37 GIORNI DI SCIOPERO DEI CORTEROS DE CAÑA BLOCCO TOTALE DELLA PRODUZIONE DI ZUCCHERO ED ETANOLO NEL DIPARTIMENTO DEL VALLE DEL CAUCA
I lavoratori dell'industria dello zucchero del dipartimento del Valle del Cauca stanno conducendo da oltre un mese una decisiva battaglia per ottenere condizioni lavorative degne, che permettano loro ed alle loro famiglie di vivere dignitosamente. Dei 12 ingenios (fabbriche per la produzione di zucchero ed etanolo) 8 sono bloccati da 37 giorni dalla protesta e dallo sciopero ininterrotto di oltre 12500 corteros de caña (operai del campo impiegati nel taglio della canna da zucchero). Questi lavoratori che per 12-14 ore al giorno, per tutti i giorni della settimana, guadagnando dagli 200000 ai 400000 pesos mensili (circa 90/180 euro), costretti a pagarsi gli utensili, le divise ed i trasporti, senza nessuna protezione assicurativa, né sociale né sanitaria, senza contratto di lavoro, immersi nelle piantagioni bollenti ed umide d'estate cosí come sotto torrenziali acquazzoni, tormentati da miriadi di zanzare, mosche e ragni di ogni specie, con l'apparato scheletrico completamente malmesso... questa gente di colore (la maggiorparte) ha detto il suo YA BASTA il 15 di settembre di quest'anno, quando ha imposto ad ASOCAÑA (l'associazione degli impresari dello zucchero) la propria esistenza, come lavoratori, ma anche come esseri umani. La condizione di schiavi moderni alla quale le varie proprietá degli ingenios li sottoponevano é completamente chiara nella testa di tutti questi lavoratori, nonostante la solita, scontata, repentina, brutale risposta violenta delle forze dell'ordine e dell'esercito che, agli ordini dipersone in abiti civili non identificate, hanno picchiato, bastonato e incarcerato alcuni scioperanti. IMMAGINI DELLA PROTESTA
di óscar paciencia
da Providencia, Tumaco, Castilla, Mayaguez, Pichichi
17-22 ottobre 2008
[foto] Documento di sintesi delle problematiche relative allo sciopero IL FUTURO E' NOSTRO. VIVA IL PARO CAÑERO! Valle del Cauca, 8 ottobre 2008 da SINALTRAINAL
traduzione di Alicerebelde
Il 15 settembre del 2008 dopo aver realizzato varie mobilitazioni, sessione del congresso e riunioni (assemblee, udienze, tavole rotonde), 12.500 lavoratori tagliatori di canna da zucchero di 8 stabilimenti produttori di zucchero ed etanolo hanno deciso di entrare in sciopero a seguito della risposta negativa di ASOCAÑA per risolvere il plico di petizioni presentato il 14 luglio 2008 da Sinaltrainal, Sinaltaglioros, la Centrale Unitaria dei Lavoratori di Colombia “CUT” sezione del Valle del Cauca ed i comitati di lavoratori tagliatori.
AZIONE URGENTE CONTINUA LA PERSECUZIONE AI TAGLIATORI DI CANNA E AL SENATORE ALEXANDER LOPEZ 21 ottobre 2008 da Organizzazioni
traduzione di Alicerebelde
Privati della libertà i leader dei tagliatori di canna OSCAR DE J. BEDOYA MUÑOZ, OMAR ENRIQUE SEDANO GARCÍA E JOSÉ ONEY VALENCIA LLANOS ed inoltre ALBERTO BEJARANO SCHIESS e JUAN PABLO OCHOA, Consulente Del Senatore ALEXANDER LÓPEZ MAYA
Noi organizzazioni sotto firmatarie ci dirigiamo alla comunità nazionale ed internazionale, agli organismi intergovernamentali di diritti umani ed ai movimenti sociali, al fine di denunciare le nuove strategie dello Stato colombiano tendenti a perseguire le giuste lotte dei lavoratori tagliatori di canna e l'appoggio legale e legittimo che hanno offerto agli stessi il Senatore Alexander López Maya ed i membri della sua Unità Tecnica Legislativa.
Oggi alle dieci della mattina, i leader tagliatori di canna Oscar di J. Bedoya Muñoz, Omar Enrique Sedano García e José Oney Valencia Llanos ed Alberto Bejarano Schiess e Juan Pablo Ochoa, consulente del senatore Alexander López Maya, si sono presentati volontariamente, in compagnia di più di 50 leader, davanti al Corpo Tecnico di Investigazione della Procura Generale della Nazione, dove sono stati privati della libertà.
LO SQUADRONE MOBILE ANTISOMMOSSA DELLA POLIZIA, ESMAD, SI SCAGLIA CONTRO I LAVORATORI DEGLI STAMIBLIMENTI ZUCCHERIERI DELLA VALLE DEL CAUCA
Palmira, 25 settembre 2008 da Movimento dei Lavoratori della canna da zucchero (e altri)
traduzione di Alicerebelde
Le organizzazioni sotto firmatarie denunciano davanti alla comunità nazionale ed internazionale le aggressioni delle quali sono stati oggetto nell'alba del giorno di oggi i lavoratori dell'Industria della Canna di Zucchero e segnalano che le organizzazioni di diritti umani sono state aggredite verbalmente e sono state ostacolate da parte della Forza Pubblica (Polizia Nazionale ed Esercito Nazionale) nei loro tentativi di verificare i fatti.I
All'alba del giorno di oggi 25 settembre 2008, alle 4:30 di mattina truppe appartenenti allo Squadrone Mobile Antisommossa della Polizia Nazionale, approssimativamente circa 130 effettivi, hanno circondato gli stabilimenti Providencia (100) e Central Tumaco (30), e senza ragione alcuna hanno attaccato i lavoratori con bombe di gas lacrimogeno, lasciando il seguente risultato:
FERITI NELLO STABILIMENTO CENTRAL TUMACO
1. - RUBEN DARÍO CÓRDOBA
2. - FRANKLIN MURILLO
3. - EDER CASERES
4. - HUGO PASCUAL
Denunciano inoltre che alle squadre di diritti umani dell'Associazione Nomadesc, alla Corporazione Giuridica Utopia, alla Segreteria di Diritti umani della CUT, si sta impedendo di compiere perfettamente il proprio mandato di prevenzione, protezione e difesa di diritti umani.
LE MOGLI DEI LAVORATORI DI CANNA VIVRANNO VICINO AI LORO MARITI NEGLI ZUCCHERIFICI
Palmira, 22 settembre 2008 da Movimento dei Lavoratori della canna da zucchero
traduzione di Alicerebelde
Più di 5.000 donne tra mogli e madri dei corteros di canna che hanno marciato oggi per le principali vie di Palmira, hanno annunciato che se questa settimana non ci sará una negoziazione tra il Movimento di Lavoratori dell'Industria della Canna di Zucchero 14 giugno ed Asocaña, accompagneranno i loro mariti nelle carpe ubicate all'entrata degli stabilimenti.
Il presidente della Centrale Unitaria dei Lavoratori CUT, Tarcisio Mora Godoy, é arrivato oggi ad accompagnare l'Assemblea Permenente che conta giá più di 12.000 corteros in questa regione del Paese ed ha condiviso la marcia delle donne nella cittadina di Palmas. Nel suo intervento il leader sindacale ha annunciato appoggi logistici nazionali ed internazionali a sostegno dell'Assemblea. "Questo sciopero non lo possiamo perdere e non lo perderemo a causa di mancanza di alimenti per i tagliatori, seminatori, minatori ed altri lavoratori che intervengono nell'industria zuccheriera."
Quarto giorno di sciopero totale dei corteros SI RAFFORZA LO SCIOPERO DEI LAVORATORI DELLA CANNA DA ZUCCHERO Lunedí, 19 settembre 2008 da Direzione Nazionale SINALTRAINAL
traduzione di Alicerebelde
Nel quarto giorno di sciopero dei lavoratori cañeros della Valle del Cauca e Cauca il movimento continua a crescere. Operai dei torchi produttori di panela, trasportatori, mulattieri ed altri del sistema produttivo cominceranno la sospensione di attività nelle prossime ore. A questo si aggiunge l'immensa solidarietà delle popolazioni di vari municipi della regione, di contadini, indigeni, studenti della zona e del movimento sociale del resto del paese.
Questa situazione è la risposta degli operai del settore cañero e del paese della Colombia all'intransigenza di ASOCAÑA e dei patroni del settore zuccheriero che fino ad ora si sono negati alle trattative che permetterebbero di risolvere il conflitto lavorativo incominciato il passato 14 Luglio con la presentazione del fascicolo di petizioni.
Valle del Cauca, Cauca e Risaralda ASSEMBLEA PERMANENTE CON SOSPENSIONE DELLE ATTIVITÁ IN TUTTI GLI ZUCCHERIFICI Lunedí, 15 settembre 2008 da Movimento dei Lavoratori della canna da zucchero
traduzione di Alicerebelde Assemblea Permanente con sospensione delle attività di semina, campo, mietitura e fabbricazione in tutte le imprese dello zucchero della Valle geografica del Fiume Cauca: Valle del Cauca, Cauca e Risaralda.
Il Comitato Coordinatore ed a suo nome la Commissione Negoziatrice del Movimento dei Lavoratori dell'industria della Canna da Zucchero 14 Giugno, informa la cittadinanza di Valle del Cauca, Cauca e Risaralda, l'opinione pubblica nazionale ed internazionale, che a partire da oggi, lunedì 15 di settembre, dalle 03:00 della mattina, abbiamo deciso di entrare in Assemblea Permanente con sospensione delle attività di semina, campo, mietitura e fabbricazione in tutte le imprese zuccheriere della Valle geografica del Fiume Cauca, data la risposta negativa dell'Associazione di coltivatori di Canna di Zucchero ASOCAÑA per negoziare coi lavoratori, dato il Fascicolo Unico delle Esigenze presentato il giorno 14 di Luglio di 2008 e dato che a dispetto delle multiple attività che abbiamo realizzato per cercare un tavolo di dialogo, le nostre solelcitazioni sono state ignorate.
MISSIONE DI ACCOMPAGNAMENTO
ALLA PROVINCIA LA LIBERTAD - Dipartimento di Boyacá
dal 9 al 14 Settembre 2008
"Un giorno fummo importanti esendo il passaggio obbligato
dell'oriente al centro del paese,
eravamo nella gloria quando l'esercito
che sconfisse gli spagnoli scalò le nostre rocce e strade,
e la considerarono culla della libertà, il giubilo duro poco.
Questi momenti di gloria, semmai riposano negli impolverati scaffali.
Improvvisamente ci svegliamo non col trillo degli uccelli
Ma con lo scoppiettio di fucili e macchine grandi;
cominciò l'incubo"
PRESENTAZIONE
La provincia di La Libertà sta soffrendo una grave crisi umanitaria che ci chiama, come organizzazioni sociali e patrocinatrici dei diritti umani, a partecipare a questa Missione. Oltre all'accompagnamento alle comunità nel loro processo di ricerca della verità, giustizia e riparazione integrale per gli abusi a cui sono state sottomesse da parte delle organizzazioni armate tanto legali come illegali, facciamo un tentativo affinché la comunità nazionale ed internazionale conosca la situazione vissuta nella regione, si pronunci davanti agli organismi governativi e cessino le violazioni ed infrazioni verso i diritti umani ed il Diritto Internazionale Umanitario.
Egualmente, il proposito della Missione è diretto a generare distinte dinamiche di solidarietà e rafforzamento organizzativo a partire da scenari di incontro tra le amministrazioni municipali, le Giunte di Azione Comunale, la chiesa, i rappresentanti Pubblici: le Personerías, la Defensoria del Pueblo,Procura, tra le altre.
ESPULSA DALLA COLOMBIA LA RICERCATRICE
E PROFESSORESSA DI COMUNICAZIONE
CHRISTINA FRIEDERIKA MÜLLER
2 ottobre 2008
Dalla motivazione del Dipartimento Amministrativo di Sicurezza (DAS):
“per aver messo in pericolo la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, la salute pubblica, la tranquillità sociale, la sicurezza pubblica, o quando esistano informazioni di intelligenza che indichino che rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, la sicurezza pubblica o la tranquillità sociale" secondo il Dipartimento di Sicurezza DAS della Colombia." I FATTI: 1. Il primo di ottobre 2008 alle 5:30 di p.m. approssimativamente la cittadina tedesca CHRISTINA FRIEDERIKE MÜLLER, si trovava transitando nella piazzola di San Francisco della città di Cali in compagnia di un membro del Comitato di Solidarietà coi Prigionieri Politici - Sezione Valle del Cauca e del Sindacato di Lavoratori dell'Industria Metallurgica SINTRAMETAL di Yumbo. 2. Mentre si stava disponendo ad abbandonare la piazzola é stata circondata da cinque (5) persone le quali, senza esibire alcun tipo di identificazione, manifestarono essere funzionari del Dipartimento Amministrativo di Sicurezza D.A.S, l’hanno interrogata sulle le ragioni della sua permanenza nel nostro paese. Immediatamente dette persone hanno provveduto a trasportarla nelle installazioni del D.A.S.
Integrante della Rotta Pacifica delle Donne Colombiane, Olga Vergara é stata uccisa il 24 settembre scorso nelle strade di Prado, quartiere centrale di Medellin. Con lei sono state assassinate altri tre membri della sua famiglia, suo figlio di 26 anni, sua nuora di 22 anni ed il suo nipotino, un bambino di 5 anni. Il Movimento Sociale delle Donne contro la Guerra e per la Pace, denuncia che "Questo massacro é avvenuto a Medellin, lo scorso 24 settembre, in una città che oltre ad essere la seconda del paese per il numero di abitanti, è stata presentata al mondo come 'modello di successo del processo di smobilitazione paramilitare', i massacri, gli assassini di civili, le sparizioni forzate, sono gli indicatori di successo con i quali il governo della 'sicurezza democratica', occulta e beneficia i criminali."
UNA GIORNATA DI ACCOMPAGNAMENTO E FORMAZIONE A DESPLAZADOS DI MEDELLIN
Con Associazione Campesina di Antioquia
13 settembre 2008
L'attivitá di accompagnamento é rivolta alla Associazione di Desplazados di Medellin (ASDMA) nata in ottobre 2007 ed integrafa da 50 famiglie in situazione di sfollamento forzato a causa dela violenza. Pressioni, minacce, paura o violazione ai diritti umani da parte di gruppi armati al margine della legge come paramilitari o guerrigli, ma anche dallo stesso esercito, hanno portato queste persone ad abbandonare le loro terre. Provengono da varie regioni del Paese: Catatumbo, Sur del Bolivar, altre zone di Antioquia, dove i processi organizzativi sono forti, ma ci sono anche famiglie non politicizzate che cercano di trovare una collocazione piú degna per la loro vita. Il lavoro che svolge l'ACA (Associazione Campesina di Antioquia) con queste persone é basicamente un lavoro di formazione e rafforzamento organizzativo, affinché cadauna di loro possano riconoscere i propri diritti e da lí rivendicare azioni concrete nei confronti dell'amministrazione pubblica. Il lavoro agricolo che viene portato avanti in questa piccola fattoria nella periferia di Medellin é di carattere produttivo e le attivitá che vengono svolte sono quelle relative all'apprendimento ad impiantare un vivaio per riprodurre alcune sementi di ortaggi e come seminare senza utilizzare fertilizzanti chimici.
