì 19 ottobre, l'esplosione di una carro-bomba nel complesso militare più importante del paese, ha lasciato più di una ventina di feriti alcuni minuti prima di un'attività accademica sui Diritti umani dove sarebbe intervenuto il delegato dell'ONU e il comandante generale dell'esercito. L'artefatto esplosivo è stato messo fronte alla sede della Scuola Superiore di Guerra, nelle vicinanze dell'Università Nuova Granada, un'università pubblica diretta dale forze armate dove studiano anche civili.
In mezzo al crollo di governabilità del governo di Uribe, e davanti a questo evidente fallimento della politica di "Sicurezza Democratica", Uribe ha impartito l’ordine di offensiva militare totale.
Mentre lo Stato in toto responsabilizza le FARC per questo attentato, l'ultimo comunicato di questo gruppo guerrigliero smentisce il fatto, ed entrambe le parti affermano che la controparte è contro la soluzione negoziata al conflitto.
Non è la prima volta che atti come questo vengono attribuiti alla guerriglia delle FARC, ma poi si viene a sapere che gli organizzatorifacevano parte dell'Esercito Nazionale[version ES]. Carlos A. Lozano Guillén, direttore de la VOZ, afferma:"Ho quasi la certezzza che i responsabili di quest'autobomba sono gli stessi denunciati alcuni giorni fa". Mentre le FARC in un comunicato riportato da R.C.N. Radio, accusano organismi interni agli Stati Uniti di essere dietro l'attentato.
Missione Internazionale di verifica sulla situazione dei diritti umani dei popoli indigeni colombiani
Dichiarazione finale
di A SUD da O.N.I.C.19 - 29 settembre 2006
Di fronte all'aggravarsi della crisi umanitaria delle Comunità indigene in Colombia, le principali organizzazioni indigene, riunite nel Consiglio Nazionale Indigeno di Pace, hanno convocato una Missione Internazionale dal carattere indipendente per dare seguito alle raccomandazioni fatte nel 2004 dal Relatore Speciale delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali delle popolazioni indigene, Rodolfo Stavenhagen.
Tra il 19 e il 29 settembre 2006 questa Missione internazionale di verifica sulla situazione umanitaria e dei diritti umani delle popolazioni indigene della Colombia, ha voluto verificare lo stato di adempimento delle raccomandazioni e la situazione attuale delle popolazioni indigene, e si è posta come obiettivo quello di produrre un rapporto che permetta alla Comunità Internazionale di sollecitare al governo colombiano l'adempimento agli accordi e agli impegni di ordine internazionale e nazionale, in relazione al rispetto dei diritti dei popoli indigeni.
Alla Missione hanno partecipato le organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani della società civile di Europa, dell'America Latina, degli Stati Uniti e del Canada, insieme ad osservatori delle agenzie delle Nazioni Unite, dell'ambasciata della Svizzera, dell'ambasciata della Germania, della delegazione della Commissione Europea e del MAPP-OEA. La missione ha visitato cinque regioni: la Sierra Nevada di Santa Marta, l'Alto Sinú Cordoba, il dipartimento di Arauca, il dipartimento del Cauca ed il dipartimento del Guaviare. In ogni regione la missione ha realizzato delle interviste alle comunità indigene e alle loro organizzazioni, ha raccolto le testimonianze delle vittime delle violazioni dei diritti umani e degli abusi al diritto umanitario internazionale, ha incontrato le autorità locali civili e militari e i rappresentanti degli organismi dicontrollo nazionale.
Dichiarazione finale[versione IT][version ES] Radio Città Aperta: intervista a Giuseppe De Marzo [21/10/2006]
Immagini della Missione di Verifica sulla condizione Indigena in Colombia
dalla pagina diO.N.I.C.