Nell' occidente di Medellin
LA COMUNA 13. QUARTIERE LA INDIPENDENCIA 4 ottobre 2008
a cura di Óscar Paciencia Una giornata con la Red Juvenil e la Banda Cirimia di Medellin per i vicoli del quartiere la Indipendencia della storica Comuna 13, per promuovere un un foro sociale. Nella relazione tenuta nel febbraio scorso da ELKIN RAMIREZ JARAMILLO della Corporación Jurídica Libertad durante le giornate per la Vita e la Libertá Jesús María Valle Jaramillo, si legge "La Comuna 13 si ubica all'ovest della città di Medellin ed è composta da 24 quartieri nei quali vive si popolazione che nella sua maggioranza appartiene agli strati 1 e 2 (i piú bassi ndt.). L'origine di questo settore di popolazione risale agli anni ‘70 con la creazione di quartieri prodotti da insediamenti fuori norma e da invasioni composte nella loro maggioranza da persone provenienti dalla campagna. Alcune delle famiglie che vi abitano arrivarono alla zona dopo essere state vittime dello sfollamento forzato. Il settore sociale nel quale si inserisce questa popolazione la obbliga fin dal principio a generare proposte organizzative dirette ad ottenere, da parte dello stato, il riconoscimento della loro condizione di attori sociali e politici, e per questo non è strano trovare che nei primi anni di questa decade la zona contasse con l’esistenza di circa 50 organizzazioni sociali e comunitarie formalmente costituite ed incaricate di rivendicare le necessità più sentitedalla comunitá. Condizione organizzativa che col passare del tempo generò un importante accumulato politico che permise a queste organizzazini di partecipare alla progettazione di piani e politiche mediante le quali si cercava far funzionare l'amministrazione municipale meglio, facendole giocare in maniera più efficace la sua carta di garante per alcuni diritti."
La alta cifra di esecuzioni extragiudiziali in questa regione antioquegna ha determinato che molte famiglie abbiano dovuto spostarsi verso altri municipi della regione o verso Medellin aumentando le condizioni di miseria della popolazione contadina. Durante il periodo compreso tra 2000 e 2004 questa regione ha vissuto una delle maggiori crisi umanitarie a causa dello sfollamento forzato a cui venne sottoposta. Più di 33.000 persone furono obbligate a lasciare le loro terre ed appezzamenti dovuto, principalmente, all'azione dei gruppi paramilitari che facevano presenza nella regione e che avevano la popolazione civile come obiettivo militare considerandola come collaboratrice della guerriglia. Quella stessa posizione fu assunta dall’Esercito colombiano nella sua lotta contro l’insorgenza. "La guerra contrainsurgente fu il fine, ma anche il pretesto per mezzo del quale migliaia di contadini furono spogliati delle loro terre e dei loro beni, sprofondati nella miseria e condannati a transitare nel luogo del non ritorno". Secondo dati della Procura di Medellin, 33.685 persone furono vittime di sfollamento nell'oriente antioqueño in questi quattro anni. In accordo con la Consulenza per i Diritti umani e lo Sfollamento Forzato (Codhes), la cifra arriva a 53.188 di desplazados durante lo stesso periodo."
SAN FRANCISCO Situato nella regione dei boschi dell'Oriente Antioqueño, roccafortre dell' Esercito di LIberazione Nazionale fino al 2002 circa, questo municipio ha vissuto e vive tuttora una forte crisi umanitaria dovuta principalmente allo sfollamento interno che produce migliaia di profughi. Nell'anno 2003 questo municipio contava una popolazione di 10328 abitanti, ridotta a 5772 nel 2005, dovuto allo sfollamento massiccio determinato, tra l'altro,dall'operazione Marcial condotta nel 2003 dalla Quarta Brigada del Battalgione Juan del Corral con sede in Rionegro. L'obiettivo della operazione era cacciare da questi territori le forze insorte delle FARC e dell' ELN. In seguito e a causa della disputa territoriale tra gli attori armati del conflitto la crisi umanitaria si acuisce ancor di piú, dato che oggi oltre il 70% delle frazioni di questo municipio sono abbandonate. Dal momento che molte vie di accesso alle frazioni sono tutt'ora minate, si sono avuti morti, mutilazioni e timore a ritornare alle proprie case da parte della popolazione civile. Inoltre recentemente si sono avute notizie di nuova presenza paramilitare nello stesso capoluogo del municipio.
In questo territorio é presente ed attiva la Associazione Contadina di Antioquia(ACA), che dal 2006 cerca di promuovere il ritorno dei desplazados attraverso un progetto integrato relativo alla produzione, ai diritti umani, al supporto giuridico e al rafforzamento organizzativo della comunitá.
IMMAGINI di San Isidro e La Esperanza
dal 16 al 18 settembre 2008
di Óscar Paciencia
SAN LUIS
Questo municipio, assieme a Cocorná e Granada riporta nel periodo 2002-2006 il 77% delle esecuzioni extragiudiziali totali denunciate dalla popolazione.
Nel rapporto presentato a marzo 2007 (pag. 31) si legge : "Il Coordinamento Colombia-Europa-Estados Unidos, nel periodo compreso tra agosto 2002 - junio 2006 ha ricevuto la denucnia di 74 casi e 110 vittime di esecuzioni extragiudiziali nell'Oriente Antioqueño commesse da membri della Quarta Brigata dell'Esercito Nazionale, sviluppando le operazioni militari Marcial Norte (2003), Espartaco (2004), Ejemplar (2005) e Falange I (2006). Queste operazioni si svilupparono all'interno dell acornice della politica di “sicurezza democratica” del presidente Álvaro Uribe Vélez. QUeste denunce coprivano la maggiorparte dei municipi dell'Oriente Antioquegno, ma si presentano con maggior frequenza nei municipi di Cocorná, Granada y San Luis."
La Corporación Juridica Libertad é presente in questo territorio per il supporto legale e l'accompagnamento per il ritorno della popolazione sfopllata.
IMMAGINI di Buenos Aires e Villanueva
dal 19 al 22 settembre 2008
di Óscar Paciencia
19 settembre 2008
La Corporación Jurídica Libertad, organizzazione non governativa di diritti umani, denuncia davanti alla comunità nazionale ed internazionale, l'omicidio commesso contro il signor ENRIQUE GIRALDO, dirigente contadino e comunale del Municipio di Granada, Antioquia.
Essendo approssimativamente le sei e mezza del pomeriggio del passato 17 settembre tre persone che si mobilitavano in due motociclette nella frazione Los Medios del Municipio di Granada, Antioquia hanno attaccato e causato la morte con arma da fuoco del signore Enrique GIRALDO in presenza di uno dei suoi figli minore di età.
Il signor Enrique GIRALDO era un riconosciuto dirigente comunale socio all'Associazione di Piccoli e Medi Produttori dell'Oriente Antioqueño ASOPROA, il quale, per la sua condizione di leader, fu oggetto di persecuzione da parte dei membri dell'Esercito Nazionale, i quali quattro anni addietro l'intimarono di trasferirsi forzatamente dalla frazione di San Francisco di Granada, accusandolo di essere ausiliario della guerriglia.
DICHIARAZIONE FINALE Pié de Pató - Alto Baudó - Chocó
26, 27, 28 settembre 2008
Un anno fa la nostra storia si spaccò in due, dopo molti secoli il nostro spirito ribelle diventa visibile per reclamare ed esigere diritti, quando assieme a duemila abitanti afrodiscendenti ed indigeni dell'Alto Baudó per 13 giorni ci siamo mobilitati e ci siamo concentrati nel capoluogo municipale di Pié de Pató per dire al mondo che esistiamo in mezzo alla miseria, all'abbandono e l'esclusione alle quali ci ha sottomessi un sistema che ora non ci schiavizza con le catene, ma ci nasconde, nega la nostra storia, nega la nostra forma di essere e ci uccide con la fame.
Da lí é nato il sogno, incontrarci di nuovo, guardarci dentro, guardare i nostri colori, guardare le nostre creazioni artistiche; l'essere ed il sentire Baudosegno; nella musica, nella danza, la parola; essere riuniti, uomini e donne per dire che qui esistiamo che qui siamo e che qui resistiamo; amando il nostro fiume, proteggendo il nostro territorio ed unendoci per riscattare la nostra identità, organizzandoci costruendo il nostro essere collettivo.
Sui fiumi Munguidó e Baudó (Alto Baudó) dal 16/31 agosto 2008
di Óscar Paciencia
Puó darsi. Potrebbe essere stato un paradiso con folta vegetazione, sorgenti d'acqua pura, panorami incontaminati, raggiungibili solo attraverso fiumi colorati di verde smeraldo, dove la gente viveva di pesca, coltivazione di platano, riso, frutta. Dove la convivenza tra afrocolombiani ed indigeni generava relazioni originali, permettendo alle tradizioni degli attuali discendenti degli schiavi importati dall'africa di rigenerarsi e mantenersi vive; così come alle varie etnie indigene, che da secoli popolano questi luoghi, di compenetrarsi alla natuara, in un tutt'uno vitale ed aperto al mondo esterno.
Tutto questo uno se lo puó immaginare (se ascolta i racconti dei vecchi di questi luoghi) oppure sognare (se si addormenta sull'amaca, nel fresco della sera). Sicuramente però, da sveglio e cosciente, tutto questo appare oscurato, ricoperto di nebulosa fuliggine, dove le cose, le persone, i luoghi si intravedono appena, ricordo di un passato semiannegato e distrutto dal presente.
Senza acqua potabile, energia, fognature, case degne di questo nome; senza scuole, maestri e strumenti didattici; senza servizi sanitari, né piccoli né grandi; senza attivitá produttive che permettano poco piú che la sussistenza delle famiglie. Peró con un progressivo deterioramento delle acque fluviali; con tanta presenza della politicheria locale e nazionale in tempi elettorali; con grande invadenza delle multinazionali, per accaparrarsi l'acqua, le miniere e impiantare coltivazioni aliene a questi territori. Con tanta presenza di guerra, sfollammenti massicci, morti e feriti.
E in tutto questo, il colore della pelle, degli occhi, dei capelli, la forza delle braccia e la determinazione di donne e uomini sopravvivono (ma come fanno?), continuando nella ricerca dell'armonia, della giustizia sociale, della pace con dignitá ad urlare la loro esistenza.
Ascoltare e guardare per credere.
Quibdó, 30 agosto 2008
Leader del movimento interetnico dell'Alto Baudó, ex docente di Chachajo, promotrice dell'occupazione pacifica del Municipio di Piè de Pató nel 2007, Rogelia rappresenta oggi il desiderio di liberazione e la lotta contro l'abbandono delle popolazioni di questi fiumi; sintetizza e con grande capacitá organizzativa ed una meravigliosa umiltá partecipa della resistenza civile.
Un membro di ASIPAB (Associazione Interetnica pe lo sviluppo dell'Alto Baudó), di ritorno da un viaggio lunfo il fiume Mungudò, appartenente alla capitale del dipartimento, Quibdò, descrive siteticamente quali sono i principali temi che affliggono le popolazioni di questo fiume
Quibdó è la capitale del Dipartimento del Chocó, cittá fluviale e sede, tra l'altro, di una diocesi molto combattiva per la salvaguardia dei diritti umani degli ndigeni e degli afrocolombiani.
Lungo il Fiume Munguidó vivono comunitá di afrodiscendenti nella piú completa miseria ed abbandono. L'acqua potabile, l'energia, la produzione agricola per il sostentamento delle famiglie sono spesso inesistenti.
Le cose non vanno meglio per le comunitá nere e indigene (Embera) che vivono lungo le rive del fiume Baudó nel municipio dell'Alto Baudó. E per questo nel novembre del 2007 hanno occupato per 13 giorni il Municipio di Piè de Pató.
La comunitá Embera di El Morro, lungo una deviazione del Baudó cerca di conservare le proprie tradizioni in un abiente sociale spesso ostile, dove sono le donne a sopportarne il maggior peso. Ma lo fanno con una estrema dignitá.
Nel Dipartimento del Cauca, al nord, 17 Resguardos conformano l'ACIN, Associazione dei Cabildos del Nord del Cauca, recentemente minacciata da false organizzazioni contadine che celano lo zampino dei latifondisti.
Nella frazione di Los Andes, tra le altre, si sono svolte attività di promozione del Referendum Nazinale per l'acqua, che ha l'obiettivo di evitarne la privatizzazione.
Santander de Quilichao é la cittadina maggiore del Nord del Cauca, sede dell'ACIN, mentre nel resguardo di San Francisco, all'interno del Progetto Nasa, funziona il centrodi formazione CECIDIC
A Canoas, quaranta minuti da Santander de Quilichao, si trova una fattoria di un vecchio latifondista, espropriata nelgi anni settanta dai nonni degli attuali indigeni.L'Albergue, gestito dal Cabildo,ospita bambini malati o denutriti.
Incontro a Guavito con Rafael Coicué, Capitan del Cabildo locale, che quest'anno ha perso un occhio a causa della polizia dell'ESMAD e nel 1991 ha perduto un fratello, ucciso nella cosiddetta strage del Nilo
L'esercito Nazionale colpisce la popolazione civile COLPI DI MITRAGLIA SULLA SCUOLA DI LAS GUACAS,
CORINTO, CAUCA JORLEN SORIANO MARIN
Coordinatore Della Istituzione e Presidente del Comitato Municipale degli Educatori 29 luglio 2008
Mi permetto di riportare i fatti che si sono venuti presentando da alcuni mesi nel Corregimiento EL JAGUAL del municipio di Corinto, al nord del dipartimento del Cauca, dove funziona la Istituzione Educativa Las Guacas, e che il 27 di luglio di questo anno sono arrivati al limite:
• Il 29 maggio 2008,la Forza Militare hanno bombardato le frazioni di Las Guacas e La Comiera uccidendo due fratelli civili evangelici.
• Sono continuativi gli scontri a qualsiasi ora del giorno ed in qualsiasi luogo di questa zona, ma specialmente nelle frazioni menzionate.
• Ieri, 27 luglio 2008 tra le 6:30 della sera e le 11:00 della notte un aereo Della Forza Aerea ha mitragliato senza pietá il Collegio de Las Guacas e le case circostanti. Sono stati causati danni a porte, pareti, tuberie degli impianti per l’acqua, nella classe di informatica, sul pavimento, sui marciapiedi, nel campo di basket, sulle lavagne e nei tetti. Le persone che vivono nel negozio a 20 metri dalla scuola, ci hanno raccontato dei momento terribili che hanno vissuto e come l’aereo sparava senza pietá contro la loro casa, in cui stavano bambini e persone della comunitá.Nello stessomomento, un pó piú giú dal Collegio una ex alunna che stava in casa sua é stata ferita gravemente ed al momento la prognosi é riservata.
Immagini da Las Guacas di Óscar Paciencia
Las Guacas, 6 agosto 2008
Oltre l'istituzione scolastica è stata colpita anche la casa del gestore del negozio comunitario e ll negozio stesso, dove al momento del mittragliamento vi erano 30 persone. Poi i bambini tornano a scuola.
Intervista al signor Jorge Ortega, gestore del piccolo negozio comunitario, che funziona anche come luogo di ritrovo della comunità, che racconta come anche la sua casa è rimasta colpita dai colpi di mitragliatrice dell'avionetta dell'esercito dalle 19 alle 23 del 27 luglio 2008
Intervista al professor Jorlen Soriano Marin, autore della denucia, professore dell'istituzione scolastica e presidente del Comitato Municipale degli Educatori, il quale, oltre a raccontare le condizioni della scuola e quelle psicologiche degli alunni, ricorda come da maggio i combattimenti tra il Sesto fronte delle FARC e l'esercito Nazionale colombiano continuino ininterrottamente, anche nelle case e nei villaggi limitrofi e che hanno fatto due morti in maggio di quest'anno
Intervista a Jessica, sorella della ragazza di 22 anni rimasta gravemente ferita e tutt'ora in fin di vita, essendo stata colpita, nella cucina di casa sua, da un proiettile di alto calibro sparato dall'avionetta militare che le ha trapassato la spalla, colpito il polmone ed il fegato, il 27 luglio 2008
Popayan, Cauca - 9 luglio 2008
In una delle più caratteristiche delle città colombiane, Popayuan, all'architettura coloniale, esportata dagli spagnoli più di cinquecento anni or sono, fanno da contraltare più di 15 asientamentos (quartieri poverissimi) con almeno diecimila persone che li abitano, tra le acque di scarico delle fogne, vivendo in catapecchie di plastica, di legno consunto e di cartone, pigiate in spazi angusti, malate, senza assistenza e lavoro.
AFROCOLOMBIANI SI RIORGANIZZANO PER RESISTERE ALLA UNION FENOSA E ALLA KEDHADA (ANGLO GOLD ASHANTI)
di Óscar Paciencia
Yolombó, Suárez - Cauca. 27/31 luglio 2008
Nel nord del dipartimento del cauca, nei municipi di Suárez, Buonos Aires, Puerto Tejada, Villa Rica, Corinto, Miranda, Guachene, l’ 80% della popolazione é afrodiscendente, i loro antichi parenti erano gli schiavi portati in questa terra dall’Africa. Dagli anni sessanta a oggi queste terre che si sono conquistati con lunghe lotte e molto sangue versato, oggi vengono trasformate dall’invasione dei monocoltivazione Della canna da zucchero dei grande monopoli con la scusa che questo genererá impiego e sviluppo. Ma in realtá questo ha prodotto perdita della sovranitá alimentare, e sfruttamento per le persone che lavorano in questa industria le quali sono costrette a lavorare consecutivamente per 12 ore al giorno senza neppure ricevere il salario minimo previsto dalle leggi. Tutto questo ha causato una serie di problemi ambientali, sociali, culturali ed economici.
Attivitá produttive dei contadini, dei minatori artigianali dell'oro, delle donne e del Consiglio Comunitario.Impianti della Diga Salvajina della Union Fenosa presidiata dall'esercito. [foto]
INTERVISTA CON FRANCIA ELENA MARQUEZ
La neoeletta nella Giunta del Consiglio Comunitario del Corregimiento di La Toma racconta della realtá del municipio, di come le multinzionali dell'oro (Kedhada) e dell'industria elettrica (Union Fenosa) abbiano modificato a fondo le tradizioni e le abitudini degli abitanti afrocolombiani, oltre ad averli espropriati di terre e di risorse, minacciati, nel tentativo, remoto ed attuale, di farli abbandonare la zona. La nuova formazione del Consiglio Comunitario, struttura organizzativa degli abitanti di colore, riconosciuta dalla legge colombiana, si ricostituisce come strumento di lotta collettiva, per la difesa del territorio, della cultura e dell'economia tradizionale della popolazione afro.
Sará che associare la Colombia alla coca appartiene allo sport nazionale italiano (e non solo), ma spesso scherzi e battute su questo tema infastidiscono, quando ai coltivatori di questo prodotto chiamato 'illecito' (mentre illecita é la sua trasformazione in cocaina) non vengono date altre possibilitá di sussistenza, quando, per questo, vengono sottoposti a 'fumigazioni' chimiche che uccidono tutte le altre loro coltivazioni lecite, quando per colpa di questa pianta diventano ostaggio delle manovre insensate di alcuni gruppi guerriglieri allo sbando o dell'esercito che strumentalizza le coltivazioni per farla finita con la resistenza sociale, civile e politica di questi contadini araucani.
E infastidisce ancora di piú ascoltare queste battute quando, nonostante l'abbandono dello Stato , in mezzo alla guerra, sottoposti a ricatto, incarcerati, sfollati, e spesso uccisi, loro stessi, i contadini diei municipi di Saravena, Tame, Arauquita, Fortul decidono di sradicare manualmente le piantagioni di coca, andando incontro al rischio di perdita di reddito, alla prospettiva di tempi lunghi per ottrenere nuovi e diversi raccolti.
Sradicare adesso! Quando
le avionette passano sulle piantagioni
di caffé, banane, yucca, mais, fagioli
e scaricano il glisolfato,
'fumigando'
come dicono qui nei villaggi,
quello che rimane sono
piantagioni morte.
Quando va bene
i contadini non si ammalano,
ma essendo costretti ad andare al campo
per cercare di recuperare parte delle piante,
le dermatiti da glisolfato
sono frequenti.
Alcuni raccontano che le fumigaizoni
non colpiscono le piantagioni di coca
per il fatto che la mappatura geografica
che possiede il governo é troppo vecchia
e che ad essere colpite
sono solo le coltivazini lecite.
La resistenza sociale civile e politica
dei contadini di queste terre araucane
non si esaurisce nell'organizzazione
di manifestazioni pubbliche
ed eventi culturali,
ma dá il meglio di sé
nelle scelta che
centinaia di famiglie hanno fatto:
sradicare manualmente
ognuna delle piante coca
della loro piantagione.
In moltissimi villaggi di Fortul,
Tame, Arauquita ed anche Saravena
dopo aver preso questa decisione,
da circa dieci mesi
proseguono sradicando,
mentre il governo prosegue
ad intossicarli col glisolfato,
incurante delle loro scelte,
ed anche infastidito nel veder perdere
la strumentale motivazione
attraverso la quale giustificava
l'alta militarizzazione
e la repressione di questi
irriducibili contadini.
ACCOMPAGNANDO IL RIENTRO NELLA COMUNITA' Sud del Bolivar dal 10 al 16 ottobre 2006
Queste foto sono state scattate durante un accompagnamento nel Bolivar, in alcune comunità del municipio si San Pablo, a una famiglia campesina che rientrava nella sua piccola fattoria, dopo la detenzione arbitraria, la carceralzione e il rilascio del capofamiglia.
Durante il viaggio abbiamo visitato la vereda de El Jardin, dove abbiamo assisitito a una riunione della comunità che si confrontava sulla gestione di un progetto di sovranità alimentare. Poi ci siamo spostati nella fattoria de La Granja, sede di un progetto di agricoltura integrale e di una scuola. (AliceRebelde)
Dall'inizio dell'anno nel Catatumbo, nel Dipartimento del Nord di Santander, regione strategica al confine con il Venezuela, ricca di petrolio, carbone, biodiversità e cultura è sottoposta ad una non nuova forma di pressione da parte dell'Esercito Nazionale, quella che in quei luoghi viene chiamata 'esecuzione extragiudiziaria'. Cittadini inermi, siano essi contadini, indigeni, commercianti o studenti, vengono trovati uccisi e presentati come vittime di combattimento con la guerriglia. E questo perchè i soldati devono dimostrare dei risultati al governo di Uribe, il quale, a sua volta, deve presentare gli esiti di tutti i soldi che i Nordamericani spendono nel finanziargli la guerra alle 'guerriglie'.
Molte comunità sono affluite nelle scorse settimane al municipio di El Tarra dove, in un'assemblea pubblica con l'Alto Stato maggiore delle due Brigate Mobili impiegate nel Catatumbo, hanno reclamato spiegazioni dall'esercito.
Fotografie dell'assemblea a El Tarra a cura di REDHER
12 ottobre 2007 - La Associazione per la promozione Sociale Alternativa MINGA, la Fondazione Progredire e il Comitato di Integrazione sociale del Catatumbo - CISCA, denunciano di fronte alla comunità nazionale ed internazionale l’aggravamento della crisi riguardante i diritti umani nella regione del Catatumbo, dipartimento di Nord di Santander, come risultato dei soprusi commessi da presunti membri della Forza Pubblica contro le comunità contadine.
Scontri all'Università nella commemorazione del CHE
PROTESTE ALL’UNIVERSITA’ NAZIONALE DI BOGOTA’
RICORDANDO IL CHE E CONTRO IL GOVERNO URIBE
Bogotà 15 ottobre 2007
da RED ANTORCHA IDENTIDAD ESTUDIANTIL
traduzione Comitato Carlos Fonseca
Alle 11,15 del 11 Ottobre 2007 più di 200 giovani di differenti organizzazioni politiche si sono presentati nella storica Piazza CHE della UNAL - di Bogotà, convocando agli altri studenti al “TROPEL” (come è conosciuta questa forma classica di protesta in Colombia).
I portavoci della manifestazione hanno denunciato la politica del Governo Nazionale che vuole implementare una serie di riforme puntano alla privatizzazione e con la nomina di alcuni funzionari direttivi imposti direttamente dalla “Casa de Narino” ( Palazzo presidenziale) e che applicano le politiche statali in modo autoritario.
I manifestanti hanno anche rivendicato le proteste sociali che erano programmate per i gioni 10-11-12 ottobre e convocate da contadini e lavoratori in rifiuto del Governo Uribe, considerato come “mafioso e paramilitare” e rispetto al quale gli ultimi accadimenti mostrano la relazione attuale tra il presidente stesso e il Cartello di Medellin e i gruppi paramilitari.
La protesta, alla quale parteciparono circa 2000 studenti, fu convocata per commemorare il 40° anniversario della morte di Ernesto Che Guevara avvenuta in Bolivia il 8 ottobre 1967 e si unisce agli eventi realizzati in tutto il mondo per ricordare e rivendicare il rivoluzionario.
Ricordiamo che ci sono state anche proteste nella università di ANTIOQUIA e nella università di NARINO dove sono stati lanciati slogal per la LIBERAZIONE NAZIONALE.
COMUNICATO PUBBLICO
CAROVANA NAZIONALE E INTERNAZIONALE AGROMINERARIA
La carovana agromineraria, formata da delegazioni nazionali ed internazionali ha terminato il suo percorso di 17 giorni dopo essere passati per il Sud del Bolivar, Chocò, Risaralda, Cauca e Nariño.
In ognuna di queste tappe si sono evidenziate le condizioni di precarietà del settore della piccola attività mineraria, dove lo Stato ha svolto il suo ruolo abbandonando completamente questa attività produttiva, preferendo la svendita della risorsa aurifera alle imprese straniere e rinunciando una volta per tutte alla sovranità e ad una fonte di entrata per il paese.
Oltre a questo abbandono si osserva una campagna denigratoria contro il settore minerario artigianale per danni ambientali, campagna che mira alla sua chiusura e a dichiarare illegale questa forma di sopravvivenza di migliaia di famiglie colombiane.
dal 17 agosto al 3 settembre
CAROVANA NAZIONALE E INTERNAZIONALE PER LA RESISTENZA DELLA ATTIVITA’ MINERARIA ARTIGIANALE
La Carovana Minera è un'iniziativa che coinvolge leader appartenenti a comunità minerarie di differenti parti del paese (Nariño, Chocó, Cauca, Bolivar, Risaralda) i cui territori sono stati richiesti dalla multinazionale AngloGold Ashanti - Kedahda - per esplorazione o sfruttamento. La Carovana percorrerà varie regioni a livello nazionale che stanno venendo colpite dagli interessi della multinazionale.
La Carovana ha come obiettivo quello di visibilizzare all'interno ed esterno della Colombia la problematica mineraria, gli oltraggi fisici e legislativi coi quali la transnazionale viene espandendo il suo dominio. Nello stesso modo tende a fortificare il movimento contro il grande settore minerario e difendere la permanenza delle comunità nei loro territori.
La Carovana sarà composta, per il livello nazionale, da due leader per ognuna delle regioni coinvolte: Cauca, Bolivar, Risaralda, Chocó e Nariño, e da membri di paesi coinvolti economicamente o legalmente nelle attività della Kedahda. Per questo a livello internazionale parteciperanno compagni inglesi, statunitensi, canadesi ed italiani.
30 agosto 2007
In sciopero della fame da due settimane, già con sintomi di grave disidratazione, vomitando sangue e con le bocche cucite, gli studenti della Università del Cauca di Popayan continuano a protestare per le denunce subite, tra le vessazioni dell'istituzione universitaria, le minacce paramilitari, la repressione dell'ESMAD (squadroni della polizia speciale antisommossa) e, adesso, anche con la possibile espulsione dalla università.
Pur decidendo per l'interruzione dello sciopero della fame che, da una nota dell'ultimissima ora, pare l'università abbia accettato discutere le richieste degli studenti, essi permangono in stato di allerta, continuando ad occupare gli spazi universitari, dal momento che è non la prima volta che le promesse fatte si sono dimostrate essere trappole.
Continuano le vessazioni contro gli universitari del Cauca
STUDENTI DELLA UNIVERSITA’ DEL CAUCA IN SCIOPERO DELLA FAME
Popayan, 25 agosto 2007 Julia
Dal 14 agosto dell'anno in corso, 14 studenti di differenti facoltà dell'Università del Cauca, con sede in Popayán, rimangono in sciopero di fame e con le bocche cucite. Da allora si "alimentano" solo con liquidi che prendono con una cannuccia. Di giorno rimangono nel chiostro della facoltà di Scienze Umane, nella notte cambiano differenti case, per la paura di essere presi dalla Polizia.
Di questi ce ne sono otto dei 16 studenti che sono stati detenuti arbitrariamente il 31 di maggio di quest’anno, quando i poliziotti dell'ESMAD sgomberarono violentemente gli studenti che avevano occupato pacificamente lo storico chiostro di Santo Domingo.Nello sciopero sono accompagnati da altri sei studenti solidali.
Chi vuole può esprimere solidarietà ai 14 studenti in sciopero di fame, che per ragioni di sicurezza chiedono non menzionare i loro nomi, scrivendo a:
Al termine di tre giornate intense emotivamente e politicamente importanti, la giuria del TPP, dopo aver ascoltato le decine di testimoni provenienti da varie parti del paese, ha emesso una sentenza di condanna alle imprese transnazionali del petrolio (OXY, REPSOL, BP), al governo Colombiano, agli stati a cui appartengono le imprese ed in particolar modo al governo degli Stati Uniti. Tra l'altro si legge nell'atto conclusivo: "Il Tribunale considera che ci sono fondamenti ragionevoli per qualificare una gran quantità degli atti concreti di assassinio, massacro, tortura, sfollamento forzoso di popolazione e persecuzione, che gli sono stati presentati, come crimini di lesa umanità, nella misura in cui sono stati commessi in maniera sistematica e generalizzata, contro una popolazione civile." Tra motivazioni alle accuse alle multinazionali e ad ECOPETROL si legge: "per lo sviluppo di politiche di esplorazione e sfruttamento dei giacimenti che comportano lo sfollamento forzoso delle popolazioni che risiedono in esse; per lo sviluppo di politiche di esplorazione e sfruttamento carenti di qualunque valutazione di impatto ambientale, e che comportano la distruzione di boschi altri spazi naturali e l'inquinamento grave e crescente dei corsi di acqua, come è il caso del fiume Arauca, e presuppongono una restrizione forzata per la forme vita delle popolazioni colpite; in particolare per la persecuzione sistematica e generalizzata di sindacalisti, come è il caso dei dirigenti e militanti dell'Unione Sindacale Operaia, in colpendo i diritti sindacali riconosciuti internazionalmente e costituzionalmente."