TRASFERITI FORZATAMENTE PIU’ DI 1.300 TRA MINATORI E CONTADINI DEL SUD DEL BOLIVAR A SEGUITO DELLE PERSECUZIONI E DAGLI ASSASSINI COMPIUTI DALL'ESERCITO NAZIONALE.
A SANTA ROSA L'ESERCITO INSINUA CHE I MINATORI IN LOTTA SIANO INFILTRATI DA GRUPPI GUERRIGLIERI
Il Sud de Bolivar è stato storicamente una regione dove le politiche di controllo sociale e politico hanno portato il segno di gravi e sistematiche violazioni ai diritti umani, rimaste nella totale impunità; la guerra civile colombiana ha segnato anche a questo territorio ricco di ogni tipo di materie prime, e la cui popolazione civile è stata, e sta, fuori da ogni protezione da parte dello Stato colombiano.
La lotta per il controllo delle zone aurifere - soggette ad alcune forme di estrazione che seguono il modello di sfruttamento ispanico dell'argento, scomparso a metà del secolo XIX - si sono mantenute fuori del potere della polizia di stato, perfino il controllo su minerali che costituiscono una riserva di ricchezza con la quale finanziare lo sviluppo della Colombia.
Il 19 settembre 2006 il giovane Alejandro Uribe, leader e Presidente della Giunta di Azione Comunale del casale Mina Gallo, Municipio di Morales, e membro della Federazione Agrominera del Sud del Bolivar - FEDEAGROMISBOL - secondo versioni date dalla comunità, è stato assassinato da soldati appartenenti al Battaglione Nuova Grenada al comando del Capitano Blanco, eseguendo ordini di Benjamín Palomino Capitano Ufficiale delle Operazioni di quel Battaglione.
Così come informa la Diocesi di Magangue in un comunicato pubblico, rifiutando questo omicidio, Alejandro Uribe aveva partecipato il l’8 settembre 2006 all'Assemblea di Previa per il Tribunale Permanente dei Popoli che si realizzerà i 11 e 12 di novembre del presente anno nella città di Medellin. In quell'evento erano presenti la Defensoria del Pueblo e Organizzazioni per Diritti umani. In quella sede si trattò di Ecosistema di Multinazionali, e si esposero pubblicamente gli abusi delle Forze Militari della Colombia contro la popolazione civile, col proposito di facilitare l'entrata alla regione della Multinazionale KEDAHDA S. A. filiale dell'Anglo GOLD ASHANTI.
La morte del leader menzionato si somma ad una preoccupante catena di attentati, blocchi, minacce ed altri assassini che secondo versioni degli abitanti sono eseguiti in maniera deplorevole da membri del Battaglione Nuova Grenada, dell'Esercito della Colombia.
Questi fatti hanno portato al trasferimento forzoso di tutto il settore minerario che è arrivato al posto conosciuto come L'Ipsilon, giurisdizione del Municipio di Santa Rosa del Sud, Dipartimento di Bolivar.
In questo contesto, circa 1.300 contadini e minatori si sono mobilitati davanti contro questo assassinio.
Comunicato Stampa No 1 COMUNITÀ AGROMINERARIE DEL SUD DEL BOLIVAR
25 settembre di 2006
Come comunità agrominerarie del sud di Bolivar, vogliamo rendere note all'opinione pubblica nazionale ed internazionale le ragioni che ci hanno portato a trasferirci forzatamente dai nostri villaggi verso il capoluogo municipale di Santa Rosa:
Le nostre comunità hanno vissuto e lavorato nella regione, vivendo dell’attività mineraria e dell'agricoltura da varie generazioni. 10 anni fa, multinazionali del settore minerario, motivate dalla grande ricchezza della regione, hanno voluto usurpare il nostro territorio, sviluppando la stessa strategia negli anni fatta di assassini, terrore, saccheggio, etc. appoggiate dallo Stato e dal paramilitarismo.
Intervista a Teófilo Acuña di FEDERAGROMISBOL COMUNITÀ AGROMINERARIE DEL SUD DEL BOLIVAR
IN LOTTA
da Radio Nizkor - Madrid / Indymedia Colombia
2 ottobre 2006
Teofilo Acuña spiega con chiarezza l'origine del problema. Gli interessi delle multinazionali dell'oro sono la causa di questa tragedia.
Un'altra esecuzione mirata da parte dell'esercito. Si opponeva all'esproprio delle miniere d'oro intentato dalla multinazionale Khedada
ALEJANDRO URIBE
assassinato dal Battaglione Nueva Grenada
traduzioni di Oscar Paciencia
Alejandro Uribe, membro della Giunta Direttiva dell'Associazione dei Minatori del Bolivador, filiale della Federazione Agromineraria del Sud del Bolívar, FEDEAGROMISBOL e presidente della Giunta di Azione Comunale della frazione di Mina Gallo, del municipio di Morales, è stato ucciso il 19 settembre da membri del Battaglione antiaereo di alta montagna Nueva Grenada - BAGRE.
Già Il giorno 7 settembre di quest'anno, Alejandro Uribe, alla presenza di membri di alcune Organizzazioni Non Governative per i Diritti umani e alla Defensoria del Pueblo aveva denunciato l'esecuzione extragiudiziale di Arnulfo Pabón, fatto avvenuto a Bolivador, una comunità che dista poche ore di cammino da Mina Gallo dove è avvenuto questo omicidio. Anche in quella occasione erano stati i militari del Battaglione Bagra gli artefici dell'esecuzione extragiudiziale di Arnulfo.
Denuncia Pubblica Organizzazioni colombiane 22/9 [versione IT][version ES]
Wradio di Bogotà 22 settembre 2006. Intervista sull'omicidio di Alejandro Uribe al Presidente del Coordinamento Nazionale Agrario (CNA) GERMAN BEDOYA e al Generale della V Brigata, Comandante del Battaglione Antiaereo Nueva Grenada, JOSE JOAQUIN CORTES.
Intervista del 22 settembre 2006 [10' 33" - 4946Kb] [audio ES]
Denuncia Pubblica Organizzazioni colombiane 20/9 [versione IT][version ES] Denuncia Pubblica Organizzazioni Italiane 20/9 [versione IT][version ES] Fotografie della Comunità di Mina Gallo Alejandro Uribe viveva qui. I minatori artigianali del luogo stanno contrastando l'arrivo di una multinazionale dell'oro, la Khedada, la quale ha già chiesto concessioni per espropriare la loro terra per oltre di 150000 ettari di terreno.
Oggi si insedia a Bogotà l'uomo che ha fatto cambiare la costituzione colombiana per poter essere rieletto. Ha votato solo il 45% delle popolazione che ne aveva il diritto: praticamente tutta la zona rurale è rimasta esclusa dalla formalità del voto, ma non dagli effetti nefasti che, per altri quattro anni, vedranno la stragrande maggiorparte della popolazione colombiana oppressa, sfruttata ed emarginata.
Quella stessa popolazione che ha vissuto e sta vivendo una drammatica situazione umanitaria segnata dalla violenza politica, dai trasferimenti forzosi di intere comunità, dal coinvolgimento in crimini orrendi delle forze armate e di tutte le polizie, dalla paramilitarizzazione che, nella menzogna della "reinserzione" ricicla gli assassini illegali in tutori dell'ordine, da una legalità che fa dell'impunità perenne la sua ragione d'essere.
Il governo che Uribe ha presieduto per quattro anni ha ignorato tutte le raccomandazioni dell'Alta Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ha pubblicamente offeso di filo-terrorismo Amnesty International, non ha ottemperato alle indicazioni date dalla Corte Interamericana per i Diritti Umani, non mostrando alcuna volontà per difendere i diritti delle comunità vittime di Crimini di Lesa Umanità, di Distruzione Ambientale e del Territorio, così come ha segnalato la stessa Defensoria del Pueblo colombiana e le ONGs che difendono tali diritti.