19 LUGLIO. ROVINATA LA FESTA ALL’AMBASCIATORE COLOMBIANO A ROMA
a cura del Comitato Carlos Fonseca
Roma, 19 luglio 2007
In occasione della Festa per l’indipendenza, l’ambasciatore colombiano a Roma, PRETELT de la VEGA, aveva organizzato presso la sua residenza un brindisi con inviti al personale diplomatico a Roma. Decine di persone in contemporanea hanno realizzato una manifestazione di protesta per ricordare che la classe politica colombiana è da mesi sotto accusa per aver sostenuto, finanziato, coperto, promosso le attività dei gruppi paramilitari che si sono macchiati in questi anni di atroci delitti con lo scopo di tutelare gli interessi delle multinazionali e di sterminare l’opposizione politica e sociale. Iniziative simili si sono svolte a Parigi e a Berna 4000 sindacalisti uccisi dagli anni ’80 ad oggi, popolazioni indigene in via di estinzione, 3,5 milioni di profughi interni sono alcune delle cifre di questa barbarie.
MORTI UNDICI DEPUTATI DIPARTIMENTALI DETENUTI DAL 2002 DALLA GUERRIGLIA DELLE FARC-EP
a cura di Oscar Paciencia
La politica guerrafondaia di Uribe Velez, che urla a destra e a sinistra la liberazione dei sequestrati dalle guerriglie a "fuoco e sangue", produce altre undici vittime ed allontana ancora di più l' unica vera possibilità di soluzione: lo scambio umanitario. E quando i familiari degli undici assieme a centinaia di organizzazioni colombiane che si battono per la negoziazione promuovono una giantesca manifestazione a Bogotà, il governo 'se la come' , se ne appropria, e con arroganza mista a sfacciataggine partecipa con ipocrisia al cordoglio espresso dal corteo che tutti i grandi media della disinformatia colombina riportano come una 'grande manifestazione contro i terroristi delle FARC'. E, senza ritegno, accusano il discorso fatto dal palco dalla giovane figlia di uno degli uccisi, Carolina Charry, di essere ingenuo e irrispettuoso.
L'intenzione principale dietro le mobilitazione consiste in una strategia tracciata dai potenti e dai mezzi di comuniczione al servizio dei nemici della pace, che cercano di coprire con cortine di fumo l'attuale scandolo della parapolitica. COMUNICATO DELLE FARC-EP sulla morte dei deputati
Comando Congiunto d'Occidente
23 giugno 2007
Il Comando Unito di Occidente delle FARC informa che il giorno 18 del presente mese, 11 deputati dell'Assemblea della Valle che mantenevamo dall’aprile di 2002, sono morti in mezzo al fuoco incrociato, quando un gruppo militare senza identificazione fino al momento, ha attaccato l'accampamento in cui si trovavano. Sopravvive il deputato Sigifredo López che non stava in quell'istante vicino agli altri detenuti.
ANNCOL - 10 luglio 2007 LE FARC INVESTIGANO SULLA FORZA CHE HA EFFETTUATO L'ASSALTO
Comunicato delle FARC_EP
Comando Congiunto d'Occidente
5 luglio 2007
Siamo decisi a consegnare, celermente, i resti mortali dei deputati ai loro familiari. Il ritardo attuale dipende esclusivamente dalla ricerca di un’organizzazione intermediaria che garantisca obiettività nella gestione e negli esami forensi che possano essere fatti
Abbiamo fallito nella missione di custodire i prigionieri e portarli allo scambio a causa degli oltre cinque anni di rifiuto del Governo, ma continueremo l’investigazione per sapere quale forza ha condotto l’attacco all’accampamento fino a fare luce su questa tragedia, che è servita soltanto a portare lutto nelle case dei deputati ed a far calare un’altra cortina fumogena sulla vera portata della para-politica all’interno dello Stato colombiano..
Il Manifesto - 7 luglio 2007 GLI OSTAGGI SMUOVONO, I MORTI NO.
SEQUESTRI, LA COLOMBIA IN PIAZZA Nel sud-ovest delle Farc l'esercito avanza e l'aviazione bombarda, nelle città forse milioni di persone manifestano contro i rapimenti Guido Piccoli
Chi, anche recentemente, ha coltivato illusioni di pace per la Colombia è servito. A volare sopra il suo cielo non sono le colombe della pace, ma gli avvoltoi insieme con centinaia di elicotteri blindati e bombardieri. La parola è ancora alle armi e alla propaganda di guerra. Mentre nel sud-occidente l'esercito ha l'ordine di avanzare in un territorio da sempre dominato dalle Farc e l'aviazione scarica bombe come non ha mai fatto, ieri l'altro centinaia di migliaia di cittadini, forse milioni, hanno marciato contro il sequestro, un delitto crudele prerogativa soprattutto delle Farc.
Il messaggio dei promotori della mobilitazione era semplice: il governo agisce, il popolo l'appoggia, la comunità internazionale ne tenga conto. Il tema del sequestro (unico delitto capace di commuovere la borghesia colombiana, indifferente ai massacri, alle esecuzioni mirate o alle sparizioni forzate che colpiscono colombiani di serie B come i contadini, i sindacalisti e gli oppositori politici) è salito alla ribalta da un mese.
El Turbion QUI C'E' QUALCOSA CHE NON VA 2 luglio 2007 Con l'annuncio della morte di undici dei dodici ex deputati dell'Assemblea dipartimentale del dipartimento del Valle che, da cinque anni, sono rimasti nelle mani della guerriglia delle FARC, si è aperto la porta ad un gigantesco dibattito nazionale nel quale hanno imperato la confusione, la molteplicità di vaghe ipotesi e la manipolazione governativa del dolore delle famiglie delle vittime.
Mentre le accuse corrono da un lato all'altro, le lacrime delle famiglie dei deputati rapiti sono mostrate a tutto il paese, 'dal vivo ed in ogni colore', dai principali monopoli mediatici, che non mostrano il benché minimo rispetto per le vittime, e neppure nessun interesse all’ascolto dei loro lamenti davanti all'indifferenza di un governo che insiste fanaticamente in un riscatto militare degli ostaggi che già ha provato la sua inutilità.
Dall'alba di giovedì, quando l'agenzia Anncol pubblicò un comunicato del Comando Unito Occidentale dell'organizzazione guerrigliera, segnalando la morte di queste persone "in mezzo al fuoco incrociato quando un gruppo militare, senza identificazione al momento, ha attaccato l'accampamento dove si trovavano", la valanga di versioni emessa da alcuni mezzi, basate solamente su congetture, hanno contribuito alla confusione e all'incertezza che hanno regnato nel paese da questo momento.
La multinazionale spagnola del petrolio e il suo finanziatore sotto accusa PROTESTE CONTRO REPSOL IN SPAGNA Spagna. Maggio , giugno, luglio 2007
Cariche poliziesche, bastonate e detenuti in una protesta pacifica di fronte alla sede centrale di La Caixa, Madrid
da Madrid Digital - 04/07/2007
Un teatrino posto di fronte alla sede centrale di La Caixa realizzata dal collettivo "Rompiamo il Silenzio" per denunciare la sua partecipazione finanziaria nella Repsol YPF, è stato fortemente soffocato dalla polizia, che ha arrestato per lo meno due persone, dopo aver fermato una trentina di manifestanti nella stazione di Gregorio Marañón.
I partecipanti all'atto hanno denunciato che la Caixa "è il secondo maggiore azionista della Repsol YPF, 12,5%, ed è la promotrice dell'espansione della multinazionale in America Latina, cos' come della sua alleanza strategica con Gas Naturale. "L'attività di Repsol YPF produce un forte impatto, tanto sociale come ambientale", accusano gli attivisti.
Circa 60 persone si sono mosse verso la piazza di Gregorio Marañón, dove è situata la sede centrale di La Caixa a Madrid. Lì, nel giardino, hanno realizzato una simulazione degli impatti che provocano le prospezioni petrolifere, dove la polizia li ha duramente repressi.
Una ventina di attivisti di diverse organizzazione - coordinamento di ONGS, Soldepaz-pachakuti, Corrente Sindacale di Sinistra, negozio di commercio equo Picu Rabicu, Cambalache, Espacio alternativo ed autogestito Escanda, Collettivo contro la repressione Calecer, Cosal-Xixon e vari rifugiati colombiani e persone a titolo personale e all'interno della Campagna Asturiana contro la spoliazione compiuta dall'industria petrolifera Repsol in Colombia, hanno partecipato davanti ad un distributore di benzina di REPSOL del centro di Xixon in un atto di protesta e denunicia contro la politica della multinazionale in Colombia, America Latina, nel mondo e nello Stato Spagnolo; sono stati distribuiti trittici informativi, volantini, esposti striscioni, ed il gruppo di Escanda hanno sceneggiato l'effetto mortale che la compagnia esercita sulle comunità indigene, contadine,organizzazioni sociali ed in generale in tutta la colombia.
Oggi ha avuto luogo al riunione annuale della Giunta Generale degli Azionisti della impresa Repsol YPF. Differenti associazioni e organizzazioni sociali, raggruppate nella Campagna dei Colpiti dalla Repsol e nella Campagna Chi deve a CHI?, hanno approfittato della celebrazione di questa riunione per denunciare le conseguenze sociali, ambientali, economiche e culturali che hanno le attività di questa corporaizone sulle popolazioni del pianeta.
Il Tribunale Supremo argentino investiga Repsol e altre imprese petrolifere per danno ecologico El Pays - 2 luglio 2007
di Jorge Marirrodriga
Il Difensore del Popolo (Defensor del Pueblo) argentino, Eduardo Mondino, ha denunciato davanti alla Corte suprema del paese, (Corte Suprema), 17 compagnie industrie petrolifere - tra cui la spagnola Repsol, la brasiliana Petrobras e la statunitense Total - per il danno ecologico che stanno causando in un'ampia zona vicina ai circa 10.000 pozzi di petrolio. Mondino esige che le imprese versino i 550 milioni di dollari (406 milioni di euro) stimati che costerà riparare i danni causati dalle installazioni che in molti casi sono abbandonate e in cattivo stato di conservazione.
Lo sviluppo che si sta producendo nel diritto internazionale dei diritti umani in relazione allo stabilimento delle responsabilità di attori non governativi, specialmente delle imprese transnazionali, fa che possiamo determinare un certo grado di responsabilità dell'impresa Repsol YPF per le inadempienze ai patti internazionali sui diritti umani che si stanno dando nelle zone dove l'impresa opera. Speciale responsabilità hanno le imprese transnazionali che lavorano in America, dato l'obbligazione che hanno di rispettare i diritti umani riconosciuti nei patti internazionali applicabili in questi paesi, tale e come è stato detto dalla Corte Interamericana di Diritti umani e l'articolo 36 della Carta dell'Organizzazione degli Stati Americani.
Più di 20.000 studenti, lavoratori e professori universitari sono scesi in strada per contestare le misure adottate dal governo nel Piano Nazionale di Sviluppo, (PND), recentemente varato dal Congresso che metterebbe le università pubbliche del paese sull'orlo del fallimento passando gli oneri per il pagamento del passivo delle pensioni della Nazione ad ognuna di queste istituzioni. La convocazione della mobilitazione è partita dalla Università Nazionale che ha portato in piazza oltre 11.000 manifestanti.
Il carnevale, come si è preferito chiamare questa dimostrazione di cultura e colorito da parte degli studenti, è iniziato nell'Università Nazionale dall’ingresso sulla carrera 30 con calle 45. Da lì si è camminato, su di una sola carreggiata, fino alla calle 53 con carrera settima, dove gli studenti si sono mescolati con i quasi con 3.000 dei loro omologhi dell'Università Pedagogica Nazionale. Più tardi, ai mercanti si sono uniti ad altri 1.500 dell'Università Distrettuale ed un numero non definito di manifestanti solidali di diverse organizzazioni sociali e di studenti di università private.
Nonostante le pressioni dell'esercito ASSEMBLEA DEI MINATORI di FEDEAGROMISBOL Mina Mocha, Sud del Bolivar.
11 maggio 2007
di Oscar Paciencia
Mentre Teofilo Acuña viveva con trepidazione quelli che sarebbero stati i suoi ultimi giorni di prigione, l' organizzazione che presiede, FEDEAGROMISBOL, si raccoglieva in assemblea per organizzare le iniziative volte alla liberazione del suo presidente, per contrastare l'arroganza delle forze dell'ordine e dei soldati nazionali, per rivendicare le proprie terre ed il porprio lavoro nelle miniere contro l'arrogante avanzata della multinazionale ANGLO GOLD ASHANTI che, attraverso la filiale-fantoccio Kedhada, sta cercando di terrorrizzare i contadini abitanti di queste montagne per indurli alla fuga.
Nonostante la presenza dei militari gomito a gomito con i contadini riuniti, nonostante le loro minacce implicite ed esplicite, i minatori sono giunti al luogo di incontro ed hanno portato a termine le loro discussioni, invitando le organizzazioni sociali e politiche internazionali a verificare di persona lo stato di rischio nelle quali versano. Immagini di Mina Mocha e dell'Assemblea
di RedHer, 5/7 maggio 2007 [Fotografie]
Intervista a RedHer presente a Mina Mocha di Oscar Paciencia, 11 maggio 2007 Audiointervista [IT]
Bogotà, 2 maggio 2007
Partendo dai sindacati (CGT, Lavoratori di ETB, sintrametal, CUT, CTC), con la partecipazione degli ndigeni del Distretto della Capitale e i contadini arrivati da vari luoghi con le loro performances e i diversi movimenti politici di sinistra, la Septima, strada principale del centro di Bogotà, si è riempita dalle 10 del mattino e le 2 del pomeriggio con la manifestazione di protesta contro il trattato di Libero commercio, la parapolitica e gli omicidi dei sindacalisti.
Anche l’arresto illegale ed arbitrario di Teofilo Acuña, leader dei minatori artigianali del Sud del Bolivar è stato ricordato e contrastato da molti partecipanti la manifestazione.
La creatività popolare, la musica e l’allegria hanno ridicolizzato Uribe, Bush e le loro politiche, mentre i grandi mezzi di comunicazione si sono concentrati esclusivamente a mostrare gli scontri tra gruppi di giovani e la polizia, avvenuti al termine della manifestazione.
Da poco sono arrivati gli ‘sradicatori’ di coca in differenti frazionii del municipio di Bolivar, quattro gruppi di trenta uomini, paisas e del Caquetá, accompagnati passo passo da più di 200 poliziotti carabineros e soldati dell’esercito, stanziati nei paraggi. Sono venuti per togliere dalla radice gli arbusti di coca, unico sostento per molte famiglie della regione.
Uno può essere di accordo o no con l'eliminazione delle coltivazioni di uso illecito; ma il tema va molto più in là poiché mostra tutto il cinismo del sistema capitalista in Colombia.
MILITARIZZAZIONE DI BOGOTA' E FORTE REPRESSIONE DEI MANIFESTANTI. TERMINATA LA VISITA DI BUSH A BOGOTA'
a cura del Coordinamento Colombiano di Media Alternativi (CCMA)
Bogotà, marzo 11 de 2006
Con la visita di uno dei personaggi più ripudiato, il presidente statunitense George W. Bush, attraverso l'America Latina si è estesa tutta una gamma di proteste che rendono conto dell'indignazione delle popolazioni davanti al cinismo del nordamericano che pretende calpestare con determinazione il tappeto rosso di sangue che l'usurpazione della sovranità, la promozione della povertà e la violenza hanno prodotto.
Oggi, domenica 11 marzo, è il turno della Colombia, uno dei paesi maggiormente putrefatti dall'ingerenza nordamericana, dove, nonostante la forte onda di repressione lanciata dall'attuale capo di governo, Álvaro Uribe Vélez, con la sua politica di Sicurezza Democratica, la popolazione è riuscita a far sentire la sua voce di rifiuto.
Più di 400 fermi, tra cui 25 minorenni, circa 58 arresti, città assediata da tutte le forme dipolizia ed esercito messe in campo per proteggere l'ultimo baluardo nordamericano del continente
Udienza Cittadina di denuncia del terrore vissuto dalla comunità SAN ONOFRE: FOSSE COMUNI E PUBBLICI FUNZIONARI
26 Novembre 2006 - da Indymedia Colombia/El Cajar traduzione di Oscar Paciencia
LA COMUNITA’ INVITA IL SINDACO A DIMETTERSI
Su proposta del Movimento Nazionale di Vittime per i Crimini di Stato, il senatore Alexander López ha sollecitato la Commissione per i Diritti umani del Senato della Repubblica affinché realizzasse questa udienza cittadina a San Onofre.
Questa riunione è, in primo luogo, un omaggio alla memoria delle centinaia di vittime di questa regione ed un riconoscimento alla comunità di questo municipio che con dignità ha manifestato senza paura, la propria esigenza di verità, giustizia e riparazione integrale.
"Tra il 1994 e 1997 si svilupparono le associazioni Convivir nel dipartimento. .... Tra i primi assassini c’é un prospero macellaio della frazione di Macayepo, Rodrigo Mercado Pelufo, alias ‘Cadena’. Questi iniziò ad organizzare un gruppo di sicari che operava nei Montes de Maria..... Da allora, il dipartimento di Sucre, in particolare il municipio di San Onofre e le sue frazioni, sono diventati scenari per fatti di violenza multipla che, senza ombra di dubbio, possono essere catalogati come crimini contro l'umanità. Tra questi atti citiamo la sparizione forzata massiccia e l'assassinio di almeno 3.000 persone, 75 massacri da 1999 a 2000 che lasciarono 329 vittime, l'occultamiento dei cadaveri in centinaia di fosse comuni, lo spostamento forzato di 70.000 persone nel dipartimento di Sucre e di 2.162 famiglie della comunità di San Onofre, secondo i dati del personero municipale, la pratica regolare della tortura e di trattamenti inumani o degradanti, lo sterminio di 90 militanti dell'Unione Patriottica, l’annichilamento di organizzazioni contadine come l'ANUC, l'usurpazione di terre e beni alla popolazione, la sottomissione a forme di schiavitú e di controllo politico, il saccheggio dei beni e risorse pubbliche. In uno studio del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, PNUD, del 2005, risulta che in San Onofre il 90 percento del controllo territoriale viene esercitato dai paramilitari."
Moglie di Sindacalista scampa ad un agguato Attentato alla U.S.O. (Unione Sindacale Operaia)
traduzione di Oscar Paciencia Cartagena, 25 Novembre 2006
Ricevete un cordiale saluto, la presente ha per oggetto denunciare l'attentato di cui fu oggetto mia moglie, Martha Cecilia Marrugo Ahumada con CI Nº 45.464.333 di Cartagena il giorno sabato 25 novembre 2006, nei dintorni dell'entrata al paese conosciuto come Tierra Baja, sulla via che comunica Cartagena con la città di Barranquilla, ..... quando l’auto blindata si trovava all'altezza del posto menzionato, vedo un'automobile di colore oscuro posta di traverso sulla via, questa situazione ci fa insospettire. L’autista diminuisce la velocità per avere spazio e tempo di reazione per evitare una possibile imboscata, e in questo momento, l'automobile che ostruiva la via si gira e prosegue la sua marcia, mentre simultaneamente compaiono due motociclette di alta cilindrata dalla parte dell'autista dell’ auto menzionata e da una di esse il passeggero comincia a sparare a breve distanza contro il vetro e la porta. A prima vista oggi si osservano tra 8 a 9 impatti di pallottola, secondo i tecnici della polizia che hanno ispezionato il veicolo si apprende che sono pallottole di calibro 9 mm
Presentazione
Che cosa è il Tribunale Permanente dei Popoli?
traduzione di Oscar Paciencia
Nel 1966, sulla falsariga di ciò che sarebbe dovuto diventare il Tribunale Permanenente dei Popoli (TPP), la società civile internazionale creò il “Tribunale Russel”, che tenne la sua prima sessione nel 1967 per giudicare gli Stati Uniti e altri Paesi loro complici per i crimini commessi in Vietnam, e la seconda sessione, tra il 1974 e il 1976, per giudicare le dittature militari dell’America Latina. Nel 1976 viene convocanto un simposio internazionale ad Algeri, che terminato il 4 di luglio 1976 con la Dichiarazione universale dei Diritti dei Popoli.
Sessione Mineraria. Oro e Carbone
Raccomandazioni Finali
traduzione di Sara e Oscar Paciencia
All’interno della sessione aperta dal Tribunale Permanente dei Popoli sulle imprese trasnazionali e sui diritti dei popoli in Colombia e in continuità con l’udienza realizzata a Bogotà l’1 e il 2 aprile di questo stesso anno, in cui sono stati esaminati comportamenti di varie imprese trasnazionali del settore alimentare, nei giorni 10 e 11 novembre 2006, ha avuto luogo a Medellin, Colombia, questa seconda udienza, in cui sono state sporte numerose denunce che compromettono le imprese trasnazionali che si dedicano all’estrazione di minerali........
Le accuse hanno girato intorno alle responsabilità delle imprese DRUMMOND, CEMEX, LADRILLERASANTAFE, HOLCIM, MURIEL, GLENCORE-XTRATA, ANGLO AMERICAN, BHP BILLINGTON, ANGLO GOLD, in casi sostenuti dalle organizzazioni sociali che hanno convocato l’udienza del Tribunale sul settore minerario.
Circa 400 uomini e donne arrivati da tutti gli angoli della colombia e di altri Paesi del Mondo, hanno ascoltato attentamente ognuna delle violazioni ai diritti delle popolazioni commessi da e per il beneficio delle trasnazionali: DRUMMOND, CEMEX, LADRILLERA SANTA FE, HOLCIM, MURIEL, GLENCORE – XTRATA, ANGLO AMERICAN, BHP BILLINTON, ANGLO GOLD, KEDDADA y FRONTINO. Allo stesso tempo si è messa in evidenza la politica statale relativa all’industria mineraria, sempre sviluppata contro la popolazione e la struttura economica nazionale e la legalizzazione di strutture economico-paramilitari che scortano quotidianamente l’esproprio delle risorse naturali dei colombiani.
A R R E S T A T O
Fredy Muñoz Altamiranda
Corrispondente in Colombia di TeleSur (Venezuela) di Oscar Paciencia
20 novembre 2006
Al rientro da un laboratorio giornalistico in Venezuela, il giornalista di nazionalità Colombiana, Freddy Muñoz Altamiranda è stato arrestato all'areoporto di Bogotà dalla polizia migratoria con l'accusa di ribellione e Terrorismo. Gli si imputa l'appartenenza al Frente 37 delle FARC e di avere fatto saltare tralicci della elettricità.
In una lettera di denuncia scritta di suo pugno ed indirizzata ai colleghi ed amici afferma:"Accade un’altra volta che il giornalismo critico viene aggredito da coloro i quali insistono nell’utilizzare la coazione, l’intimorimento, la bugia e la forza per piegarlo. Sono stato arrestato negli uffici di immigrazione colombiani e accusato di ribellione e terrorismo. Questa è un’accusa che come me hanno vissuto centinaia di giornalisti nel mondo, dopo che l’unilateralismo statunitense ha deciso di accusare di terrorismo coloro i quali con intelligenza e argomenti gli si oppongono, e benedire coloro i quali abbassano la testa, nascondendo i loro crimini e li seguono".
Nella camminata sull’Altopiano tra Silvia e Belalcázar, nella riserva indigena di Mosoco, il visitatore rimane innamorato dell’aspra bellezza di questa specialissima vegetazione, delle differenti gradazioni di verde, giallo e marron, delle panoramiche che si aprono sulle valli e montagne.
Improvvisamente però ci si sorprende della presenza della brigata contro-guerriglia mobile, lassù in cima, ma adesso al visitatore interessano altre cose.
Se si ha fortuna e un indigeno invita nella sua piccola fattoria, ci si può scaldare attorno al fuoco acceso in cucina, unico luogo della casa che protegge dal freddo e che illumina dal tramonto fino all’ora di andare a dormire, e approfittare di una spessa zuppa di mais, habas, patate e olluco che riscalda lo stomaco e l’anima.
Scontro ELN - FARC EP, condanne a leader sociali, estrazione di petrolio.
ARAUCA SENZA TREGUA
di Oscar Paciencia In Arauca lo scontro militare in atto tra le forze guerrigliere dell'ELN e delle FARC EP continua a lasciare morti sul terreno contadini ed indigeni che nulla hanno a che fare con le ragioni dello scontro, mentre un giudice condanna 19 persone arrestate nel 2003 a Saravena per delitto di ribellione. Tra di loro ci sono leader di comunità, insegnanti, agricoltori e sindacalisti ed anche appartenenti all'apparato amministrativo di Saravena. Gli Indigeni U'WAdenunciano il progetto di estrazione petrolifera denominato Gibilterra 1, dove il presidente Uribe Velez annuncia che verrà estratto 'con le buone o con le cattive'.
Denuncia ONIC / ASCATIDAR sullo scontro FARC EP - ELN
Incomprensibile assassinio delle FARC di un leader comunitario di Oscar Paciencia
Daniel mi parlava spesso di cultura.
Era molto interessato a sviluppare trasfromazioni che non solo modificassero le condizioni di vita materiali della gente, ma che ne valorizzassero anche gli aspetti profondi, quelli della storia di ognuno di loro, di ognuna delle comunità dalle quali i desplazados arrivavano nel Catatumbo.
Senza di lui difficilmente avrei potuto approfondire la conoscenza di questa terra e di questa gente.
Il suo modo di fare politica comprendeva una maniera di ascoltare fatta di estrema attenzione e di infinita pazienza, con quello sguardo furbo ed il sorriso sempre li li per esplodere in una sonora risata, che ci accompagnava nelle lunghissime chiaccherate notturne.
Così come quando mi ha messo a sedere su di una specie di 'teleferica' casalinga, tirata da umani e che sostituiva un ponte sul fiume a El Aserrio, caduto da anni per una piena e mai ricostruito.
Daniel lavorava in casa, a maggio, quando l'ho conosciuto con la compagna Yamile. Lavoravano ad un progetto comunitario per la produzione di caffe. E con quanta cura svolgeva i compiti della tostatura, della pesatura, dell'impacchettamento!
A Daniel piaceva parlare. Era curioso. Ascoltava con cupidigia i racconti che gli portavo dall' Europa e dale altre zone della Colombia, sempre pronto a far domande che mettevano in risalto l'arguzia e la disponibilità al dialogo.
Ma anche la preoccupazione.
Quando discutevamo dell'assurdo conflitto armato tra le due più vecchie guerriglie del pianeta - ELN e FARC - che stava insanguinando la terra di Arauca, mi diceva che avrebbe voluto che i suoi figli fossero venuti via da quella zona, dove ancora stavano vivendo. Daniel è stato ucciso dentro la logica assurda di questo assurdo conflitto.
Camilla, militante della stessa organizzazione civile, impegnata come lui a beneficio del Catatumbo, mi descrive così l'omicidio e la solitudine di Yamile:
"E' stata una delle azioni più crudeli che si siano mai commesse contro un processo sociale ed in particolare contro una donna, contro Yamile, la compagna di Juan. Lo hanno ucciso in casa, davanti a lei, alle spalle, alle 10 della mattina del 22 settembre, lei gridò, chiese aiuto, però nessuno venne, rimase sola con lui fino alle tre del pomeriggio, cuando finalmente alcune donne si decisero ad aiutarla...Quella notte piovve profusamente, venne il giorno e lei si svegliò quasi da sola. Nella mattina di sabato cominciarono ad arrivare le prime persone, Giony e alcune altre da Honduras, e così per tutto il resto della giornata e della domenica, quando fu sepolto..."
Comunicato del Polo Democratico Alternativo da Rebelion6 ottobre 2006[versione IT][version ES]
Comunicato REDHER del 3 ottobre 2006 [versione IT][version ES]
Fotografie del luogo in cui Daniel viveva e lavorava ad un progetto comunitario di produzione del caffè
CATATUMBO. El Aserrio foto di Oscar Paciencia
Dieci giorni dopo l'omicidio di Daniel Guerra, il Segretariato Generale delle FARCpubblicasulla paginaufficiale della organizzazione unalettera aperta ai tre rami del potere pubblico colombiano, tra le cui righe si legge: "Voi sapete bene che la nostra lotta non vuole privilegi personali per coloro i quali militano nelle FARC, bensì il benessere della società nel suo insieme, e, in primo luogo, dei settori maggioritari della popolazione."
Daniel Camargo non era forse un membro di questa stessa popolazione? Il suo impegno e la sua lotta, non cercava forse il benessere della parte più indifesa della società?
Missione Internazionale di verifica sulla situazione dei diritti umani dei popoli indigeni colombiani
Dichiarazione finale
di A SUD da O.N.I.C.19 - 29 settembre 2006
Di fronte all'aggravarsi della crisi umanitaria delle Comunità indigene in Colombia, le principali organizzazioni indigene, riunite nel Consiglio Nazionale Indigeno di Pace, hanno convocato una Missione Internazionale dal carattere indipendente per dare seguito alle raccomandazioni fatte nel 2004 dal Relatore Speciale delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali delle popolazioni indigene, Rodolfo Stavenhagen.
Tra il 19 e il 29 settembre 2006 questa Missione internazionale di verifica sulla situazione umanitaria e dei diritti umani delle popolazioni indigene della Colombia, ha voluto verificare lo stato di adempimento delle raccomandazioni e la situazione attuale delle popolazioni indigene, e si è posta come obiettivo quello di produrre un rapporto che permetta alla Comunità Internazionale di sollecitare al governo colombiano l'adempimento agli accordi e agli impegni di ordine internazionale e nazionale, in relazione al rispetto dei diritti dei popoli indigeni.