Alvaro Uribe Velez, eletto dall'oligarchia colombiana su commissione del padrone Nordamericano, l'ultimo cocciuto baluardo degli interssi dei poteri forti planetari in America Latina, ipocrita menzognero nel mendicare denaro rappresentando la "sua" Colombia all'estero, non demorderà dall'intento di completare l'opera, svendendo le ricchezze colombiane alle trasnazionali e raffinando per questo fine tutte le strutture repressive, legali e illegali, di cui dispone. Oscar Paciencia 7 agosto 2006
Discorso di Alvaro Uribe Velez durante l'insediamento a Palazzo Nariño Bogotà 7 agosto 2006
Colombia: si insedia Uribe. Questa volta senza spari
Di Guido Piccoli
Ieri, lunedì festivo in ricordo di una grande vittoria di Simon Bolivar di quasi 200 anni fa, è stato in Colombia un giorno come un altro. Il reinsediamento del Presidente Alvaro Uribe ha cambiato l’atmosfera solo a Bogotà, in particolare nei dintorni del palazzo presidenziale e nei quartieri a ridosso delle vicine colline. Esattamente quattro anni fa, un manipolo di guerriglieri urbani cercò di rovinare la cerimonia ufficiale, sparando razzi e granate dai tetti: una dimostrazione di forza che, a causa del “cambio di direzione di una carica esplosiva “ (secondo il freddo frasario delle FARC) invece di cadere sulla Plaza des Armas, provocò la morte di una quindicina di indigeni della miserabile Calle del Cartucho.
La Colombia di Alvaro Uribe di JOSÉ STEINSLEGER /ALTERCOM
La Jornada - 3 luglio 2006
Tradución por Maribel
Lotta irriducibile quella della Colombia e dei suoi popoli che, seguendo l'esempio dell'insurrezione dei comuneros del Paraguay (1717-35) preannunciarono l'indipendenza politica dell'America (1780), come oggi preannunciano l'emancipazione economica e sociale dei nostri popoli.
Nel paese che dal 1886 porta il nome del conquistatore, la violenza repubblicana iniziò il giorno in cui un gruppo di patrioti redasse a Cartagena la prima costituzione liberale del mondo ispanico (un anno prima di quella di Cadice, 1811), e quando fu socialmente istituzionalizzata dai nemici della confederazione bolivariana (1830).
Bogota', 31 lug . - Un pedone, a quanto sembra un mendicante, e' morto e sei militari sono rimasti feriti per l'esplosione di un'autobomba in un quartiere nordorientale di Bogota'. L'attentato, eseguito con un comando a distanza, al passaggio di due camion dell'esercito non e' stato rivendicato. L'attacco e' avvenuto a una settimana dall'inizio del nuovo mandato del presidente Alvaro Uribe, rieletto lo scorso 28 maggio. (AGI/EFE)
Autobomba a Cali, almeno 5 vittime
4 agosto - Lo scoppio di un'autobomba lanciata contro un commissariato di polizia ha causato a Cali un bilancio di almeno cinque morti e nove feriti. Il governatore del dipartimento del Valle del Cauca, Angelino Garzon, ha dichiarato che 'nell'attentato sono morti quattro agenti e l'individuo che conduceva l'auto'. Il generale Jacinto Meza, direttore della polizia regionale, ha detto che lo scoppio e' avvenuto alle 7 (le 14 italiane) e che il veicolo aveva a bordo circa 40 kg di esplosivo del tipo Anfo. (ANSA)
Polizia in stato di “massima allerta” per garantire l’insediamento di Uribe A cura di Terra Colombia /EFE
5 agosto 2006
La Polizia Colombiana è in stato di “massima allerta” per garantire l’ordine pubblico durante l’insediamento del rieletto presidente Alvaro Uribe che avverrà il prossimo 7 agosto prossimo, lo afferma il generale Jorge Daniel Castro
Durante una conferenza stampa l’ufficiale ha dichiarato che questa operazione, avviata in tutto il paese, ha lo scopo di prevenire attentati della guerriglia delle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia), alle quali sono stati attribuiti vari attentati terroristi avvenuti in varie parti del Paese.
Ha spiegato che sono stati disposti posti di blocco e perquisizioni nelle principali città, che sono state imposte restrizioni nella circolazione in alcune zone di Bogotà e che ha invitato i cittadini a denunciare “fatti sospetti”.
Violazioni illegali di domicilio, intercettazioni telefoniche ai telefoni fissi ed ai cellulari, furti di dischi rigidi e computer portatili violazione della posta personale, blocchi di pagine web, perquisizioni, pedinamenti ai lavoratori, infiltrazioni dei cosiddetti “tiras” (informatori della polizia), minacce via e-mail e telefoniche tra le altre cose, sono le strategie che l’“intelligence” della polizia, del DAS (dipartimento amministrativo per la sicurezza), l’esercito e i suoi squadroni illegali sta mettendo in opera contro le organizzazioni sociali, sindacali e popolari, così come contro gli attivisti e leaders di differenti settori.
In questa occasione hanno perquisito ed ispezionato senza ordine giudiziario le sedi del SINALTRAINAL, del settimanale SEMANARIO VOZ, del COMITÉ PERMANENTE DE DERECHOS HUMANOS e rubato i dischi rigidi al centro per i diritti umani CODHES. Occorre precisare che queste pratiche le stanno attuando da molto tempo nei confronti delle comunità, delle organizzazioni e delle persone. Ricordiamo la Asamblea por la Paz, le comunità di Apartadó e di Atrato, e le organizzazioni popolari di Barrancabermeja. I fatti di oggi costituiscono un’aggressione in più a quelle cui solitamente soggiacciono i difensori dei diritti umani in Colombia da parte di questo Governo.
COSA E' SUCCESSO
ALL'INSEDIAMENTO DI URIBE NEL 2002
Giura il presidente blindato di Martin E. Iglesias / Selvas
07/08/2002
Alvaro Uribe Velez inaugura il suo mandato presidenziale "sorvegliato a vista" da più di 15.000 uomini armati, concentrati nella capitale. Ma nonostante ciò, razzi e attentati dinamitardi uccidono 15 persone a Bogotà, durante la cerimonia di giuramento. Quasi fosse una dimostrazione che "la violenza chiama violenza", ora tocca al nuovo presidente mantenere complicati equilibri di pace o spingere il Paese, e forse il continente, in una orribile epoca di guerra. La Colombia nel frattempo sprofonda nel debito estero e la povertà aumenta, in silenzio. [continua IT]
Ondata di attentati durante l’insediamento di Uribe causa 19 morti e 76 feriti DPA, AFP, PL Y REUTERS. La Jornada da Rebelion - 9 agosto 2002 Un saldo stimato in 19 morti e 76 feriti è stato il risultato di un’ondata di attentati dinamitardi lanciati presumibilmente dalla guerriglia delle Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia (FARC) durante il giorno dell’insediamento del nuovo presidente del paese, l’uomo di destra Uribe. Tuttavia il gruppo guerrigliero non si è assunto la paternità di nessuno degli attentati e non ha emesso nessun comunicato nei confronti dell’insediamento di Uribe. Nonostante le imponenti misure di sicurezze senza precedenti, gli attentati sono arrivati fino alla casa presidenziale di Nariño, dove sono scoppiate tre bombe che hanno ferito quattro poliziotti. Sembra che solo una delle bombe sia esplosa, dopo essere stata lanciata da un veicolo in corsa. [continua ES]
Fotografie sul bombardamento di Palazzo Nariño durante l'insediamento di Uribe nel 2002
archivi AFP / AP
ricerche di Oscar Paciencia
Pacifico Nero
Le comunità dei fiumi Anchicayá e Calima Me niego totalmente
A negar mi voz
Mi sangre y mi piel.