Alla Missione hanno partecipato le organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani della società civile di Europa, dell'America Latina, degli Stati Uniti e del Canada, insieme ad osservatori delle agenzie delle Nazioni Unite, dell'ambasciata della Svizzera, dell'ambasciata della Germania, della delegazione della Commissione Europea e del MAPP-OEA. La missione ha visitato cinque regioni: la Sierra Nevada di Santa Marta, l'Alto Sinú Cordoba, il dipartimento di Arauca, il dipartimento del Cauca ed il dipartimento del Guaviare. In ogni regione la missione ha realizzato delle interviste alle comunità indigene e alle loro organizzazioni, ha raccolto le testimonianze delle vittime delle violazioni dei diritti umani e degli abusi al diritto umanitario internazionale, ha incontrato le autorità locali civili e militari e i rappresentanti degli organismi dicontrollo nazionale.
Dichiarazione finale[versione IT][version ES] Radio Città Aperta: intervista a Giuseppe De Marzo [21/10/2006]
Immagini della Missione di Verifica sulla condizione Indigena in Colombia
dalla pagina diO.N.I.C.
TRASFERITI FORZATAMENTE PIU’ DI 1.300 TRA MINATORI E CONTADINI DEL SUD DEL BOLIVAR A SEGUITO DELLE PERSECUZIONI E DAGLI ASSASSINI COMPIUTI DALL'ESERCITO NAZIONALE.
A SANTA ROSA L'ESERCITO INSINUA CHE I MINATORI IN LOTTA SIANO INFILTRATI DA GRUPPI GUERRIGLIERI
Il Sud de Bolivar è stato storicamente una regione dove le politiche di controllo sociale e politico hanno portato il segno di gravi e sistematiche violazioni ai diritti umani, rimaste nella totale impunità; la guerra civile colombiana ha segnato anche a questo territorio ricco di ogni tipo di materie prime, e la cui popolazione civile è stata, e sta, fuori da ogni protezione da parte dello Stato colombiano.
La lotta per il controllo delle zone aurifere - soggette ad alcune forme di estrazione che seguono il modello di sfruttamento ispanico dell'argento, scomparso a metà del secolo XIX - si sono mantenute fuori del potere della polizia di stato, perfino il controllo su minerali che costituiscono una riserva di ricchezza con la quale finanziare lo sviluppo della Colombia.
Il 19 settembre 2006 il giovane Alejandro Uribe, leader e Presidente della Giunta di Azione Comunale del casale Mina Gallo, Municipio di Morales, e membro della Federazione Agrominera del Sud del Bolivar - FEDEAGROMISBOL - secondo versioni date dalla comunità, è stato assassinato da soldati appartenenti al Battaglione Nuova Grenada al comando del Capitano Blanco, eseguendo ordini di Benjamín Palomino Capitano Ufficiale delle Operazioni di quel Battaglione.
Così come informa la Diocesi di Magangue in un comunicato pubblico, rifiutando questo omicidio, Alejandro Uribe aveva partecipato il l’8 settembre 2006 all'Assemblea di Previa per il Tribunale Permanente dei Popoli che si realizzerà i 11 e 12 di novembre del presente anno nella città di Medellin. In quell'evento erano presenti la Defensoria del Pueblo e Organizzazioni per Diritti umani. In quella sede si trattò di Ecosistema di Multinazionali, e si esposero pubblicamente gli abusi delle Forze Militari della Colombia contro la popolazione civile, col proposito di facilitare l'entrata alla regione della Multinazionale KEDAHDA S. A. filiale dell'Anglo GOLD ASHANTI.
La morte del leader menzionato si somma ad una preoccupante catena di attentati, blocchi, minacce ed altri assassini che secondo versioni degli abitanti sono eseguiti in maniera deplorevole da membri del Battaglione Nuova Grenada, dell'Esercito della Colombia.
Questi fatti hanno portato al trasferimento forzoso di tutto il settore minerario che è arrivato al posto conosciuto come L'Ipsilon, giurisdizione del Municipio di Santa Rosa del Sud, Dipartimento di Bolivar.
In questo contesto, circa 1.300 contadini e minatori si sono mobilitati davanti contro questo assassinio.
Comunicato Stampa No 1 COMUNITÀ AGROMINERARIE DEL SUD DEL BOLIVAR
25 settembre di 2006
Come comunità agrominerarie del sud di Bolivar, vogliamo rendere note all'opinione pubblica nazionale ed internazionale le ragioni che ci hanno portato a trasferirci forzatamente dai nostri villaggi verso il capoluogo municipale di Santa Rosa:
Le nostre comunità hanno vissuto e lavorato nella regione, vivendo dell’attività mineraria e dell'agricoltura da varie generazioni. 10 anni fa, multinazionali del settore minerario, motivate dalla grande ricchezza della regione, hanno voluto usurpare il nostro territorio, sviluppando la stessa strategia negli anni fatta di assassini, terrore, saccheggio, etc. appoggiate dallo Stato e dal paramilitarismo.
Intervista a Teófilo Acuña di FEDERAGROMISBOL COMUNITÀ AGROMINERARIE DEL SUD DEL BOLIVAR
IN LOTTA
da Radio Nizkor - Madrid / Indymedia Colombia
2 ottobre 2006
Teofilo Acuña spiega con chiarezza l'origine del problema. Gli interessi delle multinazionali dell'oro sono la causa di questa tragedia.
Fabian Hurtado, 10 anni, indigeno, ucciso da una bomba lanciata dall'esercito nazionale
di Julia / ASOINCA
Il 16 settembre del 2006, nella notte, si sono riunite circa 2.500 persone nella frazione Zumbido, nella riserva indigena di Jambaló, a nord del dipartimento del Cauca, per celebrare il "Giorno di Amore ed Amicizia" con un bingo. A mezzanotte, la truppa del Battaglione Pichincha, ascritta alla Terza Brigata, ha lanciato un mortaio dall’ accampamento militare situato vicino all’edifico del locale liceo del capoluogo municipale, verso la comunità, che è esploso a cinque metri della casa del signore Bautista Yule Rivera, causandogli varie ferite da scheggia nella parte inferiore del corpo. Le schegge sono entrate anche nel luogo in cui si stava svolgendo il bingo, ferendo a morte morte il bambino indigeno Wilder Fabián Rubato, di dieci anni.
manifestazione e convegno a Bogotà DICHIARAZIONE DELLA GIORNATA NAZIONALE
CONTRO LA BRUTALITA' POLIZIESCA Campagna Nazionale per i Diritti Umani, contro la brutalità poliziesca e lo smantellamento della ESMAD (Scuadroni speciali Antisommossa)
Comunicato stampa CCAJAR - Corp. Collettivo Avvocati José Alverar Restrepo
da Indymedia Colombia - Venerdì 22 settembre 2006
traduzione di Oscar Paciencia
Evviva la U… Evviva la U… non lasciarla Privatizzare Con questo grido é cominciata ieri, 21 settembre, una mobilitazione partita dal Parco Nazionale lungo la Septima nel pomeriggio. Il proposito: commemorare un anno dell'assassinio dallo studente dell'Università del Valle, Jhony Silva per mano dell'ESMAD e dichiarare così, il Giorno Nazionale Contro la Brutalità Poliziesca, in memoria, inoltre, dello studente Nicolás Neira, morto in simili frangenti il primo maggio 2005.
Un'altra esecuzione mirata da parte dell'esercito. Si opponeva all'esproprio delle miniere d'oro intentato dalla multinazionale Khedada
ALEJANDRO URIBE
assassinato dal Battaglione Nueva Grenada
traduzioni di Oscar Paciencia
Alejandro Uribe, membro della Giunta Direttiva dell'Associazione dei Minatori del Bolivador, filiale della Federazione Agromineraria del Sud del Bolívar, FEDEAGROMISBOL e presidente della Giunta di Azione Comunale della frazione di Mina Gallo, del municipio di Morales, è stato ucciso il 19 settembre da membri del Battaglione antiaereo di alta montagna Nueva Grenada - BAGRE.
Già Il giorno 7 settembre di quest'anno, Alejandro Uribe, alla presenza di membri di alcune Organizzazioni Non Governative per i Diritti umani e alla Defensoria del Pueblo aveva denunciato l'esecuzione extragiudiziale di Arnulfo Pabón, fatto avvenuto a Bolivador, una comunità che dista poche ore di cammino da Mina Gallo dove è avvenuto questo omicidio. Anche in quella occasione erano stati i militari del Battaglione Bagra gli artefici dell'esecuzione extragiudiziale di Arnulfo.
Denuncia Pubblica Organizzazioni colombiane 22/9 [versione IT][version ES]
Wradio di Bogotà 22 settembre 2006. Intervista sull'omicidio di Alejandro Uribe al Presidente del Coordinamento Nazionale Agrario (CNA) GERMAN BEDOYA e al Generale della V Brigata, Comandante del Battaglione Antiaereo Nueva Grenada, JOSE JOAQUIN CORTES.
Intervista del 22 settembre 2006 [10' 33" - 4946Kb] [audio ES]
Denuncia Pubblica Organizzazioni colombiane 20/9 [versione IT][version ES] Denuncia Pubblica Organizzazioni Italiane 20/9 [versione IT][version ES] Fotografie della Comunità di Mina Gallo Alejandro Uribe viveva qui. I minatori artigianali del luogo stanno contrastando l'arrivo di una multinazionale dell'oro, la Khedada, la quale ha già chiesto concessioni per espropriare la loro terra per oltre di 150000 ettari di terreno.
Esecuzione a Bolivador. Arresti di cooperanti internazionali a Bogotà Violenza di stato da nascondere
di Oscar Paciencia
Una settimana indimenticabile.
A poco più di un mese dall'insediamento del narco-presidente Alvaro Uribe Velez, è sempre più evidente che il suo programma di 'sicurezza democratica' (seguridad democratica) ha subito una forte accelerazione, affondando in maniera determinata qualsiasi forma di protesta e resistenza spacciata per terrorismo. Se nel Catatumbo i militari della 30ª. Brigada e della Brigada Mobile N. 15 detengono in maniera arbitraria cinque persone (tra cui un minorenne) ed altri cinque contadini vengono fatti prigionieri a Guacamó, nel Sud del Bolivar, dalle truppe del Battaglione Rifle della Brigata N. 33, nel mese di agosto, in Arauca, altri dieci civili sono stati uccisi, vittima del conflitto che vede scontrarsi le due più vecchie guerriglie del pianeta.
Dato che, a volte, non basta inscenare un combattimento con la guerriglia per uccidere con un colpo alla nuca, a sangue freddo, un militante della guerriglia (ELN) disarmato, in borghese, a casa con la moglie ed il figlioletto, la truppa del Battaglione di Alta Montagna Nueva Grenada, pensa sia meglio legare mani e piedi il cadavere, metterlo su di un mulo (rubato a un contadino) e trasportare il 'trofeo' in giro, casa per casa, per le comunità limitrofe a Bolivador, sempre nel Sud del Bolivar. Agli internazionalisti che stavano accompagnando la comunità è stato possibile, in questo caso, raccontare gli eventi, ascoltando le testimonianze dirette della gente. Più sfortunati invece, i quattro cooperanti internazionali di IPO (International Peace Observatory) i quali, mentre stavano documentando l'occupazione del ex-mattataoio del Distretto a Bogotà da parte delle oltre 300 persone vittime della guerra ed obbligate ad abbandonare le proprie case, sono stati arrestati da squadroni dell'ESMAD (polizia Antisommossa) e denunciate dalla Polizia Metropolitana quali 'organizzatori dell'occupazione', mentre 26 occupanti sono rimasti gravemente feriti e 200 fatti prigionieri dalla polizia. Il comandante delle operazioni, colonnello Yamilk Hernando Moreno Arias, della Polizia Metropolitana di Bogotá, è stato istruttuttore della Scuola delle Americhe (Escuela de las Americas) nota struttura di formazione per battaglioni paramilitari. Fino a novembre del 2005, è stato comandante della polizia nella regione di Urabá, dove fu protagonista della "conquista" dello spazio umanitario della comunità di San José de Apartadó. In quella occasione riconobbe che uno dei suoi uomini di fiducia era il riconosciuto paramilitare Wilmar Durango, così come denunciato da padre Javier Giraldo in varie, documentate occasioni.
Denuncia della Corporazione SEMBRAR sull'omicidio a Bolivador
Fotografie della comunità di Bolivador. di Oscar Paciencia
Come si presentava la comunità in ottobre del 2003 dove il 24 agosto di quest'anno Battaglione Nueva Grenada ha arrestato il militande del ELN per giustiziarlo in un bosco vicino. [foto]
Testimonianze dei rappresentatni della Comunità (ottobre 2003)[versione IT]
Il genocidio del popolo Kankuamo: i guardiani delle Ande Da Selvas.org / di Mailer Mattié - 1 luglio 2005
Versione italiana di Loredana Stefanelli, revisione Daniela Cabrera di Traduttori per la Pace
La cultura del popolo Kankuamo fu sul punto di scomparire del tutto nel XX secolo. Nonostante tutto, negli anni ottanta gli anziani lanciarono un appello per la ricostruzione culturale, dando inizio a un processo difficile e complesso di rivitalizzazione dell’identità indigena. Così, nel 1993 riuscirono a celebrare il loro Primo Congresso in cui stabilirono di lottare per il consolidamento delle loro istituzioni tradizionali e per la permanenza nel territorio. Attualmente, il popolo Kuankamo continua ad essere in pericolo esigendo, da parte dei gruppi armati, il rispetto della sua neutralità rispetto alla guerra che insanguina la Colombia.
Pueblo Indígena Kankuamo: derechos humanos y megaproyectos
Jaime Enrique Arias, Cabildo Gobernador Paris, 13 de abril de 2005
Los primeros padres espirituales, cuando todo estaba oscuro, en el plano donde nuestra vista no puede alcanzar, dieron origen al espíritu y al pensamiento: ellos crearon todo en espíritu, en el mundo no material, no eran gente, ni aire, ni cosa, solo una idea. Los primeros padres espirituales estudiaron la organización de la diversidad espiritual para poder llegar a formar el mundo físico antes de que amaneciera. La Sierra Nevada se formó al extenderse Serankua en forma de caracol o espiral a partir de la base hasta llegar a la cima de los Nevados y en cada uno de los puntos cardinales (Dibulla, Pozo Hurtado, Camperucho y Gáira) colocó un hombre para que la sostuvieran, los cuales a su vez son los dueños ancestrales de la Sierra.
Bogotá: 500 famiglie trasferite forzosamente hanno occupato il parco nella località Bosa.
Redazione El Turbión 23 Luglio 2006
foto Turbion / EFE traduzione Oscar Paciencia
Dal passato mercoledì 12 di Luglio, più di 500 famiglie trasferite forzosamente da distinte parti del paese si sono riunite nel parco centrale della località di Bosa, manifestando il loro dissenso nei confronti del governo per le precarie condizioni di vita nelle quali si trovano e per l'assenza di assistenza opportuna alle loro basilari necessità.