Y me niego totalmente
A dejar de ser yo
A dejar de sientirme bien
Cuando miro mi rostro en el espejo
Con mi boca totalmente grande
Y mi nariz totalmente hermosa
Y mis dientes totalmente blancos
Y mi piel valientemente negra
Y me niego categoricamente
A dejar de hablar
Mi lengua, mi acento, y mi historia
Y me niego absolutamente
A ser parte
De los que se callan
De los che temen
De los que lloran
Porque me acepto
Totalmente libre
Totalemente negra
Totalmente hermosa.
(Me niego totalmente – Shirley Campbell)
Con il fiume sottosopra, profitto della multinazionale Viaggio attraverso i fiumi Anchicayá e Calima. Buenaventura di Julia e Oscar Paciencia
Chi vuole conoscere le condizioni di vita degli abitanti dei fiumi Anchicayá e Calima, dove il Processo delle Comunità Negre – PCN – lavora, deve partire da Buenaventura. Buenaventura è il porto marittimo più grande di Colombia, però l’accesso per via terra è reso difficilissimo per le frequenti frane che coinvolgono l’unica strada disponibile. Occorre munirsi di molta pazienza. Per arrivare a Anchicayá, uno viaggia in carro colectivo (vetture di vario modello adibite al trasporto di persone, cose e animali), forando le gomme con la stessa frequenza delle frane, fino a Zabaleta. Lungo il cammino si incontrano molti soldati,a Zabaleta c’è un posto di blocco dell’esercito ai bordi del fiume.
Catatumbo, ¡corazon! di Oscar Paciencia bogotà 1 giugno 2006
Non puoi andare per di lì. Ci hanno appena detto che per quella vereda di Mesa Rica due spezzoni dell’esercito si sono camuffati e agiscono come paramilitari. Un gruppo ha il bracciale delle nuove autodifese, Las Aguilas Negras, gli altri neppure quello. Ma hanno già segnalato alcuni contadini, mentre altri li hanno minacciati ed alcuni picchiati.
Ma devo fotografare, devo dimostrare che quello che dite è vero. La verità serve viva. Quindi andiamo verso Las Aguadas, dove la comunità sta aspettando di poter raccontare quello che le è successo e di ascoltare le proposte per organizzarsi in una nuova forma, come potersi meglio difendere dall’avanzare dei progetti multinazionali che stanno arrivando in questo municipio scortati dai soldati. Sono già nella scuola riuniti e noi ti dobbiamo portare in moto.
Nelle comunità minerarie del Sud del Bolivar Con la testa fra le nuvole di Oscar Paciencia Bogotà, 19 aprile 2006
Fantasticare è umano. Lasciarsi prendere la mano ed i pensieri dal sogno, a volte, rigenera lo spirito. Inventarsi la realtà, costruire tragitti inesistenti e percorrerli in lungo e in largo alla ricerca di confini che sempre si spostano, appartiene alla possibilità di lasciar decantare la fatica prodotta dalla quotidianità. Lasciare che la distrazione ci permetta di sbagliare è un toccasana per la razionalità che costantemente ci viene richiesta. Concedere alla testa una vacanza tra le nuvole fornisce l’opportunità di azzerare inutili sovrappiù mentali. La settimana santa può rappresentare una scusa per compiere questo esercizio.
L’impresa multinazionale Kedhada nasce nel settembre del 2003. I soci come gli alti funzionari della Direzione aziendale sono tutti alti funzionari della ANGLO GOLD ASHANTI, l’unico membro colombiano della direzione è l’avvocato LUISA FERNANDA ARAMBURO, che ha difeso i supposti diritti di proprietà delle miniere del Sud del Bolivar della famiglia ILLERA PALACIO contro i minatori artigianali, e prima ancora, i diritti vantati dalla Compagnia Corona Goldfields S.A, sempre contro gli stessi minatori.
La ANGLO GOLD ASHANTI, reale controllore della Kedhada.....
SUD DEL BOLIVAR Attualizzazione della situazione nella zona mineraria
al 10 aprile 2006
*VIOLAZIONI DELL’ESERCITO CONTRO LA COMUNITA’ MINERARIA*
Le organizzazioni firmatarie del presente documento denunciano alla comunità nazionale e internazionale i seguenti fatti, commessi contro la comunità dal battaglione Antiaereo Nueva Grenada – Bagra nel sud del Dipartimento del Bolivar durante un operazione militare iniziata il 25 marzo del 2006.
Il 25 marzo 2006, alle 10 circa del mattino, nella località La Torera, del Municipio di Santa Rosa, conosciuta comunemente come La Punta, sono state private della libertà 5 persone......
Mina Vieja 16 aprile 2006 In considerazione degli innumerevoli episodi di vessazione subiti dalle popolazioni civili delle comunità minerarie del Sur del Bolivar nella zona del municipio di Santa Rosa del Sur, da parte dell'esercito nazionale, e prendendo atto della violazione al diritto di informazione subita da un fotoreporter italiano, la federazione Agromineraria e la Ginta di Azione Comunale decidono di scrivere una lettera all'ambasciata italiana a Bogotà, sia per mettere a conoscenza l'ambasciatore della costante violazione dei Diritti umani e del Diritto Internazionale Umanitrio, che per vedere garantita la indispensabile presenza di accompagnatori stranieri nel loro territorio.
Anche il fotoreporter italiano presenta un esposto-denuncia all'ambasciata italiana. DENUNCIA DI FEDEAGROMISBOL [versione IT][versione ES]
ESPOSTO ALL'AMBASCIATA ITALIANA del FOTOREPORTER [IT]
TRIBUNALE PERMANENTE DEI POPOLI SESSIONE COLOMBIA
Udienza sul Sistema Agroalimentare
Bogotá, 1 - 2 aprile 2006
"Quando sono gli stessi strumenti legali ad impedire che si faccia giustizia, la societá e i popoli generano altri mezzi affinché i crimini contro l' umanitá non vengano dimenticati e non rimangano impuniti"
Nell'auditorio Hermanos della Universitá Distrettuale di Bogotá si é tenuta la prima Sessione del Tribunale Permanente dei Popoli dedicato alla situazione Colombiana. A convocare l'evento oltre al Sinaltrainail (sindacato agroalimentare Colombianao) molte altre organizzazioni sociali, sindacali e istituti di ricerca. Tra gli altri l'Osservatorio Sociale sulle Multinazionali, Megaprogetti e Diritti Umani, il Collettivo degli Avvocati Restrepo,USO, Giustizia e pace,SEMBRAR, REDHER,Comitato dei Prigionieri Politici.