Armando precari alloggiamenti fatti di bastoni e teloni di plastica, più di 2.000 uomini, donne, bambini ed anziani di distinte provenienze hanno mantenuto la protesta per più di una settimana, a cui si sono andati via via aggiungendosi nuovi raggruppamenti di sfollati che, assieme agli altri, esigono delle autorità nazionali e distrettuali soluzioni concrete ai gravi problemi di salute, impiego ed abitazione di cui sono vittime, dato lo sradicamento subito abbandonando il loro territorio
A due anni precisi dall'omicido premeditato dei tre sindacalisti ed attivisti sociali nella frazione di Caño Seco, nel municipio di Saravena, per mano dell'Esercito Colombiano e per il quale già diversi militari, autori materiale del crimine (ma non gli alti comandi), sono stati processati e giudicati colpevoli, la storia si ripete a Tame, un altro comune del Dipartimento di Arauca. Seguendo di soli sette giorni l'annuncio della Missione Permanente di Accompagnamento che a Saravena, in memoria del martirio di HÉCTOR ALIRIO MARTÍNEZ, JORGE PRIETO CHAMUSERO e LEONEL GOYENECHE GOYENECHE, l'esercito colombiano per mano della stessa brigata 18° del Battaglione di Cavalleria Meccanizzato, inquisita per gli omicidi del 2004, ha effettuata un'altra retata massiva incarcerando, ad oggi, 13 persone tra sindacalisti, attivisti sociali e leader. Tra gli altri anche il Fratello di Leonel Goyeneche.
Come non bastasse, sembra non aver termine lo scontro militare tra i gruppi insorti colombiani, ELN e FARC, in corso da più di cinque mesi. La popolazione civile continua a farne le spese e a denunciare gli omicidi, le sparizioni, i trasferimenti forzati, i furti ed i saccheggi prodotti da questa assurdità.
Molte le denunce provenienti da molte frazioni del Municipio di tame e di Arauquita da parte delle Organizzazioni sociali. Il mese scorso la Rete di Solidarieta con Colombia ha scritto un appello alle organizzazioni insorte.
Retata dell'Esercito del 12 agosto 2004 nel municipio di Tame. Denuncia delle Organizzazioni Sociali
Denuncia del 8 agosto delle Organizzazioni Sociali di Saravena a proposito degli omicidi e saccheggi messi in atto nei mesi di luglio e agosto dalle FARC
Fotografie scattatte in varie frazioni dei municipi di Saravena, Tame, Arauquita durante la missione di accompagnamento alla popolazione tra il 13 e 17 giugno 2006. [foto]di Oscar Paciencia
Immagini del Dipartimento di Arauca. Militarizzazione a Saravena ed Arauquita.
Nelle comunità Indigene Uwa's e Guahibos Agosto - Settembre 2003
di Oscar Paciencia
Oggi si insedia a Bogotà l'uomo che ha fatto cambiare la costituzione colombiana per poter essere rieletto. Ha votato solo il 45% delle popolazione che ne aveva il diritto: praticamente tutta la zona rurale è rimasta esclusa dalla formalità del voto, ma non dagli effetti nefasti che, per altri quattro anni, vedranno la stragrande maggiorparte della popolazione colombiana oppressa, sfruttata ed emarginata.
Quella stessa popolazione che ha vissuto e sta vivendo una drammatica situazione umanitaria segnata dalla violenza politica, dai trasferimenti forzosi di intere comunità, dal coinvolgimento in crimini orrendi delle forze armate e di tutte le polizie, dalla paramilitarizzazione che, nella menzogna della "reinserzione" ricicla gli assassini illegali in tutori dell'ordine, da una legalità che fa dell'impunità perenne la sua ragione d'essere.
Il governo che Uribe ha presieduto per quattro anni ha ignorato tutte le raccomandazioni dell'Alta Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ha pubblicamente offeso di filo-terrorismo Amnesty International, non ha ottemperato alle indicazioni date dalla Corte Interamericana per i Diritti Umani, non mostrando alcuna volontà per difendere i diritti delle comunità vittime di Crimini di Lesa Umanità, di Distruzione Ambientale e del Territorio, così come ha segnalato la stessa Defensoria del Pueblo colombiana e le ONGs che difendono tali diritti.
Alvaro Uribe Velez, eletto dall'oligarchia colombiana su commissione del padrone Nordamericano, l'ultimo cocciuto baluardo degli interssi dei poteri forti planetari in America Latina, ipocrita menzognero nel mendicare denaro rappresentando la "sua" Colombia all'estero, non demorderà dall'intento di completare l'opera, svendendo le ricchezze colombiane alle trasnazionali e raffinando per questo fine tutte le strutture repressive, legali e illegali, di cui dispone. Oscar Paciencia 7 agosto 2006
Discorso di Alvaro Uribe Velez durante l'insediamento a Palazzo Nariño Bogotà 7 agosto 2006
Colombia: si insedia Uribe. Questa volta senza spari
Di Guido Piccoli
Ieri, lunedì festivo in ricordo di una grande vittoria di Simon Bolivar di quasi 200 anni fa, è stato in Colombia un giorno come un altro. Il reinsediamento del Presidente Alvaro Uribe ha cambiato l’atmosfera solo a Bogotà, in particolare nei dintorni del palazzo presidenziale e nei quartieri a ridosso delle vicine colline. Esattamente quattro anni fa, un manipolo di guerriglieri urbani cercò di rovinare la cerimonia ufficiale, sparando razzi e granate dai tetti: una dimostrazione di forza che, a causa del “cambio di direzione di una carica esplosiva “ (secondo il freddo frasario delle FARC) invece di cadere sulla Plaza des Armas, provocò la morte di una quindicina di indigeni della miserabile Calle del Cartucho.
La Colombia di Alvaro Uribe di JOSÉ STEINSLEGER /ALTERCOM
La Jornada - 3 luglio 2006
Tradución por Maribel
Lotta irriducibile quella della Colombia e dei suoi popoli che, seguendo l'esempio dell'insurrezione dei comuneros del Paraguay (1717-35) preannunciarono l'indipendenza politica dell'America (1780), come oggi preannunciano l'emancipazione economica e sociale dei nostri popoli.
Nel paese che dal 1886 porta il nome del conquistatore, la violenza repubblicana iniziò il giorno in cui un gruppo di patrioti redasse a Cartagena la prima costituzione liberale del mondo ispanico (un anno prima di quella di Cadice, 1811), e quando fu socialmente istituzionalizzata dai nemici della confederazione bolivariana (1830).
Bogota', 31 lug . - Un pedone, a quanto sembra un mendicante, e' morto e sei militari sono rimasti feriti per l'esplosione di un'autobomba in un quartiere nordorientale di Bogota'. L'attentato, eseguito con un comando a distanza, al passaggio di due camion dell'esercito non e' stato rivendicato. L'attacco e' avvenuto a una settimana dall'inizio del nuovo mandato del presidente Alvaro Uribe, rieletto lo scorso 28 maggio. (AGI/EFE)
Autobomba a Cali, almeno 5 vittime
4 agosto - Lo scoppio di un'autobomba lanciata contro un commissariato di polizia ha causato a Cali un bilancio di almeno cinque morti e nove feriti. Il governatore del dipartimento del Valle del Cauca, Angelino Garzon, ha dichiarato che 'nell'attentato sono morti quattro agenti e l'individuo che conduceva l'auto'. Il generale Jacinto Meza, direttore della polizia regionale, ha detto che lo scoppio e' avvenuto alle 7 (le 14 italiane) e che il veicolo aveva a bordo circa 40 kg di esplosivo del tipo Anfo. (ANSA)
Polizia in stato di “massima allerta” per garantire l’insediamento di Uribe A cura di Terra Colombia /EFE
5 agosto 2006
La Polizia Colombiana è in stato di “massima allerta” per garantire l’ordine pubblico durante l’insediamento del rieletto presidente Alvaro Uribe che avverrà il prossimo 7 agosto prossimo, lo afferma il generale Jorge Daniel Castro
Durante una conferenza stampa l’ufficiale ha dichiarato che questa operazione, avviata in tutto il paese, ha lo scopo di prevenire attentati della guerriglia delle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia), alle quali sono stati attribuiti vari attentati terroristi avvenuti in varie parti del Paese.
Ha spiegato che sono stati disposti posti di blocco e perquisizioni nelle principali città, che sono state imposte restrizioni nella circolazione in alcune zone di Bogotà e che ha invitato i cittadini a denunciare “fatti sospetti”.
Violazioni illegali di domicilio, intercettazioni telefoniche ai telefoni fissi ed ai cellulari, furti di dischi rigidi e computer portatili violazione della posta personale, blocchi di pagine web, perquisizioni, pedinamenti ai lavoratori, infiltrazioni dei cosiddetti “tiras” (informatori della polizia), minacce via e-mail e telefoniche tra le altre cose, sono le strategie che l’“intelligence” della polizia, del DAS (dipartimento amministrativo per la sicurezza), l’esercito e i suoi squadroni illegali sta mettendo in opera contro le organizzazioni sociali, sindacali e popolari, così come contro gli attivisti e leaders di differenti settori.
In questa occasione hanno perquisito ed ispezionato senza ordine giudiziario le sedi del SINALTRAINAL, del settimanale SEMANARIO VOZ, del COMITÉ PERMANENTE DE DERECHOS HUMANOS e rubato i dischi rigidi al centro per i diritti umani CODHES. Occorre precisare che queste pratiche le stanno attuando da molto tempo nei confronti delle comunità, delle organizzazioni e delle persone. Ricordiamo la Asamblea por la Paz, le comunità di Apartadó e di Atrato, e le organizzazioni popolari di Barrancabermeja. I fatti di oggi costituiscono un’aggressione in più a quelle cui solitamente soggiacciono i difensori dei diritti umani in Colombia da parte di questo Governo.
COSA E' SUCCESSO
ALL'INSEDIAMENTO DI URIBE NEL 2002
Giura il presidente blindato di Martin E. Iglesias / Selvas
07/08/2002
Alvaro Uribe Velez inaugura il suo mandato presidenziale "sorvegliato a vista" da più di 15.000 uomini armati, concentrati nella capitale. Ma nonostante ciò, razzi e attentati dinamitardi uccidono 15 persone a Bogotà, durante la cerimonia di giuramento. Quasi fosse una dimostrazione che "la violenza chiama violenza", ora tocca al nuovo presidente mantenere complicati equilibri di pace o spingere il Paese, e forse il continente, in una orribile epoca di guerra. La Colombia nel frattempo sprofonda nel debito estero e la povertà aumenta, in silenzio. [continua IT]
Ondata di attentati durante l’insediamento di Uribe causa 19 morti e 76 feriti DPA, AFP, PL Y REUTERS. La Jornada da Rebelion - 9 agosto 2002 Un saldo stimato in 19 morti e 76 feriti è stato il risultato di un’ondata di attentati dinamitardi lanciati presumibilmente dalla guerriglia delle Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia (FARC) durante il giorno dell’insediamento del nuovo presidente del paese, l’uomo di destra Uribe. Tuttavia il gruppo guerrigliero non si è assunto la paternità di nessuno degli attentati e non ha emesso nessun comunicato nei confronti dell’insediamento di Uribe. Nonostante le imponenti misure di sicurezze senza precedenti, gli attentati sono arrivati fino alla casa presidenziale di Nariño, dove sono scoppiate tre bombe che hanno ferito quattro poliziotti. Sembra che solo una delle bombe sia esplosa, dopo essere stata lanciata da un veicolo in corsa. [continua ES]
Fotografie sul bombardamento di Palazzo Nariño durante l'insediamento di Uribe nel 2002
archivi AFP / AP
ricerche di Oscar Paciencia
IL GENOCIDIO A BUENAVENTURA CONTINUA
Organizzazioni sociali del Pacifico / DeVer 284
traduzione di Oscar Paciencia
Sono sei anni che il Popolo AFROBONAVAENSE convive con il dolore e l’orrore di vedere i propri fratelli e sorelle assassinati, massacrati, fatti scomparire, attraverso migliaia di forme di sevizie e ferocia, senza che le istituzioni che rappresentano lo Stato a livello locale, regionale e nazionale, abbiano fatto nulla per prevenire, impedire, far giustizia di fronte a questo Genocidio.
L' impunità è totale, non si conoscono i motivi, ne i responsabili materiali e intellettuali di questi crimini orrendi, come le 2644 vittime degli omicidi selettivi compiuti tra gli anni 2000-2005 e i 281 occorsi nell’anno in corso (fino al 18 luglio); una media di 80 – 90 persone fatte scomparire all’anno, si sommano ai massacri e ai trasferimenti forzati. Tutto questo colpisce profondamente la dignità e provoca il deterioramento del tessuto sociale, denigrando le pratiche tradizionali-culturali, in conclusione minacciando la stessa sopravvivenza delle popolazioni nere.
POPAYÁN: LE VIOLENZE SONO IL PANE QUOTIDIANO
DEI VENDITORI AMBULANTI
di Julia
Popayán, luglio 2006
Traduzione di Oscar Paciencia La galería di La Esmeralda
La galería o piazza del mercato de La Esmeralda a Popayán esiste da più di 35 anni come centro di provviste e distribuzione di prodotti agricoli e per la pastorizia, convertendosi nell’unica possibiltà di sussistenza per circa 800 famiglie che vivono degli scarti che vengono lasciati fuori dall’edificio, tra produttori, distributori, rivenditori, carriolanti, birocciai, spazzini, ecc. Queste famiglie sono state obbligate a occupare lo spazio della piazza del mercato per la incapacità dello Stato di offrir loro le condizioni minime per trovare un lavoro che permettesse loro di mantenersi.
MORTE DEL FIUME ANCHICAYÁ di Marblava Traduzione di Oscar Paciencia
Bogotà 26 luglio 2006
Il servizio di energia elettrica in Colombia, negli anni sessanta veniva fornito dall’ Istituto Colombiano di Energia Elettrica. Agli inizi degli anni settanta questa entità passa alla Corporazione Elettrica della Costa Atlantica (CORELCO), impresa pubblica incaricata della generazione, trasmissione, distribuzione e commercializzazione della energia. Poco tempo dopo è venuta compromettendosi l’economicità di questa corporazione e lo stato decise di creare 5 nuove imprese, tra loro Electrocosta e Electrocaribe, mentre il CORELCO veniva divisa in CORELCO Generazione e CORELCO Trasmissione.
COMUNITA’ HACIENDA LA MIEL
Ibagué – Dipartimento di Tolima
COSPACC - Oscar Paciencia
12 luglio 2006
La tenuta de La Miel comprende 510 ettari di terreno, è ubicata nella località Buenos Aires, zona rurale del Municipio di Ibagué a circa 16 chilometri di distanza dalla città, molto vicine ad essa passano ci sono le gole di Guacarí e Adobes. E’ posta a circa 750 metri sul livello del mare. Attualmente consta di una popolazione di 567 abitanti, comprendendo tutte le età, distribuite in 160 famiglie. Il 29 dicembre del 1996, questa comunità si è installata in questa zona con 70 famiglie provenienti dal municipio di Pelaya, la Gloria e Tamalameque, situati nella parte sud del Dipartimento del Cesar, regione nordoccidentale di Colombia, quando un gruppo di paramilitari al comando di Carlos Castaño, con l’auspicio e sotto la protezione di CARLOS ARTURO MARULANDA, ex ministro per lo sviluppo e ambasciatore colombiano in Belgio, fecero incursione nel loro territorio.