Ad essere giudicate da questa prima sessione del tribunale erano le tre transnazionali agroalimentari piú grandi presenti sul territorio colombiano: la Nestlé, La Coca-Cola e la Chiquita Brands. Il Tribunale ha ascoltato le decine di testimonianze dei lavoratori delle tre multinazionali, analizzato diversi filmati portati a sostegno delle accuse, ed infine emesso le sue raccomandazioni alle multinazionali. "Nel 1946, convocati dagli Stati Uniti, Russia, Inghilterra e Francia, si é svolto in Germania il primo tribunale a carattere internazionale chiamato “Tribunale Militare Internazionale di Norimberga” nel quale si é venuto definendo il concetto di Crimini di Lesa Umanitá e le pene corrispondenti, é stato creato il primo codice penale internazionale e sono stati giudicati i crimini commessi dai nazisti. Peró, anni dopo, gli Stati Uniti praticarono contro il popolo del Vietnam gli stessi crimini condannati a Norimberga; per questo il filosofo Bertrand Russel convocó un tribunale che non dipendesse da nessuno Statu, ma dalla stessa umanitá, per giudicare i crimini di Lesa Umanitá...."[convocazione completa][Fotografie]
Agenda delle Sessioni del Tribunale
Settore
Regioni coinvolte
Luogo
Data
Agroalimentare
Cauca, valle, Eje Cafetero, Cesar, Regioni babaniere
Bogotà
1-2 aprile 2006
Oro
Sud del Bolivar, nordest Antioqueno
Medellin
Novembre 2006
Biodiversità
Chocò, Bajo Atrato
Cacarica
Febbraiio 2007
Petrolio
Casanare, Arauca, Magdalena Medio
Saravena
Agosto 2007
Carbone
Guajira, Cesar, Nord di Santander
Riohaha
Novembre 2007
Servizi Pubblici
Costa del Caribe, Sabana di Bogotà
Barranquilla
Febbraio 2008
Sessione finale
Colombia
Bogotà
luglio 2008
Mi chiamo Ascanio Josè Trinidad, ho 57 anni e sono nato a Carmen, nel dipartimento del Norte de Santander.
Sono entrato nell’impresa Coca-Cola il 7 aprile 1975 alla età di 26 anni ed ho lavorato per questa impresa per più di 18 anni. Il mio lavoro consisteva nel distribuire le bevande negozio per negozio e nel guidare i veicoli della Coca-Cola.
Nel 1991 mi sono ammalato ed i medici attraverso alcune indagini diagnostiche, mi hanno detto che soffrivo di sclerodermia e che questo era il risultato della distruzione dell’organismo dovuta al fatto che il mio lavoro nell’impresa mi obbligava a rimanere esposto ai raggi solari superiori a 38 gradi in Aguachica e a più di 40 quando guidavo il camion.....[testimonianza completa][Audio-ES] Testimonianza di Alfredo Porras letta da Edgar Paez.
Il Compagno Alfredo Porras avrebbe voluto stare qui con noi, attraverso di una videoconferenza, ma per problemi tecnici non è stato possibile, però ci ha inviato la sua testimonianza ed è ciò che leggerò.
Mi chiamo Alfredo Porras Rubio, per più di venti anni partecipai alla lotta sindacale all’interno degli stabilimenti della Coca-Cola in Colombia. Sono stato membro della direzione del SINALTRAINAL e membro esecutivo della CUT, sezione Santander. Dal momento che ero il presidente della sezione sindacale del SINALTRAINAL di Bucaramanga, continuamente sono stato accusato di far parte di una cellula urbana della guerriglia, costantemente sono stato perseguitato da vari individui all’entrata della fabbrica imbottigliatrice o davanti casa mia. Oltretutto casa mia è vigilata ventiquattro ore su ventiquattro da differenti soggetti..... [testimonianza completa][Audio-ES] Intervista a Edgar Paez
Dirigente Nazionale SINALTRAINAL. Responsabile internazionale. Domanda: Edgar, perché la necessità del Tribunale Permanente dei Popoli in Colombia? Risposta: . Negli ultimi anni abbiamo fatto un’analisi profonda sul tema della giustizia e siamo arrivati alla conclusione che la maggior parte dei crimini commessi in Colombia sono rimasti completamente impuniti. Assassini, sparizioni, spostamenti forzati, torture, disoccupazione, fame, miseria: tutto questo rimane nella più completa impunità per questa ragione ci siamo dati il compito di approfondire le cause che generano questi problemi. Ma nello stesso tempo abbiamo deciso di sottoporre a giudizio le imprese trasnazionali per le politiche portate avanti nel nostro paese....[intervista completa] Parte 1. Tribunali e Udienze Pubblilche precedenti [Audio-ES] Parte 2. Tribunale Permanente di Popoli Caso Colombia [Audio-ES] Parte 3. Sentenza del T.P.P. [Audio-ES]
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