La resistenza del Sur de Bolivar tra paramilitarismo, occupazione militare e interessi multinazionali. Comitato Carlos Fonseca – REDHER
12 luglio 2006
Il Sur de Bolivar, situato a ridosso del rio Magdalena, è da anni al centro di contese territoriali tra la popolazione, minatori nel nord e contadini nel sud, e le multinazionali con i loro progetti di sfruttamento delle risorse aurifere e di implementazione di monocolture destinate all’esportazione.
Questo conflitto va avanti ormai da due decadi durante le quali la popolazione a subito massacri, desapariciones e sfollamento forzato. Ma ciononostante non si è arresa, ed ha continuato a mobilitarsi e resistere piangendo al tempo stesso le tante vite che ha perso in questa degna lotta per la resistenza nel territorio.
I vincoli tra questi interessi e i gruppi paramilitari sono evidenti tanto nella zona mineraria che in quella agricola
Missione di accompagnamento politico al popolo araucano dal 14 al 17 giugno 2006
La situazione nel dipartimento di Arauca continua ad essere molto grave. Le grandi ricchezze petrolifere della regione ed il loro sfruttamento incondizionato da parte di imprese multinazionali; l'apparato poliziesco e militare posto a controllo delle perforazioni; le fumigazioni costanti delle piantagioni che forniscono alimenti base alla sopravvivenza, nell'inutile tentativo di sradicare la coca; l'assassinio, la sparizione forzata, l'incarceramento e l'esilio per gli oppositori del sistema; e da quattro mesi lo scontro militare tre le due più grandi guerriglie del Paese (ELN e FARC) che ha già lasciato sul campo più di 250 miliziani morti, più di quanti ne sono caduti combattendo l'esercito negli ultimi 14 anni. Nel tentativo di raccogliere maggiori informazioni sulla situazione riguardante diritti umani , presenza militare e danni provocati dalla fumigazioni , una commissione nazionale e internazionale si è recata nelle comunità più colpite a testimoniare solidarietà politica .
Pacho Galán, comandante del ELN : “Non esiste un nemico buono o un nemico cattivo per trattare o combattere”
Intervista a cura di Luis Nieto Pereira. 2 aprile 2006
trasduzione e fotografie di Oscar Paciencia
Pacho Galán è un comandante dell' ELN, organizzazione che attualmente sta mantenendo conversazioni con il governo colombiano. Una iniziativa molto criticata, per l'attacco ai diritti umani e la forte repressione che il presidente Uribe esercita contro la popolazione.
Nella Casa de Paz di Medellín, Galán parla in esclusiva per la rivistahabla en exclusiva para Pueblos di Madrid delle ragioni del dialogo e degli obiettivi che con esso si perseguono.
Pacifico Nero
Le comunità dei fiumi Anchicayá e Calima Me niego totalmente
A negar mi voz
Mi sangre y mi piel.
Y me niego totalmente
A dejar de ser yo
A dejar de sientirme bien
Cuando miro mi rostro en el espejo
Con mi boca totalmente grande
Y mi nariz totalmente hermosa
Y mis dientes totalmente blancos
Y mi piel valientemente negra
Y me niego categoricamente
A dejar de hablar
Mi lengua, mi acento, y mi historia
Y me niego absolutamente
A ser parte
De los que se callan
De los che temen
De los que lloran
Porque me acepto
Totalmente libre
Totalemente negra
Totalmente hermosa.
(Me niego totalmente – Shirley Campbell)
Con il fiume sottosopra, profitto della multinazionale Viaggio attraverso i fiumi Anchicayá e Calima. Buenaventura di Julia e Oscar Paciencia
Chi vuole conoscere le condizioni di vita degli abitanti dei fiumi Anchicayá e Calima, dove il Processo delle Comunità Negre – PCN – lavora, deve partire da Buenaventura. Buenaventura è il porto marittimo più grande di Colombia, però l’accesso per via terra è reso difficilissimo per le frequenti frane che coinvolgono l’unica strada disponibile. Occorre munirsi di molta pazienza. Per arrivare a Anchicayá, uno viaggia in carro colectivo (vetture di vario modello adibite al trasporto di persone, cose e animali), forando le gomme con la stessa frequenza delle frane, fino a Zabaleta. Lungo il cammino si incontrano molti soldati,a Zabaleta c’è un posto di blocco dell’esercito ai bordi del fiume.
Catatumbo, ¡corazon! di Oscar Paciencia bogotà 1 giugno 2006
Non puoi andare per di lì. Ci hanno appena detto che per quella vereda di Mesa Rica due spezzoni dell’esercito si sono camuffati e agiscono come paramilitari. Un gruppo ha il bracciale delle nuove autodifese, Las Aguilas Negras, gli altri neppure quello. Ma hanno già segnalato alcuni contadini, mentre altri li hanno minacciati ed alcuni picchiati.
Ma devo fotografare, devo dimostrare che quello che dite è vero. La verità serve viva. Quindi andiamo verso Las Aguadas, dove la comunità sta aspettando di poter raccontare quello che le è successo e di ascoltare le proposte per organizzarsi in una nuova forma, come potersi meglio difendere dall’avanzare dei progetti multinazionali che stanno arrivando in questo municipio scortati dai soldati. Sono già nella scuola riuniti e noi ti dobbiamo portare in moto.
Cumbre Indigena e contadina. Cauca, La Maria Piendamò Intifada colombiana Comitato Carlos Fonseca - REDHER
La storia comincia tanti anni fa è una storia antica, una storia che contrappone chi da sempre vive con la terra e per la terra ai latifondisti, alle imprese dell’oligarchia nazionale e le multinazionali straniere. È una storia di spoliazione costante, di accordi non rispettati e di nuovi accordi che si fanno in nome del profitto di pochi a detrimento della vita di molti. È la storia di armi che vengono spianate contro chi rivendica il proprio diritto alla vita. A volte questo conflitto che serpeggia in america latina diventa palese e si manifesta in rivolte ma realmente l’anelo al cambiamento resta costante ed è portato avanti ogni giorno attraverso lo sforzo e il sacrificio di molti. Questa precisazione è importante e necessaria perché troppo spesso siamo portati a vedere le cose sotto gli occhi del piccolo schermo, solo per episodi che appaiono slegati dal contesto, quasi fiammate isolate.
Nelle comunità minerarie del Sud del Bolivar Con la testa fra le nuvole di Oscar Paciencia Bogotà, 19 aprile 2006
Fantasticare è umano. Lasciarsi prendere la mano ed i pensieri dal sogno, a volte, rigenera lo spirito. Inventarsi la realtà, costruire tragitti inesistenti e percorrerli in lungo e in largo alla ricerca di confini che sempre si spostano, appartiene alla possibilità di lasciar decantare la fatica prodotta dalla quotidianità. Lasciare che la distrazione ci permetta di sbagliare è un toccasana per la razionalità che costantemente ci viene richiesta. Concedere alla testa una vacanza tra le nuvole fornisce l’opportunità di azzerare inutili sovrappiù mentali. La settimana santa può rappresentare una scusa per compiere questo esercizio.
L’impresa multinazionale Kedhada nasce nel settembre del 2003. I soci come gli alti funzionari della Direzione aziendale sono tutti alti funzionari della ANGLO GOLD ASHANTI, l’unico membro colombiano della direzione è l’avvocato LUISA FERNANDA ARAMBURO, che ha difeso i supposti diritti di proprietà delle miniere del Sud del Bolivar della famiglia ILLERA PALACIO contro i minatori artigianali, e prima ancora, i diritti vantati dalla Compagnia Corona Goldfields S.A, sempre contro gli stessi minatori.
La ANGLO GOLD ASHANTI, reale controllore della Kedhada.....
SUD DEL BOLIVAR Attualizzazione della situazione nella zona mineraria
al 10 aprile 2006
*VIOLAZIONI DELL’ESERCITO CONTRO LA COMUNITA’ MINERARIA*
Le organizzazioni firmatarie del presente documento denunciano alla comunità nazionale e internazionale i seguenti fatti, commessi contro la comunità dal battaglione Antiaereo Nueva Grenada – Bagra nel sud del Dipartimento del Bolivar durante un operazione militare iniziata il 25 marzo del 2006.
Il 25 marzo 2006, alle 10 circa del mattino, nella località La Torera, del Municipio di Santa Rosa, conosciuta comunemente come La Punta, sono state private della libertà 5 persone......
Mina Vieja 16 aprile 2006 In considerazione degli innumerevoli episodi di vessazione subiti dalle popolazioni civili delle comunità minerarie del Sur del Bolivar nella zona del municipio di Santa Rosa del Sur, da parte dell'esercito nazionale, e prendendo atto della violazione al diritto di informazione subita da un fotoreporter italiano, la federazione Agromineraria e la Ginta di Azione Comunale decidono di scrivere una lettera all'ambasciata italiana a Bogotà, sia per mettere a conoscenza l'ambasciatore della costante violazione dei Diritti umani e del Diritto Internazionale Umanitrio, che per vedere garantita la indispensabile presenza di accompagnatori stranieri nel loro territorio.
Anche il fotoreporter italiano presenta un esposto-denuncia all'ambasciata italiana. DENUNCIA DI FEDEAGROMISBOL [versione IT][versione ES]
ESPOSTO ALL'AMBASCIATA ITALIANA del FOTOREPORTER [IT]
TRIBUNALE PERMANENTE DEI POPOLI SESSIONE COLOMBIA
Udienza sul Sistema Agroalimentare
Bogotá, 1 - 2 aprile 2006
"Quando sono gli stessi strumenti legali ad impedire che si faccia giustizia, la societá e i popoli generano altri mezzi affinché i crimini contro l' umanitá non vengano dimenticati e non rimangano impuniti"
Nell'auditorio Hermanos della Universitá Distrettuale di Bogotá si é tenuta la prima Sessione del Tribunale Permanente dei Popoli dedicato alla situazione Colombiana. A convocare l'evento oltre al Sinaltrainail (sindacato agroalimentare Colombianao) molte altre organizzazioni sociali, sindacali e istituti di ricerca. Tra gli altri l'Osservatorio Sociale sulle Multinazionali, Megaprogetti e Diritti Umani, il Collettivo degli Avvocati Restrepo,USO, Giustizia e pace,SEMBRAR, REDHER,Comitato dei Prigionieri Politici.
Ad essere giudicate da questa prima sessione del tribunale erano le tre transnazionali agroalimentari piú grandi presenti sul territorio colombiano: la Nestlé, La Coca-Cola e la Chiquita Brands. Il Tribunale ha ascoltato le decine di testimonianze dei lavoratori delle tre multinazionali, analizzato diversi filmati portati a sostegno delle accuse, ed infine emesso le sue raccomandazioni alle multinazionali. "Nel 1946, convocati dagli Stati Uniti, Russia, Inghilterra e Francia, si é svolto in Germania il primo tribunale a carattere internazionale chiamato “Tribunale Militare Internazionale di Norimberga” nel quale si é venuto definendo il concetto di Crimini di Lesa Umanitá e le pene corrispondenti, é stato creato il primo codice penale internazionale e sono stati giudicati i crimini commessi dai nazisti. Peró, anni dopo, gli Stati Uniti praticarono contro il popolo del Vietnam gli stessi crimini condannati a Norimberga; per questo il filosofo Bertrand Russel convocó un tribunale che non dipendesse da nessuno Statu, ma dalla stessa umanitá, per giudicare i crimini di Lesa Umanitá...."[convocazione completa][Fotografie]
Agenda delle Sessioni del Tribunale
Settore
Regioni coinvolte
Luogo
Data
Agroalimentare
Cauca, valle, Eje Cafetero, Cesar, Regioni babaniere
Bogotà
1-2 aprile 2006
Oro
Sud del Bolivar, nordest Antioqueno
Medellin
Novembre 2006
Biodiversità
Chocò, Bajo Atrato
Cacarica
Febbraiio 2007
Petrolio
Casanare, Arauca, Magdalena Medio
Saravena
Agosto 2007
Carbone
Guajira, Cesar, Nord di Santander
Riohaha
Novembre 2007
Servizi Pubblici
Costa del Caribe, Sabana di Bogotà
Barranquilla
Febbraio 2008
Sessione finale
Colombia
Bogotà
luglio 2008
Mi chiamo Ascanio Josè Trinidad, ho 57 anni e sono nato a Carmen, nel dipartimento del Norte de Santander.
Sono entrato nell’impresa Coca-Cola il 7 aprile 1975 alla età di 26 anni ed ho lavorato per questa impresa per più di 18 anni. Il mio lavoro consisteva nel distribuire le bevande negozio per negozio e nel guidare i veicoli della Coca-Cola.
Nel 1991 mi sono ammalato ed i medici attraverso alcune indagini diagnostiche, mi hanno detto che soffrivo di sclerodermia e che questo era il risultato della distruzione dell’organismo dovuta al fatto che il mio lavoro nell’impresa mi obbligava a rimanere esposto ai raggi solari superiori a 38 gradi in Aguachica e a più di 40 quando guidavo il camion.....[testimonianza completa][Audio-ES] Testimonianza di Alfredo Porras letta da Edgar Paez.
Il Compagno Alfredo Porras avrebbe voluto stare qui con noi, attraverso di una videoconferenza, ma per problemi tecnici non è stato possibile, però ci ha inviato la sua testimonianza ed è ciò che leggerò.
Mi chiamo Alfredo Porras Rubio, per più di venti anni partecipai alla lotta sindacale all’interno degli stabilimenti della Coca-Cola in Colombia. Sono stato membro della direzione del SINALTRAINAL e membro esecutivo della CUT, sezione Santander. Dal momento che ero il presidente della sezione sindacale del SINALTRAINAL di Bucaramanga, continuamente sono stato accusato di far parte di una cellula urbana della guerriglia, costantemente sono stato perseguitato da vari individui all’entrata della fabbrica imbottigliatrice o davanti casa mia. Oltretutto casa mia è vigilata ventiquattro ore su ventiquattro da differenti soggetti..... [testimonianza completa][Audio-ES] Intervista a Edgar Paez
Dirigente Nazionale SINALTRAINAL. Responsabile internazionale. Domanda: Edgar, perché la necessità del Tribunale Permanente dei Popoli in Colombia? Risposta: . Negli ultimi anni abbiamo fatto un’analisi profonda sul tema della giustizia e siamo arrivati alla conclusione che la maggior parte dei crimini commessi in Colombia sono rimasti completamente impuniti. Assassini, sparizioni, spostamenti forzati, torture, disoccupazione, fame, miseria: tutto questo rimane nella più completa impunità per questa ragione ci siamo dati il compito di approfondire le cause che generano questi problemi. Ma nello stesso tempo abbiamo deciso di sottoporre a giudizio le imprese trasnazionali per le politiche portate avanti nel nostro paese....[intervista completa] Parte 1. Tribunali e Udienze Pubblilche precedenti [Audio-ES] Parte 2. Tribunale Permanente di Popoli Caso Colombia [Audio-ES] Parte 3. Sentenza del T.P.P. [Audio-ES]
categoria: foto, - sindacato, -- dip valle cauca